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Tra la terra e il cielo. Il nostro rapporto con gli alberi

Di

Editore: Elliot

3.7
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8861921582 | Isbn-13: 9788861921580 | Data di pubblicazione: 

Curatore: A. Izzo

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
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    Come può non produrre un sentimento di interesse una con la biografia dell'autrice? Figlia di un'ebrea ed un indiano induista, sposa di un protestante che fa il lavoro più incredibile che io abbia mai sentito? Arrampicarsi sugli alberi e studiare la vita del fogliame? Ma perché in Italia non trov ...continua

    Come può non produrre un sentimento di interesse una con la biografia dell'autrice? Figlia di un'ebrea ed un indiano induista, sposa di un protestante che fa il lavoro più incredibile che io abbia mai sentito? Arrampicarsi sugli alberi e studiare la vita del fogliame? Ma perché in Italia non trovi lavori così?
    A parte questo la N.M. Nadkarni cerca di unire, antica illusione, la cultura umanistica e quella scientifica. Ma da tempo esse sono separate e a meno che non si intenti improbabili innesti il risultato è scontato. Ogni uno per la sua strada. Il libro è una disamina della vita dell'albero attraverso tutte le dimensioni che l'autrice è stata in grado di individuare. Tuttavia i risultati sono tutt'altro che soddisfacenti. Di seguito due brrevi annotazioni prese a caldo (tra tutte quelle che mi vengono in mente).
    1. Innanzitutto l'opera è gremita di poesie sugli alberi che almeno a me fanno l'effetto di un magazzino con le citazioni buttate abbastanza alla rinfusa.
    2. I tentativi offerti per stimolare la gente comune ed avvicinarla alla vita degli alberi sono spesso involontariamente comici (come quando un rapper viene appollaiato sulle verdi fronde e sceso a terra partorisce canzoni che entusiasmano i bambini raccolti ad ascoltarlo).
    3. In generale la cultura scientifica e quella umanistica sono, per così dire, accostate l'una all'altra, non dedotte, non collegate, non intrecciate a rizoma. No, lasciate lì a trovare radici comuni che, per me, da sole non riescono ad individuare.
    3.Un certo clima newage prevedibile e stucchevole.

    Eppure...eppure la poesia c'è, non lo nego. Non però dove l'autrice probabilmente pensa che si possa annidare, nei versi. Nemmeno il tentativo di accostare ricordi fanciulleschi all'amore per gli alberi sembra sortire qualche effetto.
    Dove cercare allora? Proprio nelle descrizioni più tecniche. E' come se le pagine più poetiche scaturissero proprio dove meno te l'aspetti. La prosa poetica della Nadkarni non è esattamente (solo?)scientifica. Quanto è più precisa tanto più è convincente e letterariamente efficace. Forse perché è la cosa che conosce meglio, l'amore per la materia ne viene rinvigorito.

    ha scritto il