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Tractatus logico-philosophicus

Quaderni 1914-1916

By Ludwig Wittgenstein

(89)

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Book Description

39 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non ho le capacità di coglierne il senso generale, il messaggio tutto, ma l'ho letto anche se sorvolando su alcune parti matematiche per me inaccessibili già nella lettura. Il linguaggio è il confine del mondo e il mio mondo matematico è molto piccol ...(continue)

    Non ho le capacità di coglierne il senso generale, il messaggio tutto, ma l'ho letto anche se sorvolando su alcune parti matematiche per me inaccessibili già nella lettura. Il linguaggio è il confine del mondo e il mio mondo matematico è molto piccolo.
    Interessante il metodo rigoroso e sintetico di esporre il suo pensiero sotto forma di enunciati numerati: sette sono gli enunciati più alti di cui solo il settimo non ha sottoenunciati ed è il famoso:
    7. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere
    infatti lui espone enunciali logici esprimibili seppur difficilmente, ma in modo il più possibile veritiero. Il resto quello che riguarda l'etica è da mostrare con i fatti, o al più descrivendone minutamente i fatti, non lo si può scrivere, spiegare, motivare... Così mi pare di aver colto e ne sono stata soddisfatta.

    Qualche altra proposizione:
    4.112 Lo scopo della filosofia è il rischiaramento logico dei pensieri.
    6.234 La matematica è un metodo della logica
    6.4311 la morte non è evento della vita. La morte non si vive

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    maria said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I write the comment aim to share my own view and seek for discussion on it since I don't think I throughly understand it. The following terms need to be clarified beforehand, and also the relationship between them,
    (atomic)fact
    thing
    world
    picture
    se ...(continue)

    I write the comment aim to share my own view and seek for discussion on it since I don't think I throughly understand it. The following terms need to be clarified beforehand, and also the relationship between them,
    (atomic)fact
    thing
    world
    picture
    sense
    state of affairs
    proposition
    function
    I know what they means in daily life, but I also would like to have the exact meaning in this book, since they are the basic 'building blocks' of the theory, thus it is essential.
    Also it is adviced to have some knowledge on Frege and Russell's ideas on this topic, since the book mentioned them.

    PS: The writing style of Tractatus should be promoted as a way to clearly express idea.
    PS2: "Sense" should be originated from German word "Sinn". It is less likely related to perception.

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    Melvin Popov said on Oct 21, 2012 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    di quello che ho scritto ed inoltre di quello che non ho scritto

    "Forse Le sarà di aiuto se Le scrivo un paio di parole sul mio libro: dalla lettura di questo, infatti, Lei - e questa è la mia esatta opinione - non ne tirerà fuori un granché. Difatti Lei non lo capirà; l'argomento le apparirà del tutto estraneo. I ...(continue)

    "Forse Le sarà di aiuto se Le scrivo un paio di parole sul mio libro: dalla lettura di questo, infatti, Lei - e questa è la mia esatta opinione - non ne tirerà fuori un granché. Difatti Lei non lo capirà; l'argomento le apparirà del tutto estraneo. In realtà, però, esso non le è estraneo, poiché il senso del libro è un senso etico. Una volta volevo includere nella prefazione una proposizione, che ora di fatto lì non c'è, ma che io ora scriverò per Lei, poiché essa sarà forse per Lei una chiave per capire il libro. In effetti, io volevo scrivere che il mio lavoro consiste in due parti: di quello che ho scritto ed inoltre di quello che non ho scritto. E proprio questa seconda parte è quella più importante. Ad opera del mio libro l'etico viene delimitato, per così dire, dall'interno; e sono convinto che l'etico è da delimitare rigorosamente solo in questo modo."

    (da una lettera di Wittgenstein a Ludwig von Ficker, ottobre 1919)

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    Suzanne said on Oct 7, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo"

    “Questo libro, forse, lo comprenderà solo colui che già a sua volta abbia pensato i pensieri ivi espressi – o almeno, pensieri simili - . Esso non è, dunque, un manuale - . Conseguirebbe il suo fine se procurasse piacere ad almeno uno che lo legga co ...(continue)

    “Questo libro, forse, lo comprenderà solo colui che già a sua volta abbia pensato i pensieri ivi espressi – o almeno, pensieri simili - . Esso non è, dunque, un manuale - . Conseguirebbe il suo fine se procurasse piacere ad almeno uno che lo legga comprendendolo.
    Il libro tratta i problemi filosofici e mostra – credo – che la formulazione di questi problemi si fonda sul fraintendimento della logica del nostro linguaggio. Tutto il senso del libro si potrebbe riassumere nelle parole: Tutto ciò che può essere detto si può dire chiaramente; e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere”
    (Ludwig Wittgenstein, prefazione al “Tractatus logico – philosophicus”)
    Dovrei tacere e rimandare gli interessati alla lettura del libro, ma siccome non ho ambizioni da critico o da esperto (che se anche le avessi dovrei trattare l’argomento Wittgenstein con somma circospezione) mi limito, di seguito, a riportare qualche impressione sulla lettura, senza addentrarmi in analisi dettagliate che non sono in grado di fare.
    Il libro ha procurato “piacere” al mio cervello, dunque il fine di cui l’autore parla nella prefazione è stato conseguito, almeno parzialmente. Non posso dire, invece, di averlo compreso. Ho intuito, probabilmente, solo ciò che avevo già pensato anch’io, ma che non sono mai riuscito a esplicitare alla maniera di Wittgenstein (bella rivelazione, eheh), autore di formazione logico – matematica, che probabilmente non aveva una “preparazione filosofica” (in senso stretto, e questa parentesi potrebbe diventare enorme se mi mettessi a riflettere su “cosa” effettivamente “è” filosofia, ma lascio ad altri il compito) all’altezza di altri giganti del pensiero, ma che era dotato di una mente geniale tale da produrre questo libro "sui generis" che si è rivelato tra i più influenti nella storia del pensiero occidentale dell’ultimo secolo.
    Con il "Tractatus logico – philosophicus", una delle poche opere edite mentre era in vita, Wittgenstein affronta il tema del rapporto tra i fatti del mondo e il linguaggio, inteso come “raffigurazione logica del mondo” stesso. La sua tesi di fondo in quest'opera è che tutto ciò che pensiamo deve poter essere formulabile linguisticamente con un linguaggio logico. L'autore stesso, tra l'altro, prenderà nettamente le distanze dalle posizioni espresse nel "Tractatus", ripensando molte delle tesi espresse nello stesso e lo farà con le "Ricerche filosofiche", peraltro edite solo dopo la sua morte.
    L’opera è strutturata in sette proposizioni, ciascuna ulteriormente specificata in sotto-proposizioni che si diramano come un albero. Si tratta di un testo a tratti molto ostico, e la difficoltà è di tipo diverso da quella che solitamente un profano della materia può trovare leggendo un testo filosofico, per esempio di Kant o di Hegel. Nel caso di Wittgenstein, a rendere ardua la lettura è da un lato la secchezza di talune proposizioni, l’apparente ed ingannevole semplicità delle definizioni, dietro le quali si “nascondono” riflessioni ben più profonde, dall’altro il continuo riferimento a nozioni di carattere logico e matematico (ivi compresi i simboli) che rendono ardua la comprensione a chi (come me) ha “colpevolmente” abbandonato quel sentiero. Per capire certi passaggi avrei dovuto quanto meno leggermi Russell e Frege, peraltro unici autori esplicitamente citati da Wittgenstein.
    La logica, dunque, come raffigurazione della realtà. Come detto sopra, il “filosofo” Wittegenstein contesterà, o meglio “supererà”, “ingloberà” il logico un paio di decenni dopo, allorché si renderà conto che la logica non può spiegare tutto, e che c’è un “sentire” diverso.
    Per i motivi di cui sopra, non sono in grado di “definire” Wittgenstein e la sua opera, per esempio prendendo posizione circa la sua influenza sui neo-positivisti del circolo di Vienna o piuttosto sui suoi aspetti più “mistici”, e onestamente non credo sia giusto catalogare un autore in un modo piuttosto che in un altro.
    Posso dire, a chiusura di queste mie impressioni senza pretese, che a onta delle difficoltà di comprensione, pure innegabili, il “Tractatus logico – philosophicus” è un’opera che senza dubbio mi accompagnerà nei miei futuri percorsi letterari – filosofici e di vita. Non fosse altro che per quella frase che lo chiude, e che faccio mia adesso, tacendo su ciò di cui non debbo parlare.

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    Sisifo77 (Antonio Di Leta) said on Feb 1, 2012 | Add your feedback

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