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Tornatràs

By Bianca Pitzorno

(58)

| Paperback | 9788804604440

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Book Description

5 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    (ATTENZIONE: questo commento svela non solo il finale del libro in questione, ma anche quello di "Principessa Laurentina", sempre di Bianca Pitzorno).

    Desideravo leggerlo da anni, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato. Lo scorso ...(continue)

    (ATTENZIONE: questo commento svela non solo il finale del libro in questione, ma anche quello di "Principessa Laurentina", sempre di Bianca Pitzorno).

    Desideravo leggerlo da anni, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato. Lo scorso settembre finalmente mi son decisa e l'ho acquistato, ma ho dovuto aspettare ancora: una delle bestiole di prima me l'ha chiesto in prestito, poi l'ha passato alla compagna di banco, e insomma, l'ho riavuto in mano solo a fine aprile, insieme a tutta una serie di commenti entusiasti.

    Io invece inizierò col parlare di quello che non mi è affatto piaciuto. Il finale. Tutto, e dico tutto, finisce nel migliore dei modi possibili. Si scopre che persino i morti non erano morti per niente, ma naufragati su isole deserte in mezzo all'oceano. Ci son tipo una ventina di pagine di "liete fini", con una serie interminabile di improbabili ricongiungimenti e riconoscimenti: amici che si scoprono parenti, amanti separati da decenni che si riuniscono, un'infinità di matrimoni. I cattivi vengono puniti e perdono persino le elezioni!!! Si vabbè.
    C'è un punto in particolare che ho amato dei libri della Pitzorno: quando, in "Principessa Laurentina", si racconta di come la madre di Barbara Lulli torni a casa dopo essere stata creduta morta. È una storia bellissima ma, finito il capitolo, si scopre che è tutta una fantasia di Barbara, che ogni notte prima di addormentarsi si immagina il fantastico ritrovamento della madre, pur essendo consapevole, in un angolo della sua testa, del fatto che sia davvero morta e che non tornerà mai più. Quel punto l'avrò letto decine di volte, e mi è stato di grande aiuto e sostegno quando io stessa ho dovuto affrontare dei lutti dolorosi.
    Per questo motivo il ritorno di Alvaro (e di tutti gli altri) non mi ha commossa, non mi ha emozionata, e mi ha fatto storcere il naso. La storia finiva già benissimo anche senza resuscitare i morti.

    L'altra cosa che non mi è piaciuta è che molti dei personaggi sono troppo stereotipati. Non ci son quasi mezze misure tra i paladini della giustizia e dell'uguaglianza senza macchia e senza paura, e i beceri perfidissimi e senza valori, ignoranti e assetati solo di denaro e potere. La realtà difficilmente è così netta e definita, e credo che la comprensione del prossimo passi anche dal riconoscerne le luci e le ombre.
    Inoltre, il libro risente già profondamente dei suoi oltre 10 anni. Quand'è stato scritto forse la mancata accettazione degli stranieri poteva essere ancora un problema di pelle, ma oggi entrano in gioco molti altri fattori, soprattutto culturali e religiosi, che hanno molta più presa sulla popolazione e che son molto più difficili da "mandar giù". Un velo sulla testa fa molta più impressione ed è accettato con molta più difficoltà di una carnagione color cioccolato. Inoltre, la crisi economica e la mancanza di lavoro han fatto nascere vere e proprie guerre tra poveri, e una condizione di solidarietà reciproca come quella della palazzina descritta nel libro è sempre più difficile. L'insofferenza verso gli stranieri non viene più solo dai cosiddetti "Jacuzzi".

    Quel che invece ho davvero apprezzato è la critica, lucidissima, profonda e più che mai attuale, della televisione, della spettacolarizzazione delle emozioni e del sistema di informazione. La vicenda politica qui narrata è assolutamente realistica (finale a parte, purtroppo) e il ruolo deteminante della tv nel fare il lavaggio del cervello alla gente è esemplare.

    In conclusione, pur con tutte le critiche, ho amato e apprezzato profondamente questo libro, penso che possa portare a importanti riflessioni, e spero, l'anno prossimo, di poterlo leggere in classe insieme ai miei ragazzi in modo da parlarne insieme.

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    said on May 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bianca Pitzorno è nella short list degli scrittori candidati a ricevere l'Andersen Award o Piccolo Nobel

    Purtroppo non ha vinto:(

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    kafkaontheshore said on Mar 25, 2012 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    mi sono innamorata...

    Bianca Pitzorno è una famosa scrittrice di libri per ragazzi. Io ho però scoperto l'amore per la lettura in età avanzata (primo liceo...) e quindi sono una vera ignorante in materia. Per fortuna una cara amica ha provveduto e ha fatto in modo che io ...(continue)

    Bianca Pitzorno è una famosa scrittrice di libri per ragazzi. Io ho però scoperto l'amore per la lettura in età avanzata (primo liceo...) e quindi sono una vera ignorante in materia. Per fortuna una cara amica ha provveduto e ha fatto in modo che io la scoprissi. L'innamoramento che ne è seguito direi che era inevitabile.
    Tornatràs è un tripudio di personaggi e di vitalità. I temi trattati sono profondi, molteplici, complessi e raccontano una realtà che a volte somiglia in modo preoccupante alla nostra. I personaggi sono magnifici, multicolori, scoppiettanti, curiosi, divertenti (a tratti e in maniera chiaramente diversa mi ha ricordato un po' la Bertola...). L'Ostinata dimora è il posto dove mi trasferirei SUBITO a vivere. Colomba è una protagonista che ti conquista il cuore dopo poche pagine, Cerotto è magnifica e Pulce è l'amica che tutti vorremmo.
    Uno di quei bei libri che ti lasciano totalmente appagata e con una voglia pazza di scoprire di più sull'autrice.

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    Francesca said on Dec 2, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Ogni riferimento è puramente … voluto …

    Come diceva quel tale? … “Non ha mani, un ebreo, membra, corpo, sensi, sentimenti, passioni? Non si nutre dello steso cibo, non è ferito dalle stesse armi, soggetto alle stesse malattie, guarito dalle stesse medicine, scaldato e gelato dalla stessa e ...(continue)

    Come diceva quel tale? … “Non ha mani, un ebreo, membra, corpo, sensi, sentimenti, passioni? Non si nutre dello steso cibo, non è ferito dalle stesse armi, soggetto alle stesse malattie, guarito dalle stesse medicine, scaldato e gelato dalla stessa estate e inverno di un cristiano?” …
    Profeticamente, con dieci anni di anticipo, Bianca racconta di una milano e di uno scatto d’orgoglio che scompagina i piani del ‘Tiburón’ di turno e dei suoi soci ... televisivi, e fa sì che i buoni sentimenti prendano il sopravvento.
    Un finale fiabesco, scoppiettante e multicolore … come la pelle dei suoi deliziosi protagonisti. Un finale che, vivaddio, sancisce l’importanza di imparare ad accettare le differenze senza farle divenire motivo di discriminazione.
    Per fortuna tante insegnanti di elementari e medie propongono ancora ai loro bambini e ragazzi (fino quando sarà possibile?) i testi di questa splendida autrice … non solo per ragazzi.
    Che qualcuno si rassegni, milano è destinata a diventare – come tutte le grandi metropoli – una realtà multiculturale che ne esalterà il valore, senza tradirne la storia e la cultura.
    E poi … Pulcherrima! Chi di voi non la vorrebbe come amica dei propri figli?

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    Albus said on Jul 28, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (58)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 402 Pages
  • ISBN-10: 8804604441
  • ISBN-13: 9788804604440
  • Publisher: Mondadori (Oscar junior)
  • Publish date: 2011-xx-xx
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