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Traiettorie di sguardi

E se gli altri foste voi?

Di

Editore: Rubbettino

3.7
(20)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Altri

Isbn-10: 8849802595 | Isbn-13: 9788849802597 | Data di pubblicazione: 

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Questo libro intende far riflettere sulla questione del razzismo attraverso lanarrazione di episodi quotidiani che spesso conosciamo ma che altrettantospesso ci ostiniamo a non prendere sul serio.
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  • 3

    6 / 10

    Il libro è un racconto, un diario personale di quello che è stata la vita dell'autrice, attraverso i suoi spostamenti, tra le varie culture che ha incrociato. Il tutto con l'occhio dell'altro, di coloro che non sono al centro della società, ma ai suoi margini. Il libro però alterna momenti di ser ...continua

    Il libro è un racconto, un diario personale di quello che è stata la vita dell'autrice, attraverso i suoi spostamenti, tra le varie culture che ha incrociato. Il tutto con l'occhio dell'altro, di coloro che non sono al centro della società, ma ai suoi margini. Il libro però alterna momenti di sereno raccontare a un tumulto interiore di non risolta rabbia, condivisibile nelle cause ma non nell'espressione. Da molto da pensare un libro così, come il razzismo e la violenza che si collega ad esso travalichino chi li usa per avvelenare il mezzo, quando non anche il soggetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo originale, vivo e irriverente.

    Oh Occidente,
    almeno io sono una selvaggia,
    una negra che non sa leggere né scrivere.
    Tu chi sei?
    Non ho coscienza di me, vero?
    Tu ce l'hai di me?
    Non esisto?
    Non siamo degni di esistere
    perché il colore della pelle
    primo, unico e ultimo eleme ...continua

    Oh Occidente,
    almeno io sono una selvaggia,
    una negra che non sa leggere né scrivere.
    Tu chi sei?
    Non ho coscienza di me, vero?
    Tu ce l'hai di me?
    Non esisto?
    Non siamo degni di esistere
    perché il colore della pelle
    primo, unico e ultimo elemento identificatorio...
    per te fa schifo.
    Ma attento. La "civiltà" del razzismo ha progredito.
    Ricordati, ti aggiorno io.
    Il discorso sul razzismo è andato avanti.
    La pelle non basta più. Non dovrebbe più bastare.
    Caro Occidente, hai ragione. Vengono a bussare alle tue porte.
    Ti scopri debole.
    Impaurito.
    Fossi una santa, ti proteggerei contro questa "pacifica invasione".
    Un consiglio?
    Apri le tue porte.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo qualcosa di diverso, forse un'analisi più approfondita di certi comportamenti e atteggiamenti, piuttosto che una sorta di "lista di atti di subdolo razzismo". Ovvio che poi la 'lista' stessa porta il lettore a un'analisi, a fare i conti anche con se stesso. Alcuni punt della 'lista' ...continua

    Mi aspettavo qualcosa di diverso, forse un'analisi più approfondita di certi comportamenti e atteggiamenti, piuttosto che una sorta di "lista di atti di subdolo razzismo". Ovvio che poi la 'lista' stessa porta il lettore a un'analisi, a fare i conti anche con se stesso. Alcuni punt della 'lista' sono a dir poco agghiaccianti.

    ha scritto il 

  • 4

    Traiettorie di sguardi

    Un libro che parla di razzismo.
    Non quello grossolano, cattivo e palese, ma quello sottile, quello "pop" quello che esotizza, costruisce luoghi comuni, allontana.
    Quello della "sinistra", di chi si crede buono, quello di chi inizia le frasi con "io non sono razzista ma..." oppure "io n ...continua

    Un libro che parla di razzismo.
    Non quello grossolano, cattivo e palese, ma quello sottile, quello "pop" quello che esotizza, costruisce luoghi comuni, allontana.
    Quello della "sinistra", di chi si crede buono, quello di chi inizia le frasi con "io non sono razzista ma..." oppure "io non sono razzista" e punto esclamativo. Genevieve Makaping, antropologa camerunense dell'Università della Calabria ci fa da specchio raccontando un Italia ben lontana dal "paese dell'accoglienza".

    "Ho un'amica che spesso mi dice:"Jenny tu sei uguale a me", "tu sei come me", "tu mi somigli". Delle sue affermazioni mi ha incuriosito il fatto che non abbia mai pronunciato una frase del tipo: "noi siamo uguali", "noi ci somigliamo..", "Noi..". Sono sempre io come lei, mai lei come me. Lei è il soggetto attivo e io sono l'oggetto passivo. Non è inusuale che si pensi così"

    ha scritto il 

  • 4

    L'autrice se ti avesse vicino, sbranerebbe anche te, sappilo. Mi è piaciuto molto perchè ti costringe a metterti in discussione. E lo fa raccontando se stessa attraverso il giro lungo dell'antropologia. Di stimolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho scoperto questo libro per caso, mentre raccoglievo materiale per la tesi di laurea.
    La sua presentazione mi ha colpita, così come l’autrice e così ho deciso di cercarlo in libreria.
    È un saggio sulla discriminazione e il riconoscimento dell’altro, del “diverso” da sé che non signific ...continua

    Ho scoperto questo libro per caso, mentre raccoglievo materiale per la tesi di laurea.
    La sua presentazione mi ha colpita, così come l’autrice e così ho deciso di cercarlo in libreria.
    È un saggio sulla discriminazione e il riconoscimento dell’altro, del “diverso” da sé che non significa inferiore o sottomesso, tutt’al più “eccentrico”. È un ottimo libro perché ci mostra una società italiana che i nostri occhi “troppo italiani” spesso sono incapaci di percepire. Sotto un certo punto di vista fa desiderare anche a noi di essere “diversi”, riconoscere e accettare la nostra innata eccentricità per non assomigliare alla massa che si omologa e abbruttisce.

    ha scritto il