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Tra donne sole

Di

Editore: Einaudi

3.9
(252)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 880614989X | Isbn-13: 9788806149895 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Oltre al testo del racconto lungo di Cesare Pavese, pubblicato per la primavolta nel 1949, il volume comprende una bibliografia e una cronologia dellavita e delle opere dell'autore, il testo della sceneggiatura di MichelangeloAntonioni per il film "Le amiche", tratto da questo libro, e una letterainedita di Italo Calvino.
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  • 4

    "E allora perchè si è avvelenata? - dissi - Alla sua età?
    Non per amore, ne sono certa - disse Momina corrugandosi. - Lei fa la vita che ho fatto io, che fanno tutte...Sappiamo bene cos'è il cazzo...
    Tacque per un poco, attenta alla strada.
    non so - dissi - ma fa succedere gross ...continua

    "E allora perchè si è avvelenata? - dissi - Alla sua età?
    Non per amore, ne sono certa - disse Momina corrugandosi. - Lei fa la vita che ho fatto io, che fanno tutte...Sappiamo bene cos'è il cazzo...
    Tacque per un poco, attenta alla strada.
    non so - dissi - ma fa succedere grossi guai. Sarebbe meglio che non ci fosse.
    Può darsi - chiaccherò Momina - Ma a me mancherebbe. A te no? Figurati. Tutti carini e dignitosi, tutti per bene. Non ci sarebbero più momenti di verità. Più nessuno sarebbe costretto a uscire dalla tana, e mostrarsi com'è, brutto e porco com'è. Come faresti a conoscere gli uomini?"

    ha scritto il 

  • 5

    Rassegnazione

    A me viene tanto difficile capire come, di norma, la gente trovi noioso Cesare Pavese: se ci si riuscisse a soffermare sulla scelta delle parole - che mai sono casuali, sugli avvenimenti che poi non contano mai tanto. Se si riuscisse, si scoprirebbe un modo di fare letteratura (e guai a chi la ch ...continua

    A me viene tanto difficile capire come, di norma, la gente trovi noioso Cesare Pavese: se ci si riuscisse a soffermare sulla scelta delle parole - che mai sono casuali, sugli avvenimenti che poi non contano mai tanto. Se si riuscisse, si scoprirebbe un modo di fare letteratura (e guai a chi la chiama "narrativa") davvero rivoluzionario. E' vero che altri autori già hanno esplorato tutto, ma in Cesare c'è un dolore autentico. Mi chiedo, in passato, come si possa non aver capito cosa albergava in quell'uomo.
    Si sarebbe riusciti, a salvarlo.
    C.P. in memoria, nel cuore, eternamente. Sempre e comunque.

    ha scritto il 

  • 4

    "M'ero detta tante volte in quegli anni,che lo scopo della mia vita era proprio di riuscire,di diventare qualcuna,per tornare un giorno in quelle viuzze dov'ero stata bambina e godermi il calore,lo stupore,l'ammirazione di quei visi familiari,di quella piccola gente.E c'ero riuscita,tornavo; e le ...continua

    "M'ero detta tante volte in quegli anni,che lo scopo della mia vita era proprio di riuscire,di diventare qualcuna,per tornare un giorno in quelle viuzze dov'ero stata bambina e godermi il calore,lo stupore,l'ammirazione di quei visi familiari,di quella piccola gente.E c'ero riuscita,tornavo; e le facce la piccola gente eran tutti scomparsi."

    Nel 1949 uscì la stesura del romanzo breve "Tra Donne Sole",che pochi mesi dopo vide la pubblicazione nella raccolta "La Bella Estate",che comprendeva il romanzo omonimo,"Tra Donne Sole" e "Il Diavolo sulle Colline".
    Un anno dopo,nel 1950,l'autore dell'opera,Cesare Pavese (1908-1950) vinse il prestigioso premio "Strega",che gli valse la gloria come scrittore.

    La vicenda,ambientata a Torino nel primo dopoguerra,vede come protagonista Clelia,una donna matura,nata nel mondo operaio-contadino,con i suoi valori di semplicità e lavoro,che ritorna nella città piemontese,benestante,dopo anni di gavetta e orgogliosa fatica per riuscire ad essere qualcuno.
    Clelia,diventata modista,deve aprire un negozio di abbigliamento e nella preparazione del locale ha la possibilità di incontrare la società bene di Torino, a cui aveva sempre agognato.Conosce Rosetta,Momina,Mariella,giovani donne della borghesia che rappresentano con le loro vite la vacuità,la scarsità di sentimenti,rapporti falsi,il cinismo,la negatività della loro classe.

    "Quand'ero bambina invidiavo le donne come Momina,Mariella e le altre,le invidiavo e non sapevo chi fossero.Le immaginavo libere,ammirate,padrone del mondo.A pensarci adesso non mi sarei cambiata con nessuna di loro.La loro vita mi pareva una sciocchezza,tanto più sciocca perché non se ne rendevano conto."

    Un mondo vuoto che accresce giorno dopo giorno la delusione di Clelia e il vanto di essere lei,la vera libera,di aver raggiunto solo con le proprie forze il suo scopo,diversamente dalla leggerezza delle sue compagne.
    Anche l'amore,forse quello giusto,per Beccuccio,viene rifiutato,per non essere sottomessa,per continuare a sentirsi libera,nonostante la solitudine interiore.
    L'unica a carpirne la vuotezza di questa vita,oltre a Clelia,sembra essere Rosetta.che si uccide,tra l'indifferenza generale,non per amore come le amiche credono,ma per la propria vita priva di senso.

    Questi personaggi sembrano rappresentare la forte dualità di Cesare Pavese: il successo,l'orgoglio (Clelia) e l'insoddisfazione,la solitudine (Rosetta).
    Un mese dopo aver ricevuto il premio,l'autore si suiciderà in una stanza d'albergo come la Rosetta del suo romanzo.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi ricordavo dai tempi della scuola che Pavese non mi piaceva, ma ci ho voluto riprovare. Questo libro ha confermato il mio giudizio.
    Magari non l'avrò capito io, ma......che noia!!!!!!!!!!

    ha scritto il 

  • 1

    Tra donne sole

    Ok, forse non sono ancora pronta per questo tipo di letteratura. Va bene che il Novecento italiano, letterariamente parlando, non è mai stato la mia passione, ma caspita, arrivare ad odiare un libro come ho fatto io con questo non mi era mai successo! Non trovo nemmeno un lato positivo. Con tutta ...continua

    Ok, forse non sono ancora pronta per questo tipo di letteratura. Va bene che il Novecento italiano, letterariamente parlando, non è mai stato la mia passione, ma caspita, arrivare ad odiare un libro come ho fatto io con questo non mi era mai successo! Non trovo nemmeno un lato positivo. Con tutta probabilità dovrei approfondire la tecnica dell'autore, i messaggi che voleva trasmettere, i significati nascosti o chissà cos'altro, ma in ogni caso, ora come ora, l'ho trovato orrendo. Davvero orrendo. E tutto ciò, detto di un autore italiano tanto importante, potrebbe sembrare ignoranza o altro, ma sinceramente non mi sento proprio di poterlo lodare.

    ha scritto il 

  • 4

    Terzo libro della trilogia (La bella estate, Il diavolo sulle colline, Tra donne sole): bello, ma non mi è piaciuto. Come scrive Calvino nelle lettere aggiunte all'edizione, anche a me stona Pavese che si racconta come se fosse una donna.
    C'è molto di lui in questi libri e forse per questo ...continua

    Terzo libro della trilogia (La bella estate, Il diavolo sulle colline, Tra donne sole): bello, ma non mi è piaciuto. Come scrive Calvino nelle lettere aggiunte all'edizione, anche a me stona Pavese che si racconta come se fosse una donna.
    C'è molto di lui in questi libri e forse per questo rimangono un pò pesanti. L'impossibilità di comunicazione e la solitudine dei personaggi, la borghesia ricca e vuota,... non so... ma si capisce perchè Pavese si è suicidato se questo è tutto quello che era il suo mondo.

    p.s. Nell'edizione c'è anche la sceneggiatura del film Le amiche che Antonioni ha tratto dal romanzo. Ho letto solo la prima parte perchè preferisco vedere il film senza leggere la sceneggiatura.
    p.p.s. Ho visto il film di Antonioni e ha un'impostazione molto diversa dal film: più acido, più romantico, più triste. Insomma, dal film e dal racconto sembra che la borghesia medio-alta degli anni 50 si basasse su di uno squallore morale unico.

    ha scritto il 

  • 3

    Come in altri libri si parla di solitudine. Questa volta è la protagonista che più cerca di starsene da sola più, invece, è circondata da persone che non apprezza. é interessante il finale, che si collegherà all'esperienza prsonale dell'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    In una lettera del 1949 indirizzata a Pavese dopo l’uscita di “Tra donne sole” , Calvino descrive le donne pavesiane come donne-cavallo di un immaginifico paese di Gulliver, con “voce cavernosa e alito che sa di pipa”, l’immagine beffarda ed ironica che ci da Calvino fa sorridere,ma non riesce ad ...continua

    In una lettera del 1949 indirizzata a Pavese dopo l’uscita di “Tra donne sole” , Calvino descrive le donne pavesiane come donne-cavallo di un immaginifico paese di Gulliver, con “voce cavernosa e alito che sa di pipa”, l’immagine beffarda ed ironica che ci da Calvino fa sorridere,ma non riesce ad offuscare la limpida apparizione di Clelia, Momina e Rosetta tra le quinte torinesi. La nebbia della Torino anni cinquanta non riesce a nascondere la dolorosa fragilità di tre donne, sole, che sono vicine più che mai alle donne che, oggi, affollano saloni di bellezza e poltrone di analisti, uffici e fabbriche.

    ha scritto il 

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