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Tra le pieghe delle parole

Lingua, storia, cultura

Di

Editore: Mondolibri

3.8
(94)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Education & Teaching , Foreign Language Study , Da consultazione

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Descrizione del libro
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  • 5

    Sapere è divertente!

    Questo libro mi rimarrà nel cuore e nella mente. Capire il perchè di tante parole è ripassare la nostra storia, capire le nostre origini, trovare luoghi comuni con popoli lontani da noi. Se ...continua

    Questo libro mi rimarrà nel cuore e nella mente. Capire il perchè di tante parole è ripassare la nostra storia, capire le nostre origini, trovare luoghi comuni con popoli lontani da noi. Se insegnassi, lo proporrei come libro di testo alternativo. Per tutti gli appassionati di lettura, scrittura e anche non.

    ha scritto il 

  • 4

    La lingua ci restituisce la nostra storia se ricostruiamo il perché dei modi di dire le etimologie delle parole se colleghiamo i significati delle parole alle usanze del passato. Beccaria ci ...continua

    La lingua ci restituisce la nostra storia se ricostruiamo il perché dei modi di dire le etimologie delle parole se colleghiamo i significati delle parole alle usanze del passato. Beccaria ci accompagna con leggerezza e maestria in questa straordinaria avventura nel mondo delle parole.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia delle parole e dell'uomo

    L'origine e il variare dei significati delle parole con il cambiare delle usanze, la storia dell'uomo e delle cose e il costante mutamento della lingua. Un saggio scritto in maniera accessibile a ...continua

    L'origine e il variare dei significati delle parole con il cambiare delle usanze, la storia dell'uomo e delle cose e il costante mutamento della lingua. Un saggio scritto in maniera accessibile a tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    Dall'Europa, «melagrano di lingue», Beccaria prima "ricostruisce" e "stratifica", poi descrive la nostra lingua, costretta a "Perdere la maiuscola per non morire", come recita il titolo del ...continua

    Dall'Europa, «melagrano di lingue», Beccaria prima "ricostruisce" e "stratifica", poi descrive la nostra lingua, costretta a "Perdere la maiuscola per non morire", come recita il titolo del capitolo V. Dai nomi dei luoghi a quelli di persona fino a "Il diverso" (cap. VIII). Una "lettura" del nostro linguaggio. EdMax

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questo libro è stata un'avventura bellissima: mi sono sentita come una Indiana Jones con tanto di elmetto color caki in testa....invece di di un coltello a serramanico in mano tenevo una ...continua

    Leggere questo libro è stata un'avventura bellissima: mi sono sentita come una Indiana Jones con tanto di elmetto color caki in testa....invece di di un coltello a serramanico in mano tenevo una matita e brandendola in aria spostavo liane fatte da parole in fila....ho camminato su sentieri storici fitti fitti di latino, greco, arabo, romeno, catalano, spagnolo, francese, tedesco, olandese, russo, italiano ( piemontese, sardo, siciliano, calabrese, romano) e man mano che aprivo dei varchi mi ritrovavo in spiazzi semi liberi abitati da mestieri ( falegnami, contadini - questi ultimi erano molto diffusi nella mia foresta globale- fabbri, pittori) piuttosto che colori ( cosa c'è dietro il colore viola? perchè porterebbe male??? nero, bianco o bianco, nero, da dove arriva il colore blu? dai cavalli forse? chi ci ha fatto conoscere il frutto arancio?? ...ma i colori sono convenzionali????? quanti sono?? per il mondo intero sono ovunque gli stessi??? ), poi piazzolette di cognomi, soprannomi, citta, proverbi e comparazioni, modi di dire dei pescatori e dei contadini, parole che si aggrappano strette strette a liane più forti...per sopravvivere...parole che si dipingono di insulto andando lontano dalle proprie origini, solo al fine di continuare ad uscir fuori dall'anonimato, pochi miglioramente....tanti peggioramenti in questa nostra lingua........ops....nostra????

    Da questo libro-foresta ne sono uscita sicuramente più ricca di prima; è stato bello leggerlo ad alta voce raccontando al mio compagno aneddoti di volta in volta diversi ed affascinanti; un esempio?? sandwich ( rietimologizzato in sanguis , per accostamento a sangue, per via della carne che imbottiva il panino ) prende il nome dall'uomo politico J. Montagu conte di Sandwich (+ 1792 ) appassionato di carte, il quale per non interrompere di giocare ( pare che una volta abbia passato al tavolo ventiquattr'ore di seguito ) si muniva di panini imbottiti che gli permettevano di nutrirsi tenendo con una mano il panino e con l'altra le carte!!!!! Purtroppo non mi ricorderò di certo TUTTO quello che ho letto: desinenze, suffissi, radici...un mondo di roba.....ma potrò sempre riprenderlo in mano per andare a cercare una cosa piuttosto che un'altra ; classico libro da CHI VUOL ESSERE MILIONARIO!!!

    Potrei andare avanti a riportare esempi letti.....uhhhh devo scrivere questo, ohhhh devo riportare quest'altro.....ma fate una cosa, siccome qui siamo tutti amanti delle parole messe in fila una dietro l'altra, fate una cosa...Leggetelo che merita!!!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Un saggio da studiare (per me laureato proprio in una materia che più di tutte ho amato, la storia della lingua italiana), ma anche un libro da sfogliare per scoprire, sotto l’egida dall’insigne ...continua

    Un saggio da studiare (per me laureato proprio in una materia che più di tutte ho amato, la storia della lingua italiana), ma anche un libro da sfogliare per scoprire, sotto l’egida dall’insigne e appassionato prof. Gianluigi Beccaria (celebre per una trasmissione Rai sull'italiano risalente a qualche lustro fa, Parola mia), quanto le parole (italiane in questo caso) sappiano raccontarci il mondo che ci circonda. E’ bello quando l’erudizione diventa soprattutto interessante divulgazione. In particolare, non perdetevi, sicuramente, i capitoli dedicati ai nomi di luogo e persona e, magari, quello finale.

    ha scritto il 

  • 0

    GIRI DI PAROLE

    Tra le brutture ortografiche, gli errori sintattici e le sciatterie lessicali degli alunni, ogni tanto si ha bisogno di qualcosa che riconcili con la parola, che faccia assaporare nuovamente il ...continua

    Tra le brutture ortografiche, gli errori sintattici e le sciatterie lessicali degli alunni, ogni tanto si ha bisogno di qualcosa che riconcili con la parola, che faccia assaporare nuovamente il piacere dello studio e della ricerca suggerendo interessanti spunti per la didattica quotidiana: per questo fino a ieri sera sul mio comodino ha albergato Tra le pieghe delle parole, di Gian Luigi Beccaria. Per gli addetti ai lavori, Beccaria è linguista che non ha bisogno di presentazioni, ma, per tutti, è soprattutto un grandissimo divulgatore che più di una volta ha frugato tra le pagine dei dizionari e le parlate locali per spiegare perché si dice così. In questo saggio si sposta con agilità in tutte le branche della scienza delle parole, dalla linguistica areale alla glottologia, dalla semantica alla linguistica storica alla dialettologia, per diire che dietro le parole si affaccia una visione delle cose, una filosofia, un credo religioso, un punto di vista, insomma, una cultura, intesa come insieme delle conoscenze, delle credenze, del costume e di qualsiasi altra capacità acquisita dall'uomo come membro di una società, per spiegare che nessuna parola è inutile o superflua, che la lingua muta seguendo i bisogni del corpo e della mente, che nessuna lingua e più evoluta o meno evoluta di un'altra. E se i primi tre capitoletti piaceranno soprattutto ai cultori della materia, i restanti sette sono godibilissimi per chiunque, che potrà chiarire l'origine di quel detto o di quel toponimo o addirittura del proprio cognome, che si stupirà di fronte all'estrema concretezza e ricchezza nomenclatoria di alcune lingue, che si divertirà (come è successo a me) nello scoprire che anche i colori (e non solo i loro nomi!) cambiano a seconda delle lingue e delle culture.

    ha scritto il