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Trattato del ribelle

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 248)

4.1
(276)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907589 | Isbn-13: 9788845907586 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: F. Bovoli

Genere: Philosophy , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Nei primi anni del dopoguerra, mentre si andava delineando quella integrazione planetaria nel nome della tecnica che oggi è sotto gli occhi di tutti, Ernst Jünger elaborò questo testo, apparso nel 1951, oggi più affilato che mai. La figura del ribelle jungeriano corrisponde a quella dell'anarca, del singolo braccato da un ordine che esige innanzitutto un controllo capillare e al quale egli sfugge scegliendo di "passare al bosco" - dissociandosi, una volta per sempre, dalla società. Il Ribelle jungeriano sente di non appartenere più a niente e "varca con le proprie forze il meridiano zero". Tutta l'eredità del nichilismo, del radicalismo romantico e della furia anti-moderna si concentra in questa figura, qui osservata come facendo ruotare un cristallo. Letto oggi, questo testo appare di una impressionante preveggenza, quasi un guanto di sfida gettato in nome di una libertà preziosa: "la libertà di dire no".
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  • 4

    800esco argomentare

    junger tratta un argomento affascinante, ma lo fa in modo 800esco, resta in sottofondo una fumosità difficile da dirimere, resta il dispiacere perché non si è tranciata di netto la carotide alla realtà dei fatti

    ha scritto il 

  • 5

    credere, DISOBBEDIRE, combattere

    Ci sono due tipi di disobbedienza:


    quella di Socrate, di Gandhi, di Mandela: resistenza non violenta, la lotta fatta nella cabina elettorale a colpi di voto e di referendum, la battaglia portata avanti con lo sciopero, armati solo dei propri diritti, per poterne conquistare di nuovi. Mart ...continua

    Ci sono due tipi di disobbedienza:

    quella di Socrate, di Gandhi, di Mandela: resistenza non violenta, la lotta fatta nella cabina elettorale a colpi di voto e di referendum, la battaglia portata avanti con lo sciopero, armati solo dei propri diritti, per poterne conquistare di nuovi. Martiri, uomini e donne faro, santi ed eroi che hanno accettato di consegnarsi alla giustizia in cui credevano, gente che si è fatta condannare per leggi a cui credevano giusto disobbedire. Per aprire una strada, per dare l'esempio.

    E poi c'è quest'altro modo di disobbedire. Il passaggio al Bosco, il ribelle che diviene WALDGANGER, appunto.
    La lotta senza pietà, la lotta armata (e le armi sono tutte quelle possibili, anche le peggiori, anche la penna), l'eversione, la rivoluzione, la violenta conquista di nuovi diritti, l'azione HINC ET NUNC, partendo per primi, da soli. Contro. Per aprire una strada, per dare l'esempio.

    Saggio affascinante, scritto da un grande; tra i pochi a salvarsi tra gli attentatori di hitler. Solleva più di un dubbio (e tutti dubitino, cristiani e pacifisti) su quale sia in certe condizioni la scelta da compiere, in ogni contesto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Qui, l’uomo che viaggia a bordo della nave deve misurarsi con l’uomo che rimane nel bosco – potremmo dire: l’uomo del progresso, del movimento e delle manifestazioni storiche deve fare i conti con la propria essenza immodificabile, sovratemporale, che s’incarna e si trasforma nel corso della sto ...continua

    "Qui, l’uomo che viaggia a bordo della nave deve misurarsi con l’uomo che rimane nel bosco – potremmo dire: l’uomo del progresso, del movimento e delle manifestazioni storiche deve fare i conti con la propria essenza immodificabile, sovratemporale, che s’incarna e si trasforma nel corso della storia. Sta in questo il piacere degli spiriti forti, fra i quali annoveriamo anche il Ribelle. In questo processo l’immagine riflessa si ricorda del modello originario da cui irradia e in cui è inviolabile – in altri termini: l’essere ereditato ricorda il fondamento di ogni eredità. Come nei tempi più remoti, l’uomo si riappropria dei poteri del sacerdote e del giudice."

    ha scritto il 

  • 0

    Chiunque abbia compreso Junger, la sua inossidabile completezza, non potrà fare a meno di questo testo; dal 1951 un vero e proprio manuale di sopravvivenza per l'epoca post-moderna...

    ha scritto il 

  • 4

    Non é semplice la lettura di questo saggio, e soprattutto per essere compreso in pieno non va calato nella realtá attuale, ovvero non va letto avendo in testa le nostre italiche beghe di cortile.
    Si lo si affronta volando piú in alto di così é senz'altro un libro che fa riflettere, molto fo ...continua

    Non é semplice la lettura di questo saggio, e soprattutto per essere compreso in pieno non va calato nella realtá attuale, ovvero non va letto avendo in testa le nostre italiche beghe di cortile.
    Si lo si affronta volando piú in alto di così é senz'altro un libro che fa riflettere, molto formativo e non facilmente dimenticabile.
    Non é un romanzo, pertanto la lettura richiede, tempo e tranquillità, personalmente ho avuto bisogno di rileggere alcuni passaggi piú volte per tentare di comprenderlo appieno.
    Ne consiglio la lettura agli spiriti liberi e non troppo superficiali.

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile resistere al fascino della prosa di Jünger, caratterizzata da uno stile superbo, denso e lapidario, tra profetico e sapienziale. Assai meno facile accogliere, del grande pensatore tedesco, la confusa filosofia, che mescola spunti di Heidegger (il ritorno all’Essere) e di Nietzsche (l’er ...continua

    Difficile resistere al fascino della prosa di Jünger, caratterizzata da uno stile superbo, denso e lapidario, tra profetico e sapienziale. Assai meno facile accogliere, del grande pensatore tedesco, la confusa filosofia, che mescola spunti di Heidegger (il ritorno all’Essere) e di Nietzsche (l’eroismo quasi superomistico) con elementi religiosi e talora misticheggianti o esoterici, talvolta in chiave esplicitamente fascista. Qui il tema è lo scontro fra l’uomo libero e la società attuale, anzi l’intero mondo della nostra civiltà occidentale: l’uomo libero non può parteciparvi ma deve fuggirne, anche a costo di sacrificare se stesso. Egli deve diventare un Waldgänger – letteralmente uno che passa al bosco (Waldgang), cioè che volge le spalle alla civiltà per darsi alla macchia – non tanto allo scopo di nascondersi (come potrebbe far pensare il termine italiano ‘imboscato’), quanto per ritrovare il contatto con le forze primigenie e metastoriche della natura. Peccato che la scelta del traduttore di rendere ‘Waldgänger’ con ‘ribelle’ dia l’impressione che l’eroe evocato da Jünger sia una sorta di contestatore politico e non invece una nuova versione – o poco davvero ci manca – dell’Übermensch nietzschiano.

    ha scritto il 

  • 0

    Leggi la bibbia, Brad? Allora lascia che ti citi questo passo che conosco a memoria

    Nei pressi del meridiano zero, dove ancora ci troviamo, la fede non ha corso; ciò che qui si richiede sono le prove. O meglio, gli uomini, qui, hanno fede nelle prove. Sembra crescere il numero degli spiriti i quali sanno che, anche dal punto di vista tecnico, la vita spirituale disponde di forme ...continua

    Nei pressi del meridiano zero, dove ancora ci troviamo, la fede non ha corso; ciò che qui si richiede sono le prove. O meglio, gli uomini, qui, hanno fede nelle prove. Sembra crescere il numero degli spiriti i quali sanno che, anche dal punto di vista tecnico, la vita spirituale disponde di forme piùà efficaci della disciplina mitliare, dell'esercitzio sportivo o del ritmo del mondo del lavoro. Ignazio lo sapeve e di lì attingono acnroa oggi i fondatori di sette o i capi di piccoli cenacoli dalle intenzioni difficilmente valutabili: Gurjieff, ad esempio, un caucasico per molti aspetti singolare. (Questa confesso che non l'ho mai capita).
    Quali strumenti vanno consegnati in mano a chi, pur trovandosi ancora soggetto alla loro dialettica, desidera intesamente fuggire dallo squallore dei sistemi razionalistici e materialistici? La sofferenza per costore è il segno di una condizione di esistenza superiore. Esistono metodi per rafforzarli in questa direzione e non ha importanza se, in un primo tempo, essi vengono applicati in modo meccanico. Assomigliano alle tecniche di rianimazione, anch'esse applicate come misura di pronto soccorso su chi sta per annegare. Il respiro e il battito riprendono in un secondo tempo.
    Si prospetta qui la possibilità di un nuovo monachesimo. Come la Controriforma è stata una ruisposta alla Riforma da cui è stata rafforzata, così si può pensare a un movimento spirituale che si scelga il nichilismo come proprio terreno e su di esso si modelli riflettendone l'essenza. Con chiunque si sia cresciuti, usando il gergo scientifico conviene procedere come il missionario, il quale si rivolge all'indigeno nella sua lingua. A questo proposito va notato che le Chiese non stanno al passo con le singole scienze. Viceversa, molte singole scienze occupano territori nei quali sembra ormai possibile avivare una discussione su problemi di importanza fondamentale.

    ha scritto il 

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