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Traditori di tutti

Di

Editore: Garzanti

4.0
(942)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Olandese

Isbn-10: A000102512 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Bello, davvero. Scerbanenco analizza molto bene la società italiana dell'epoca e propone una poesia tutta sua....la morale potrebbe essere : ad essere onesti si viene stimati ma lo si prende comunque ...continua

    Bello, davvero. Scerbanenco analizza molto bene la società italiana dell'epoca e propone una poesia tutta sua....la morale potrebbe essere : ad essere onesti si viene stimati ma lo si prende comunque in culo.

    ha scritto il 

  • 3

    La banda Bassotti

    Un caso molto intricato, con tante vicende apparentemente slegate fra loro che poi invece s'incrociano, vendette, tradimenti, killer improbabili e ultraferoci, malavitosi, traffici vari, assurdità ass ...continua

    Un caso molto intricato, con tante vicende apparentemente slegate fra loro che poi invece s'incrociano, vendette, tradimenti, killer improbabili e ultraferoci, malavitosi, traffici vari, assurdità assortite.
    Duca Lamberti si trasforma magicamente in commissario Basettoni e lo risolve con l’aiuto del fido ispettore Manetta. Topolino era in ferie, sennò c’avrebbe pensato lui.
    Leggiamo di gente che finisce con la macchina dentro ai Navigli a due alla volta, per ben tre volte. Gratis.
    Io c’ho provato, ad andare sui Navigli. A pagamento. Niente da fare, non avevo la prenotazione.
    Il Duca aspirante poliziotto viene dipinto come un bravo medico radiato dall’albo per aver aiutato una paziente terminale a morire. Arriva da lui una tipa che si deve sposare il giorno seguente; se il suo incazzoso promesso sposo scopre che non è più vergine l’ammazza, quindi vuol farsi ricucire l’imene.

    Ora, ci sono in giro degli scamorzi di medici che quando entri nell'ambulatorio ti chiedono cos’hai senza neanche alzare la testa a guardarti, tanto che se rispondi: penso di avere una marcata IPP ( induratio penis plastica ) ti fanno l’impegnativa per andare a farti visitare dall’urologo senza manco accorgersi che sei femmina.
    Ecco, perfino uno così le avrebbe risposto: non esiste, dopo l’intervento devi aspettare almeno una settimana, per poter consumare.
    Lui no. Zitto zitto prende ago e filo e si trasforma in sarta; fa il rammendo senza un camice sterilizzato, in un ambiente con poca luce e scarse misure igieniche, permettendole di bere e fumare prima, durante e dopo l’intervento. Roba da restarci secchi per emorragia o setticemia fulminante.
    Non contento il Scerba pensa: esageriamo! E ci infila un grosso traffico di mitra destinati ai terroristi in Alto Adige. I quali sono chiamati bombaroli proprio perché hanno sempre combattuto preferibilmente a suon di tritolo. I mitra li hanno usati assai meno, ma comunque a rifornirli di tutti questi indispensabili generi di prima necessità ci pensavano i fratelli austriaci. Gratis. Li spedivano a vagonate in Alto Adige tramite l’organizzazione Stille Hilfe (aiuto silenzioso) insieme al latte in polvere e ai ciucci per i bimbi poveri sudtirolesi.

    Scerbanenco, potevi anche documentarti un pochino meglio, no?? vabbè che Internet non c'era, ma potevi telefonare all'Obman Silvius Magnago e chiedere lumi.

    ☆☆☆ è ben scritto e ne meriterebbe forse 4, ma ne tolgo una per le cazzate varie.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Seconda avventura per Duca Lamberti, preso nelle spire di una bruttissima storia di droga e di armi che affonda le radici nell'ultima guerra. Mentre si muove tra sordidi personaggi, Duca pensa a Livia ...continua

    Seconda avventura per Duca Lamberti, preso nelle spire di una bruttissima storia di droga e di armi che affonda le radici nell'ultima guerra. Mentre si muove tra sordidi personaggi, Duca pensa a Livia Ussaro e alle sue cicatrici, alla sorella e alla nipotina e si domanda che fare della propria vita. Sarà messo davanti a un bivio: tornare a esercitare la professione di medico, dopo essere stato radiato dall'albo, o entrare nei ranghi della polizia.Il dubbio per Duca ha la durata di una notte.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia cruda, nerissima, di vendetta e ira

    Un’auto cade in un canale, con due persone a bordo. Pochi giorni dopo la storia si ripete sotto gli occhi di due agenti di polizia. Ed era già accaduto pochi anni prima. Tre incidenti sono troppi x l’ ...continua

    Un’auto cade in un canale, con due persone a bordo. Pochi giorni dopo la storia si ripete sotto gli occhi di due agenti di polizia. Ed era già accaduto pochi anni prima. Tre incidenti sono troppi x l’aspirante poliziotto Duca Lamberti, che indaga su un traffico di droga e di armi. E’ questo il romanzo meno riuscito della quadrilogia a lui dedicata, un po’ confuso, con molti personaggi e forse troppi assassini. Una storia cruda, nerissima, dominata dall’ira e dalla vendetta, comune ai criminali e a chi li combatte. Un integralista, Lamberti, che persegue il suo ideale di giustizia, e non è detto che sia quella sancita dalla legge. E’ un’Italia puritana, bigotta e tradizionalista, di uomini duri e donne virtuose che hanno ruoli diversi e separati, in cui aborto, divorzio, convivenza, tradimento coniugale sono ancora reato, e Scerbanenco appoggia molti di questi ideali. Per lui, i criminali si distinguono anche nell’aspetto o nell’atteggiamento. Una Milano che forse non esiste più, tra i Navigli e le cascine al confine tra città e campagna, primaverile eppure squallida e deprimente. Non condivido le idee di giustizia sommaria di Scerbanenco, e meno ancora il suo moralismo integralista, eppure i suoi romanzi m’intrigano, forse perché così verosimili, forse perché i protagonisti sono tutti perdenti, dai poliziotti sfiduciati, ai criminali ottusi, alle donne vinte e precocemente invecchiate.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci sono degli sprazzi di scrittura di Scerbanenco che non posso non definire geniali e magnetici.. Però a volte mi passa ad un registro diverso e mi ha confuso e tediato tanto da mettere in ombra quei ...continua

    Ci sono degli sprazzi di scrittura di Scerbanenco che non posso non definire geniali e magnetici.. Però a volte mi passa ad un registro diverso e mi ha confuso e tediato tanto da mettere in ombra quei punti che sono un capolavoro..
    Duca Lamberti è un gran personaggio, altroché, ma la storia mi ha lasciato un po' fredda :(

    ha scritto il 

  • 2

    E' il secondo libro di Scerbanenco che leggo ma sarà anche l'ultimo perchè l'impressione è stata identica: una buona partenza con una storia inizialmente interessante ed intrigante che diventa poco c ...continua

    E' il secondo libro di Scerbanenco che leggo ma sarà anche l'ultimo perchè l'impressione è stata identica: una buona partenza con una storia inizialmente interessante ed intrigante che diventa poco credibile e con un finale ridicolo.

    Questo libro ancor più del precedente.

    ha scritto il 

  • 4

    Inizialmente pensavo che gli avrei dato 3 stelle. La storia sembrava coinvolgermi meno rispetto a Venere privata e invece alla fine mi sono ricreduta. Le atmosfere quì sono ancora più belle. Milano è ...continua

    Inizialmente pensavo che gli avrei dato 3 stelle. La storia sembrava coinvolgermi meno rispetto a Venere privata e invece alla fine mi sono ricreduta. Le atmosfere quì sono ancora più belle. Milano è meno grigia, in compenso c'è l'Alzaia Naviglio Pavese che è la vera protagonista del libro. E poi c'è Duca. Questo è il libro della sua svolta, prenderà una decisione importante, anzi, forse più di una.

    ha scritto il 

  • 4

    Crudo, ma se hai abbastanza fegato arrivi fino in fondo e scopri la Storia

    Milano ha iniziato a crescere e a trasformarsi, da centro rurale a metropoli. Scerbanenco ci racconta proprio quegli anni, ma inserisce nella storia anche una retrospettiva sugli avvenimento della sec ...continua

    Milano ha iniziato a crescere e a trasformarsi, da centro rurale a metropoli. Scerbanenco ci racconta proprio quegli anni, ma inserisce nella storia anche una retrospettiva sugli avvenimento della seconda guerra mondiale. Consigliato agli amanti del noir, ma sopratutto a chi vuole scoprire una Milano diversa da quella che oggi conosciamo.

    ha scritto il 

  • 1

    Non mi è piaciuto. Troppo “nero”, sanguinolento, cupo. La storia è ripetitiva, Duca Lamberti è antipatico, i cattivi sono troppo cattivi, il mistero non è un mistero, le donne sono povere vittime o pu ...continua

    Non mi è piaciuto. Troppo “nero”, sanguinolento, cupo. La storia è ripetitiva, Duca Lamberti è antipatico, i cattivi sono troppo cattivi, il mistero non è un mistero, le donne sono povere vittime o puttane, il mondo è brutto, pietà l’è morta.
    Poi, certo, c’è qualche squarcio di città che colpisce, una descrizione illuminante qua e là. Ma non basta

    ha scritto il 

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