Trainspotting

Di

Editore: Guanda

4.0
(5066)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Giapponese , Spagnolo , Finlandese , Olandese , Chi tradizionale , Portoghese , Turco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 887746934X | Isbn-13: 9788877469342 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Zeuli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 4

    Così è, anche se non vi pare.

    Reale.Crudo.Veritiero.Graffiante.
    Nessun filtro.Nessun moralismo.Nessuna tifoseria.
    Niente.
    Lo sballo da droga.La vita da sballo.La morte.
    Ottimo,nonostante la cacofonia. ...continua

    Reale.Crudo.Veritiero.Graffiante.
    Nessun filtro.Nessun moralismo.Nessuna tifoseria.
    Niente.
    Lo sballo da droga.La vita da sballo.La morte.
    Ottimo,nonostante la cacofonia.

    ha scritto il 

  • 4

    Dietro le rivoltanti esperienze legate all'assunzione di eroina, in questo libro c'è una profonda amarezza, e non di quella amarezza posticcia e telefonata da morality tale, ma strettamente legata all ...continua

    Dietro le rivoltanti esperienze legate all'assunzione di eroina, in questo libro c'è una profonda amarezza, e non di quella amarezza posticcia e telefonata da morality tale, ma strettamente legata alla propria realtà sociale, e rappresentata da una scrittura asciutta e senza fronzoli. Una galleria di personaggi in cerca d'autore, senza arte nè parte, ma con ancora qualche vaga ambizione e aspirazione. Non è un capolavoro ma un libro che va molto vicino ad essere un manifesto generazionale totale, di quella parte degli anni 90 che si tende a rimuovere o dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    Rispetto alla prima lettura che data ormai di venti e rotti anni fa, ho trovato “Trainspotting” parecchio invecchiato ma invecchiato bene.

    Per esempio avevo quasi rimosso l’epidemia di paranoia da ep ...continua

    Rispetto alla prima lettura che data ormai di venti e rotti anni fa, ho trovato “Trainspotting” parecchio invecchiato ma invecchiato bene.

    Per esempio avevo quasi rimosso l’epidemia di paranoia da epidemia che l’AIDS aveva creato all’epoca e riviverla attraverso le pagine di Welsh è stato come compiere un piccolo tuffo all’indietro nell’epoca balorda dei miei vent’anni. Oppure per il ritmo all'epoca forsennato ma che oggi risulta più lento, più sornione rispetto all'insopportabile stile da videoclip degli scrittori “off” più recenti.

    Perché, pur essendo parecchio discontinuo e con personaggi non sempre quadrati (i tic verbali di Spud o il turpiloquio di Bugsby per esempio sono sgradevolmente ripetitivi ma credo soprattutto per via di una traduzione non facile) e nonostante tutta la morte e l'autodistruzione tra un eccesso e l'altro di cui è impregnato, "Trainspotting" è un romanzo vivo, attraversato da cima a fondo da una fortissima tensione, ora causata da una crisi di astinenza, ora erotica, ora violenta, ora per l’aspirazione del protagonista di tirarsi fuori dal ghetto, che gli dà una straordinaria energia. E' il racconto di una gioventù che si trascina in una falsa incoscienza indotta da alcol e droghe per paura di passare a un'età adulta, una sorta di "Vitelloni" anni '90, dove al posto della poesia di Fellini e il clima dolce di Rimini troviamo la dura realtà del nord della Gran Bretagna. Insomma era vivo venticinque anni fa, lo è ancora oggi ed è una buona notizia, ed anche se si tende a ricordare di più la versione cinematografica che spogliata di parecchie ridondanze e ricompattata in senso narrativo, è senz'altro più efficace, credo che il romanzo meriti lo stesso un posto di rilievo nella storia della letteratura recente.

    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo romanzo o lo si ama o lo si odia

    Questo romanzo o lo si ama o lo si odia, e se lo amerete lo divorerete in pochi giorni e se lo odierete come me cercherete di dimenticarlo il prima possibile!

    ha scritto il 

  • 3

    capita a tutti di volere le cose che non si possono avere, e invece quelle di cui non te ne frega niente te le servono su un piatto d'argento ( p.28 )
    mi guarda come se avessi appena ucciso il suo pri ...continua

    capita a tutti di volere le cose che non si possono avere, e invece quelle di cui non te ne frega niente te le servono su un piatto d'argento ( p.28 )
    mi guarda come se avessi appena ucciso il suo primogenito in un rito satanico ( p.30 )
    vestita da donna in carriera con su due dita di fondotinta: una bruttezza da catalogo ( p.72 )
    con quella stessa faccia di cazzo, da duro, di chi non caca da un mese ( p.81 )
    dopo mesi che mi rispondeva a ginocchiate nelle palle, finalmente si era lasciata convincere a scopare ( p.84 )
    sto stronzo non è buono a un cazzo, però è roba di classe ( p.58 )
    per attirare la mia attenzione, mi schiaffa un gomito tra le costole con tanta violenza che, se non fosse una cosa tra amici, si potrebbe quasi parlare di percosse ( p.85 )
    mi sembra impossibile, in questo momento, ma magari riesco ancora a trovare qualcosa di meglio da fare con l'uccello, a parte pisciare ( p.94 )
    ma se ti scoperesti anche il buco dell'ozono tu, basta che ci mettono qualche pelo intorno ( p.170 )
    tu non la trovi nemmeno in un bordello una che ti scopa ( p.171 )
    dice che non riesci a soddisfare nemmeno te stesso, con quel cosino che ti ritrovi al posto del cazzo, figuriamoci qualcun altro, e che ci vuole un bel coraggio a chiamarlo cazzo ( p.211 )
    a lui comunque non gliene fotte un cazzo. e se non gliene fotte un cazzo non ci soffre. mai ( p.220 )
    me la scopo nella fessa. è un po' come gettare una salsiccia in un vicolo ( p.232 )
    a domani ci pensiamo domani ( p.233 )
    con la droga non c'è mai un vero problema. il problema inizia quando uno resta a secco ( p.236 )
    crediamo sempre e soltanto a quello che vogliamo credere ( p.253 )
    vediamo soltanto le cose che vogliamo vedere ( p.259 )
    lui crede fermamente che nella vita le cose fatte per esser divise sono quelle brutte ( p.345 )

    ha scritto il 

  • 0

    Per leggere "Trainspotting" e poterne godere appieno ho dovuto aspettare che passasse un po' di tempo dopo la visione del film, ossia svariati anni, in modo da seppellirlo piano piano nella memoria.
    E ...continua

    Per leggere "Trainspotting" e poterne godere appieno ho dovuto aspettare che passasse un po' di tempo dopo la visione del film, ossia svariati anni, in modo da seppellirlo piano piano nella memoria.
    E questo no perché odio il film, anzi tutt'altro: mi piacque molto al tempo della prima (e ultima) visione, ma non ero al corrente dell'esistenza del romanzo; e in più non sapevo che l'autore fosse lo stesso di "Il lercio", libro che avrei letto e apprezzato molto più avanti, specie per la totale fedeltà al suo titolo, viste le immagini sporche e a tratti disgustose narrate dallo scozzese Welsh, che anche nel suo esordio riesce a far smuovere a più riprese lo stomaco di chi legge, a farlo star male e allo stesso tempo impedendogli di staccare gli occhi dalla pagina.

    "Trainspotting" è uno sconclusionato insieme di voci e di punti di vista, che si alternano in storie dove le sconfitte sono tante e le vittorie esigue, dove i difetti del romanzo, con la sua apparentemente incoerente frammentarietà, sono anche, alla fine, i suoi più grossi pregi. Che è poi lo stesso che si potrebbe dire dei personaggi, tipo.

    Però forse, alla fine, Il lercio è un po' meglio, ma questioni di lana caprina e sensazioni personalissime.

    E no, il film non è meglio del libro. Stando sempre a quel che ricordo.

    ha scritto il 

  • 4

    Fine anni '80, un gruppo di ragazzi eroinomani allo sbando per le strade di Edimburgo: questo è Trainspotting in parole povere.
    Il termine che dà il titolo al libro indica, come specificato sin dalle ...continua

    Fine anni '80, un gruppo di ragazzi eroinomani allo sbando per le strade di Edimburgo: questo è Trainspotting in parole povere.
    Il termine che dà il titolo al libro indica, come specificato sin dalle prime pagine, il passatempo di guardare i treni che passano. Quale miglior metafora per spiegare la vita di questi ragazzi, risucchiati nel vortice della droga e dell'alcol mentre la vita intorno sfreccia via?
    Il sesso, la droga, la monotonia delle giornate, il rifiuto di uniformarsi alla società, il tutto raccontato da diverse angolazioni. Mi ha colpito il romanzo d'esordio di Welsh, di cui già conoscevo la trama avendo visto l'adattamento cinematografico di Boyle. Mi è piaciuto lo stile un po' disordinato di raccontare il degrado e lo squallore delle vite di questi ragazzi perduti, sulle cui vite aleggia perennemente lo spettro dell'AIDS. Protagonista è sicuramente Mark Renton, detto Rents, voce narrante principale, ma anche i suoi amici, come Sick Boy o Spud, raccontano in prima persona le loro (dis)avventure.
    Un libro crudo, violento e triste, ma pieno di amare verità.
    Lo consiglio assolutamente. Voto: 8/10

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    ha scritto il 

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