Travels with Herodotus

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(1077)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , French , Chi traditional

Isbn-10: 0141021144 | Isbn-13: 9780141021140 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
"Travels with Herodotus" records how Kapuscinski set out on his first forays - to India, China and Africa - with the great Greek historian constantly in his pocket. He sees Louis Armstrong in Khartoum, visits Dar-es-Salaam, arrives in Algiers in time for a coup when nothing seems to happen (but he sees the Mediterranean for the first time). At every encounter with a new culture, Kapuscinski plunges in, curious and observant, thirsting to understand its history, its thought, its people. And he reads "Herodotus" so much that he often feels he is embarking on two journeys - the first his assignment as a reporter, the second following Herodotus' expeditions.
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    Un buon libro, ma niente di straordinario. In sostanza, K. ripercorre in bell’ordine i nove libri delle Storie erodotee, aggiungendovi osservazioni proprie e intercalandole col racconto dei propri via ...continue

    Un buon libro, ma niente di straordinario. In sostanza, K. ripercorre in bell’ordine i nove libri delle Storie erodotee, aggiungendovi osservazioni proprie e intercalandole col racconto dei propri viaggi. Ampie e frequenti le citazioni dal volume del greco (per allungare un po' il brodo?).
    Toccanti, come sempre in K., i ricordi personali di epoca sovietica sul desiderio di varcare la frontiera. C’è da dire, però, che quel regime gli permise comunque di scorrazzare in lungo e in largo per Americhe, Asia e Africa come corrispondente estero.
    Non certo inedite le osservazioni “indiane” e “cinesi” sul muro del linguaggio che si frappone fra l’osservatore e la realtà.
    L’interpretazione poi di Erodoto come primo reporter della storia è ad effetto ma del tutto priva di fondamento, anzitutto perchè la dimensione religiosa è ancora ben presente nel greco; e poi perchè prima di lui ci fu almeno un secolo di tradizione logografica e periegetica.
    Alcune digressioni, poi, rasentano l’orrido senechiano (come quella sul martirio della moglie di Masiste) o il patetico, come quando K. si perde per quasi due pagine a cercare di capire se Creso e Ciro bevessero l’acqua dallo stesso otre durante la spedizione contro i massageti: come dire, chi si ne frega…

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    Viaggio con Erodoto è una raccolta di dettagliati reportage che il giornalista scrive da inviato in India, poi in Cina. Durante i suoi viaggi, risfoglia le Storie di Erodoto, primo grande reporter, co ...continue

    Viaggio con Erodoto è una raccolta di dettagliati reportage che il giornalista scrive da inviato in India, poi in Cina. Durante i suoi viaggi, risfoglia le Storie di Erodoto, primo grande reporter, come Kapuscinski stesso lo definisce. La rilettura delle Storie è l'occasione per rimeditare quegli antichi testi e, allo stesso tempo, riflettere sul proprio personale viaggio.
    E' uno stile sapientemente e naturalmente semplice, piacevole, acuto e divertentissimo, che rivela tutta la grandezza di questo amato giornalista scrittore.

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  • 3

    Un buon compagno di viaggio.

    Ho portato e letto questo libro in un viaggio in Polonia, Cracovia soprattutto, accompagnandolo ad un altro (come faccio sempre: almeno due... non si sa mai), "Il complesso di Telemaco", rimasto chius ...continue

    Ho portato e letto questo libro in un viaggio in Polonia, Cracovia soprattutto, accompagnandolo ad un altro (come faccio sempre: almeno due... non si sa mai), "Il complesso di Telemaco", rimasto chiuso. L'ho trovato ottimo per l'occasione, ossia: piacevole, non impegnativo, ma coinvolgente, accentuando la sensazione di essere "in viaggio", anzi ... di esserlo due volte. Mi ha accompagnato al sonno la sera, e nel risveglio del mattino, e naturalmente negli spostamenti in treno. Le pagine di reportage dell'Autore nei vari Paesi "difficili" in cui si è trovato, si fondono a quelle descritte da Erodoto due millenni prima, tra guerre titaniche e intrighi sanguinari. Kapuscinsky si rivela un uomo umile, semplice, e si muove nella Storia, come nel presente, avendo cura di non condizionare il Lettore, lasciando a lui la libertà di immaginare e giudicare. In una valutazione numerica, il mio voto è 7.

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  • 4

    希羅多得是古哲學家, 與蘇格拉底同期. 他著作 HISTORIA 一書, 記下了當時種種的生活情形.

    本書作者去到不同地方採訪, 均引申出希羅多得在 HISTORIA 對當地的論述, 彷彿時空穿梭地讓讀者回到過去.

    本書的寫作手法很有趣, 而且真有點似是 HISTORIA 的導讀書, 但仍然趣味濃厚, 值得一看.

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  • 4

    Este es el tercer libro de K. que leo. Puedo afirmar que no alcanza las cotas de Ébano, ni tampoco profundiza en los lugares como El imperio. Pese a ello, es un libro recomendable. Sobre todo, para un ...continue

    Este es el tercer libro de K. que leo. Puedo afirmar que no alcanza las cotas de Ébano, ni tampoco profundiza en los lugares como El imperio. Pese a ello, es un libro recomendable. Sobre todo, para un iniciado en la lectura de K. Viajes con Heródoto, a diferencia de los otros títulos mencionados, el punto de vista de la narración no se refiere tanto a los lugares que K. visita, como a la lectura del clásico griego y las reflexiones que en el lector producen. Es por ello, que se nos muestra una narración con tintes más personales. K. se aleja del ensayista, del viajero, del antropólogo para mostrar al lector parte de sí mismo, experiencias y anécdotas personales.

    Tal vez por esta circunstancia, es recomendable alguna lectura previa con la que encariñarse con el autor y desear introducirse en su mente.

    Seguiremos leyéndolo.

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  • 4

    Kapuscinski è un reporter polacco che porta con sé nei suoi viaggi per il mondo le Storie di Erodoto, che legge e rilegge finendo per sentire lo storico greco che visse 2.500 anni prima di lui come un ...continue

    Kapuscinski è un reporter polacco che porta con sé nei suoi viaggi per il mondo le Storie di Erodoto, che legge e rilegge finendo per sentire lo storico greco che visse 2.500 anni prima di lui come un compagno di viaggio la cui presenza diventa importante, famigliare, tranquillizzante, come se avesse scoperto in lui un’anima gemella.
    Mentre viaggia tra Asia ed Africa come corrispondente dell’agenzia di stampa polacca, passando da un colpo di stato all’altro, da una zona di conflitto all’altra, impara ad aprirsi al mondo, alle altre culture e in questo trova continui parallelismi con Erodoto che sostanzialmente faceva lo stesso lavoro: viaggiava per conoscere il mondo e comunicare ai posteri ciò che scopriva.
    Diverse sono le frasi memorabili, per citarne qualcuna:
    “Che cosa lo (Erodoto, corsivo mio) guida quando, impavido e instancabile, si lancia nella sua grande avventura? Forse l’ottimistica convinzione, in cui noi moderni non crediamo più, che il mondo si possa descrivere.”
    “[…] Erodoto scopre che ognuno di essi (testimoni, aedi e sacerdoti; corsivo mio) ricorda cose diverse e in modo diverso. Inoltre, molti secoli prima di noi, scopre un’importante ma subdola e perversa caratteristica della memoria, vale a dire che la gente ricorda non quanto è realmente accaduto, ma ciò che vuole ricordare. Ognuno colora la realtà a modo suo, ognuno vi aggiunge i propri ingredienti. Il che rende impossibile ricostruire il passato nella sua verità storica: tutto quello che possiamo ottenerne sono varianti più o meno verosimili, più o meno corrispondenti alla nostra mentalità odierna. Il passato non esiste. Esistono solo le sue infinite versioni.”
    “Erodoto viaggia per rispondere al bambino che chiede: «Da dove arrivano le navi che compaiono all’orizzonte? »[…] Solo i bambini sanno porre domande importanti e sono davvero curiosi di sapere. Erodoto, infatti, va alla scoperta dei suoi mondi con l’entusiasmo e la passione di un bambino. La sua scoperta principale è che i mondi sono molti. E tutti diversi. Che sono importanti e bisogna conoscerli, poiché le altre culture sono specchi che riflettono la nostra, permettendoci di capire meglio noi stessi. E’ impossibile definire la propria identità finché non la si è confrontata con le altre.”
    “Chi perde la capacità di stupirsi è un uomo interiormente svuotato, ha il cuore bruciato. Chi considera tutto un déjà vu e non riesce a stupirsi di niente ha perso la cosa più preziosa, l’amore per la vita.”
    “Del futuro non si preoccupa: il domani è semplicemente un altro oggi. Gli interessa lo ieri: ha paura che ne svanisca la memoria e che vada perduto. Ciò che ci rende uomini e ci distingue dagli animali è la nostra capacità di narrare storie e miti: condividere storie e leggende rafforza in senso della comunità, l’unica condizione nella quale l’uomo può vivere.”
    Un libro profondo, scritto in modo chiaro e piacevole, che si apre a riflessioni di peso sull’Uomo, sulla Storia, sul Viaggio (fisico ma anche interiore).
    Insomma, un gran libro.

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    Kapuscinski ripercorre la sua biografia di giornalista, esaminando la sua crescita personale determinata e accompagnata dalla lettura di Erodoto.
    Dà carne e anima al suo personaggio storico preferito, ...continue

    Kapuscinski ripercorre la sua biografia di giornalista, esaminando la sua crescita personale determinata e accompagnata dalla lettura di Erodoto.
    Dà carne e anima al suo personaggio storico preferito, si identifica in lui, lo vede come un amico, un uomo curioso, di buon carattere e di animo aperto, la cui tendenza a fare domande l'ha cresciuto a un desiderio forte di conoscere il mondo in tutta la sua complessità e diversità. Leggendolo Kapuscinski impara a incuriosirsi di nuove culture e a indagare, in un modo che non è attraverso telefoni o computer ma è viaggiare verso il paese che non si conosce, andare a cercare l'altro per sentire cosa ha da dirci, fare tante domande: i perchè, gli stati d'animo degli uomini...
    È un giornalismo non di tecnologie ma di contatto diretto con il mondo degli uomini, non della spettacolarità che attira il pubblico ma della ricerca su cosa c'è in fondo ai drammi.

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    "Io invece ero attratto anche da ciò che si trovava oltre la frontiera di ognuno di quei paesi, tentato da nuove genti, nuove strade e nuovi cieli. La voglia di varcare la frontiera per vedere cosa ci ...continue

    "Io invece ero attratto anche da ciò che si trovava oltre la frontiera di ognuno di quei paesi, tentato da nuove genti, nuove strade e nuovi cieli. La voglia di varcare la frontiera per vedere cosa ci fosse dall'altra parte non mi era affatto passata."

    La bellezza di questo libro è la semplicità con cui Kapuscinski racconta le sue esperienze oltre la frontiera, in paesi di cui non sapeva nulla ma verso cui ha provato a muoversi.
    Nonostante il tono semplice non si scade mai nel banale e l'autore, accompagnato da Erodoto, dai suoi viaggi e dal suo pensiero, ci racconta il tutto come se fossimo anche noi suoi compagni di viaggio. Tutto questo incanta e si lascia leggere con curiosità.
    Particolarmente bella la riflessione sulla muraglia cinese e su ciò che un muro comporta; sia geograficamente che personalmente.
    Un muro non permette ad alcuno di entrare ma neppure di uscire e portarsi "fuori", verso nuove esperienze.
    Per conoscere e progredire bisogna sempre avere il coraggio di andare oltre la frontiera, anche quando non si sa nulla di dove si sta andando.

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  • 5

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: sincero, umile, coinvolgente.

    DUE FRASI per commentarlo:
    Cosa accomuna il famoso storico greco nato ad Alicarnasso (attuale Bodrum, in Turchia) il 484 a.C. con il gi ...continue

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: sincero, umile, coinvolgente.

    DUE FRASI per commentarlo:
    Cosa accomuna il famoso storico greco nato ad Alicarnasso (attuale Bodrum, in Turchia) il 484 a.C. con il giornalista polacco nato 2416 anni dopo a Pinsk? La risposta è univoca ed è la seguente: il continuo bisogno di viaggiare, legato indissolubilmente a quello di raccontare fatti ed avvenimenti di luoghi e popoli più o meno lontani.
    I viaggi avventurosi di Kapuściński in India, Cina, Sudan, Etiopia, Algeria, Senegal ed infine Iran si svolgono in “due dimensioni”: la prima è quella spaziale del presente socio-politico che il giornalista polacco vive e descrive nei suoi articoli, mentre la seconda è quella temporale in cui si svolsero le colossali vicende storiche narrate da Erodoto di quegli stessi popoli e di quelle terre.

    UNA CITAZIONE per ricordarlo: “Ritornai da quel viaggio vergognandomi di non aver letto abbastanza e di essere un ignorante. Avevo scoperto che una cultura estranea non si svela a comando e che, per capirla, occorre una lunga e solida preparazione”.

    CONSIGLIATO A: tutti coloro che amano viaggiare, anche solo con la mente, ogni giorno, nello spazio e nel tempo !

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