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Trattato di ateologia

Fisica della metafisca

Di

Editore: Fazi

3.8
(479)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Inglese , Svedese

Isbn-10: 8881128608 | Isbn-13: 9788881128600 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: De Paola G.

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Dio non è affatto morto, o se lo era è ormai nel pieno della sua rinascita, inOccidente come in Oriente. Di qui l'urgenza, secondo Onfray, di un nuovoateismo argomentato, solido e militante. Un ateismo che non si definisca soloin negativo, ma si proponga come nuovo e positivo atteggiamento nei confrontidella vita, della storia e del mondo. L'ateologia (il termine è mutuato daBataille) deve in primo luogo avanzare una critica massiccia e definitiva aitre principali monoteismi, poi proporre un deciso rifiuto dell'esistenza deltrascendente e promuovere finalmente, dopo millenni di trascuratezza, una curaper "il nostro unico vero bene: la vita terrena", il benessere el'emancipazione dei corpi e delle menti delle donne e degli uomini.
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  • 4

    Il libro critica le persone e le istituzioni che rappresentano e diffondono la religione. L’autore smonta le basi etiche e filosofiche della teologia per ricostruire una visione del mondo e della vita ed una morale che poggino solo sulla ragione e si emancipino da ogni condizionamento fideistico ...continua

    Il libro critica le persone e le istituzioni che rappresentano e diffondono la religione. L’autore smonta le basi etiche e filosofiche della teologia per ricostruire una visione del mondo e della vita ed una morale che poggino solo sulla ragione e si emancipino da ogni condizionamento fideistico e individua tra i precursori di una moderna ateologia Jean Meslier con il suo Testamento (1729), Paul Henri Thiry d'Holbach con La contagion sacrée (1768), Ludwig Feuerbach con L'essenza del cristianesimo (1841).
    L’autore sostiene che se Dio esiste, allora tutto è permesso: infatti l'esistenza di Dio è stata la premessa teorica perché nella storia si compissero "in suo nome ben più battaglie, massacri, conflitti e guerre che pace, serenità, amore del prossimo, perdono dei peccati o tolleranza".
    Inoltre la religione detesta l'intelligenza: nei tre monoteismi (ebraismo e Cristianesimo nella Genesi e islamismo nel Corano) si ritrova la storia di Adamo ed Eva nel paradiso e dell'albero della conoscenza. Da questa vicenda Onfray desume i riflessi che ne sarebbero derivati sulla civiltà; dall'odio per la donna e per la carne alla colpevolezza coniugata col desiderio di ravvedimento alla passione per il dolore fino, appunto, al predominio dell'obbedienza sull'intelligenza. Ma (anche) nella storia di Adamo ed Eva si ritrova la pulsione di morte che è alla base della religione. Infatti «le tre religioni monoteistiche esortano a rinunciare a vivere qui e ora col pretesto che un giorno bisognerà rassegnarvisi: magnificano un aldilà (fittizio) per impedire il pieno godimento dell'aldiquà (reale)». Ed ecco allora la "litania delle proibizioni" e "l'ossessione della purezza"; ma «è un pessimo calcolo rinunciare a vivere per non dover morire, perché così alla morte si paga due volte un tributo che è sufficiente pagare una volta sola».

    ha scritto il 

  • 5

    "L'ateismo non è una terapia, ma una salute mentale recuperata".

    Questo splendido libro si spinge molto più lontano, nella critica razionalista alle religioni, di quanto non abbiano saputo fare autori come Hitchens od Odifreddi. Del resto Onfray è un grandissimo conoscitore del pensiero filosofico; di lui avevo già letto, e grandemente apprezzato, “Teoria del ...continua

    Questo splendido libro si spinge molto più lontano, nella critica razionalista alle religioni, di quanto non abbiano saputo fare autori come Hitchens od Odifreddi. Del resto Onfray è un grandissimo conoscitore del pensiero filosofico; di lui avevo già letto, e grandemente apprezzato, “Teoria del corpo amoroso”, un testo che in qualche misura è diventato una delle basi del mio pensiero estetico e morale.

    Qui Onfray affronta la questione della religione, e più specificamente delle tre cosiddette religioni del Libro; la genesi della credenza in un Dio e in una vita ultraterrena fondamentalmente per esorcizzare la paura della morte e la consapevolezza razionale che al di là del mondo sensibile non esista niente; il farsi di questa credenza un sistema ideologico strutturato che non ammette nulla al di fuori di sé stesso e men che meno il dubbio; e poi le sopercherie, le violenze e i genocidi che i credenti di una delle tre religioni del Libro hanno commesso nei confronti delle altre, o di terzi ad esse esterni, pagani o atei (e spesso l’accusa di ateismo nasconde quella di eresia - molti “atei” finiti al rogo erano ecclesiastici che ardivano pensare con la propria testa). Le vistosissime contraddizioni presenti nei tre Libri, che consentono di leggervi dentro tutto e il contrario di tutto; il patto di sangue (spesso sanguinoso negli effetti) che il potere religioso ha stretto infinite volte con il potere terreno; il disprezzo per la ragione, la scienza, la filosofia…

    Un testo salutarmente distruttivo, chiarificatore, spesso crudele. Nella mia lontana infanzia mi è capitato di chiedermi a quale morale possa rispondere un Dio dittatoriale, cattivissimo ma che perdona tutto. Creare leggi che, dietro pentimento, vengono immediatamente disapplicate, non equivale a non dare nessuna legge? E un mondo da vivere in serena, tranquilla, pacifica solitudine non è infinitamente meglio di un mondo dove da qualche parte c’è un cattivone che si crede pure buono pronto saltar fuori e a punirti di brutto per qualsiasi cazzata, tipo mangiare una mela (sempre che non ti penti e chiedi scusa)? E se lui è onnipotente eccetera, come la mettiamo col male, il dolore e tutto il resto? Prove della fede… Ok, allora abbiamo a che fare con un sadico pervertito.

    Interessante, poi, al termine del suo saggio, la critica che Onfray fa ad una società laica che in qualche modo adotta o scimmiotta i valori, o pseudo tali, della religione, e soprattutto li tollera in nome di un “politicamente corretto” che potrebbe diventare criminale (senza scomodarlo, li ho sentiti anch’io intellettuali progressisti giustificare lapidazioni ed infibulazioni come peculiarità di altre culture, e non barbarie che dovrebbero essere estirpate dalla faccia della terra, e veloce anche). Per non parlare, e Onfray ne parla, degli “atei devoti” (ne abbiamo qualche esempio anche dalle nostre parti) che non credono in Dio ma credono nel valore salvifico e guidante della Chiesa e dei suoi dogmi...

    Unica salvezza: un mondo più che laico, ateo, che sappia guardare in faccia la morte senza fare appello a puntelli fideistico-ricattatori, e che sia capace di trovare in sé e nelle proprie conquieste intellettuali e filosofiche, e non in pagine rivelate e contraddittorie la propria civiltà. C’è da essere ottimisti, da sperare che sia questo il cammino su cui ci si sta muovendo? Chissà...

    ha scritto il 

  • 3

    I precedenti libri di Onfray che ho letto mi sono sempre piaciuti e mi ho trovato condivisibili molte delle sue teorie. Con questo non voglio dire che questo libro sia brutto, assolutamente. Il suo argomentare è interessante, condivisibile su molti punti, ma questa volta pecca di un alcuni errori ...continua

    I precedenti libri di Onfray che ho letto mi sono sempre piaciuti e mi ho trovato condivisibili molte delle sue teorie. Con questo non voglio dire che questo libro sia brutto, assolutamente. Il suo argomentare è interessante, condivisibile su molti punti, ma questa volta pecca di un alcuni errori a carattere storico su certe sue affermazioni o ricostruzioni che rischiano di minare alla base tutte le altre affermazioni più valide e sostenute correttamente.
    Molte analisi del fenomeno religioso e politico-sociale a esso connesso, delle tre religioni monoteistiche del bacino mediterraneo, sono interessanti, valide, giuste.
    Per dire... è un buon libro ma non al livello dell'"Illusione di dio" di Dawkins. In ogni caso mille volte meglio questo testo che non tutte le boiate mal poste di Eugenio Scalfari e tanti presunti/aspiranti atei nostrani che o si arroccano su argomentazioni e teorie vecchie di più di un secolo e ormai inutili oppure mascherano di ateismo i loro dubbi di fede perché alla fin fine hanno loro stesso paura di dichiararsi o pensare realmente da atei!

    ha scritto il 

  • 2

    Un tratado decepcionante...

    Un tratado debe tener un contenido filosófico muy bien fundamentado y argumentado desde un punto de vista sociológico-holístico...


    "Tratado de ateología" intenta serlo con argumentos repetitivos, con sorna y sin salirse de lo evidente. Es frustrante que el escrito de M Onfray carezca del u ...continua

    Un tratado debe tener un contenido filosófico muy bien fundamentado y argumentado desde un punto de vista sociológico-holístico...

    "Tratado de ateología" intenta serlo con argumentos repetitivos, con sorna y sin salirse de lo evidente. Es frustrante que el escrito de M Onfray carezca del un pilar tan importante como es la filosofía y sólo vea la gastronomía, la etnología y la camaleónica apariencia de fundamentación sociológica.

    Como ateo que soy, veo este libro como un asomo de historia de las religiones, mucho sarcasmo y escasa epistemología... Lo último es lo que más duele...

    ha scritto il 

  • 2

    Libro scritto molto bene, frizzante e affilato come una lama.
    Purtroppo è se possibile, altrettanto "topico" quanto a debolezza dell'argomentazione, che non riesce mai ad evadere dagli stereotipi dell'analisi storicistica dei testi e dalla solita ricerca di incongruenze all'interno della pr ...continua

    Libro scritto molto bene, frizzante e affilato come una lama.
    Purtroppo è se possibile, altrettanto "topico" quanto a debolezza dell'argomentazione, che non riesce mai ad evadere dagli stereotipi dell'analisi storicistica dei testi e dalla solita ricerca di incongruenze all'interno della prassi religiosa delle varie "chiese". Mi aspettavo sinceramente qualcosa di più dal campione dell'ateismo postmoderno. Forse meglio di un qualunque Odifreddi formato talk show; sicuramente lontano anni luce da un Feuerbach o da un Nietzsche.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia "BIBBIA"

    da tenere sul comodino, proprio come una bibbia; da sfogliare tutte le sere, proprio come un vangelo! Magnifico manuale di difesa, per sentirsi meno soli e sviluppare un minimo di senso critico verso i "depositari della verità assoluta"

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di meglio

    Il libro è attento nelle argomentazioni e nelle citazioni che destituiscono di ogni fondamento scientifico e logico le tre religioni monoteiste. Sinceramente però mi aspettavo di più. Se lo scopo del libro doveva essere quello di "fondare" su basi solide un movimento ateologico che conduca a una ...continua

    Il libro è attento nelle argomentazioni e nelle citazioni che destituiscono di ogni fondamento scientifico e logico le tre religioni monoteiste. Sinceramente però mi aspettavo di più. Se lo scopo del libro doveva essere quello di "fondare" su basi solide un movimento ateologico che conduca a una nuova visione del mondo, ebbene, lo fa solo nelle ultime tre pagine (più la bibliografia ragionata). Fino a quel momento sono confutazioni, di stampo anche polemico, di versi di scritture e di comportamenti in logica trascendente. Più che convincerti insomma, il testo è celebrativo e in fondo ti dice semplicemente quello che volevi sentirti dire, fallendo nel tentativo "didattico" che si prefigge.

    ha scritto il 

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