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Tornatràs

Di

Editore: Mondadori (Oscar junior)

4.3
(556)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 402 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804604441 | Isbn-13: 9788804604440 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Children , Crime , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Uno dei libri più belli della Pitzorno, avvincente, dolce e commuovente. L'ho letto una decina di volte, mi ha accompagnato per tutta l'infanzia e non solo. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 0

    Il mio ragazzo aveva questo libro intonso, e io che da piccola ho letto un sacco di libri della Pitzorno - ma non questo - gliel'ho sottratto. L'ho letto d'un fiato. Sul treno una signora davanti a me ...continua

    Il mio ragazzo aveva questo libro intonso, e io che da piccola ho letto un sacco di libri della Pitzorno - ma non questo - gliel'ho sottratto. L'ho letto d'un fiato. Sul treno una signora davanti a me ha confessato di essersi segnata il nome mentre leggevo perché mi vedeva ridere - e ci avevo appena versato una lacrima. Ci sono tutte le emozioni, ed è anche da grandi, come romanzo. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    bellissimo!!

    Mi ricordo che mia madre lo trovò in una libreria, mi piacevano già un sacco i libri della Pitzorno, ma il riassunto di questo libro non mi piaceva tanto. Lei me lo comprò lo stesso e io allora senza ...continua

    Mi ricordo che mia madre lo trovò in una libreria, mi piacevano già un sacco i libri della Pitzorno, ma il riassunto di questo libro non mi piaceva tanto. Lei me lo comprò lo stesso e io allora senza voglia lo lessi. Dopo le prime dieci pagine non me lo si riusciva più a staccare dalle mani da tanto mi piaceva. Lo rilessi più o meno due o tre volte più o meno di fila.

    ha scritto il 

  • 5

    Terribilmente odierno ... Ripenso a questo libro ogni volta che sento la parola -razzismo. Ed il pensiero subito correlato è che questo splendido e delicatissimo romanzo andrebbe inserito nei testi ob ...continua

    Terribilmente odierno ... Ripenso a questo libro ogni volta che sento la parola -razzismo. Ed il pensiero subito correlato è che questo splendido e delicatissimo romanzo andrebbe inserito nei testi obbligatori dai 10 ai 20 anni.

    Colomba ha perso il padre; sua madre e suo fratello sono succubi della televisione. Poi, all'improvviso, l'eredità inaspettata di un amico del padre arriva a cambiare la loro vita, indirizzandoli su una strada che farà attraversare loro incredibile avventure, deprimenti situazioni, fino ad un lieto fine inaspettato e rasentante l'impossibile ... ma che fa sperare nei miracoli. Dovrebbe davvero essere letto da tutti, questo libro di Bianca Pitzorno. Sembra una storia incredibile, impossibile, proprio dello sterminato mondo della fantasia. Ma la vena profonda che la percorre parla di una reltà non del tutto improbabile ... e questo fa davveo rabbrividire.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia davvero "profetica" - se consideriamo che è stata scritta diversi anni fa - sul potere della TV, sui rapporti tra TV e politica e sui problemi del razzismo e dell'integrazione. Il tutto nar ...continua

    Una storia davvero "profetica" - se consideriamo che è stata scritta diversi anni fa - sul potere della TV, sui rapporti tra TV e politica e sui problemi del razzismo e dell'integrazione. Il tutto narrato con la straordinaria leggerezza e l'adorabile umorismo di questa grandissima scrittrice che non può assolutamente essere definita "per bambini".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    (ATTENZIONE: questo commento svela non solo il finale del libro in questione, ma anche quello di "Principessa Laurentina", sempre di Bianca Pitzorno).

    Desideravo leggerlo da anni, ma per un motivo o ...continua

    (ATTENZIONE: questo commento svela non solo il finale del libro in questione, ma anche quello di "Principessa Laurentina", sempre di Bianca Pitzorno).

    Desideravo leggerlo da anni, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato. Lo scorso settembre finalmente mi son decisa e l'ho acquistato, ma ho dovuto aspettare ancora: una delle bestiole di prima me l'ha chiesto in prestito, poi l'ha passato alla compagna di banco, e insomma, l'ho riavuto in mano solo a fine aprile, insieme a tutta una serie di commenti entusiasti.

    Io invece inizierò col parlare di quello che non mi è affatto piaciuto. Il finale. Tutto, e dico tutto, finisce nel migliore dei modi possibili. Si scopre che persino i morti non erano morti per niente, ma naufragati su isole deserte in mezzo all'oceano. Ci son tipo una ventina di pagine di "liete fini", con una serie interminabile di improbabili ricongiungimenti e riconoscimenti: amici che si scoprono parenti, amanti separati da decenni che si riuniscono, un'infinità di matrimoni. I cattivi vengono puniti e perdono persino le elezioni!!! Si vabbè.
    C'è un punto in particolare che ho amato dei libri della Pitzorno: quando, in "Principessa Laurentina", si racconta di come la madre di Barbara Lulli torni a casa dopo essere stata creduta morta. È una storia bellissima ma, finito il capitolo, si scopre che è tutta una fantasia di Barbara, che ogni notte prima di addormentarsi si immagina il fantastico ritrovamento della madre, pur essendo consapevole, in un angolo della sua testa, del fatto che sia davvero morta e che non tornerà mai più. Quel punto l'avrò letto decine di volte, e mi è stato di grande aiuto e sostegno quando io stessa ho dovuto affrontare dei lutti dolorosi.
    Per questo motivo il ritorno di Alvaro (e di tutti gli altri) non mi ha commossa, non mi ha emozionata, e mi ha fatto storcere il naso. La storia finiva già benissimo anche senza resuscitare i morti.

    L'altra cosa che non mi è piaciuta è che molti dei personaggi sono troppo stereotipati. Non ci son quasi mezze misure tra i paladini della giustizia e dell'uguaglianza senza macchia e senza paura, e i beceri perfidissimi e senza valori, ignoranti e assetati solo di denaro e potere. La realtà difficilmente è così netta e definita, e credo che la comprensione del prossimo passi anche dal riconoscerne le luci e le ombre.
    Inoltre, il libro risente già profondamente dei suoi oltre 10 anni. Quand'è stato scritto forse la mancata accettazione degli stranieri poteva essere ancora un problema di pelle, ma oggi entrano in gioco molti altri fattori, soprattutto culturali e religiosi, che hanno molta più presa sulla popolazione e che son molto più difficili da "mandar giù". Un velo sulla testa fa molta più impressione ed è accettato con molta più difficoltà di una carnagione color cioccolato. Inoltre, la crisi economica e la mancanza di lavoro han fatto nascere vere e proprie guerre tra poveri, e una condizione di solidarietà reciproca come quella della palazzina descritta nel libro è sempre più difficile. L'insofferenza verso gli stranieri non viene più solo dai cosiddetti "Jacuzzi".

    Quel che invece ho davvero apprezzato è la critica, lucidissima, profonda e più che mai attuale, della televisione, della spettacolarizzazione delle emozioni e del sistema di informazione. La vicenda politica qui narrata è assolutamente realistica (finale a parte, purtroppo) e il ruolo deteminante della tv nel fare il lavaggio del cervello alla gente è esemplare.

    In conclusione, pur con tutte le critiche, ho amato e apprezzato profondamente questo libro, penso che possa portare a importanti riflessioni, e spero, l'anno prossimo, di poterlo leggere in classe insieme ai miei ragazzi in modo da parlarne insieme.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastico! Il libro che preferisco della Pitzorno. L'avrò riletto come minimo 5 volte, il volume ormai ha un aspetto vissuto, con copertina semiscollata, briciole di panini e macchie di sugo e latte ...continua

    Fantastico! Il libro che preferisco della Pitzorno. L'avrò riletto come minimo 5 volte, il volume ormai ha un aspetto vissuto, con copertina semiscollata, briciole di panini e macchie di sugo e latte e cacao (da bambina leggevo a colazione, pranzo, merenda e cena. Ora solo a merenda). Ho sempre adorato il finale in puro stile Beautiful.

    ha scritto il 

  • 3

    Ricordo che mi obbligarono la lettura della Pitzorno per le medie e da quella lettura non ho più guardato la televisione allo stesso modo. Fu questo libro a convincermi che in TV non c'era proprio nul ...continua

    Ricordo che mi obbligarono la lettura della Pitzorno per le medie e da quella lettura non ho più guardato la televisione allo stesso modo. Fu questo libro a convincermi che in TV non c'era proprio nulla d'interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Azur:

    A me la Pitzorno piace tantissimo,
    questo è l'ultimo che ho letto, ed è davvero divertente, molto anti-razzismo, con un un po' di satira politica e un finale rocambolesco :D
    Consigliato dagli 11 anni. ...continua

    A me la Pitzorno piace tantissimo,
    questo è l'ultimo che ho letto, ed è davvero divertente, molto anti-razzismo, con un un po' di satira politica e un finale rocambolesco :D
    Consigliato dagli 11 anni.

    ha scritto il 

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