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Toxic@

Urania 1574

Di

Editore: A. Mondadori (Urania)

2.9
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 316 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione: 

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Milano 2032: sono passati pochi anni dal lancio sul mercato dei primi cartoni animati per assunzione retinica. Un fantomatico serial killer, che si fa chiamare “il Mescolatore”, uccide a ripetizione uomini e cartoni viventi: li smembra, li taglia a pezzi e li riconsegna agli inquirenti in “scatole di montaggio”… Come se non bastasse si moltiplicano i casi del Morbo, una forma di febbre emorragica che passa dai cartoon infetti al sangue umano. È cominciata la partita più nera dopo Infect@, l’ultimo atto della guerra al crimine nell’Italia del futuro.
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  • 3

    se in "infect@" i cartoon erano tenaci ma sporadiche allucinazioni di qualche drogato, qui a distanza di alcuni anni hanno completamente invaso milano, sia nelle loro forme viventi sia nei residui ...continua

    se in "infect@" i cartoon erano tenaci ma sporadiche allucinazioni di qualche drogato, qui a distanza di alcuni anni hanno completamente invaso milano, sia nelle loro forme viventi sia nei residui gelatinosi di quelli morti, che formano un magma colorato che sommerge interi quartieri. così, mentre un cattivo vuole cercare di elevare i cartoni a esseri superiori pseudodivini, i poliziotti del libro precedente cercano di innescare la "purga" che forse può salvare la città dall'invasione.

    la storia scorre con un ottimo ritmo, con i punti di vista dei personaggi che si alternano e vanno a definire un giorno intero di corse verso obiettivi differenti le cui strade si incrociano. a volte si ha però l'impressione che i personaggi vaghino senza una meta precisa, e forse per questo probabilmente il libro avrebbe potuto essere accorciato almeno di un terzo.

    alcune nozioni di "infect@" sono state retconizzate, ma la continuità col libro precedente non è comunque determinante, e le due storie rimangono indipendenti. il finale aperto lascia supporre che possano esserci ulteriori incursioni nell'universo conquistato dai cartoni.

    ha scritto il 

  • 3

    Ottima l'idea di base, però le descrizioni non sono sempre chiare e in effetti ci sono molti punti oscuri dovuti probabilmente al fatto che chi non ha letto Infect@ sia un po' svantaggiato nella ...continua

    Ottima l'idea di base, però le descrizioni non sono sempre chiare e in effetti ci sono molti punti oscuri dovuti probabilmente al fatto che chi non ha letto Infect@ sia un po' svantaggiato nella lettura. Per esempio avrei voluto capire meglio la natura di questi cartoni... insomma, chi li ha creati e perché? E come sono fatti? Leggendo il libro sembra quasi che siano sempre esistiti. Insomma, ci sono molte idee buone però sono troppe le cose che non si capiscono. Tre stelle, non di più. Comunque se trovo Infect@ me lo leggo, perché tutto sommato lo scrittore mi è sembrato brillante.

    ha scritto il 

  • 2

    Non vedevo l'ora di leggere il seguito di Infect@, tanto che appena acquistata l'ultima fatica dell'autore milanese l'ho messa subito in cima alla pila dei libri in attesa di lettura. In quei giorni ...continua

    Non vedevo l'ora di leggere il seguito di Infect@, tanto che appena acquistata l'ultima fatica dell'autore milanese l'ho messa subito in cima alla pila dei libri in attesa di lettura. In quei giorni ero ancora alle prese con A Dance with Dragons, ma non appena finito il volumazzo di Martin ho iniziato Toxic@ con grandi aspettative e la miglior disposizione d'animo possibile.

    Il romanzo parte bene come il suo predecessore, ma poi, procedendo nella lettura, si incappa in tutta una serie di imperfezioni che tolgono via via ogni divertimento e rendono il lettore (questo lettore) sempre più ostile e disincantato nei confronti della sostanza stessa della narrazione. E allora, per non fare un torto a Dario Tonani, che reputo persona per bene e scrittore capace, ho preferito mollare la lettura, che evidentemente abbiamo opinioni diverse su quel che oggi si può considerare buono e accettabile, si tratti anche solo di letteratura d'intrattenimento.

    Spero per lui nel prossimo giro, che mi auguro abbia un trattamento (almeno una lettura preliminare!) più attento e accurato di questo Urania.

    http://iguanajo.blogspot.com/2011/10/cronaca-di-una-resa.html

    ha scritto il 

  • 3

    Con "Toxic@" Dario Tonani dà un seguito, per modo di dire, a quel "Infect@" con cui vinse il Premio Urania. Le atmosfere sono le stesse: una Milano grigia con più ombre che luci, bagnata da una ...continua

    Con "Toxic@" Dario Tonani dà un seguito, per modo di dire, a quel "Infect@" con cui vinse il Premio Urania. Le atmosfere sono le stesse: una Milano grigia con più ombre che luci, bagnata da una pioggia apparentemente perenne che ricorda tanto da vicino quella di Blade Runner e dei romanzi di Richard Paul Russo. La storia, però, è ambientata diversi anni dopo e i cartoni, che nel precedente libro erano agli inizi, sono ora diventati non solo normalità, ma una vera e propria piaga sia per le malattie che diffondono, che per il loro smaltimento pressochè impossibile. Tonani ha, quindi, cercato di re-inventarsi il futuro, di farlo evolvere, di non rimanere ancora a ciò che aveva già creato. Cosa c'è che non va, quindi? In realtà poco. Il suo tentativo è apprezzabile e, oltretutto, riuscito perchè i nuovi elementi funzionano e non fanno sentire al lettore di trovarsi in presenza di una brutta copia di "Infect@". Il problema è che molti di questi elementi, purtroppo, non vengono sfruttati a sufficienza. Come già nel precedente romanzo, l'ambientazione fantascientifica, i cartoni stessi, sono solo uno sfondo, una bella scenografia in cui si potrebbe ambientare qualsiasi vicenda. E le vicende che vi si inscenano non hanno nulla o quasi di fantascientifico. Se per "Infect@" questo era un errore veniale che si poteva perdonare in virtù di una certa originalità (non dimentichiamoci, però, che in fondo i cartoni che interagivano con gli umani c'erano già in "Chi ha Incastrato Roger Rabbit, qui in più c'è solo l'atmosfera cyberpunk), lo stesso discorso non può essere fatto per "Toxic@". Al netto dei cartoni, infatti, ciò che rimane è solo un giallo, ben scritto, ma senza particolari spunti, ambientato in quella che viene chiamata Milano, ma che potrebbe ormai essere qualsiasi altra città. Anche il fattore cittadino, infatti, il poter osservare la propria città come trasfigurata dalla penna dello scrittore, qui un po' si perde rispetto al precedente lavoro (che comunque non brillava sotto questo punto di vista, anche a causa delle molte, troppe, scale d'emergenza in metallo sul retro dei palazzi che a Milano sono frequenti quanto le mosche bianche), rendendo il conglomerato urbano sempre più anonimo e, al contempo, degno di essere qualsiasi metropoli occidentale da New York a Londra. Spiace, quindi, che Tonani non abbia fatto un salto di qualità verso la fantascienza vera e propria. "Toxic@" rimane, però, un bel libro più che buono per far passare il tempo, ben scritto e capace di riservare qualche ora di svago e intrattenimento non del tutto banale. Urania, però, dovrebbe cominciare a pensare un po' di più a dare spazio e a sostenere la fantascienza con dei contenuti (anche e soprattutto se Made in Italy) sulla propria testata madre (magari proprio attraverso il Premio Urania che, purtroppo, negli ultimi anni sembra aver premiato solo libri fotocopia con trame "gialle" e ambientazione cyberpunk) e non accontentandosi di proporla in Urania Collezione.

    ha scritto il 

  • 4

    La fantascienza spesso offre una vista su mondi alieni, lontani pianeti persi nell'infinità del cosmo. La Milano di Toxic@ (non ho letto il precedente Infect@ quindi non so dire se la sensazione ...continua

    La fantascienza spesso offre una vista su mondi alieni, lontani pianeti persi nell'infinità del cosmo. La Milano di Toxic@ (non ho letto il precedente Infect@ quindi non so dire se la sensazione sia la stessa) risulta però molto più aliena della maggior parte di questi mondi remoti. Una città dominata dall'umidità, dal marciume di materiali in decomposizione, sotto piogge e nevicate multicolori. Tonani ambienta la vicenda nel 2032, troppo vicino a noi, e questo rende la storia ancora più inquietante. Perché sappiamo che qualcosa di simile potrebbe davvero accadere, nel giro di pochi anni! Magari non avremo i +toon, strane creature nate dalla degenerazione delle allucinazioni di moltitudini di assuefatti a questa nuova droga (legale, illegale, non è chiaro..). L'immaginazione e l'allucinazione possono quindi dare vita a creature reali? Noi crediamo di no, ma nella Milano aliena di Toxic@ questo accade. I cartoni "animati" non sono gli stessi che ci hanno divertito in Roger Rabbit, ma creature enigmatiche, inerti ma anche violente, sinistre, sostanzialmente maligne. Sono anche la causa di un terribile morbo e della degenerazione urbana di un'intera città (però, Dario, non ci hai detto niente di quel che succede nel resto del mondo... possibile che i cartoon siano solo a Milano?). Anche il sole ha il suo doppio cartoon, anche se in realtà si tratta del culo di Bart Simpson sospeso per aria (questa trovata vale il prezzo del libro!). I protagonisti umani sono altrettanto stralunati e macilenti: il Mescolatore, che come tutti i serial killer si crede Dio; la coppia multietnica e svogliata di poliziotti che indaga sui crimini del killer; la cacciatrice di cartoon impegnata in un impossibile lavoro di ripulitura; il medico che invece, forse unico, li comprende e li ama; gli strani zingari dei tetti, forse gli unici uomini liberi in circolazione. Ma cosa sono veramente i cartoon? Sono forse simulacri di coloro che, magari inconsciamente, li hanno fatti diventare reali durante uno degli infiniti sballi? Sono quindi frutto di un'umanità malata alla quale restituiscono ulteriore infezione? Certamente la loro "materia" sta infettando l'intera città, attraverso una specie di blob, il "magma" che sta progressivamente avvolgendo palazzi e strade, fino al colpo di scena finale, che peraltro lascia più di una possibilità aperta. Stranamente, in Toxic@ non si hanno molte notizie dei cittadini normali. Non sappiamo dove siano, forse sono tutti chiusi in casa ad assumere +toon?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    is that all, folks?

    Deludente: in questo caso, il giudizio sintetico di Anobii si adatta alla perfezione all'ultima prova di Tonani. Ed è un peccato, perchè "L'algoritmo bianco" non era male. Questo seguito a ...continua

    Deludente: in questo caso, il giudizio sintetico di Anobii si adatta alla perfezione all'ultima prova di Tonani. Ed è un peccato, perchè "L'algoritmo bianco" non era male. Questo seguito a "Infect@" ha, innanzi tutto, la grossa pecca di non dare le spiegazioni necessarie a capirlo fino in fondo senza aver letto, appunto, il romanzo che lo precede. Quindi, per tutti quelli come me, molte cose rimangono campate in aria: sono lì, e il motivo non mi è dato saperlo. I personaggi, passatemi il terribile gioco di parole, sono di cartone, e pensare che di materiale su cui lavorare ce n'era, tra l'ex poliziotto e la cacciatrice di cartoon. L'idea è buona, ma viene sviluppata in maniera poco brillante e lasciando molte domande sul tavolo. Alcuni esempi: entrare in contatto con i cartoon permette di vedere il futuro, ma come funziona il tutto? I cartoon fungono da "conduttore" per le informazioni, ma con quale meccanismo? Come producono le "cialde"? Curiosità inutili, dirà qualcuno, ma avere una visione generale del contesto aiuta la comprensione della vicenda. E infine lo stile: Tonani è evocativo, ma spesso le descrizioni si disperdono nella ricerca dell'effetto, confondendo il lettore. E poi, tutte quelle frasi senza verbo, simili a spot che interrompono la scena... Purtroppo, ancora una volta, si poteva dare di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    "La grandine martellava il magma con un mugghio baritonale"... e qui scoppiai a ridere. Solo allora mi stavo rendendo conto che la storia era stata infarcita di tutte queste metafore "inutili", che ...continua

    "La grandine martellava il magma con un mugghio baritonale"... e qui scoppiai a ridere. Solo allora mi stavo rendendo conto che la storia era stata infarcita di tutte queste metafore "inutili", che allungavano il brodo, rallentavano la lettura e la soglia dell'attenzione. E tutto ciò declassa una storia che -poteva- essere ottima, ma grazie a personaggi inutili e scialbi ed un finale a dir poco... non riesco a definirlo... insipido? Nulla a che vedere con Infect@, che seppur non fosse un capolavoro aveva un intreccio degli eventi più lineare e intellegibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Tonani ha una capacita' di far visualizzare contesti degradati, sporchi, tristi e di abbandono come pochi altri riescono a fare. La Milano di Tonani e' presentata in modo multietnico, come se nulla ...continua

    Tonani ha una capacita' di far visualizzare contesti degradati, sporchi, tristi e di abbandono come pochi altri riescono a fare. La Milano di Tonani e' presentata in modo multietnico, come se nulla fosse. E probabilmente nel 2032, sara' tale. Spero solo nel multietnico e non nel degrato. Il mio genere di SF e' la space opera o il military SF e quindi questo romanzo non e' pane per i miei denti. Pero' un Bravo ci sta tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    Lunga vita ai +toon!

    Superato l’effetto-sorpresa della Milano cartoonizzata di Infect@, Dario Tonani riesce a congegnare una nuova formula che fa guadagnare anche a Toxic@ ottimi punti in originalità: non ci sono più ...continua

    Superato l’effetto-sorpresa della Milano cartoonizzata di Infect@, Dario Tonani riesce a congegnare una nuova formula che fa guadagnare anche a Toxic@ ottimi punti in originalità: non ci sono più Betty Boop giganti a spasso tra i palazzi di Milano, ma per le strade s’incontrano Homer Simpson amichevoli e malinconici e in cielo splende un disco gigantesco soprannominato Sole di Bart; le comunità rom si sono accampate sui tetti della Wet City, dove attingono per il consumo di +toon direttamente da riserve di cartoni-totem utilizzati come fonti di sballo; uno strato di augmented reality è stato sovrapposto alla città di cemento, dove i transponder non sono ancora stati messi fuori uso dalle manomissioni dei teppisti; e il magma, con le sue proprietà insospettate che si manifestano progressivamente con l’incedere nella storia, richiama alla memoria le suggestioni da oceano senziente e alieno di Solaris. Le capacità di sintesi di Dario Tonani sono fuori dall’ordinario, come testimoniano la sensibilità per l’anticipazione tecnologica degna di Bruce Sterling e il gusto per il grottesco, l’assurdo e il paradossale che ricorda invece la trilogia del Drive-in di Joe R. Lansdale. E se questo non bastasse mi pare di poter scorgere anche dei punti di contatto con l’anarchia visionaria di Jeff Noon. Il tutto però rielaborato secondo un filtro personalissimo, che conferisce autorevolezza e sincerità al messaggio ecologista veicolato dalla trama.

    http://www.fantascienza.com/magazine/libri/15598/toxic/

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo della raggiunta maturità stilistica e di contenuti. Questo è Dario Tonani, nella sua forma più compiuta. Arriva il momento nella vita di ogni scrittore in cui il patto con il lettore ...continua

    Il romanzo della raggiunta maturità stilistica e di contenuti. Questo è Dario Tonani, nella sua forma più compiuta. Arriva il momento nella vita di ogni scrittore in cui il patto con il lettore diventa un prendere o lasciare. Io prendo ovviamente, ma la consapevolezza che l'esasperato infodump, la costruzione del mondo possano sovrastare o ostacolare la fruizione narrativa c'è, specialmente se il lettore non è paziente e concentrato. Chi cercasse puro intrattenimento, magari fuorviato dall'apparente semplicità e linearità della trama, faccia attenzione. Ci sono ambizioni in questo romanzo che vanno oltre il mero racconto di una storia hard boiled. C'è il consolidamento di una poetica, di un percorso letterario ambizioso.

    ha scritto il