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Travesuras de la niña mala

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Publisher: Punto de Lectura

4.1
(2001)

Language:Español | Number of Pages: 418 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Swedish , English , German , Portuguese , French , Slovenian , Dutch

Isbn-10: 8466316124 | Isbn-13: 9788466316125 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
¿Cuál es el verdadero rostro del amor?
Ricardo ve cumplido, a una edad muy temprana, el sueño que en su Lima natal alimentó desde que tenía uso de razón: vivir en París. Pero el reencuentro con un amor de adolescencia lo cambiará todo. La joven, inconformista, aventurera, pragmática e inquieta, lo arrastrará fuera del pequeño mundo de sus ambiciones. Testigos de épocas convulsas y florecientes en ciudades como Londres, París, Tokio o Madrid, ambos personajes verán sus vidas entrelazarse sin llegar a coincidir del todo.
Entre lo cómico y lo trágico, la realidad y la ficción, Travesuras de la niña mala logra retratar al amor indefinible, dueño de mil caras, como la niña mala. Pasión y distancia, azar y destino, dolor y disfrute...
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Sfigati in amore di tutto il mondo, consolatevi: Ricardo è sicuramente messo peggio di voi! E già, perché continuare a essere «innamorato perso» di una donna che ti ha illuso e trattato come un cane per oltre quarant'anni non è abilità propria di un coglione alle prime armi: la stupidità deve ess ...continue

    Sfigati in amore di tutto il mondo, consolatevi: Ricardo è sicuramente messo peggio di voi! E già, perché continuare a essere «innamorato perso» di una donna che ti ha illuso e trattato come un cane per oltre quarant'anni non è abilità propria di un coglione alle prime armi: la stupidità deve essere inclusa nel DNA e completamente assente l'amor proprio.
    Il romanzo comincia narrando la cotta che prende il protagonista ragazzo per una certa Lily, la quale si finge cilena ma in realtà è una peruviana proprio come Ricardo; insomma, già adolescente la niña mala dimostra una certa propensione all'inganno. La peruanita (un altro soprannome datole dal tontolone) dissimulatrice è, però, costretta a cambiare aria, e Ricardo conclude quindi con un pugno di mosche per poi lasciare il suo paese e iniziare una breve avventura da guerrigliero tra le fila del Movimiento de Izquierda Revolucionaria. In questo periodo conosce una certa compagna Arlette, dal viso un po' troppo noto, e che è infatti nientemeno che la cilena Lily. Il povero Ricardo, che fallisce nel riallacciare il rapporto, inizia quindi a lavorare come traduttore. Si trasferisce a Parigi e incontra – indovinate chi! – proprio la niña mala, la quale ora si presenta come madame Arnoux perché sposata a un ricco funzionario dell'UNESCO. In Ricardo si riaccende la fiamma dopo qualche breve incontro con la bella – a quanto pare il fascino è l'unico valore che le appartiene se non si vuole considerare positivi aggettivi come sfruttratrice, materiale, lussuriosa, ingrata, ecc. – quanto fugace peruanita. Presto, però, madame Arnoux scompare, e Ricardo la incontrerà nuovamente in Inghilterra e poi a Tokyo sotto altri nomi, dentro altre personalità; perché, in effetti, la niña mala non ha un proprio carattere, una propria personalità, ma è solo un'accozzaglia di difetti. È proprio questo che non si riesce a perdonare all'infelice protagonista: il fatto che si sia innamorato alla follia e abbia sofferto tremendamente per una persona che non aveva nulla di attraente eccetto che il profilo estetico. La sua condizione è agli occhi del lettore peggio di un drogato che ricade sempre nel vizio; non c'è nessuna scusante, e anche quandro sembra che stia per rinsavire, il niño bueno (soprannome che sottolinea la sua ingenuità piuttosto che la sua bontà) si illude nuovamente, per poi uscirne ogni volta ferito.
    Concludo facendo notare al protagonista una piccola cosa: caro Ricardito, i trentasette giorni – probabilmente il suo record – in cui la tua amata si è comportata come «sposa modello» prima che partisse per l'altro mondo a causa di un tumore, altro non sono che la sua ultima presa in giro nei tuoi confronti. E tu hai fatto ancora una volta, come per tutto il libro, la figura del tontolone.

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  • 5

    Pichiruchi, mi mancheranno le tue huachaferie.

    Finalmente di nuovo un bel "romanzone". Uno di quei libri di cui sai già che sentirai la mancanza, uno di quei libri con i personaggi che vorresti davvero conoscere, tenere per mano, ascoltare. Uno di quei libri che ti regalano belle emozioni e gliene sei grato, davvero grato, ma quando stai per ...continue

    Finalmente di nuovo un bel "romanzone". Uno di quei libri di cui sai già che sentirai la mancanza, uno di quei libri con i personaggi che vorresti davvero conoscere, tenere per mano, ascoltare. Uno di quei libri che ti regalano belle emozioni e gliene sei grato, davvero grato, ma quando stai per finirlo senti una vocina in testa dire "Aiuto! Sta per finire! Quanto ti ci vorrà per trovare delle altre pagine così?". Uno di quei libri che ti senti davvero di consigliare a tutte le persone che sai che sono in grado ancora di sognare.
    Quando 5 stelle non bastano.

    Grazie Mario Vargas Llosa.

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  • 2

    Sul Corriere della sera, Alessandro Piperno ha scritto:

    << "La simmetria dei desideri" di E.Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle "Avventure della ragazza cattiva" di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto e che non mi intenerivo così per la causa di un personaggio.>>
    Ed io, d ...continue

    << "La simmetria dei desideri" di E.Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle "Avventure della ragazza cattiva" di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto e che non mi intenerivo così per la causa di un personaggio.>>
    Ed io, da sempre irragionevolmente respinta da Vargas Llosa, sono corsa a catturarmi un simile prodigio. Ma avrei dovuto sapere che non ci si sente respinti senza che ci sia "qualcosa" di respingente -in questo caso, probabile che abbia letto qualcosa di MVL nel passato, magari in antologia, e la mia mente iperattiva e (iper)critica l'abbia catalogato come sgradevole- e che Piperno stesso non è certo un santo, c'è ancora di che sanare tra me e lui prima che mi possa fidare sufficientemente: ci vuole più di un buon libro, quando il passato è ignominiosamente lordato da scritti infamanti (anche se "Con le peggiori intenzioni" avrei la peggiore (pessima) idea di riprenderlo).
    Ma fino a qua non ho detto nulla, o quasi.
    Il fatto è che proprio fin dall'inizio mi ha scocciata, annoiata e assolutamente non-coinvolta. Cambiano le ambientazioni, dal Perù all'Europa, ma il brodo restalo stesso: il bravo Ricardo talmente innamorato di questa "mala chica" da rincorrerla ovunque, riprendersela comunque, aspettarla sempre. Ma si può? E tutto questo poi per cosa, non è che quando lei torna tra loro -da parte di lei almeno- ci sia tutto 'sto trasporto o questa grande profondità di rapporto, più che tanto -anzi, direi per nulla se non a livello opportunistico- pare non gliene freghi.
    E quindi? Quindi adelante, e adios.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Avevo iniziato questo libro un anno e mezzo fa, nel fulgore del mio “periodo americano” (come mi sento importante ad attribuirmi i periodi!), e le prime pagine, con la sbrilluccicante sciacquina cilenita, mi avevano respinto con vigore, facendomi chiudere il Kindle senza neppure terminare il prim ...continue

    Avevo iniziato questo libro un anno e mezzo fa, nel fulgore del mio “periodo americano” (come mi sento importante ad attribuirmi i periodi!), e le prime pagine, con la sbrilluccicante sciacquina cilenita, mi avevano respinto con vigore, facendomi chiudere il Kindle senza neppure terminare il primo capitolo (mi ero gettata a corpo morto su “Le correzioni” franzeniane). Per tutti coloro che, come me, sono allergici alla scrittura sudamericana (non che la conosca così bene, ma non sopporto Marquez, stimo ma non amo Borges, lasciamo perdere la Allende, mi ha affascinato ma non affondato Bolano, però su di lui sospendo il giudizio, devo ancora tentare con Cortazar, ma mi fa una certa fatica) vorrei rassicurarli, solo il primo capitolo è così nettamente latinoamericano, dal secondo in poi ci trasferiamo in Europa, non solo fisicamente, ma proprio nello stile, e io ho potuto tirare un respiro di sollievo.

    Il problema di questo libro, secondo me, è che per tutta la sua durata sono stata distratta dal pensiero dell’improbabilità di questa storia. Si può amare una donna per trent’anni senza avere in cambio altro che stronzaggine (chiamiamola col suo nome, questa è una stronza bastarda)? Io credo di no, e, non trattandosi di un libro di fantascienza, mi sento profondamente infastidita dalle situazioni così improbabili. Ancora una volta mi imbatto in un libro in cui fatico a riconoscermi, in cui non c’è un personaggio che parli la mia lingua, in cui vedo agire i protagonisti in modo così distante dal mio che non posso fare a meno di seguire la storia senza coinvolgimento emotivo. Credo sia un mio limite non riuscire ad amare quei libri in cui non riesco minimamente ad immedesimarmi nei personaggi, anche se più che un problema di immedesimazione credo sia un problema di incomprensione, ai fatti della vita reagiscono in un modo che a me non verrebbe in mente neppure come ennesima scelta, e dunque, dopo aver tentato un po’ di capirli, finisco per allontanarmi da loro. Mi era successo con Ford, col suo “The sportswriter”, in modo ancora più accentuato, perché lì era una molteplicità di reazioni che non riuscivo a spiegarmi, mentre tendenzialmente Ricardito fa per tutta la vita un’unica cosa inspiegabile, riaccogliere la cilenita dopo averne subito le bastonature.

    Quello che di questo libro mi ha ammaliato, in realtà, è la descrizione vibrante della Parigi degli anni ’50 (???) e della Swinging London, specialmente quest’ultima, sarà che a dicembre vorrei riuscire a farci un fine settimana lungo. Queste pagine vivide, le migliori del romanzo, credo, sono un incredibile pungolo per quelli come me, malati di “nostalgia per epoche mai vissute”, mi hanno fatto rivivere le emozioni di “Midnight in Paris”, di Woody Allen, perché magari sono un’insensibile incapace di apprezzare l’eterna devozione di Ricardito, in compenso divento una romanticona quando si tratta di veleggiare con la mente verso tutti quegli incroci spazio-temporali (l’Atene di Pericle, la Firenze del Rinascimento, il Far West, solo per dire i primi che mi vengono in mente) che mi velano sempre lo sguardo con un’espressione ebete, quando li penso, e che mi rendono la peggior compagna di viaggio perché la frenesia di scoprire questi luoghi mi toglie il sonno e mi costringe a girare come una trottola impazzita.

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  • 4

    Anch’io esprimevo un desiderio. Sempre lo stesso: che mi dicesse finalmente sì, che fossimo fidanzatini, facessimo cose, ci amassimo, diventassimo fidanzati e ci sposassimo e ce ne andassimo a Parigi, ricchi e felici.

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  • 4

    Un libro tutto in salita, per me.
    Il primo capitolo non l’ho quasi sopportato, troppi nomi, troppa confusione (un po’ come ci si immagina siano confusionari, ma in senso buono, i sudamericani).
    I successivi li ho apprezzati molto per le descrizioni: lo scorcio di una Londra anni '60, ...continue

    Un libro tutto in salita, per me.
    Il primo capitolo non l’ho quasi sopportato, troppi nomi, troppa confusione (un po’ come ci si immagina siano confusionari, ma in senso buono, i sudamericani).
    I successivi li ho apprezzati molto per le descrizioni: lo scorcio di una Londra anni '60, gli avvenimenti del Perù e più in generale i cambiamenti di varia natura avvenuti in Europa nella seconda metà del secolo scorso... Un po’ meno per la trama vera e propria, perché queste avventure della nina mala spesso sembrano veramente esagerate, da telenovela.
    Eppure pian piano, sarà che ci si abitua a questa avventura che è la vita della nina mala (raccontata da Ricardo, da sempre innamorato di lei) sarà che ci si affeziona ai personaggi…alla fine non si fa quasi più caso a quanto siano improbabili certe situazioni, e la lettura diventa davvero piacevole.
    La nina mala mi ha suscitato sentimenti contrastanti, pura antipatia o pensieri del tipo “si merita tutto quello che le capita”, per poi passare a comprensione e quasi tenerezza. Che sono poi gli stessi stati d’animo che vive Ricardo (il nino bueno), con cui mi arrabbiavo quando tornava sulle sue decisioni per poi, dopo due righe, già comprenderlo.
    Rimane alla fine un mistero, la vera nina mala.

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  • 5

    Bello, 5 stelle..

    Vargas Losa ha costruito un romanzo "ricco"..
    descrizioni, ambienti, personaggi, eventi..
    Una storia d'amore, un amore incorruttibile e assoluto da parte di Ricardo, capace di alimentare questo sentimento con la mancanza, con la nostalgia, il dolore..
    Una soria d'amore, un amore ...continue

    Vargas Losa ha costruito un romanzo "ricco"..
    descrizioni, ambienti, personaggi, eventi..
    Una storia d'amore, un amore incorruttibile e assoluto da parte di Ricardo, capace di alimentare questo sentimento con la mancanza, con la nostalgia, il dolore..
    Una soria d'amore, un amore egoista, parassita, traditore da parte di Lily, una donna che si "lascia amare" , una donna che fugge ad incontrare una serie di esperienze che segnano "la pelle"..
    Un amore difficile, "unidirezionale", fosco, sofferto...

    Una storia d'amore e tante "avventure" ..
    Un bel romanzo sud-americano.. 5 stelle!!

    said on 

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