Trainspotting

Di

Editore: Guanda (Le fenici tascabili, 122)

4.0
(5153)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 361 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Giapponese , Spagnolo , Finlandese , Olandese , Chi tradizionale , Portoghese , Turco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8882467643 | Isbn-13: 9788882467647 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuliana Zeuli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Un pugno di ragazzi a Edimburgo e dintorni: il sesso, lo sballo, la rabbia, il vuoto delle giornate. Sono i dannati di un modernissimo inferno "chimico", con la loro vita sfilacciata e senza scampo. Alla ricerca di un riscatto, di un senso da dare alla propria esistenza - che non sia il vicolo cieco fatto di casa, famiglia e impiego ordinario - trovano nella droga e nella violenza l'unica risposta possibile. Sboccato, indiavolato, travolgente: l'esordio diun talento letterario, il romanzo shock che ha fatto epoca e dato voce a una nuova generazione.
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  • 4

    Scegliete la vita.

    https://theloremipsumblog.wordpress.com/2017/02/28/trainspotting-il-libro-sceneggiatura-recensione/

    Dopo aver visto T2: Trainspotting al cinema, la mia voglia di leggere il romanzo del primo Trainspot ...continua

    https://theloremipsumblog.wordpress.com/2017/02/28/trainspotting-il-libro-sceneggiatura-recensione/

    Dopo aver visto T2: Trainspotting al cinema, la mia voglia di leggere il romanzo del primo Trainspotting è aumentata a dismisura. Curiosando da tra le mensole altrui, scopro piccoli tesori come la videocassetta di Trainspotting – che fa molto anni ’90 – e un libro scritto da John Hodge, edito Mondadori. Quello che ho tra le mani, quindi, non è il romanzo scritto da Irvine Welsh ma la sceneggiatura del film.
    La trama di Trainspotting è, ormai, nota alla maggioranza: Rent boy, Sick boy, Spud e Franco sono un gruppo di tossicodipendenti nella Edimburgo degli anni ottanta, i quali conducono una vita al limite della legalità. Pur essendo un romanzo di tipo corale, il protagonista è Rent boy il quale stanco della droga, della violenza e delle continue – e fallite – disintossicazioni, decide di cogliere un’occasione – un’ultima azione illegale – e fuggire lontano per ripartire da zero.
    Mi sono avventurata nella lettura di questo libro – sceneggiatura senza sapere cosa aspettarmi ma ne sono rimasta sorprendentemente colpita. Il linguaggio utilizzato sia per la descrizione delle scene, sia per i dialoghi da perfettamente l’idea della scena che si sta per girare. Si legge facilmente in un paio d’ore. Il volume presenta, inoltre, un’introduzione e una postfazione molto interessante. Nell’introduzione a scrivere in prima persona è lo stesso Jhon Hodge che spiega al lettore com’è nata la sceneggiatura di Trainspotting e, soprattutto, il timore che ha avuto nel dover portare a termine un compito così grande.
    Nella postfazione, invece, vi è presente una bellissima intervista fatta all’autore del romanzo Irvine Welsh. Rispondendo a poche ed essenziali domande fa comprendere lo spirito non solo del romanzo, ma anche dell’intero film. La risposta che più mi è piaciuta dell’intervista è stata quella alla domanda : “pensi che il film sarà fedele al tuo libro?”, Welsh a ciò risponde: “[…] io ho scritto il libro, ma il film lo sta facendo qualcun altro. Il punto – e il bello della cosa – è che in qualche modo verrà trasformato.” Questa stralcio di risposta oltre che essere, a mio parere, bellissima, è anche molto interessante. Di fatti fa capire come l’autore del romanzo più che volere una trasposizione alla lettera del suo romanzo – dalla carta al grande schermo – era curioso di vedere come la sua opera venisse interpretata da altri, quindi lasciare carta bianca allo sceneggiatore e fidarsi ciecamente delle sue “nuove” parole.
    In conclusione posso affermare, senza alcun dubbio, che pur non essendo riuscita a leggere il romanzo di Trainspotting scritto da Irvine Welsh, la sceneggiatura scritta da Hodge ha soddisfatto (almeno momentaneamente) la mia curiosità.

    ha scritto il 

  • 0

    Quando il 23 febbraio del 1996 uscì nelle sale Trainspotting, ci mise pochissimo a diventare un cult del cinema moderno. La storia di questi 4 ragazzi eroinomani e il modo brutale, scioccante e fin tr ...continua

    Quando il 23 febbraio del 1996 uscì nelle sale Trainspotting, ci mise pochissimo a diventare un cult del cinema moderno. La storia di questi 4 ragazzi eroinomani e il modo brutale, scioccante e fin troppo realistico di raccontare le loro giornate era qualcosa che ancora non si era mai visto sul grande schermo. http://tim.social/trainspotting

    ha scritto il 

  • 4

    Altibajos y final glorioso.

    Recuerdo la primera vez que ví la película "Trainspotting" del Sr. Danny Boyle, fué hace unos diez años, y todavía recuerdo a aquel bebé gateando por el techo de aquella habitación con aquel "rayante ...continua

    Recuerdo la primera vez que ví la película "Trainspotting" del Sr. Danny Boyle, fué hace unos diez años, y todavía recuerdo a aquel bebé gateando por el techo de aquella habitación con aquel "rayante" papel en las paredes...Menuda comida de tarro!. Siempre había tenido curiosidad por leer la novela de una de las películas más icónicas de los 90 pero por A o por B, la tenía en la mano en cualquier librería y no la compraba. Ha sido ahora con el lanzamiento de la 2ª parte, 20 años después del estreno de la 1ª, cuando en vez de ir a una librería hice mi compra en Amazon, le dí a COMPRAR, y ya ho hubo vuelta atrás.

    La verdad es que leyéndolo pensé en dejarlo unas cuantas veces, pero por las noches me quería leer cualquier cosa que me distrajera después de un largo día. Literariamente, no me considero un experto, no valía mucho; el drama de una pandilla de amigos heroinómanos en Escocia en los años 90, un drama que subyace bajo algunas escenas hilarantes mientras otras no lo son tanto, sino que son desagradables, y me preguntaba ¿Porqué lo sigo leyendo?.

    Finalmente, después de haber cerrado el libro, mi primera sensación ha sido de sorpresa y cierto buen "regustillo" ante un final, para nada predecible ( o al menos en mi caso). 24 horas después, y escuchando la banda sonora pienso en que la verdad, tenía frases buenas y el final, era muy bueno. Ahora le he subido la valoración en el anobii, aunque eso seguramente no le importe a nadie, pero es que con ese final, un nuevo mundo se abre ante el protagonista y ante todos, la posibilidad de cambio, la ventana abierta...Deja muy buen sabor de boca.

    En mi opinión, es un libro que sólo se puede valorar cuando se llega al final.

    ha scritto il 

  • 5

    vedi un film che ha fatto epoca, poi leggi il libro e ti rendi conto che nonostante tutto il film non gli rende giustizia.

    questa non è una storiella ironica su un gruppo di sbandati. questa è la stor ...continua

    vedi un film che ha fatto epoca, poi leggi il libro e ti rendi conto che nonostante tutto il film non gli rende giustizia.

    questa non è una storiella ironica su un gruppo di sbandati. questa è la storia di un disagio generazionale, di persone che per un motivo o per l'altro si perde tra le braccia di eroina, amfetamine ed alcolici. è la storia di chi fugge da una realtà per certi versi talmente opprimente, da doversi costruire una alternativa in cui coccolarsi, anche se questo poi significa autodistruggersi e autocondannarsi.

    il linguaggio scurrile, i discorsi molto limitati, ci parlano di una classe media che vede poco oltre il proprio cortile, che non ha voluto o non ha potuto andare al di là del breve orizzonte. non comprendo chi si lamenta del tipo di linguaggio che Welsh usa in questo libro. In che altro modo poteva rendere più chiaro il concetto? il dolce stil novo e l'eroina non possono andare a braccetto. Anche Dante sarebbe stato incapace di usare rime se fosse stato fatto.

    La scena del film in cui uno dei peggiori cessi della Scozia diventa una piscina immacolata, nel libro fa letteralmente rivoltare lo stomaco. L'HIV è descritto come quella trappola mortale, quel salto nel buio, che all'epoca, senza nessuna medicina, ancora era.

    non serve a nulla edulcorare e nascondere le varie realtà del mondo, soprattutto se si celano risultati letterari come questi.

    ha scritto il 

  • 4

    Consigliatissimo se avete uno stomaco forte

    Contrariamente alla trasposizione cinematografica di Danny Boyle, incentrato solo su un personaggio, Trainspotting è un romanzo corale, in cui si susseguono principalmente le voci di quattro protagoni ...continua

    Contrariamente alla trasposizione cinematografica di Danny Boyle, incentrato solo su un personaggio, Trainspotting è un romanzo corale, in cui si susseguono principalmente le voci di quattro protagonisti, ciascuno con un proprio stile: Rent Boy, Sick Boy, Spud e Begbie. Le loro giornate si svolgono pressappoco sempre allo stesso modo: bighellonare per la città, bucarsi, bere birre al pub, per poi finire in bellezza con una grande rissa.

    Le vicende si svolgono per la maggior parte nella capitale scozzese, Edimburgo, alla fine degli anni ’80 (se avete visitato la città, si potranno riconoscere i luoghi più frequentati dai turisti, soprattutto durante il Festival nel mese di agosto).
    I quattro protagonisti ci descrivono uno stile di vita dissoluto tra alcol, droga e violenza e lo stile dell’autore lascia ben poco all’immaginazione: diretto, crudo e senza fronzoli. Molte scene le ho trovate fin troppo realistiche, tanto da disgustarmi (se avete letto il libro o visto il film, mi riferisco in particolare alla scena “del bagno” e “della colazione”). Lo stile, però, è funzionale alla narrazione e, quindi, necessario. Del resto, passato il primo impatto e dopo aver conosciuto (e memorizzato i personaggi), la narrazione scorre abbastanza velocemente.
    Il libro non racconta semplicemente lo sballo provocato dalla droga (o da ogni tipo di dipendenza: per Begbie, ad esempio, è la rabbia), ma le varie fasi che vive chi entra in questo tunnel: la dipendenza, le crisi di astinenza, i vari tentativi per disintossicarsi, le ricadute, la morte per AIDS. E’ per questo aspetto che l’ho trovato davvero molto interessante. Quando ho finito di leggere l’ultima pagina, ricordo che ci sono rimasta male, mi ero talmente appassionata a tutto che non potevo credere che avessi finito il libro… che già fosse finito!

    Prima di leggere Trainspotting non conoscevo Irvine Welsh, mi sono informata solo dopo aver terminato il libro ed effettivamente ho scoperto che i miei dubbi sull’autore erano fondati: dal romanzo è chiaro che chi ha scritto questo libro o ha avuto un’esperienza diretta con questo tipo di dipendenze o è un perfezionista che si è documentato in maniera impeccabile. La risposta giusta è la prima.

    ha scritto il 

  • 1

    W il cazzo!

    Cazzo, a sapere che questo libro era scritto così a cazzo, che c'aveva una trama del cazzo, con questi personaggi del cazzo, col cazzo che lo leggevo, cazzo! Ma cazzo, dico io, cosa cazzo gli è passat ...continua

    Cazzo, a sapere che questo libro era scritto così a cazzo, che c'aveva una trama del cazzo, con questi personaggi del cazzo, col cazzo che lo leggevo, cazzo! Ma cazzo, dico io, cosa cazzo gli è passato nella mente dell'autore? Mo' vado a farmi una bella pera...

    ha scritto il 

  • 4

    Sul piano prettamente letterario è un libro perfettamente riuscito, nel senso che racconta uno spaccato di vita ben specifico evidenziando il vuoto morale e civile di alcuni ragazzi di un quartiere po ...continua

    Sul piano prettamente letterario è un libro perfettamente riuscito, nel senso che racconta uno spaccato di vita ben specifico evidenziando il vuoto morale e civile di alcuni ragazzi di un quartiere povero di Edimburgo.
    In effetti quel che è davvero impressionante nelle tante piccole storie che compongono "Trainspotting" non è il degrado dei vari personaggi nel drogarsi, nel ridurre in condizioni miserevoli il proprio corpo per quel momento di 'botta' o nell'ubriacarsi continuamente per dar sfogo a violenza gratuita. La cosa terribile è il racconto inconscio (talvolta conscio, soprattutto nei monologhi di Renton) del loro vuoto interiore che toglie ogni sentimento, al punto di odiarsi reciprocamente. Quasi tutti i personaggi disprezzano il resto del mondo, a partire dai compagni del gruppo, che sono 'gruppo' solo perché è così da anni, altrimenti ognuno prova odio e risentimento nei confronti degli altri, con pochissime eccezioni.
    Un disprezzo che si estende anche ai famigliari, al loro stesso paese, un nichilismo che spinge a stordirsi con droghe e alcolici che inevitabilmente lo alimentano a loro volta, il nulla che si nutre del nulla.
    Alcune storie sono talmente eccessive da sconfinare nel surreale, e d'altronde immagino che ci sarà sicuramente qualche abitante di Leith che potrebbe raccontare la vita del quartiere in modo completamente diverso e più rassicurante.
    Ma la letteratura non ha l'obbligo di essere cronaca sociale, non sempre almeno, e questo è uno dei casi in cui racconta esperienze prettamente individuali: persino quando vuol dare l'impressione di fornire uno spaccato di vita di una società intera in realtà sta sempre raccontando le storie di alcuni ragazzi di Leith, non si va oltre questo spazio assai specifico e circoscritto.
    Sconsigliato agli stomaci deboli: linguaggio e descrizioni estremamente crudi, situazioni di degrado costante e spinto sempre al rialzo.

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato

    Lo Stile di Welsh è diabolicamente perfetto per quel che vuole rappresentare,
    il libro più che meritevole, ma...a me fa star male.
    Eccesso di immedesimazione.
    Mi fa tornare nel '97, nel Centro Sociale ...continua

    Lo Stile di Welsh è diabolicamente perfetto per quel che vuole rappresentare,
    il libro più che meritevole, ma...a me fa star male.
    Eccesso di immedesimazione.
    Mi fa tornare nel '97, nel Centro Sociale padovano dove vidi il film "Trainspotting" per la prima volta (odore di erba e piscio, il bisogno di scappare e la mancanza di sé, il ritorno al buio...) e là mi fa restare, indifesa.

    Voi, godetevelo.

    ha scritto il 

  • 4

    Unpolitically correct

    Deciso a leggere il libro dopo aver visto il film, il romanzo in realtà ha poco in comune con quest'ultimo, dove si ha solo una leggera infarinatura di quella che in realtà è la trama generale. I pers ...continua

    Deciso a leggere il libro dopo aver visto il film, il romanzo in realtà ha poco in comune con quest'ultimo, dove si ha solo una leggera infarinatura di quella che in realtà è la trama generale. I personaggi sono caratterizzati egregiamente e lo stile è diretto, crudo, senza fronzoli. All'inizio mi sembra quasi un'opera sconclusionata ma posso dire che tutti i vari pezzetti si incastrano bene, come in un puzzle e quello che ne viene fuori è uno spaccato veritiero, o quanto meno verosimile, dell'Inghilterra della Tatcher. Sono convinto che non sia un libro per tutti, certamente non per coloro che sono fedeli ad un tipo di scrittura classico. Però a tutti lo consiglio, anche solo per confrontarsi con un modo che, spero, non ha niente a che vedere con quello di colui che si accinge a leggere questo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Se vi volete accostare a questo libro, e a Welsh in generale, lasciate da parte il vostro moralismo da 4 soldi sui tossici, i delinquenti, gli sbirri corrotti o il sesso facile, altrimenti lasciate p ...continua

    Se vi volete accostare a questo libro, e a Welsh in generale, lasciate da parte il vostro moralismo da 4 soldi sui tossici, i delinquenti, gli sbirri corrotti o il sesso facile, altrimenti lasciate perdere. i personaggi di Trainspotting vanno vissuti, contestualizzati e non giudicati. la loro vita non è metro di paragone per la vostra. Sono drogati, ladri, violenti, anime perdute e se non avete lo stomaco abbastanza forte per digerire il loro nichilismo, la volgarità l'autodistruzione di ognuno di loro, questo libro non fa per voi. Provate con gli Harmony.

    ha scritto il 

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