Trainspotting

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Verleger: Wilhelm Goldmann Verlag GmbH

4.0
(5178)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 347 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Japanese , Italian , Spanish , Finnish , Dutch , Chi traditional , Portuguese , Turkish , Polish , Czech

Isbn-10: 3442540127 | Isbn-13: 9783442540129 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Mass Market Paperback , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Questo libro mi è stato regalato diversi anni fa da un’amica e sicuramente all’età di 13-14 anni non avrei potuto capirlo, digerirlo e apprezzarlo. Con un linguaggio freddo, crudo e irriverente, Welsh ...weiter

    Questo libro mi è stato regalato diversi anni fa da un’amica e sicuramente all’età di 13-14 anni non avrei potuto capirlo, digerirlo e apprezzarlo. Con un linguaggio freddo, crudo e irriverente, Welsh racconta la vita di un gruppo di giovani che vive di eccessi: di alcol, sesso, droga, risse e delle loro conseguenze come sballo, astinenze, malattia e anche morte. Nessuno è immortale, neppure chi come Rents, Sick Boy o Begbei vivono al momento. Ma in fondo che valore danno alla vita?
    «Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?»
    Ecco quindi, l’eroina come salvezza, come fuga dallo squallore quotidiano, come vita stessa. Nonostante ciò, questi ragazzacci si fanno amare, muovono a compassione, fanno sorridere. Una lettura strana per me, ma che sento di consigliare!

    gesagt am 

  • 4

    Quando c’è aria di tempesta ogni porto è buono, e me la sento, la tempesta che m’infuria in corpo, dietro la maschera che ho in faccia.

    Una provocazione a più livelli, uno spaccato del mondo della droga, uno scorcio marcio dietro la facciata patinata e infiocchettata di una nazione, un viaggio crudo e oscuro nella mente umana. Senza s ...weiter

    Una provocazione a più livelli, uno spaccato del mondo della droga, uno scorcio marcio dietro la facciata patinata e infiocchettata di una nazione, un viaggio crudo e oscuro nella mente umana. Senza sconti.
    Non vuole insegnare nulla, è solo una voce sotto forma di pagine che pretende di essere ascoltata.

    «Beh, magari qualcuno a posto c’è rimasto» dice Jane, quando ci siamo riprese.
    «Sì, cazzo, se sono in minoranza va tutto bene» le faccio io, chiedendomi da dove viene quella punta di durezza che c’è nella mia voce, ma forse preferisco non saperlo.

    Questo romanzo non ha una trama ben definita, eppure ha tanto da dire, e lo urla in faccia al lettore.
    Non credo sia un romanzo per tutti e che per ogni persona esista un momento migliore di altri per leggerlo e, se non apprezzarlo, almeno capire il messaggio che si cela dietro.

    Ho sempre pensato di essermi rovinato ben bene la vita con la droga, ma il casino che riescono a combinare certi coglioni che si inguaiano per amore, è roba da non crederci.

    Non è un romanzo semplice, ha vari elementi che lo rendono difficile da gestire e digerire.

    1. Leggetelo in pochi giorni: I personaggi sono talmente tanti che se lo lasciate troppo tempo sul comodino rischiate di perdere il filo e non trovarlo mai più.

    2. Non leggetelo se siete stanchi: Non è un libro che si può leggere appisolandosi sul cuscino, lo stile si modifica di continuo in base al personaggio quindi è importante avere un minimo di concentrazione.

    3. Se vi urtano le parolacce, la violenza, le scene crude, grottesche e disgustose, se vi sentite rigidi o ipersensibili verso alcuni argomenti, (droga, alcolismo, aids, aborto, morte in culla, violenza domestica ecc...) lasciate perdere. Perché questo romanzo prenderà tutto quello che avete assimilato come giusto e ci farà i bisognini sopra. Davanti a voi, e si farà una risata.
    Le parolacce sono sparse in tutto il romanzo, solo la parola “cazzo” è presente 1357 volte. È davvero tanto e si sente, urta, ha dato fastidio anche a me che spesso raggiungo lo status “scaricatore di porto” senza neanche troppa fatica. Ma si vede anche che è fatto di proposito, fa parte di tutte le provocazioni dell’autore.

    Qualche volta penso che la gente comincia a bucarsi soltanto perché, senza neanche rendersene conto, ha una gran voglia di un po’ di silenzio.

    Ciò che ho apprezzato di più sono stati i pensieri dei personaggi, quelli crudeli, tremendi, grotteschi, egoisti, che chiunque si vergognerebbe di dire ad alta voce, (riporterò solo quelli più leggeri) eppure li riconosci come credibili, perché se hai imparato ad andare oltre la superficie delle cose sai che l’essere umano fa questi pensieri, sai che è capace di una crudeltà immane.

    Stava soffrendo talmente, in quella sua rota silenziosa, che non potevo farci un cazzo, io, per farlo stare ancora peggio.

    Bisogna fare un certo percorso per notare e apprezzare alcune cose, non nel loro specifico, ovviamente, ma in quello che vogliono trasmettere.

    È chiaro che era troppo buona per Billy, ma anche Myra Hindley e Margaret Thatcher erano troppo buone per Billy. È stata presa in quel circolo vizioso tipico di tutte le ragazze, voglio-un-uomo, voglio-un-figlio, voglio-una-casa, la solita merda in cui s’infognano, senza mai aver avuto la possibilità di trovare se stessa al di fuori di quei valori del cazzo di chi ha la gelatina al posto del cervello.

    È un viaggio dall’interno, dove si osserva prima il pensiero e poi l’azione. È stato intenso vedere determinati concetti, magari anche lontani da noi, attraverso i loro occhi, con pensieri spesso coincisi e personali.

    Ho voglia di ridere anch’io, ma come cazzo faccio, se mi sento tutte le ossa che ho in corpo come se uno me le schiacciasse in una morsa e me le facesse a pezzi con un seghetto mal affilato?

    È facile prendersela con filosofia quando è un altro ad avere il sangue pieno di merda, e non tu.

    RENTS
    I suoi amici saranno sempre di meno, man mano che aumentano i suoi bisogni. È la matematica inversa, o perversa, della vita.

    Rents si potrebbe definire come il protagonista, ma questo solo perché ha una coscienza di sé molto più spiccata rispetto agli altri, e in uno stile che punta a fondersi con la mente dei personaggi, è fondamentale.

    Com’erano noiosi i parenti... Si aggrappavano a qualsiasi banalità, nel loro squallore; come se quella fosse la colla che li teneva attaccati tutti insieme.

    Rents ama leggere, al punto che si ritrova a rubare libri; non si lascia abbindolare da ciò che dice la gente, ma cerca sempre una sua risposta. Mi è rimasta impressa una scena in cui si mette a leggere e a fare ricerche su libri di psicologia, per mettere in discussione sia se stesso, sia le teorie scritte. In alcune cose ammette di rivedersi e in altre no.

    E allora, secondo Tom, non serve a un cazzo venirmi a dire che sono andato bene agli esami, che ho un buon lavoro o che sto con una bella ragazza; perché questo tipo di riconoscimento per me non significa niente. È chiaro che mi fa piacere, quando succedono queste cose, e che hanno un valore in se stesse, ma è un valore che non può essere sostenuto senza un riconoscimento da parte mia della società che lo considera come tale. Quello che Tom sta cercando di dire, credo, è che non me ne frega un cazzo. Perché?

    Non poteva non rimanermi impresso il paragrafo più famoso, che ha reso celebre il libro e il personaggio stesso di Rents:
    La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti e fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita.
    Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder, io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo...

    SPUD
    Non lo sopporto, questo fatto che a Mark piace far male agli animali... è una cosa sbagliata, ragazzi. Uno non può amare se stesso se poi vuol fare male a un cosino come quello... voglio dire... che speranze ci restano allora? Quello scoiattolo è un amore. E si fa i cazzi suoi. È libero. Anzi, magari è per questo che gli sta sul cazzo, a Rents. Lo scoiattolo è libero, ragazzi.

    Un altro personaggio che mi è piaciuto molto è Spud. Ho adorato il suo modo di parlare (e quindi narrare). Ripete la frase “Non per dire” di continuo e, anche se può dare sui nervi, è un modo facile per capire quando la narrazione è tornata su di lui.

    Gatti
    A che serve ragionare con certi gatti? Tu dici ’ragione’ e quello ti miagola ’coglione’. Che roba, eh?

    Da amante dei gatti, poi, non poteva non rimanermi impresso il suo definire tutti Gatti, e parlare di loro attenendosi a quel linguaggio.

    Begbie forse si accorge di aver esagerato, eh, non per dire, ma se è esagerato per lui, figuriamoci. Tira dentro gli artigli, gattone. Falle vedere a tutti, quelle zampine soffici. È un gattaccio, questo, una pantera grossa e molto feroce.

    DAVIE
    Mi ricordo che nel periodo punk c’erano i Sex Pistols che dicevano che ’nessuno è innocente’. Quant’è vero. È anche il caso di dire, però, che certe persone sono più colpevoli di tante altre.

    Oltre ai personaggi principali, ce ne sono tanti secondari di cui osserviamo saltuariamente solo alcuni momenti o storie.
    Davie compare all’improvviso nella narrazione e ci racconta una storia scioccante, che ha come temi principali l’AIDS, la vendetta e la voglia di sfruttare il tempo concesso.

    Siamo riusciti a trovare qualcosa, l’uno nell’altra, che probabilmente non avremmo mai potuti darci in una situazione diversa. O magari sì. Ma comunque non stiamo lì ad analizzare troppo le cose, perché il tempo è un lusso che non ci possiamo permettere.

    Mi è piaciuta l’alternanza tra il lato umano e quello disumano, l’illusione di riuscire a tenere il punto quando in realtà questo punto non c’è.

    Non avrei dovuto aspettare tanto tempo, per diventare un essere umano. Meglio tardi che mai, però. Questo è sicuro.

    Per concludere, riconosco che non sia un romanzo per tutti, tuttavia lo consiglio per ciò che riesce a mostrare e a lasciare, per quanto crudo e tremendo possa essere.

    Per altre recensioni: http://www.landeincantate.it/la-torre-di-phedre-recensioni-libri-fantasy/

    gesagt am 

  • 3

    Ingredienti: una ventina di ventenni di Edimburgo tra alcol, droghe, sesso, musica e niente lavoro, l’alternarsi di viaggi psichedelici e crisi di astinenza, lo spettro di AIDS ed overdose come nemici ...weiter

    Ingredienti: una ventina di ventenni di Edimburgo tra alcol, droghe, sesso, musica e niente lavoro, l’alternarsi di viaggi psichedelici e crisi di astinenza, lo spettro di AIDS ed overdose come nemici mortali, una storia costruita su tanti episodi narrati da voci diverse.
    Consigliato: a chi ha avuto come colonna sonora della propria gioventù il pop-rock inglese, a chi vive senza meta rifiutando Dio, società e famiglia.

    gesagt am 

  • 4

    Scegliete la vita.

    https://theloremipsumblog.wordpress.com/2017/02/28/trainspotting-il-libro-sceneggiatura-recensione/

    Dopo aver visto T2: Trainspotting al cinema, la mia voglia di leggere il romanzo del primo Trainspot ...weiter

    https://theloremipsumblog.wordpress.com/2017/02/28/trainspotting-il-libro-sceneggiatura-recensione/

    Dopo aver visto T2: Trainspotting al cinema, la mia voglia di leggere il romanzo del primo Trainspotting è aumentata a dismisura. Curiosando da tra le mensole altrui, scopro piccoli tesori come la videocassetta di Trainspotting – che fa molto anni ’90 – e un libro scritto da John Hodge, edito Mondadori. Quello che ho tra le mani, quindi, non è il romanzo scritto da Irvine Welsh ma la sceneggiatura del film.
    La trama di Trainspotting è, ormai, nota alla maggioranza: Rent boy, Sick boy, Spud e Franco sono un gruppo di tossicodipendenti nella Edimburgo degli anni ottanta, i quali conducono una vita al limite della legalità. Pur essendo un romanzo di tipo corale, il protagonista è Rent boy il quale stanco della droga, della violenza e delle continue – e fallite – disintossicazioni, decide di cogliere un’occasione – un’ultima azione illegale – e fuggire lontano per ripartire da zero.
    Mi sono avventurata nella lettura di questo libro – sceneggiatura senza sapere cosa aspettarmi ma ne sono rimasta sorprendentemente colpita. Il linguaggio utilizzato sia per la descrizione delle scene, sia per i dialoghi da perfettamente l’idea della scena che si sta per girare. Si legge facilmente in un paio d’ore. Il volume presenta, inoltre, un’introduzione e una postfazione molto interessante. Nell’introduzione a scrivere in prima persona è lo stesso Jhon Hodge che spiega al lettore com’è nata la sceneggiatura di Trainspotting e, soprattutto, il timore che ha avuto nel dover portare a termine un compito così grande.
    Nella postfazione, invece, vi è presente una bellissima intervista fatta all’autore del romanzo Irvine Welsh. Rispondendo a poche ed essenziali domande fa comprendere lo spirito non solo del romanzo, ma anche dell’intero film. La risposta che più mi è piaciuta dell’intervista è stata quella alla domanda : “pensi che il film sarà fedele al tuo libro?”, Welsh a ciò risponde: “[…] io ho scritto il libro, ma il film lo sta facendo qualcun altro. Il punto – e il bello della cosa – è che in qualche modo verrà trasformato.” Questa stralcio di risposta oltre che essere, a mio parere, bellissima, è anche molto interessante. Di fatti fa capire come l’autore del romanzo più che volere una trasposizione alla lettera del suo romanzo – dalla carta al grande schermo – era curioso di vedere come la sua opera venisse interpretata da altri, quindi lasciare carta bianca allo sceneggiatore e fidarsi ciecamente delle sue “nuove” parole.
    In conclusione posso affermare, senza alcun dubbio, che pur non essendo riuscita a leggere il romanzo di Trainspotting scritto da Irvine Welsh, la sceneggiatura scritta da Hodge ha soddisfatto (almeno momentaneamente) la mia curiosità.

    gesagt am 

  • 0

    Quando il 23 febbraio del 1996 uscì nelle sale Trainspotting, ci mise pochissimo a diventare un cult del cinema moderno. La storia di questi 4 ragazzi eroinomani e il modo brutale, scioccante e fin tr ...weiter

    Quando il 23 febbraio del 1996 uscì nelle sale Trainspotting, ci mise pochissimo a diventare un cult del cinema moderno. La storia di questi 4 ragazzi eroinomani e il modo brutale, scioccante e fin troppo realistico di raccontare le loro giornate era qualcosa che ancora non si era mai visto sul grande schermo. http://tim.social/trainspotting

    gesagt am 

  • 4

    Altibajos y final glorioso.

    Recuerdo la primera vez que ví la película "Trainspotting" del Sr. Danny Boyle, fué hace unos diez años, y todavía recuerdo a aquel bebé gateando por el techo de aquella habitación con aquel "rayante ...weiter

    Recuerdo la primera vez que ví la película "Trainspotting" del Sr. Danny Boyle, fué hace unos diez años, y todavía recuerdo a aquel bebé gateando por el techo de aquella habitación con aquel "rayante" papel en las paredes...Menuda comida de tarro!. Siempre había tenido curiosidad por leer la novela de una de las películas más icónicas de los 90 pero por A o por B, la tenía en la mano en cualquier librería y no la compraba. Ha sido ahora con el lanzamiento de la 2ª parte, 20 años después del estreno de la 1ª, cuando en vez de ir a una librería hice mi compra en Amazon, le dí a COMPRAR, y ya ho hubo vuelta atrás.

    La verdad es que leyéndolo pensé en dejarlo unas cuantas veces, pero por las noches me quería leer cualquier cosa que me distrajera después de un largo día. Literariamente, no me considero un experto, no valía mucho; el drama de una pandilla de amigos heroinómanos en Escocia en los años 90, un drama que subyace bajo algunas escenas hilarantes mientras otras no lo son tanto, sino que son desagradables, y me preguntaba ¿Porqué lo sigo leyendo?.

    Finalmente, después de haber cerrado el libro, mi primera sensación ha sido de sorpresa y cierto buen "regustillo" ante un final, para nada predecible ( o al menos en mi caso). 24 horas después, y escuchando la banda sonora pienso en que la verdad, tenía frases buenas y el final, era muy bueno. Ahora le he subido la valoración en el anobii, aunque eso seguramente no le importe a nadie, pero es que con ese final, un nuevo mundo se abre ante el protagonista y ante todos, la posibilidad de cambio, la ventana abierta...Deja muy buen sabor de boca.

    En mi opinión, es un libro que sólo se puede valorar cuando se llega al final.

    gesagt am 

  • 5

    vedi un film che ha fatto epoca, poi leggi il libro e ti rendi conto che nonostante tutto il film non gli rende giustizia.

    questa non è una storiella ironica su un gruppo di sbandati. questa è la stor ...weiter

    vedi un film che ha fatto epoca, poi leggi il libro e ti rendi conto che nonostante tutto il film non gli rende giustizia.

    questa non è una storiella ironica su un gruppo di sbandati. questa è la storia di un disagio generazionale, di persone che per un motivo o per l'altro si perde tra le braccia di eroina, amfetamine ed alcolici. è la storia di chi fugge da una realtà per certi versi talmente opprimente, da doversi costruire una alternativa in cui coccolarsi, anche se questo poi significa autodistruggersi e autocondannarsi.

    il linguaggio scurrile, i discorsi molto limitati, ci parlano di una classe media che vede poco oltre il proprio cortile, che non ha voluto o non ha potuto andare al di là del breve orizzonte. non comprendo chi si lamenta del tipo di linguaggio che Welsh usa in questo libro. In che altro modo poteva rendere più chiaro il concetto? il dolce stil novo e l'eroina non possono andare a braccetto. Anche Dante sarebbe stato incapace di usare rime se fosse stato fatto.

    La scena del film in cui uno dei peggiori cessi della Scozia diventa una piscina immacolata, nel libro fa letteralmente rivoltare lo stomaco. L'HIV è descritto come quella trappola mortale, quel salto nel buio, che all'epoca, senza nessuna medicina, ancora era.

    non serve a nulla edulcorare e nascondere le varie realtà del mondo, soprattutto se si celano risultati letterari come questi.

    gesagt am 

  • 4

    Consigliatissimo se avete uno stomaco forte

    Contrariamente alla trasposizione cinematografica di Danny Boyle, incentrato solo su un personaggio, Trainspotting è un romanzo corale, in cui si susseguono principalmente le voci di quattro protagoni ...weiter

    Contrariamente alla trasposizione cinematografica di Danny Boyle, incentrato solo su un personaggio, Trainspotting è un romanzo corale, in cui si susseguono principalmente le voci di quattro protagonisti, ciascuno con un proprio stile: Rent Boy, Sick Boy, Spud e Begbie. Le loro giornate si svolgono pressappoco sempre allo stesso modo: bighellonare per la città, bucarsi, bere birre al pub, per poi finire in bellezza con una grande rissa.

    Le vicende si svolgono per la maggior parte nella capitale scozzese, Edimburgo, alla fine degli anni ’80 (se avete visitato la città, si potranno riconoscere i luoghi più frequentati dai turisti, soprattutto durante il Festival nel mese di agosto).
    I quattro protagonisti ci descrivono uno stile di vita dissoluto tra alcol, droga e violenza e lo stile dell’autore lascia ben poco all’immaginazione: diretto, crudo e senza fronzoli. Molte scene le ho trovate fin troppo realistiche, tanto da disgustarmi (se avete letto il libro o visto il film, mi riferisco in particolare alla scena “del bagno” e “della colazione”). Lo stile, però, è funzionale alla narrazione e, quindi, necessario. Del resto, passato il primo impatto e dopo aver conosciuto (e memorizzato i personaggi), la narrazione scorre abbastanza velocemente.
    Il libro non racconta semplicemente lo sballo provocato dalla droga (o da ogni tipo di dipendenza: per Begbie, ad esempio, è la rabbia), ma le varie fasi che vive chi entra in questo tunnel: la dipendenza, le crisi di astinenza, i vari tentativi per disintossicarsi, le ricadute, la morte per AIDS. E’ per questo aspetto che l’ho trovato davvero molto interessante. Quando ho finito di leggere l’ultima pagina, ricordo che ci sono rimasta male, mi ero talmente appassionata a tutto che non potevo credere che avessi finito il libro… che già fosse finito!

    Prima di leggere Trainspotting non conoscevo Irvine Welsh, mi sono informata solo dopo aver terminato il libro ed effettivamente ho scoperto che i miei dubbi sull’autore erano fondati: dal romanzo è chiaro che chi ha scritto questo libro o ha avuto un’esperienza diretta con questo tipo di dipendenze o è un perfezionista che si è documentato in maniera impeccabile. La risposta giusta è la prima.

    gesagt am 

  • 1

    W il cazzo!

    Cazzo, a sapere che questo libro era scritto così a cazzo, che c'aveva una trama del cazzo, con questi personaggi del cazzo, col cazzo che lo leggevo, cazzo! Ma cazzo, dico io, cosa cazzo gli è passat ...weiter

    Cazzo, a sapere che questo libro era scritto così a cazzo, che c'aveva una trama del cazzo, con questi personaggi del cazzo, col cazzo che lo leggevo, cazzo! Ma cazzo, dico io, cosa cazzo gli è passato nella mente dell'autore? Mo' vado a farmi una bella pera...

    gesagt am 

  • 4

    Sul piano prettamente letterario è un libro perfettamente riuscito, nel senso che racconta uno spaccato di vita ben specifico evidenziando il vuoto morale e civile di alcuni ragazzi di un quartiere po ...weiter

    Sul piano prettamente letterario è un libro perfettamente riuscito, nel senso che racconta uno spaccato di vita ben specifico evidenziando il vuoto morale e civile di alcuni ragazzi di un quartiere povero di Edimburgo.
    In effetti quel che è davvero impressionante nelle tante piccole storie che compongono "Trainspotting" non è il degrado dei vari personaggi nel drogarsi, nel ridurre in condizioni miserevoli il proprio corpo per quel momento di 'botta' o nell'ubriacarsi continuamente per dar sfogo a violenza gratuita. La cosa terribile è il racconto inconscio (talvolta conscio, soprattutto nei monologhi di Renton) del loro vuoto interiore che toglie ogni sentimento, al punto di odiarsi reciprocamente. Quasi tutti i personaggi disprezzano il resto del mondo, a partire dai compagni del gruppo, che sono 'gruppo' solo perché è così da anni, altrimenti ognuno prova odio e risentimento nei confronti degli altri, con pochissime eccezioni.
    Un disprezzo che si estende anche ai famigliari, al loro stesso paese, un nichilismo che spinge a stordirsi con droghe e alcolici che inevitabilmente lo alimentano a loro volta, il nulla che si nutre del nulla.
    Alcune storie sono talmente eccessive da sconfinare nel surreale, e d'altronde immagino che ci sarà sicuramente qualche abitante di Leith che potrebbe raccontare la vita del quartiere in modo completamente diverso e più rassicurante.
    Ma la letteratura non ha l'obbligo di essere cronaca sociale, non sempre almeno, e questo è uno dei casi in cui racconta esperienze prettamente individuali: persino quando vuol dare l'impressione di fornire uno spaccato di vita di una società intera in realtà sta sempre raccontando le storie di alcuni ragazzi di Leith, non si va oltre questo spazio assai specifico e circoscritto.
    Sconsigliato agli stomaci deboli: linguaggio e descrizioni estremamente crudi, situazioni di degrado costante e spinto sempre al rialzo.

    gesagt am 

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