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Traditori di tutti

Di

Editore: Garzanti

4.1
(894)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: A000102512 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 1

    Non mi è piaciuto. Troppo “nero”, sanguinolento, cupo. La storia è ripetitiva, Duca Lamberti è antipatico, i cattivi sono troppo cattivi, il mistero non è un mistero, le donne sono povere vittime o puttane, il mondo è brutto, pietà l’è morta.
    Poi, certo, c’è qualche squarcio di città che co ...continua

    Non mi è piaciuto. Troppo “nero”, sanguinolento, cupo. La storia è ripetitiva, Duca Lamberti è antipatico, i cattivi sono troppo cattivi, il mistero non è un mistero, le donne sono povere vittime o puttane, il mondo è brutto, pietà l’è morta.
    Poi, certo, c’è qualche squarcio di città che colpisce, una descrizione illuminante qua e là. Ma non basta

    ha scritto il 

  • 4

    Hard boiled in salsa meneghina. Innegabile l'abilità di questo scrittore, purtroppo prematuramente scomparso, nel trasferire il noir statunitense nella Milano in rapida trasformazione degli anni sessanta. Milano come Chicago, o New York o Los Angeles. Il senso di legalità e di giustizia che anima ...continua

    Hard boiled in salsa meneghina. Innegabile l'abilità di questo scrittore, purtroppo prematuramente scomparso, nel trasferire il noir statunitense nella Milano in rapida trasformazione degli anni sessanta. Milano come Chicago, o New York o Los Angeles. Il senso di legalità e di giustizia che anima Duca Lamberti, il protagonista di questa breve serie di 4 romanzi, è spietato. Come sempre la giustizia reclama un prezzo altissimo. Ed anche in questo caso non poteva mancare un finale spiazzante e amarissimo. Peccato che questo sia per me l'ultimo (non nell'ordine cronologico, sono io che li ho letti alla rinfusa)

    ha scritto il 

  • 5

    Da una richiesta di un intervento di chirurgia estetica un po' particolare (la cui scena fra l'altro è descritta in maniera esemplare, fra whisky, sigarette francesi e ferri messi a sterilizzare in pentola) parte una fitta indagine legata a un apparente traffico di armi, ormai soltanto diretta co ...continua

    Da una richiesta di un intervento di chirurgia estetica un po' particolare (la cui scena fra l'altro è descritta in maniera esemplare, fra whisky, sigarette francesi e ferri messi a sterilizzare in pentola) parte una fitta indagine legata a un apparente traffico di armi, ormai soltanto diretta conseguenza di crimini ben peggiori commessi durante la seconda guerra mondiale da parte di una coppia di squallidi traditori di tutti… Spietato e duro più del precedente. Capolavoro dell'hard boiled all'italiana

    ha scritto il 

  • 4

    Indecisa...

    Con alcuni libri sono un po' indecisa, perché non è certo un così così ma nemmeno so se definirlo bello. Manca una terza via che è: sufficiente (ovvero sufficientemente gradevole, non brutto ma nemmeno definibile come proprio bello). Ciò è quanto penso di questo libro di Scerbanenco, che mi è pia ...continua

    Con alcuni libri sono un po' indecisa, perché non è certo un così così ma nemmeno so se definirlo bello. Manca una terza via che è: sufficiente (ovvero sufficientemente gradevole, non brutto ma nemmeno definibile come proprio bello). Ciò è quanto penso di questo libro di Scerbanenco, che mi è piaciuto ma non l'ho trovato indispensabile, né durante la lettura né a distanza di tempo dalla conclusione.

    ha scritto il 

  • 5

    una botta al cerchio ed una alla botte.

    è un peccato finire un libro di Scerbanenco, è sempre pieno di sorprese e di atmosfere che svaniscono alla fine del libro. Milano non mi piace molto, ma ci sono delle situazioni, nel libro, che la rendono simpatica: i navigli, la primavera (arriva anche a Milano , la primavera?), e poi l'avanti & ...continua

    è un peccato finire un libro di Scerbanenco, è sempre pieno di sorprese e di atmosfere che svaniscono alla fine del libro. Milano non mi piace molto, ma ci sono delle situazioni, nel libro, che la rendono simpatica: i navigli, la primavera (arriva anche a Milano , la primavera?), e poi l'avanti & indietro nella storia, la nostra storia.
    forse gli anni '60 sono da vedere così, da dietro una finestra in piazza Leonardo da Vinci.

    ha scritto il 

  • 4

    "Tradivano tutti, la madre sul letto di morte, e la figlia in clinica parto, vendevano il marito e la moglie, l'amico e l'amante, la sorella e il fratello, ammazzavano chiunque per mille lire e tradivano chiunque per un gelato, non occorreva neppure picchiarli, bastava frugare nel fondo melmos ...continua

    "Tradivano tutti, la madre sul letto di morte, e la figlia in clinica parto, vendevano il marito e la moglie, l'amico e l'amante, la sorella e il fratello, ammazzavano chiunque per mille lire e tradivano chiunque per un gelato, non occorreva neppure picchiarli, bastava frugare nel fondo melmoso della loro personalità, e veniva fuori vigliaccheria, canaglieria, tradimento."

    Per per le prime due parti del libro la storia si è fatta leggere grazie alla capacità di Scerbanenco di portare il lettore nella Milano di cinquant'anni fa grazie alla personalità dura e malinconica, intransigente e compassionevole di Duca Lamberti. Nulla di nuovo, però, per chi è solito leggere noir (ovviamente nulla di nuovo per un lettore di oggi).

    La parte terza, che altro non è che un lungo epilogo, invece è superlativa.
    Dante mette i traditori nella parte più profonda dell'inferno; Bruto, Cassio e Giuda, i peggiori di tutti, sono masticati per l'eternità dalle tre bocche di Lucifero. I traditori che Scerbanenco ci fa conoscere sono meno noti universalmente ma sono quelli che ciascuno di noi potrebbe incontrare in una vita poco fortunata. E sarebbero pronti a tradire molte volte per molto meno di trenta denari.

    Indice Jimbose: 84%

    ha scritto il 

  • 3

    Una fatica.

    Più faticoso che tagliare la siepe in giardino, più che accompagnare mia madre al supermercato. Più che entrare in un negozio e misurare dei pantaloni. E con questo ho detto tutto. Superare la metà di questo giallo mi è costato moltissimo. La seconda metà non è andata meglio. Arrivato ad un certo ...continua

    Più faticoso che tagliare la siepe in giardino, più che accompagnare mia madre al supermercato. Più che entrare in un negozio e misurare dei pantaloni. E con questo ho detto tutto. Superare la metà di questo giallo mi è costato moltissimo. La seconda metà non è andata meglio. Arrivato ad un certo punto, di sapere come sarebbe andato a finire non me ne fregava niente. Non male per un giallo, eh?
    Poi, però, nell'ultima parte, ecco delle pagine notevoli, tutta una storia accaduta in un tempo passato, durante la guerra. Pagine diverse, ben raccontate, che ho letto con piacere. Perché? Qual è la differenza dal resto del libro? Io lo so. L'ho capito: sono le uniche pagine in cui non è presente il protagonista, quel Duca Lamberti, medico spretato che mi sta sulle palle come nessun altro personaggio della letteratura. Per capirci, messi a paragone con Duca Lamberti, il cattivo di cime tempestose è un angelo custode e Hannibal un concorrente della prova del cuoco.
    Io non so perché Scerbanenco abbia voluto creare un personaggio così ruvido, così pieno di sicurezze, così... così... così stronzo, ecco, che in un libro precedente trancia giudizi sugli omosessuali che nemmeno LaRussa e in questo si scaglia con la bava alla bocca contro tutti, da chi si sottopone a imenoplastica a chi di mestiere fa la puttana o il macellaio.
    Evidentemente a Scerbanenco deve essergli successo qualcosa. Magari da piccolo non ha superato la fase sadico anale e, insieme, il complesso di Edipo. Insomma, sua madre deve averlo mandato a cagare.

    due stelle e mezza.

    ha scritto il 

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