Trattato del ribelle

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 248)

4.1
(301)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907589 | Isbn-13: 9788845907586 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: F. Bovoli

Genere: Filosofia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Nei primi anni del dopoguerra, mentre si andava delineando quella integrazione planetaria nel nome della tecnica che oggi è sotto gli occhi di tutti, Ernst Jünger elaborò questo testo, apparso nel 1951, oggi più affilato che mai. La figura del ribelle jungeriano corrisponde a quella dell'anarca, del singolo braccato da un ordine che esige innanzitutto un controllo capillare e al quale egli sfugge scegliendo di "passare al bosco" - dissociandosi, una volta per sempre, dalla società. Il Ribelle jungeriano sente di non appartenere più a niente e "varca con le proprie forze il meridiano zero". Tutta l'eredità del nichilismo, del radicalismo romantico e della furia anti-moderna si concentra in questa figura, qui osservata come facendo ruotare un cristallo. Letto oggi, questo testo appare di una impressionante preveggenza, quasi un guanto di sfida gettato in nome di una libertà preziosa: "la libertà di dire no".
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  • 3

    ok, signor junger: sono concorde con lei sul coraggio del singolo che dice no, perchè la società e la vita stessa avrà sempre bisogno di quel coraggio. e concordo anche su un sacco di altre cose.
    ma.. ...continua

    ok, signor junger: sono concorde con lei sul coraggio del singolo che dice no, perchè la società e la vita stessa avrà sempre bisogno di quel coraggio. e concordo anche su un sacco di altre cose.
    ma...ancora al superuomo che si batte contro tutti?
    ma soprattutto: meglio passare al bosco o -come incitano alcune teorie politico-sociali recenti- spingere affinchè la nave sia sempre più potente e veloce fino al punto di essere incontrollabile?
    e il bosco? stato perenne o t.a.z. in cui entrare e uscire a piacimento e da cui tornare ogni volta rafforzati?
    fosse stato meno "granitico" nelle sue certezze certi dubbi non me li sarei mai posti, ma così è come se ti spingesse a cercarne le falle qui nel 2016. (e certo, in quel suo essere granitico deve il suo fascino, e certo pure che ci sono anche passaggi assai profetici -tipo una pagina che sembra prevedere appieno il "gentismo"- ma insomma...)

    ha scritto il 

  • 4

    Una meravigliosa lirica della libertà. Il drammatico ritorno al bosco, luogo della pura angoscia e della redenzione della forza, ove ritrovare il senso della vita e della morte di fronte al pervasivo ...continua

    Una meravigliosa lirica della libertà. Il drammatico ritorno al bosco, luogo della pura angoscia e della redenzione della forza, ove ritrovare il senso della vita e della morte di fronte al pervasivo e subdolo dilagare del controllo. Un prontuario profetico per diventare roccia avverso la volontà livellatrice del potere contemporaneo, che concede catene in cambio della connivenza. La coscienza della sconfitta è il preludio di ogni vittoria.

    ha scritto il 

  • 4

    800esco argomentare

    junger tratta un argomento affascinante, ma lo fa in modo 800esco, resta in sottofondo una fumosità difficile da dirimere, resta il dispiacere perché non si è tranciata di netto la carotide alla realt ...continua

    junger tratta un argomento affascinante, ma lo fa in modo 800esco, resta in sottofondo una fumosità difficile da dirimere, resta il dispiacere perché non si è tranciata di netto la carotide alla realtà dei fatti

    ha scritto il 

  • 5

    credere, DISOBBEDIRE, combattere

    Ci sono due tipi di disobbedienza:

    quella di Socrate, di Gandhi, di Mandela: resistenza non violenta, la lotta fatta nella cabina elettorale a colpi di voto e di referendum, la battaglia portata avan ...continua

    Ci sono due tipi di disobbedienza:

    quella di Socrate, di Gandhi, di Mandela: resistenza non violenta, la lotta fatta nella cabina elettorale a colpi di voto e di referendum, la battaglia portata avanti con lo sciopero, armati solo dei propri diritti, per poterne conquistare di nuovi. Martiri, uomini e donne faro, santi ed eroi che hanno accettato di consegnarsi alla giustizia in cui credevano, gente che si è fatta condannare per leggi a cui credevano giusto disobbedire. Per aprire una strada, per dare l'esempio.

    E poi c'è quest'altro modo di disobbedire. Il passaggio al Bosco, il ribelle che diviene WALDGANGER, appunto.
    La lotta senza pietà, la lotta armata (e le armi sono tutte quelle possibili, anche le peggiori, anche la penna), l'eversione, la rivoluzione, la violenta conquista di nuovi diritti, l'azione HINC ET NUNC, partendo per primi, da soli. Contro. Per aprire una strada, per dare l'esempio.

    Saggio affascinante, scritto da un grande; tra i pochi a salvarsi tra gli attentatori di hitler. Solleva più di un dubbio (e tutti dubitino, cristiani e pacifisti) su quale sia in certe condizioni la scelta da compiere, in ogni contesto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Qui, l’uomo che viaggia a bordo della nave deve misurarsi con l’uomo che rimane nel bosco – potremmo dire: l’uomo del progresso, del movimento e delle manifestazioni storiche deve fare i conti con la ...continua

    "Qui, l’uomo che viaggia a bordo della nave deve misurarsi con l’uomo che rimane nel bosco – potremmo dire: l’uomo del progresso, del movimento e delle manifestazioni storiche deve fare i conti con la propria essenza immodificabile, sovratemporale, che s’incarna e si trasforma nel corso della storia. Sta in questo il piacere degli spiriti forti, fra i quali annoveriamo anche il Ribelle. In questo processo l’immagine riflessa si ricorda del modello originario da cui irradia e in cui è inviolabile – in altri termini: l’essere ereditato ricorda il fondamento di ogni eredità. Come nei tempi più remoti, l’uomo si riappropria dei poteri del sacerdote e del giudice."

    ha scritto il 

  • 0

    Chiunque abbia compreso Junger, la sua inossidabile completezza, non potrà fare a meno di questo testo; dal 1951 un vero e proprio manuale di sopravvivenza per l'epoca post-moderna...

    ha scritto il 

  • 4

    Non é semplice la lettura di questo saggio, e soprattutto per essere compreso in pieno non va calato nella realtá attuale, ovvero non va letto avendo in testa le nostre italiche beghe di cortile.
    Si l ...continua

    Non é semplice la lettura di questo saggio, e soprattutto per essere compreso in pieno non va calato nella realtá attuale, ovvero non va letto avendo in testa le nostre italiche beghe di cortile.
    Si lo si affronta volando piú in alto di così é senz'altro un libro che fa riflettere, molto formativo e non facilmente dimenticabile.
    Non é un romanzo, pertanto la lettura richiede, tempo e tranquillità, personalmente ho avuto bisogno di rileggere alcuni passaggi piú volte per tentare di comprenderlo appieno.
    Ne consiglio la lettura agli spiriti liberi e non troppo superficiali.

    ha scritto il 

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