Tortilla Flat

By

Publisher: Penguin Putnam Inc

4.0
(1328)

Language: English | Number of Pages: 208 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , French , Spanish , Swedish , Polish , Chi traditional , Catalan , Portuguese , Dutch , Danish

Isbn-10: 0140187405 | Isbn-13: 9780140187403 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Unbound , Mass Market Paperback , Others , Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Humor

Do you like Tortilla Flat ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Lo Steinbeck di Pian della Tortilla mi convince molto meno di quello di Furore o di Uomini e topi.
    I capitoli sembrano storie semi indipendenti accomunate dalla presenza di alcuni personaggi. I paisan ...continue

    Lo Steinbeck di Pian della Tortilla mi convince molto meno di quello di Furore o di Uomini e topi.
    I capitoli sembrano storie semi indipendenti accomunate dalla presenza di alcuni personaggi. I paisanos protagonisti di questa storia vivono alla giornata, per lo più di espedienti (piccoli furti e astuzie), si ubriacano e menano le mani. La povertà non è un problema, anzi! Al punto che Danny che riceve due case in eredità si preoccupa che questo possesso lo possa rovinare.
    Potenzialmente personaggi negativi, sono riabilitati dalla loro simpatia e dall'amicizia e dal senso di lealtà reciproca che li lega.
    Carino, ma preferisco altri libri di Steinbeck.

    said on 

  • 2

    Avete presente la banda bassotti? Quelli coi numeri di matricola cuciti sul petto: 176-671 761-167 ecc? tutti con il golf rosso e la mascherina sugli occhi? Ecco non mi sono mai stati simpatici, nemm ...continue

    Avete presente la banda bassotti? Quelli coi numeri di matricola cuciti sul petto: 176-671 761-167 ecc? tutti con il golf rosso e la mascherina sugli occhi? Ecco non mi sono mai stati simpatici, nemmeno antipatici. Piuttosto mi hanno sempre annoiato. Non distingui uno dall'altro e fanno sempre le stesse cose: progettano furti e rapine ai danni di PdP.
    Ecco, i personaggi di Pian della Tortilla sono come i bassotti: non li distingui uno dall'altro se non per i nomi, Danny, Pilon, Pablo... e per qualche caratteristica fisica, ma pensano tutti alla stessa cosa: come procurarsi mezzo gallone di vino per ubriacarsi. Ero in un periodo di entusiasmo per Steinbeck e questo libro opera come un sedativo nei suoi confronti. Alla fine l'ho trovato così noioso che leggevo una pagina sì e una no. La dico tutta? Devo ancora leggere il capito conclusivo che potrebbe cambiare il giudizio, ma non credo. Sembrano tante storie slegate, quasi un libro di racconti. Credo di avere qualche Topolino in cantina, Mi rifarò con un'avventura di Paperinick.

    said on 

  • 4

    Un classico della letteratura americana. In un periodo di crisi economica rileggo Pian della Tortilla. Diverse sono le sensazioni da me percepite rispetto a quando l'ho letto la prima volta. Sono rapp ...continue

    Un classico della letteratura americana. In un periodo di crisi economica rileggo Pian della Tortilla. Diverse sono le sensazioni da me percepite rispetto a quando l'ho letto la prima volta. Sono rappresentazioni intense, le attese ansiose e inconfondibilmente povere d'impegno, creano atmosfere che emozionano ancora pur arrivando da molto tempo fa e da contesti differenti. E a continuare i personaggi sono pieni, ancora indifesi di fronte alla crisi dell’io, puri nel loro saper riconoscere la purezza, birboni e ormai vivi, per noi contemporanei si rintracciano solo nei ricordi di un tempo passato. Questa è comunque la California, luogo che fa da sfondo alla storia e che ha un nome messicano.

    said on 

  • 4

    amici miei...

    Divertente! Steinbeck, con una vena ironica che non gli conoscevo, descrive quella che, con buona pace degli storici di professione, puo' essere definita come - La vita quotidiana nella California "me ...continue

    Divertente! Steinbeck, con una vena ironica che non gli conoscevo, descrive quella che, con buona pace degli storici di professione, puo' essere definita come - La vita quotidiana nella California "messicana" del primo dopoguerra - . In realtà, quelle che l'autore descrive, sono le vicende di un gruppetto di ragazzi che vivono alla giornata tra piccoli furti, sotterfugi e truffe il tutto per procurarsi qualche gallone di vino da dividersi. Significativo notare come l'amicizia sia vissuta dai protagonisti, non senza qualche interesse personale, ma allo stesso tempo come questi siano totalmente refrattari all'idea di "proprietà" che vivono, anzi, come una responsabilità troppo pesante.

    P.S....nella speranza che le prossime edizioni del libro vengano tradotte un po'meglio.

    said on 

  • 5

    Cinque stelle!  Eh, ma io sono antica..."picaresca" e, soprattutto, se mi innamoro di un autore ASSOLUTAMENTE  parziale. Un romanzo "minore" se paragonato a "Furore" ? Un altro genere. Non si possono ...continue

    Cinque stelle!  Eh, ma io sono antica..."picaresca" e, soprattutto, se mi innamoro di un autore ASSOLUTAMENTE  parziale. Un romanzo "minore" se paragonato a "Furore" ? Un altro genere. Non si possono fare paragoni. 

    said on 

  • 3

    Agli amanti delle storie picaresche!

    Pian della Tortilla è senza ombra di dubbio una storia picaresca, gli elementi ci sono tutti quindi mi sento di consigliarlo assolutemente agli appassionati del genere, scritta da Steinbeck poi è anco ...continue

    Pian della Tortilla è senza ombra di dubbio una storia picaresca, gli elementi ci sono tutti quindi mi sento di consigliarlo assolutemente agli appassionati del genere, scritta da Steinbeck poi è ancora più suggestiva in quanto le descrizioni e la realtà dei fatti sono indiscutibili. Purtroppo non amo questo tipo di storie e per questo non sono rimasta molto toccata da questo libro ma come sempre resto affascinata da uno dei miei autori preferiti.

    said on 

  • 4

    L'Omero dei derelitti

    Nessuno come Steinbeck sa cantare l'epica dei derelitti, dei poveri, dei miseri.
    Penso ai poveracci del sud, ai vagabondi, agli Ookies di Furore e qui invece ai paisanos immigrati ispanici.
    E la casa ...continue

    Nessuno come Steinbeck sa cantare l'epica dei derelitti, dei poveri, dei miseri.
    Penso ai poveracci del sud, ai vagabondi, agli Ookies di Furore e qui invece ai paisanos immigrati ispanici.
    E la casa di Danny, i suoi amici, le sue donne assumono dimensioni epiche, si perdono nella leggenda, in queste luci dorate della baia californiana, nel tempo pigro e indolente di Monterey.
    E così le piccole gioie, le miserie, le debolezze, gli inganni diventano miti, paradigmi, archetipi di un'umanità fiera eppure ridicola, capace di grandi slanci, delle migliori intenzioni e delle peggiori bassezze, di misteri sovrumani e di amicizie quotidiane.

    said on 

  • 5

    E’ davvero un piacere leggere certi libri! Libri che sembrano quasi voler pregare il lettore di essere vezzeggiati come fossero solamente dei bei passatempi, come giocattoli a ore oppure dei sorsi di ...continue

    E’ davvero un piacere leggere certi libri! Libri che sembrano quasi voler pregare il lettore di essere vezzeggiati come fossero solamente dei bei passatempi, come giocattoli a ore oppure dei sorsi di vino.
    Così vale anche per Pian della Tortilla: un romanzo senza nessuna ambizione tranne quella di regalaci la sua dolce compagnia e – visto che ci sta, sempre se gli diamo “confidenza” – lucidarci la mente e farci sorridere un po’ attraverso le vicende dei personaggi, fra scorpacciate e vicissitudini che impregnano tutta questa opera. Le storie sono una più bizzarra e triste dell’altra ma che tutte finiscono sempre con un lieto fine (eccetto gli ultimi due capitoli).
    E’ stato un piacere conoscere la Pian della Toritilla, Danny, Pilon, Pablo, Gesù Maria, il pirata con i cani e Joe Portoghese il grande. Una compagnia tutt'altro che salubre ma non priva di un buon cuore che stupisce, emoziona.
    Ecco, Pian della Tortilla racconta l’amicizia. Steinbeck riesce a dare a quest’ultima una forma nella quale essa si dovrebbe identificare; a dare un significato che l’accosta un po’ al valore della vita che è lungi dall’egoismo, dal possesso, dall’ambizione e da quel concetto di “eticità” che ancora oggi si vuole fondare per forza la nostra società.
    E per coloro che nascono o diventano fortunati si dovrebbero cavare un dente per chi è invece sfortunato.

    said on 

Sorting by