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Touching the Void

By

Publisher: Vintage

4.3
(352)

Language:English | Number of Pages: 176 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Spanish , Italian , Japanese , French , Czech , Polish , Dutch

Isbn-10: 0099771012 | Isbn-13: 9780099771012 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Book Description
The book behind the BAFTA award-winning film. Winner of the NCR Award for non-fiction and the Boardman Tasker award. Touching the Void is the heart-stopping account of Joe Simpson's terrifying adventure in the Peruvian Andes. He and his climbing partner, Simon, reached the the summit of the remote Siula Grande in June 1995. A few days later, Simon staggered into Base Camp, exhausted and frost-bitten, with news that that Joe was dead. What happened to Joe, and how the pair dealt with the psychological traumas that resulted when Simon was forced into the appalling decision to cut the rope, makes not only an epic of survival but a compelling testament of friendship.
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  • 5

    Veramente bello.

    No, non è amicizia. Per lo meno, io non la intendo così: se vado in cordata con qualcuno e poi questo decide che è meglio sbarazzarsi di me perché solo così uno dei due potrà sopravvivere altrimenti è morte certa per tutti e due, sarà, ma se è un mio “amico” mi aspetto più compassione, nel senso ...continue

    No, non è amicizia. Per lo meno, io non la intendo così: se vado in cordata con qualcuno e poi questo decide che è meglio sbarazzarsi di me perché solo così uno dei due potrà sopravvivere altrimenti è morte certa per tutti e due, sarà, ma se è un mio “amico” mi aspetto più compassione, nel senso latino della parola, non solo un calcolo. Mi aspetterei anche che tra le sue riflessioni personali ci fossero più dubbi sulla sua azione sia prima di prendere questa decisione che dopo averla compiuta non un cercare di riprendere il cammino per scacciare dei “vani pensieri”. Nè mi capacito altrimenti che una persona così profonda come Joe Simpson possa definire amico uno come Simon Yates e che possa averlo sinceramente ringraziato. Di cosa, quando egli stesso (Joe) ha visto negli occhi del cosiddetto amico (Simon) la sensazione che egli (Joe) fosse un peso e un pericolo per la loro sopravvivenza e non è uscita dalle labbra di Simon una parola, un abbraccio, un incoraggiamento per questa loro discesa pazzesca ma anzi lo sbatacchiava giù nel nome del: “Dobbiamo fare in fretta, prima che cali la notte/che arrivi la tempesta” e poi, immancabilmente, mai una parola di conforto del tipo: “Scusa se devo agire così, so che ti faccio un sacco di male, ma credimi, è per il nostro bene”. No, quindi Yates non mi ha convinta per niente. Un vigliacco. E non si può essere amici di un vile. Soprattutto quando hai dei pensieri così belli come quelli di Joe, che è riuscito a scrivere un libro meraviglioso che racconta una storia ai limiti dell’incredibile e che mi ha inchiodata in una macchina per due ore di fila, al freddo, sotto un’acqua scrosciante ma da cui non ne sono uscita fino a quando non avevo finito il libro - tra le lacrime.

    said on 

  • 5

    Questo libro l'ho letteralmente divorato. La carica emotiva che trasmette, anche senza sapere che si tratta di una storia vera, è impressionante. Figuriamoci sapendo che è realmente avvenuta.

    said on 

  • 4

    I watched the movie in the first place and after finishing the book I still found the movie more persuasive and touching. There are a lot more details in the book, on their emotions, on Joe's constant struggle, and especially the reasons for some of their actions. But I do think the movie, though ...continue

    I watched the movie in the first place and after finishing the book I still found the movie more persuasive and touching. There are a lot more details in the book, on their emotions, on Joe's constant struggle, and especially the reasons for some of their actions. But I do think the movie, though cut out quite some detail, has a true grab on the core of this whole event. The feeling of being alone, and being helped. I could still recall the facial expression of Joe in the movie when he talked about Simon finding him and holding him in arms. So afterall I think the movie transcend a better emotional and spiritual aspect on the event than the book, and that makes the book feel more like a supplement to me than an origin. Anyways, both book and movie are marvellous and absolutely enjoyable.

    said on 

  • 5

    Mattia Alverà

    Un libro incredibile, emozionante, irresistibile, non ti lascia un secondo di noia be un libro da leggere.
    Il racconto narra una storia vera di due alpinisti che vogliono raggiungere la vetta del Siula Grande che si trova nella Cordillera andina peruviana. Questa montagna è quasi impossibile da s ...continue

    Un libro incredibile, emozionante, irresistibile, non ti lascia un secondo di noia be un libro da leggere. Il racconto narra una storia vera di due alpinisti che vogliono raggiungere la vetta del Siula Grande che si trova nella Cordillera andina peruviana. Questa montagna è quasi impossibile da scalare e molti alpinisti hanno perso la vita a causa dei numerosi crepaci. La storia avrà un finale incredibile il quale fa riflettere su cosa può fare la voglia di vivere. Il linguaggio e molto semplice ma con l'inserimento di termini tecnici.

    said on 

  • 4

    La morte sospesa Colloi Simone 27/3/13

    Joe Simpson e Simon Yates due alpinisti con sufficente esperienza vogliono raggiungere i 6536 della " Siula Grande " che si trova Cordillera andina peruviana, loro sono consapevoli dei rischi che potranno incontrare durante il percorso ma la cosa che gli preoccupa di più sono le condizioni clima ...continue

    Joe Simpson e Simon Yates due alpinisti con sufficente esperienza vogliono raggiungere i 6536 della " Siula Grande " che si trova Cordillera andina peruviana, loro sono consapevoli dei rischi che potranno incontrare durante il percorso ma la cosa che gli preoccupa di più sono le condizioni climatiche che sono molto diverse a quelle che sono abituati a trovare sulle alpi. pur sapendo dei rischi che possono correre loro partono lo stesso, questo viaggio rafforza ancora di più la loro amicizia. Questo libro è adatto a chi è appassionato di viaggi in montagna e fa capire quanto pericoloso sia andare.

    said on 

  • 4

    Il titolo originale è Touching the void. Toccando il vuoto lo trovo più aderente e evita il rischio di scambiarlo per un giallo. Che poi uno dice, bello MA “mi aspettavo un thriller e invece mi sono trovata/o davanti a una storia di sfiga in montagna”.


    Acquisito su segnalazione di un appa ...continue

    Il titolo originale è Touching the void. Toccando il vuoto lo trovo più aderente e evita il rischio di scambiarlo per un giallo. Che poi uno dice, bello MA “mi aspettavo un thriller e invece mi sono trovata/o davanti a una storia di sfiga in montagna”.

    Acquisito su segnalazione di un appassionato anobiano. Appassionato di montagna naturalmente.

    Storia conosciuta agli appassionati dei dislivelli importanti, per me nuova. Nel 1985 due ragazzi britannici partono per il Perù con l’intenzione di scalare, per primi, la parete ovest del Siula Grande, che, per gli ignoranti, è un monte di 6536 mt nelle Ande.

    Per la cronaca, riescono ad arrivare sulla vetta. Joe è sale/scende per primo e Simon è dietro, a tenere la corda. Ma sulla strada del ritorno accade qualcosa: uno degli attrezzi con i quali Joe si regge alla parete cede e lui cade in piedi su uno sporgenza sotto di lui, senza attutire il colpo improvviso. Tibia e perone entrano nel ginocchio e lo frantumano. Riescono a scendere a tappe, scivolando sulla neve, con Simon dentro una buca a tenere la corda, Joe che si blocca alla parete dopo una cinquantina di mt così che possa scendere Simon. Percorso lento, pericoloso e angoscioso.

    Ma non basta. La parete è interrotta da uno strapiombo e Joe rimane a penzolare nel vuoto trascinando poco alla volta anche Simon. Sotto, un pozzo senza fondo. Simon prende l’unica decisione possibile: taglia la corda. Ritorna faticosamente alla base convinto della morte dell’amico.

    Ma Joe non è morto, è atterrato su strati e strati di neve fresca. Il libro è soprattutto questo: il ritorno incredibile di Joe e il rimorso di Simon. E questo ritorno non è fatto solo di dolore, fame, sete, ma anche paura, solitudine e impotenza. Joe, ad un certo punto del suo “viaggio”, grida “Ne ho abbastanza di morire”. Istinto e volontà di mescolano nel tentare di raggiungere la salvezza.

    Joe ha inserito nel suo racconto i pensieri di Simon, diviso tra la certezza professionale di aver fatto la scelta corretta e quel groppo nello stomaco che la scelta ha annodato.

    Storia appassionante e oltretutto scritto anche molto bene. L’ho letto in una giornata (sì che ci sono state due code in ospedale ad aiutare). Non facile raccontare qualcosa che è fatto di piccoli movimenti, di passi prudenti, di un paesaggio fatto di neve, ghiaccio, buchi, creste. Tutto molto bello visto da lontano, ma nemico visto da vicino.

    Il problema della corda. Un po’ di tempo fa lessi La corda spezzata di Yasushi Ionue. E’ un romanzo, ma l’episodio di montagna che dà il via alla vicenda era reale: una corda spezzata tra due scalatori. Tagliata o erosa dall’attrito? La corda è esposta a Tokio. Nel romanzo giapponese la vicenda si svolse diversamente, ma le polemiche che seguirono fa intuire cosa deve aver provato il povero Simon. Anche se lui non si sognò mai di dire che si era rotta da sola; anzi era proprio assumersi la responsabilità del gesto, il suo problema.

    Grazie allo scalatore che me l’ha suggerito.

    said on 

  • 5

    Chissà perchè sono così presa dalle storie di montagna, abito in un posto di mare, sono stata in montagna solo d'estate, non so neanche sciare... eppure quando mi capita tra le mani un libro che racconta di uomini che queste montagne le hanno sfidate, ne vengo sempre irrimediabilmente attratta.
    I ...continue

    Chissà perchè sono così presa dalle storie di montagna, abito in un posto di mare, sono stata in montagna solo d'estate, non so neanche sciare... eppure quando mi capita tra le mani un libro che racconta di uomini che queste montagne le hanno sfidate, ne vengo sempre irrimediabilmente attratta. Il mio preferito resterà sicuramente sempre l'adorato Bonatti, che prima che come atleta, era straordinario come uomo, ma mi piace leggere anche le storie di altri alpinisti. Questa in particolare mi ha tenuto incollata alle pagine col fiato sospeso, e quello che capita al protagonista è così assurdo e drammatico che complice un po' di influenza, mi sembrava che quelle stesse vicende tragiche capitassero a me, e quando alzavo gli occhi dalle pagine mi sentivo esausta e angosciata. Non so davvero come si possa uscire vivi da tanto strazio fisico e mentale, primo tra tutti quello causato dal tuo compagno di cordata che taglia la tua corda condannandoti a morte certa, eppure Simpson incredibilmente ce l'ha fatta.

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  • 5

    uno dei pochi bei libri di montagna dove la tragedia mette a nudo i sentimenti più intensi dei due protagonisti. diario di una storia vera quanto incredibile ha però diverse citazioni e note tecniche che forse lo rendono, a volte, poco comprensbile ai più in alcuni passi.

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  • 5

    Una storia autobiografica incredibile che lascia sgomenti e stupiti di come certe scelte (disperate, coraggiose ?) compiute in un momento di totale prostrazione ma con la ferrea volontà di sopravvivenza possano segnare il confine tra la vita e la morte.

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  • 4

    Il racconto di una tragedia in montagna è sempre toccante ma quando viene descritta così bene diventa anche un libro bellissimo da leggere.
    A differenza di 342 Ore sulle Grandes Jorasses (René Desmaison) infatti sembra di essere di fronte ad un romanzo, con descrizioni piene e dettagliate ...continue

    Il racconto di una tragedia in montagna è sempre toccante ma quando viene descritta così bene diventa anche un libro bellissimo da leggere. A differenza di 342 Ore sulle Grandes Jorasses (René Desmaison) infatti sembra di essere di fronte ad un romanzo, con descrizioni piene e dettagliate degli stati d'animo, dei pensieri, degli attimi peggiori così come dei bei momenti. Ottimo anche il film tratto dal libro.

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