Tortuga

Di

Editore: Mondadori (Strade blu)

3.6
(1184)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 880458338X | Isbn-13: 9788804583387 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel 1685, i giorni dei pirati raggruppati nella confraternita detta dei Fratelli della Costa, obbedienti al re di Francia, sono contati. Luigi XIV ha fatto la pace con la Spagna e le scorribande dei filibustieri dei Caraibi, che hanno per base l'isola della Tortuga (La Tortue), sono diventate scomode. Un nuovo governatore ha preso possesso dell'isola e intende normalizzarla. È in questa situazione che un nostromo portoghese, Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è catturato dal comandante pirata Lorencillo e arruolato a forza. Si trova a vivere tra gente sconcertante, dalla vita libera e indisciplinata e dalle imprevedibili esplosioni di crudeltà. Lentamente, Rogério è conquistato dalle regole a volte fraterne, a volte feroci, di quella comunità singolare. La sua è una progressiva discesa all'inferno - un inferno, però, fondato sullo scatenamento degli istinti, e a suo modo "democratico". La stessa Tortuga, covo della Filibusta fedele in teoria alla Francia, ha le apparenze di una repubblica, eppure si fonda sul più rigido schiavismo. Rogério, passato al servizio del tetro cavaliere De Grammont, partecipa all'ultima grande avventura dei pirati della Tortuga: la presa, sanguinosissima, della città di Campeche, sulle coste messicane. Unica luce, in quella conquista infernale, l'amore del portoghese per una schiava africana da cui lo stesso De Grammont è attratto. Sarà l'episodio che volgerà il viaggio di ritorno in tragedia. Tra abbordaggi, episodi di ferocia, momenti di cameratismo, su vascelli sovraccarichi in cui il sangue si mescola al sudore, una percezione tormenta Rogério. Nel Mar dei Caraibi si sta fondando una nuova società. Sì, ma quale? La fine della Tortuga a cosa prelude?
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  • 2

    Come Salgari nessuno mai...

    Due stelline per premiare la carta con cui è stato scritto. Povero Salgari si starà rivoltando nella tomba.
    Ammetto di aver cominciato la lettura gasata dalle vicende di pirati che da sempre mi affas ...continua

    Due stelline per premiare la carta con cui è stato scritto. Povero Salgari si starà rivoltando nella tomba.
    Ammetto di aver cominciato la lettura gasata dalle vicende di pirati che da sempre mi affascinano. Il ciclo di Salgari l’ho adorato e anche “La vera storia del pirata Long John Silver” ha dato il suo contributo ma sono rimasta molto delusa.
    La storia ha un punto focale debole è inutile e senza senso, il personaggio non cattura e per tutto il libro non vedevo l’ora che qualcuno lo buttasse dal boccaporto o gli tirasse una sciabolata.
    L’unica nota positiva è il Pirata Lorencillo che conquista la mia simpatia.
    Pessima l’idea di inserire “La Bamba” come colonna sonora.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole, ma non eccezionale

    Romanzo buono, ma non eccezionale. Di Evangelisti ho apprezzato l'accuratezza con cui descrive la società dei pirati, ma trovo fastidioso quel tono da "professore di storia" con cui tende a interrompe ...continua

    Romanzo buono, ma non eccezionale. Di Evangelisti ho apprezzato l'accuratezza con cui descrive la società dei pirati, ma trovo fastidioso quel tono da "professore di storia" con cui tende a interrompere dialoghi e descrizioni per spiegare in maniera artificiosa abitudini dell'epoca, eventi storici, termini. C'è poca naturalezza, il romanzo risulta troppo didascalico, con personaggi poco approfonditi. Nonostante questo la scrittura semplice ma precisa, il realismo storico e il cinismo dell'autore rendono Tortuga un romanzo piacevole, che si legge in fretta

    ha scritto il 

  • 2

    Modesto

    Romanzo di avventura di ambientazione piratesca nei Caraibi. Tanti cliché, alcune esagerazioni, alcune incongruenze interne, parecchio infodumping, purtroppo anche nei dialoghi, che talvolta risultano ...continua

    Romanzo di avventura di ambientazione piratesca nei Caraibi. Tanti cliché, alcune esagerazioni, alcune incongruenze interne, parecchio infodumping, purtroppo anche nei dialoghi, che talvolta risultano artificiosi. Il colpo di scena finale lo rende meno banale del previsto.

    ha scritto il 

  • 3

    La sensazione di un'occasione mancata.

    Ogni volta che leggo Evangelisti rimango con la sensazione che l'autore sia davvero bravo nell'immaginare storie, luoghi e personaggi, ma molto meno nello scriverne in modo davvero interessante. Anche ...continua

    Ogni volta che leggo Evangelisti rimango con la sensazione che l'autore sia davvero bravo nell'immaginare storie, luoghi e personaggi, ma molto meno nello scriverne in modo davvero interessante. Anche con questo racconto non ho potuto fare a meno di pensare che lo stesso materiale nelle mani di qualcun'altro avrebbe portato a un romanzo di gran lunga migliore. In ogni caso apprezzo sempre la grande attenzione per verosimiglianza storica e la cinica cattiveria tipica di tutti i romanzi dello scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sono avvicinato a questo libro con curiosità ma anche con un po' di scetticismo, non avendo mai letto nulla di Evangelisti.
    L'inizio è un po' lento, sembra non succedere nulla, però nella seconda m ...continua

    Mi sono avvicinato a questo libro con curiosità ma anche con un po' di scetticismo, non avendo mai letto nulla di Evangelisti.
    L'inizio è un po' lento, sembra non succedere nulla, però nella seconda metà del libro il ritmo cresce, le vicende entrano nel vivo e ci si riesce ad appassionare; il finale è ben congegnato.
    Una lettura leggera, rilassante ma non inutile.
    Certo, il libro ha alcuni difetti. In primo luogo c'è una scarsa caratterizzazione dei personaggi, in particolare di quello che è il personaggio principale (un vero protagonista non c'è), l'ex gesuita Rogerio, di cui andavano approfonditi il tormento e la psiche contorta.
    Ma soprattutto, per un romanzo d'avventura con un'ambientazione così esotica (le isole del mar dei Caraibi), manca una puntuale descrizione dei luoghi, sia sotto il profilo geografico, architettonico, ma anche storico. La famosa Tortuga, covo dei pirati, nel libro è ridotta ad un insieme di taverne piene di prostitute e poco altro.
    Pare essere mancato all'autore la voglia, o anche solo l'immaginazione, per descrivere meglio questi luoghi, eppure, per ogni scrittore di romanzi avventurosi ambientati in posti remoti, dovrebbe valere l'esempio di Emilio Salgari che, senza aver visto e sapendo poco delle ambientazioni dei suoi libri, sapeva crearli sulla pagina con grande maestria; e poco importa che le sue fossero descrizioni fedeli o meno, l'importante è offrire al lettore quell'elemento indispensabile al romanzo avventuroso che è il paesaggio in cui i personaggi si muovono.
    Ma nonostante questi difetti, mi rimane la voglia di leggere anche gli altri due libri della trilogia dei pirati.

    ha scritto il 

  • 2

    Se scrivi una storia di pirati, mi devi tenere attaccata al libro con una fantastica trama fatta di avventure mirabolanti, le menate ideologiche sui liiberi e fieri fratelli della costa non mi interes ...continua

    Se scrivi una storia di pirati, mi devi tenere attaccata al libro con una fantastica trama fatta di avventure mirabolanti, le menate ideologiche sui liiberi e fieri fratelli della costa non mi interessano, allora torno a Sandokan

    ha scritto il 

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