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Tornare a casa

Racconti d'autore, 33

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.5
(66)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 77 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pino Cacucci

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un viaggio in Messico, a Tijuana, frontiera fisica e simbolica che separa il mondo ricco da quello povero; uno sguardo intenso sulla propria terra natale, l'Estremadura, il ricordo del 23 febbraio 1981, quando fu sventato un tentativo di golpe in Spagna; il rapporto con i lettori, con gli altri scrittori e con le grandi opere della narrativa contemporanea. Javier Cercas mescola vita e letteratura, esperienza personale e intellettuale in una raccolta di scritti in bilico tra finzione e oggettività, sconfessando l'idea di un unico granitico punto di vista sulla realtà per lasciare a chi legge l'onore e l'onere di comprenderla e decifrarla. Perché un intellettuale non deve mai dimenticare che esistono la verità dei fatti e la loro interpretazione, la verità storica e quella letteraria. Ed è a quest'ultima che Cercas sceglie di consacrare la sua opera.
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  • 3

    Libri che parlano di libri

    Umberto Eco, in un suo celebre testo, ricorda che i libri solitamente parlano di libri che parlano di libri. Un rimando per noi essenziale, ma che può divenire autoreferenziale, sino a perdere di vista la realtà. Un male? un bene? Preferisco non commentare. Questo libro mi é piaciuto, breve, picc ...continua

    Umberto Eco, in un suo celebre testo, ricorda che i libri solitamente parlano di libri che parlano di libri. Un rimando per noi essenziale, ma che può divenire autoreferenziale, sino a perdere di vista la realtà. Un male? un bene? Preferisco non commentare. Questo libro mi é piaciuto, breve, piccole gradevoli storie, punti di vista interessanti che rimandano ad altri testi di Cercas. Si legge volentieri. Forse perché sono 77 pagine.

    ha scritto il 

  • 4

    Già solo per trovare un autore così vale la pena di sciropparsi tutti questi librettini della domenica...vivo,riflessivo a partire da sè: dalla sua biografia, dalle sue sensazioni, da ciò che vede in prima persona.
    Racconti che trattano di emigrazione; uno è dedicato alla scrittura.
    S ...continua

    Già solo per trovare un autore così vale la pena di sciropparsi tutti questi librettini della domenica...vivo,riflessivo a partire da sè: dalla sua biografia, dalle sue sensazioni, da ciò che vede in prima persona.
    Racconti che trattano di emigrazione; uno è dedicato alla scrittura.
    Scrivo e l'ho finito di leggere da mesi: se me lo ricordo nonostante io legga un librettino di questi a settimana, allora significa che per me è significativo!

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sembra il caso quasi classico dell'autore che ha raggiunto presto il successo e che non ha saputo reggere alla pressione mediatica conseguente. Scrive di tutto e su tutto, come gli viene chiesto, ma ciò che dice suona a seconda dei casi falso o desolantemente banale.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di trovare questo libro per terra vicino alla fermata dei pullman per cui lavoro, residuo di qualche viaggiatore distratto, non avevo mai nemmeno sentito nominare Javier Cercas. Ma un libro è là, abbandonato in terra e al suo destino, che fai? Non lo prendi?


    Lo prendi, ovvio.


    ...continua

    Prima di trovare questo libro per terra vicino alla fermata dei pullman per cui lavoro, residuo di qualche viaggiatore distratto, non avevo mai nemmeno sentito nominare Javier Cercas. Ma un libro è là, abbandonato in terra e al suo destino, che fai? Non lo prendi?

    Lo prendi, ovvio.

    Il bello è che Cercas è anche un fottuto genio del male, almeno per quanto riguarda questo primo incontro. I racconti che compongono il libro sono o brevi o brevissimi, ma la loro qualità migliore è che ogni volta sembra di sentire la storia direttamente dalla bocca di chi la racconta tanta è l'immediatezza delle parole usate. Sembrano i ricordi di un amico che non vedi da tempo, che ti aggiorna su ciò che gli è accaduto stando seduto al tavolino di un bar con una birra ghiacciata in mano.

    Sicuramente è da annotare tra gli autori che meritano ulteriori letture, appena possibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Il professore esce dal congresso.

    E dove va? Sulla spiaggia di Tijuana a odiare i gringos. Nel bordello a brindare per i narcos. Poi torna a casa - bye bye Tijuana! - e risponde a lettere ed email dei suoi lettori spagnoli, aggiuntisi alla madre alle sorelle agli amici. Pizzico di nostalgia per l'Estremadura, tra un ritorno e un ...continua

    E dove va? Sulla spiaggia di Tijuana a odiare i gringos. Nel bordello a brindare per i narcos. Poi torna a casa - bye bye Tijuana! - e risponde a lettere ed email dei suoi lettori spagnoli, aggiuntisi alla madre alle sorelle agli amici. Pizzico di nostalgia per l'Estremadura, tra un ritorno e un ritono dall'università, vedi mai ci sia qualche altro giorno da colpo di stato da ricordare, qualche confidenza raccolta qua e là, e l'umilta di chi sa di non essere Vergas Llosa come se la questione fosse essere o non essere Vergas Llosa e non lo scrivere libri della qualità di quelli Vergas Llosa, chiunque si sia. Però il peggiore sono io, che leggo dei piccoli racconti prima dei romanzi, che magari sono grandi ( e poi ha il tocco leggero della scrittura che promette più che bene, il professore).

    ha scritto il 

  • 5

    Caldo vero riflessivo umile vivo

    http://www.youtube.com/watch?v=GjNZKxP5LEI
    La canzone di Tijuana
    Pag 9 confronta con Stati uniti
    Pag 11 Il muro di berlino era anche chiamato il muro della vergogna come chiamare il muro messicano? Qui vicino al muro la sinistra latina americana
    trova ragioni a bizzeffe pe ...continua

    http://www.youtube.com/watch?v=GjNZKxP5LEI
    La canzone di Tijuana
    Pag 9 confronta con Stati uniti
    Pag 11 Il muro di berlino era anche chiamato il muro della vergogna come chiamare il muro messicano? Qui vicino al muro la sinistra latina americana
    trova ragioni a bizzeffe per appoggiare l'orrida tirannide di fidel.
    Pag 12 la polizia dell'immigrazione i feroci guardani dei cancelli della prosperità
    Pag 13 Hug Tomas la spagna non è che una copia sbiadita del messico
    Pag 14 Col proibizionismo gli americani per bere vanno in messico.
    Pag 16 Un'artista ha tatuato sul braccio una frase di Borges "non ci unisce l'amore ma lo spavento"
    Pag 17 Stanislaw lem "non abbiamo bisogno di altri mondi, abbiamo bisogno di specchi". Penso che questo muro è uno specchio.
    Pag 25 Tijuana canzone di amore e morte immenso abbagliante felice immondezzaio.
    Pag 26 L'inferno e il paradiso stanno insieme.
    LA TRAGEDIA E IL TEMPO
    Pag 27 il 23 febbraio 1981 la guardia civil interrompe i lavori di insediamento del primo ministro c'è un colpo di stato.
    Pag 28 Ragionevolmente codardo ma anche stupido invece di stare a casa vado in università sufficientemente infarcito di romanzi romantici e bellicosi.
    Pag 29 La quiete e l'amore per la poetessa fa scordare tutta la situazione politica.
    Pag 30 A tarda sera il Re intima ai militari sediziosi di deporre ler armi.
    Pag 30-31 Prima o poi tutto ciò che inizia come tragedia finisce in commedia Woody Allen.
    Pag 31 Malgrado pessimamente organizzato il colpo di stato sfiorò il successo.
    Pag 32 Il ministro della difesa Alberto oliart è franchista. Franco ha detto di obbedire al suo successore e il re ha detto di sventare il 23 febbraio. Il generale che impedisce
    l'occupazione della piazza di Madrid pochi giorni dopo è assassinato dall'ETA io mi fidanzai con la poetessa e la relazione finì in modo catastrofico. A pensarci bene ciò che comincia
    in tragedia o commedia, finisce sempre in tragedia.
    LA BANDA DEI CINQUE
    Pag 33 Prima di Soldati in Salaminia potevo chiamare i miei lettori come faceva Cesar Aira "la banda dei quattro" (perchè pochi).
    Pag 34 Ogni volta che un romanzo viene letto torna a nuova vita (perchè ogni volta diverso) perchè molti dei lettori del romanzo potevano raccontare storie simili.
    Pag 42 la cosa migliore per uno scrittore è che i suoi libri si leggono molto perchè quando uno pubblica il libro cessa di essere suo e diventa dei lettori.
    Pag 43 Chi rifiuta un elogio spesso lo fa perchè spera di averne due quindi mai rifiutare. Non è un uomo libero perchè come dice Renard un uomo libero è colui che può rifiutare un'invito a cena senza dover cercare una scusa. La felicità
    altrui ci priva dello sporco piacere della compassione.(dall'inizio della pagina tutto questo è esattamente la teoria morale di adam smith all'opposto). Il vero successo si basa nell'essere ciò che segretamente già si è. Il vero sogno è che la "banda dei quattro" non si sciolga mai (moglie, sorelle, amici).
    TORNARE A CASA
    Pag 45 Immagino di tornare ma forse non me ne sono mai andato del tutto.
    Pag 46 Iblernando paese della regione dell'estremadura.
    Pag 47 Gli estremegni erano estremi. Don Chiscotte è sublime e ridicolo al tempo stesso per questo è il libro più libero tra tutti gli spagnoli. E' estremo perchè gli estremi si toccano.
    Pag 48 La vita era altrove perchè gli Estremadurani non potevano difendere i loro interessi.
    Pag 51 Non si può tornare a casa. Ibahernando concetto senza fretta.
    Pag 53 Tronare con l'immaginazione è l'altro modo di chiamare la memoria.
    Pag 58 Nella sala da ballo i razzi del palo (cioè quelli che non ballano) i più covavano rancore pochi godevano della felicità altrui.
    Pag 59 Cervantes ha insegnato che la vera gloria per quelli del palo consiste nel mettercela tutta. Ballare è come annullare il tempo e annullare il tempo è come annullare la morte e quindi l'infelicità.
    Pag 64 Federalismo solidare.
    Pag 66 Montaigne "non siamo mai a casa"

    ha scritto il 

  • 3

    racconti di vita

    Sono alcuni piccoli racconti che ci parlano di un viaggio a Tijuana, del ricordo del giorno del tentato golpe dell'81, del ritorno al paese di provenienza, in Extremadura, del difficile e a volte divertente rapporto di uno scrittore che voleva essere Hemingway coi suoi lettori.
    Gradevoli e ...continua

    Sono alcuni piccoli racconti che ci parlano di un viaggio a Tijuana, del ricordo del giorno del tentato golpe dell'81, del ritorno al paese di provenienza, in Extremadura, del difficile e a volte divertente rapporto di uno scrittore che voleva essere Hemingway coi suoi lettori.
    Gradevoli e precise parole, in un libretto che si legge con piacere, di Javier Cercas.

    ha scritto il