Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Torre di controllo

Di

Editore: Sangel Edizioni (Cortona)

3.8
(11)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897040349 | Isbn-13: 9788897040347 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Mystery & Thrillers

Ti piace Torre di controllo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Per Sauro Badalamenti, investigatore assicurativo in piazza De Angeli a Milano, tutto comincia così. Con una terribile esplosione sui tetti dello stabilimento della Coop in Via Benadir. Un caso banale, all`apparenza. Una fabbrica clandestina di fuochi d`artificio che è saltata in aria, portandosi via la vita di molti. Ma è proprio lì che trova, accanto al corpo dilaniato della più giovane fra le vittime, un libro rilegato a mano, pieno di inquietanti disegni tratteggiati a nero di china e giallo fosforescente. Non sa nemmeno perché ma lui, quel libro, lo porta via con sé.
Ordina per
  • 0

    "Torre di controllo" di Giuseppe Foderaro

    http://www.booksblog.it/post/8635/torre-di-controllo-di-giuseppe-foderaro


    Torre di controllo di Giuseppe Foderaro per la Sangel Edizioni è un concentrato di nebbie stranianti che segna l’esordio dell’investigatore assicurativo Sauro Badalamenti, già giunto alla sua seconda edizione. ...continua

    http://www.booksblog.it/post/8635/torre-di-controllo-di-giuseppe-foderaro

    Torre di controllo di Giuseppe Foderaro per la Sangel Edizioni è un concentrato di nebbie stranianti che segna l’esordio dell’investigatore assicurativo Sauro Badalamenti, già giunto alla sua seconda edizione.

    ha scritto il 

  • 5

    Contemporaneamente classico...

    Giuseppe è stato una delle più belle scoperte del 2010 ad opera di una amica comune, Saskia, che non finirò mai di ringraziare. E la fregatura, di aver conosciuto e chiacchierato con uno scrittore è che quando lo leggi non lo puoi sbolognare con un semplice “E’ bello Giusè” perché, almeno nel mio ...continua

    Giuseppe è stato una delle più belle scoperte del 2010 ad opera di una amica comune, Saskia, che non finirò mai di ringraziare. E la fregatura, di aver conosciuto e chiacchierato con uno scrittore è che quando lo leggi non lo puoi sbolognare con un semplice “E’ bello Giusè” perché, almeno nel mio caso, lui si aspetta di sapere il perché e scritto per filo e per segno per giunta!

    Il protagonista di questa storia gialla è Sauro Badalamenti, che abbiamo già incontrato in un altro racconto e che è, come avviene per ogni scrittore suppongo, l’amico invisibile di Giuseppe da anni, visto che ne delinea i tratti in maniera così decisa e minuziosa da sembrare veramente reale. Siamo nella Milano dei nostri giorni, i riferimenti delle fermate della metro e di piazzale Loreto sono descritti con un’accuratezza che ci permette quasi di vederli, come ci fossimo passati davanti ieri. Il nostro investigatore è un uomo schivo, ha un passato un po’ burrascoso che lo ha forgiato e che lo ha reso un uomo diverso, non sta a noi giudicare se migliore o peggiore e a lui, fondamentalmente, non credo importerebbe poi molto. Il suo lavoro è investigare su incendi, furti o altre situazioni che richiedono rimborsi milionari per trovare il dolo laddove esso si presenti. Ma l’investigazione assicurativa non è la sua unica attività accetta anche casi differenti, come quello di un ragazzina sparita senza alcun motivo da mane a sera e di sua madre, reduce da una separazione burrascosa, che la cerca disperatamente.

    E’ un giallo, per cui quel che vi posso dire è che a Sauro viene chiesto di scoprire se un incendio occorso in uno stabile di Piazzale Loreto sia doloso o no, ai fini del rimborso. Un caso che all’apparenza è molto semplice apre a scenari differenti e improvvisamente fa, attraverso un reperto trovato sul luogo del misfatto, da rintocco funereo di eventi che avverranno nei mesi successivi. di più non dirò, anche se non è facile!

    Io ho letto anche un altro libro di Giuseppe, anche se lui non vuole che io glielo ricordi, e leggo il suo blog saltuariamente perché quando scorro quelle righe, lui lo saprà solo oggi, io sento la sua voce narrante che pronuncia quelle parole. Quello che mi piace di lui è che i suoi libri e i suoi scritti anestetizzano i suoi demoni e delle volte anche i miei. Ci vuole del profondo coraggio nel non rifilare storie che siano troppo commerciali o da libro usa e getta e in questo Foderaro è sempre stato prode fin dai tempi dei suoi primi lavori, che qui non nominerò, ma che non prometto di recensirvi prima o poi (almeno l'unico che sono riuscita a reperire io!) perché, a me, anche quello era piaciuto tantissimo. La differenza da ieri a oggi è una scrittura più scorrevole e meno sperimentale ma il cuore è sempre lo stesso quello di un uomo che non ha bisogno nemmeno “de visu” di alzare il tono della voce e che riesce a parlare con gli occhi in un assoluto silenzio. E nei suoi scritti avviene la stessa cosa, i suoi protagonisti hanno sempre una grande umanità non dovuta e nemmeno ricercata, ma che è frutto dell’esperienza di una vita che non sempre è gradevole ma che, se sai coglierne il messaggio, sa darti grandi lezioni.

    Contestualmente nel giallo odierno, come detto, Giuseppe rifugge dalla facile narrazione contemporanea, che vuole effetti speciali ed evoluzioni pirotecniche, per scegliere invece un impianto classico, che sicuramente è più difficile da seguire e organizzare, con risvolti noir che accompagnano la sua personale visione di Milano che ama alla follia e in cui vive tutt’ora. L’adesione ad una struttura classica però non è accettata per intero, ma viene reintermpretata e riformulata in maniera tale da fornire gli elementi man mano che si presentano, ma non in funzione del dare ogni componente al lettore per trarre le sue conclusioni, ma proprio per coinvolgerlo nelle indagini (motivo per il quale Foderaro mi deve 25 km di strade sbagliate imboccate il giorno che stavo per finire il libro e tentavo di arrivare in ufficio con il pensiero fisso di chi fosse il colpevole!).

    Questo libro è scritto in maniera estremamente scorrevole ed editato in una maniera particolare (Foderaro ha un morboso rapporto con le macchine da scrivere e credo che questo sia il motivo per il quale il carattere scelto è quello che ricorda gli scritti con le macchine da scrivere antiche) ma io ve lo consiglio non perché ne conosca l’autore, ma perché sarebbe veramente un peccato non entrare nel suo mondo e non conoscere autori come Giuseppe che, in barba alle correnti che li vogliono tutti uguali e ripetitivi, scelgono di scrivere in modo diverso aggiungendo il proprio contributo alle forme di scrittura contemporanea reinterpretando stili passati, eludendo forme compiaciute e retoriche, e confezionando un prodotto valido quanto e credibile in ragione di un metodo di approfondimento tipico di scrittori d’altri tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    L'hanno già detto tutti, è un bel libro.
    Una trama originale, che non si perde in dettagli inutili e lungaggini descrittive, ma che mantiene sempre alto il ritmo e cattura l'attenzione, grazie anche ad una scrittura estremamente efficace, farcita di ironia e di salaci battute, che conoscend ...continua

    L'hanno già detto tutti, è un bel libro.
    Una trama originale, che non si perde in dettagli inutili e lungaggini descrittive, ma che mantiene sempre alto il ritmo e cattura l'attenzione, grazie anche ad una scrittura estremamente efficace, farcita di ironia e di salaci battute, che conoscendo Giuseppe non potevano certo mancare!
    Gran personaggio Sauro Badalamenti, un duro dal cuore tenero, che dal passato non proprio limpido pare aver tratto una sua morale e che dire poi di Miranda? Ispira una gran simpatia con quell'apparenza sconclusionata abbinata alla precisione e competenza lavorativa. I protagonisti si muovono sullo sfondo di una Milano descritta con grande realismo, con la sua tentacolare indifferenza dove proliferano malavita e perversioni. Altri hanno espresso delle perplessità sul finale, che io invece ho trovato originale e ritengo si adatti perfettamente alla trama e la domanda posta alla fine lascia sicuramente un segno, spingendo a qualche riflessione. Aspetto il prossimo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Ritmo

    Ritmo. La prima parola che mi viene in mente per definire “Torre di controllo”. Qualcosa di potente, però. Techno-hardcore da almeno 180 battiti per minuto. Casse potenti, synt e groove elettrizzanti. Aggiungiamo una trama solida e tenuta saldamente in mano da Foderaro, un protagonista maledetto ...continua

    Ritmo. La prima parola che mi viene in mente per definire “Torre di controllo”. Qualcosa di potente, però. Techno-hardcore da almeno 180 battiti per minuto. Casse potenti, synt e groove elettrizzanti. Aggiungiamo una trama solida e tenuta saldamente in mano da Foderaro, un protagonista maledetto quanto basta da diventare irresistibile, dei comprimari che a volte riescono addirittura a rubargli la scena (Miranda su tutti) e gli ingredienti ci sono tutti. Un cocktail piacevole e dissetante, con quelle punte amarognole che non infastidiscono, ma al contrario stimolano il palato. Il cattivo di turno è veramente cattivo e il buono ha qualche scheletro nell’armadio che preferirebbe dimenticare anche se, proprio grazie al suo turbolento passato, ha deciso di cambiare vita. E poi…c’è Milano. Location perfetta per la storia. Ma non la città che corre e suda, dedita allo shopping e all’happy hour, bensì una Milano vagamente defilata, ai margini e che, a tratti, sembra volersi chiudere su se stessa per proteggersi da ospiti indesiderati. Da leggere, magari ascoltando “The Brother Marquiz” di MarQuiz De Sade.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello. Mi è piaciuto. Giudizio positivo.
    Ecco un nuovo esemplare della tradizione del giallo/noir milanese.
    Mai banale, a tratti metafisico, delinea una trama articolata quanto basta sullo sfondo di una città riconoscibile e realistica.
    Sauro è il classico duro-ma-buono con dell ...continua

    Bello. Mi è piaciuto. Giudizio positivo.
    Ecco un nuovo esemplare della tradizione del giallo/noir milanese.
    Mai banale, a tratti metafisico, delinea una trama articolata quanto basta sullo sfondo di una città riconoscibile e realistica.
    Sauro è il classico duro-ma-buono con delle particolarità. Ha avuto una seconda possibilità, ha degli amici e un certo equilibrio.
    La descrizione della violenza è fredda e scientifica e passa non dalla rappresentazione diretta e "facile" dello splatter ma dal referto, più distaccato ma in un certo senso più inesorabile.
    Mentre la vicenda si dipana il lettore è tentato da ipotesi, possibili soluzioni, spiegazione dei nessi causali e casuali. Ma l’errore di prospettiva è sempre in agguato: non si tratta di un giallo, l’ordine non viene ristabilito con uno svelamento finale. Si tratta di un noir: il colpo di scena, o meglio il testa-coda, finale dà i brividi, non è rassicurante e apre solo uno squarcio di spiegazione nel velo del male fatto e subìto.
    Bello. Mi è piaciuto. Giudizio positivo.

    ha scritto il 

  • 3

    http://thrillerpages.blogspot.com/2011/04/torre-di-controllo-di-giuseppe-foderaro.html

    Il protagonista Sauro Badalamenti è un gran personaggio, già il nome è una garanzia, è un 'investigatore privato che lavora prevalentemente per scoprire le cause degli incendi per le assicurazioni e soprattutto per Domenico, il collega e amico avvocato. Poi c'è Miranda, altra collega di Sauro ch ...continua

    Il protagonista Sauro Badalamenti è un gran personaggio, già il nome è una garanzia, è un 'investigatore privato che lavora prevalentemente per scoprire le cause degli incendi per le assicurazioni e soprattutto per Domenico, il collega e amico avvocato. Poi c'è Miranda, altra collega di Sauro che dirige il laboratorio di antropologia e odontologia forense di Milano.
    Sono loro tre che devono far luce sulla morte delle ragazze uccise a colpi di spranga, colpi duri mirati alla testa di queste povere vittime, colpi che fracassano il cranio. E stranamente tutto questo è previsto e collegato su un libro rilegato a mano trovato da Sauro in un' esplosione avvenuta alla coop di via Benadir, accanto a una delle vittime. Un libro con dei disegni a china nera con spazi riempiti ad evidenziatore giallo si collegano ogni volta che Sauro scopre un cadavere.
    Una storia che parte a mille con dei personaggi fantastici, ironici e soprattutto veri, ambientata in una bella Milano “metropolitana”, una buona prova che Giuseppe Foderaro, l'autore supera discretamente bene. Dico discretamente perchè questo romanzo a mio parere perde punti sul finale in quanto risulta un po' dispersivo, perdendo quel bel ritmo che si respira durante tre quarti del libro. Comunque faccio i complimenti a Giuseppe Foderaro per la sua prova, sperando che ci regali un'altro noir Italiano!"

    ha scritto il 

  • 3

    Sauro Badalamenti, investigatore assicurativo.
    Non so a voi, ma a me "investigatore assicurativo" non evoca crimini forti e violenti. Magari un furto simulato o un capannone incendiato per frodare l'assicurazione. Ma anche le cose piu' semplici e ben studiate possono andare a finir male, e ...continua

    Sauro Badalamenti, investigatore assicurativo.
    Non so a voi, ma a me "investigatore assicurativo" non evoca crimini forti e violenti. Magari un furto simulato o un capannone incendiato per frodare l'assicurazione. Ma anche le cose piu' semplici e ben studiate possono andare a finir male, e chi di voi ha visto Fargo non puo' che darmi ragione.
    Per esempio nel capannone andato a fuoco possono restare arse vive delle persone, un sacco di persone. In un furto simulato, qualcuno puo' inavvertitamente sparare un colpo e bam.... ecco che ci scappa il morto.
    A dire la verita' in Torre di controllo di morti ce ne scappano parecchi, e quasi tutti uccisi in malo modo. Ma per ognuno di loro c'e' una spiegazione che non e' banale ne' scontata, a tal punto che solo all'ultimo capitolo sono riuscita a mettere insieme tutte le tessere del mosaico e a trovare un collegamento fra tutti quei cadaveri.
    Sauro Badalamenti potrebbe essere il vicino della porta accanto, non e' un mega detective armato di pistola che ogni tre capitoli fa una scazzottata o spara a qualcuno. La sua amica Miranda, antropologa forense, e' molto lontana dalle strafighe fintissime di CSI, Bones e affini: lei e' verosimile, anzi vera.
    La storia, forse anche perche' e' ambientata a Milano in luoghi che conosco bene, potremmo leggeral sulle pagine dei giornali e non stupircene.
    Bravo Giu, sarebbero 3 stelle e 1/2, ma anobii il mezzo non lo permette.

    ha scritto il