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Train du reve

Di

Editore: Giraldi

4.4
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 243 | Formato: Altri

Isbn-10: 8889435887 | Isbn-13: 9788889435885 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ci sono libri che più di altri raccontano di viaggi. Di storie che si muovono, si incrociano e si raccontano. Forzosamente. Con urgenza. Necessità.
    Il romanzo è la narrazione di una tratta ferroviaria. Un tragitto comune. All’apparenza banale. La vita che c’è dentro lo trasforma. Lo rende un ...continua

    Ci sono libri che più di altri raccontano di viaggi. Di storie che si muovono, si incrociano e si raccontano. Forzosamente. Con urgenza. Necessità.
    Il romanzo è la narrazione di una tratta ferroviaria. Un tragitto comune. All’apparenza banale. La vita che c’è dentro lo trasforma. Lo rende unico e irreversibile. I viaggiatori si susseguono, si raccontano senza filtri, ne hanno bisogno tanto quanto gli altri di ascoltarli e capirli. I simbolismi sono una faccia, quella forse fin troppo scontata e ovvia. Oltre ci sono cuori pulsanti, paure, amori perduti, ossessioni, consapevolezze, tristezze, pianti, lotte, sesso, pelle rovinata, corpi devastati, maciullati e strappati.
    Tutto porta a incroci, incastri diversi, imperfetti perché solo così possono essere.
    Le storie e il treno sono i protagonisti. Gli uni senza l’altro perderebbero quel sapore pungente che è l’ingrediente predominante.
    Questo libro è una sfida. Sfida il lettore dalle prima pagine, gli fa l’occhiolino e glielo chiede insistentemente fino all’ultima riga, fino all’addio che è solo l’ennesimo arrivederci. ‘Ce la farai? Riuscirai a rimanere attento, concentrato?’. Questa è la domanda. Necessaria. La lettura non può e non deve essere semplice. I sensi sono complessi, le esigenze e le trame lo sono. Complesse. Necessitano di accuratezza, impegno e devozione. Verso i degradi. Gli imbruttimenti. Le debolezze del corpo e dello spirito. L’innegabile e inguaribile consapevolezza di essere piccoli e soli. Inutili forse o perduti, per sempre e irrimediabilmente. Allora il viaggio diventa una necessità. Un bisogno primario, una cura magari o semplicemente un transito per non perdersi oltre il non ritorno.
    Il viaggio finisce, com’è prevedibile, alla fine della narrazione ma è solo un’illusione, una delle tante. C’è chi arriva e festeggia. Chi sorride ma ha già la mente altrove, sul prossimo binario. Sui movimenti e i gesti. Sulla prossima tratta da percorrere. Gustare. Annusare piano. Ascoltare. Questo è un libro da ascoltare, assaporare piano. Annusare fino alle profondità più remote delle anime che ci si sono aggrappate. Non è una favola. E’un tratteggio crudo. Nudo. Delle vite che potrebbero essere le nostre o lo diventeranno con il tempo e le coincidenze. Potrebbero. Sono. La natura umana degradata e degradante nella sua più intima espressione.
    L’ho finito e il primo prepotente desiderio che ho provato è stato quello di fermarmi su un binario, guardarmi in giro e salire su un vagone, uno qualunque. Sedermi. E iniziare. Ad ascoltare. Con tutto il tempo del mondo. Ascoltare.

    ha scritto il 

  • 4

    Onirico. Questa è la prima parola che mi viene in mente, per tentare di racchiudere in una parvenza di definizione questo libro che di per sé sfugge alle definizioni. Si defila, si infila tra le fessure, scivola.
    Un lungo sogno, un viaggio.
    Segue qui:

    http://balenebianche.splinde ...continua

    Onirico. Questa è la prima parola che mi viene in mente, per tentare di racchiudere in una parvenza di definizione questo libro che di per sé sfugge alle definizioni. Si defila, si infila tra le fessure, scivola.
    Un lungo sogno, un viaggio.
    Segue qui:

    http://balenebianche.splinder.com/post/12608937/Train+du+r%C3%AAve

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro mi è piaciuto ma meno di altri della stessa autrice. Ho scovato anche di questo qualche recensione
    http://www.kultvirtualpress.com/articoli.asp?data=273

    http://www.kultunderground.org/index.asp?art=213

    piuttosto interessante. Penso che dovrò rileggerlo

    ha scritto il 

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