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Tratado de Ateología

By Michel Onfray

(25)

| Paperback | 9788433962348

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Book Description

Dios no está muerto o, si lo estuvo, ahora se encuentra en la plenitud de su renacimiento, tanto en Occidente como en Oriente. De aquí la urgencia, según Onfray, de un nuevo ateísmo, argumentado, sólido y militante; que se presente como una postura n Continue

Dios no está muerto o, si lo estuvo, ahora se encuentra en la plenitud de su renacimiento, tanto en Occidente como en Oriente. De aquí la urgencia, según Onfray, de un nuevo ateísmo, argumentado, sólido y militante; que se presente como una postura nueva y positiva respecto a la vida, la historia y el mundo. La ateología debe enunciar una crítica robusta contra los tres monoteísmos principales, para después presentar un rechazo a la existencia de lo trascendente y promover el interés por «nuestro único bien verdadero: la vida terrena», el bienestar y la emancipación de los cuerpos y las mentes de mujeres y hombres. Algo alcanzable solamente a través de una «descristianización radical de la sociedad». Un libro que, sin duda, provocará discusiones y apasionará a miles de lectores. «Apuesta por una autonomía capaz de reír con los ma-terialistas, los rebeldes, los voluptuosos, en resumen, los verdaderos filósofos» (Christian Descamps, La Quinzaine littéraire); «Este libro será un bálsamo para quien crea que la religión es una debilidad y que existe una única Trinidad: hombre, materia y razón» (Lire).

91 Reviews

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    "L'ateismo non è una terapia, ma una salute mentale recuperata".

    Questo splendido libro si spinge molto più lontano, nella critica razionalista alle religioni, di quanto non abbiano saputo fare autori come Hitchens od Odifreddi. Del resto Onfray è un grandissimo conoscitore del pensiero filosofico; di lui avevo gi ...(continue)

    Questo splendido libro si spinge molto più lontano, nella critica razionalista alle religioni, di quanto non abbiano saputo fare autori come Hitchens od Odifreddi. Del resto Onfray è un grandissimo conoscitore del pensiero filosofico; di lui avevo già letto, e grandemente apprezzato, “Teoria del corpo amoroso”, un testo che in qualche misura è diventato una delle basi del mio pensiero estetico e morale.

    Qui Onfray affronta la questione della religione, e più specificamente delle tre cosiddette religioni del Libro; la genesi della credenza in un Dio e in una vita ultraterrena fondamentalmente per esorcizzare la paura della morte e la consapevolezza razionale che al di là del mondo sensibile non esista niente; il farsi di questa credenza un sistema ideologico strutturato che non ammette nulla al di fuori di sé stesso e men che meno il dubbio; e poi le sopercherie, le violenze e i genocidi che i credenti di una delle tre religioni del Libro hanno commesso nei confronti delle altre, o di terzi ad esse esterni, pagani o atei (e spesso l’accusa di ateismo nasconde quella di eresia - molti “atei” finiti al rogo erano ecclesiastici che ardivano pensare con la propria testa). Le vistosissime contraddizioni presenti nei tre Libri, che consentono di leggervi dentro tutto e il contrario di tutto; il patto di sangue (spesso sanguinoso negli effetti) che il potere religioso ha stretto infinite volte con il potere terreno; il disprezzo per la ragione, la scienza, la filosofia…

    Un testo salutarmente distruttivo, chiarificatore, spesso crudele. Nella mia lontana infanzia mi è capitato di chiedermi a quale morale possa rispondere un Dio dittatoriale, cattivissimo ma che perdona tutto. Creare leggi che, dietro pentimento, vengono immediatamente disapplicate, non equivale a non dare nessuna legge? E un mondo da vivere in serena, tranquilla, pacifica solitudine non è infinitamente meglio di un mondo dove da qualche parte c’è un cattivone che si crede pure buono pronto saltar fuori e a punirti di brutto per qualsiasi cazzata, tipo mangiare una mela (sempre che non ti penti e chiedi scusa)? E se lui è onnipotente eccetera, come la mettiamo col male, il dolore e tutto il resto? Prove della fede… Ok, allora abbiamo a che fare con un sadico pervertito.

    Interessante, poi, al termine del suo saggio, la critica che Onfray fa ad una società laica che in qualche modo adotta o scimmiotta i valori, o pseudo tali, della religione, e soprattutto li tollera in nome di un “politicamente corretto” che potrebbe diventare criminale (senza scomodarlo, li ho sentiti anch’io intellettuali progressisti giustificare lapidazioni ed infibulazioni come peculiarità di altre culture, e non barbarie che dovrebbero essere estirpate dalla faccia della terra, e veloce anche). Per non parlare, e Onfray ne parla, degli “atei devoti” (ne abbiamo qualche esempio anche dalle nostre parti) che non credono in Dio ma credono nel valore salvifico e guidante della Chiesa e dei suoi dogmi...

    Unica salvezza: un mondo più che laico, ateo, che sappia guardare in faccia la morte senza fare appello a puntelli fideistico-ricattatori, e che sia capace di trovare in sé e nelle proprie conquieste intellettuali e filosofiche, e non in pagine rivelate e contraddittorie la propria civiltà. C’è da essere ottimisti, da sperare che sia questo il cammino su cui ci si sta muovendo? Chissà...

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    Svalbard said on May 5, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    I precedenti libri di Onfray che ho letto mi sono sempre piaciuti e mi ho trovato condivisibili molte delle sue teorie. Con questo non voglio dire che questo libro sia brutto, assolutamente. Il suo argomentare è interessante, condivisibile su molti p ...(continue)

    I precedenti libri di Onfray che ho letto mi sono sempre piaciuti e mi ho trovato condivisibili molte delle sue teorie. Con questo non voglio dire che questo libro sia brutto, assolutamente. Il suo argomentare è interessante, condivisibile su molti punti, ma questa volta pecca di un alcuni errori a carattere storico su certe sue affermazioni o ricostruzioni che rischiano di minare alla base tutte le altre affermazioni più valide e sostenute correttamente.
    Molte analisi del fenomeno religioso e politico-sociale a esso connesso, delle tre religioni monoteistiche del bacino mediterraneo, sono interessanti, valide, giuste.
    Per dire... è un buon libro ma non al livello dell'"Illusione di dio" di Dawkins. In ogni caso mille volte meglio questo testo che non tutte le boiate mal poste di Eugenio Scalfari e tanti presunti/aspiranti atei nostrani che o si arroccano su argomentazioni e teorie vecchie di più di un secolo e ormai inutili oppure mascherano di ateismo i loro dubbi di fede perché alla fin fine hanno loro stesso paura di dichiararsi o pensare realmente da atei!

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    MaxManga said on Apr 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un tratado decepcionante...

    Un tratado debe tener un contenido filosófico muy bien fundamentado y argumentado desde un punto de vista sociológico-holístico...

    "Tratado de ateología" intenta serlo con argumentos repetitivos, con sorna y sin salirse de lo evidente. Es frustrante ...(continue)

    Un tratado debe tener un contenido filosófico muy bien fundamentado y argumentado desde un punto de vista sociológico-holístico...

    "Tratado de ateología" intenta serlo con argumentos repetitivos, con sorna y sin salirse de lo evidente. Es frustrante que el escrito de M Onfray carezca del un pilar tan importante como es la filosofía y sólo vea la gastronomía, la etnología y la camaleónica apariencia de fundamentación sociológica.

    Como ateo que soy, veo este libro como un asomo de historia de las religiones, mucho sarcasmo y escasa epistemología... Lo último es lo que más duele...

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    Abdul Al-Jabr Khayyam said on Apr 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro scritto molto bene, frizzante e affilato come una lama.
    Purtroppo è se possibile, altrettanto "topico" quanto a debolezza dell'argomentazione, che non riesce mai ad evadere dagli stereotipi dell'analisi storicistica dei testi e dalla solita ric ...(continue)

    Libro scritto molto bene, frizzante e affilato come una lama.
    Purtroppo è se possibile, altrettanto "topico" quanto a debolezza dell'argomentazione, che non riesce mai ad evadere dagli stereotipi dell'analisi storicistica dei testi e dalla solita ricerca di incongruenze all'interno della prassi religiosa delle varie "chiese". Mi aspettavo sinceramente qualcosa di più dal campione dell'ateismo postmoderno. Forse meglio di un qualunque Odifreddi formato talk show; sicuramente lontano anni luce da un Feuerbach o da un Nietzsche.

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    Piega27 said on Feb 18, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Superbo

    Analisi critica dettagliata e approfondita delle tre grandi religioni monoteiste.

    Un libro che ho apprezzto molto.

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    OrsoCurioso said on Nov 19, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    La mia "BIBBIA"

    da tenere sul comodino, proprio come una bibbia; da sfogliare tutte le sere, proprio come un vangelo! Magnifico manuale di difesa, per sentirsi meno soli e sviluppare un minimo di senso critico verso i "depositari della verità assoluta"

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    Steficek said on Jan 14, 2013 | Add your feedback

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