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Travesuras de la niña mala

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Publisher: Punto de lectura

4.1
(2035)

Language:Español | Number of Pages: 400 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Swedish , English , German , Portuguese , French , Slovenian , Dutch

Isbn-10: 8466322183 | Isbn-13: 9788466322188 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
¿Cuál es el verdadero rostro del amor?
Ricardo ve cumplido, a una edad muy temprana, el sueño que en su Lima natal alimentó desde que tenía uso de razón: vivir en París. Pero el rencuentro con un amor de adolescencia lo cambiará todo. La joven, inconformista, aventurera, pragmática e inquieta, lo arrastrará fuera del pequeño mundo de sus ambiciones.
Testigos de épocas convulsas y florecientes en ciudades como Londres, París, Tokio o Madrid, que aquí son mucho más que escenarios, ambos personajes verán sus vidas entrelazarse sin llegar a coincidir del todo. Sin embargo, esta danza de encuentros y desencuentros hará crecer la intensidad del relato página a página hasta propiciar una verdadera fusión del lector con el universo emocional de los protagonistas.
Creando una admirable tensión entre lo cómico y lo trágico, Mario Vargas Llosa juega con la realidad y la ficción para liberar una historia en la que el amor se nos muestra indefinible, dueño de mil caras, como la niña mala. Pasión y distancia, azar y destino, dolor y disfrute... ¿Cuál es el verdadero rostro del amor?





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  • 0

    Alla mia veneranda età - lo confesso - è il primo libro che leggo di Vargas Llosa. Lo ho letto "lentamente" ...poco per volta ....ogni sera assaporando in anticipo il piacere di tornare ad essere in c ...continue

    Alla mia veneranda età - lo confesso - è il primo libro che leggo di Vargas Llosa. Lo ho letto "lentamente" ...poco per volta ....ogni sera assaporando in anticipo il piacere di tornare ad essere in compagnia del nino bueno e della sua nina mala. Una scrittura e una analisi dei sentimenti uomo/donna che ti rimane e ti lavora dentro. Molto più di una storia d'amore di trent'anni, ovviamente.

    said on 

  • 5

    Una huachaferìa, senza dubbio

    L'unica cosa che io realmente desideravo nella vita con la passione con cui altri perseguono la fortuna, la gloria, il successo, il potere era avere lei, con tutte le sue bugie, i suoi imbrogli, il su ...continue

    L'unica cosa che io realmente desideravo nella vita con la passione con cui altri perseguono la fortuna, la gloria, il successo, il potere era avere lei, con tutte le sue bugie, i suoi imbrogli, il suo egoismo e le sue sparizioni.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    E' difficile dare un giudizio per questo bel romanzo: è un libro troppo buono per uno scrittore 'normale' e, forse, troppo poco per Vargas Llosa.
    Della serie della tía Julia , ma quanto più malinconic ...continue

    E' difficile dare un giudizio per questo bel romanzo: è un libro troppo buono per uno scrittore 'normale' e, forse, troppo poco per Vargas Llosa.
    Della serie della tía Julia , ma quanto più malinconico di quello (non per niente tra i due romanzi sono trascorsi trenta anni).
    Inizio un po' faticoso perchè da subito è chiaro l'andamento del racconto e sembra che le molte pagine che aspettano la lettura non saranno in grado di reggere la nostra attenzione (è troppo poco, varguitas); la parte centrale è invece molto coinvolgente per appiattirsi ancora un po' nel capitolo finale e in tutto il resto in cui la niña mala diventa 'buona'.
    Più della struggentemente improbabile storia d'amore sono memorabili i personaggi di contorno e le loro storie/vite che VL sciorina per noi, capitolo dopo capitolo, con la sua meravigliosa dote di 'raccontatore di storie'. il rivoluzionario, il traduttore, il vecchio mago dei frangiflutti, lo zio Agilulfo ecc.

    [audiolibro]

    said on 

  • 4

    Le due facce dell’amore nelle «Avventure della cattiva ragazza»
    per lei: «Tu sei la cosa migliore che mi sia capitata nella vita, niño bueno»
    per lui: «Tu sei stata la disgrazia della mia vita, niña m ...continue

    Le due facce dell’amore nelle «Avventure della cattiva ragazza»
    per lei: «Tu sei la cosa migliore che mi sia capitata nella vita, niño bueno»
    per lui: «Tu sei stata la disgrazia della mia vita, niña mala»

    ps: traduzione italiana del titolo mediocre e degradante, lo fa sembrare un harmony da quattro soldi e non il romanzo di un Premio Nobel.

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  • 2

    Monocorde... TwoPointFifty-Star Book

    Devo ammettere che nutrivo una certa curiosità per questo libro, condita da quello strano piacere che precede ogni nuova lettura. Ed ecco come avviene, a volte, nella vita, nelle amicizie, nelle relaz ...continue

    Devo ammettere che nutrivo una certa curiosità per questo libro, condita da quello strano piacere che precede ogni nuova lettura. Ed ecco come avviene, a volte, nella vita, nelle amicizie, nelle relazioni sociali, nel lavoro anche i libri sono capaci di deluderti lasciandoti quel senso di impotenza tipico di un tradimento.
    La storia, sebbene interessante, non decolla e per lunghi tratti è ridondante senza mai riuscire a cambiare verso restando,di fatto, un'opera monocorde.
    Lo stile semplice e la narrazione in prima persona mi hanno fatto pensare più ad un diario autobiografico che ad un romanzo. La protagonista femminile manca del fascino letterario-cinematografico che dovrebbero possedere i personaggi definiti Bad, risultando asettica e ripetitiva, mentre riconosco a Ricardito, nella sua bontà estrema spinta all'autoumiliazione, un qualcosa di interessante. Mi è piaciuto il contesto temporale-geografico e poco altro.
    TwopointFifty-star book

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  • 4

    Ricardo e la nina mala

    Mi si sono accumulati in testa i ricordi sbiaditi di viaggi, dei piccoli week end in fuga dalla monotonia, e mi è venuta nostalgia di un tavolo di un bistrò parigino del Marais anche solo per sentire ...continue

    Mi si sono accumulati in testa i ricordi sbiaditi di viaggi, dei piccoli week end in fuga dalla monotonia, e mi è venuta nostalgia di un tavolo di un bistrò parigino del Marais anche solo per sentire l'aria che si respira. Mi vengono in mente le occasioni mancate, tutti i posti in cui volevo perdermi, ma dove non sono mai arrivato, e pure gli affetti che ho perso e ritrovato e che ho finito per accumulare come un guardaroba di vecchi vestiti. Nel bagaglio a mano del mio prossimo itinerario metterò un altro libro, perchè questo l'ho già letto e mi sono divertito. Dopotutto è stato un bel viaggio anche se sono rimasto in poltrona.

    "non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa per destino le donne le ho perdute"

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Sfigati in amore di tutto il mondo, consolatevi: Ricardo è sicuramente messo peggio di voi! E già, perché continuare a essere «innamorato perso» di una donna che ti ha illuso e trattato come un cane p ...continue

    Sfigati in amore di tutto il mondo, consolatevi: Ricardo è sicuramente messo peggio di voi! E già, perché continuare a essere «innamorato perso» di una donna che ti ha illuso e trattato come un cane per oltre quarant'anni non è abilità propria di un coglione alle prime armi: la stupidità deve essere inclusa nel DNA e completamente assente l'amor proprio.
    Il romanzo comincia narrando la cotta che prende il protagonista ragazzo per una certa Lily, la quale si finge cilena ma in realtà è una peruviana proprio come Ricardo; insomma, già adolescente la niña mala dimostra una certa propensione all'inganno. La peruanita (un altro soprannome datole dal tontolone) dissimulatrice è, però, costretta a cambiare aria, e Ricardo conclude quindi con un pugno di mosche per poi lasciare il suo paese e iniziare una breve avventura da guerrigliero tra le fila del Movimiento de Izquierda Revolucionaria. In questo periodo conosce una certa compagna Arlette, dal viso un po' troppo noto, e che è infatti nientemeno che la cilena Lily. Il povero Ricardo, che fallisce nel riallacciare il rapporto, inizia quindi a lavorare come traduttore. Si trasferisce a Parigi e incontra – indovinate chi! – proprio la niña mala, la quale ora si presenta come madame Arnoux perché sposata a un ricco funzionario dell'UNESCO. In Ricardo si riaccende la fiamma dopo qualche breve incontro con la bella – a quanto pare il fascino è l'unico valore che le appartiene se non si vuole considerare positivi aggettivi come sfruttratrice, materiale, lussuriosa, ingrata, ecc. – quanto fugace peruanita. Presto, però, madame Arnoux scompare, e Ricardo la incontrerà nuovamente in Inghilterra e poi a Tokyo sotto altri nomi, dentro altre personalità; perché, in effetti, la niña mala non ha un proprio carattere, una propria personalità, ma è solo un'accozzaglia di difetti. È proprio questo che non si riesce a perdonare all'infelice protagonista: il fatto che si sia innamorato alla follia e abbia sofferto tremendamente per una persona che non aveva nulla di attraente eccetto che il profilo estetico. La sua condizione è agli occhi del lettore peggio di un drogato che ricade sempre nel vizio; non c'è nessuna scusante, e anche quandro sembra che stia per rinsavire, il niño bueno (soprannome che sottolinea la sua ingenuità piuttosto che la sua bontà) si illude nuovamente, per poi uscirne ogni volta ferito.
    Concludo facendo notare al protagonista una piccola cosa: caro Ricardito, i trentasette giorni – probabilmente il suo record – in cui la tua amata si è comportata come «sposa modello» prima che partisse per l'altro mondo a causa di un tumore, altro non sono che la sua ultima presa in giro nei tuoi confronti. E tu hai fatto ancora una volta, come per tutto il libro, la figura del tontolone.

    said on 

  • 5

    Pichiruchi, mi mancheranno le tue huachaferie.

    Finalmente di nuovo un bel "romanzone". Uno di quei libri di cui sai già che sentirai la mancanza, uno di quei libri con i personaggi che vorresti davvero conoscere, tenere per mano, ascoltare. Uno di ...continue

    Finalmente di nuovo un bel "romanzone". Uno di quei libri di cui sai già che sentirai la mancanza, uno di quei libri con i personaggi che vorresti davvero conoscere, tenere per mano, ascoltare. Uno di quei libri che ti regalano belle emozioni e gliene sei grato, davvero grato, ma quando stai per finirlo senti una vocina in testa dire "Aiuto! Sta per finire! Quanto ti ci vorrà per trovare delle altre pagine così?". Uno di quei libri che ti senti davvero di consigliare a tutte le persone che sai che sono in grado ancora di sognare.
    Quando 5 stelle non bastano.

    Grazie Mario Vargas Llosa.

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  • 2

    Sul Corriere della sera, Alessandro Piperno ha scritto:

    << "La simmetria dei desideri" di E.Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle "Avventure della ragazza cattiva" di Vargas Llosa che non mi divertiv ...continue

    << "La simmetria dei desideri" di E.Nevo è uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle "Avventure della ragazza cattiva" di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto e che non mi intenerivo così per la causa di un personaggio.>>
    Ed io, da sempre irragionevolmente respinta da Vargas Llosa, sono corsa a catturarmi un simile prodigio. Ma avrei dovuto sapere che non ci si sente respinti senza che ci sia "qualcosa" di respingente -in questo caso, probabile che abbia letto qualcosa di MVL nel passato, magari in antologia, e la mia mente iperattiva e (iper)critica l'abbia catalogato come sgradevole- e che Piperno stesso non è certo un santo, c'è ancora di che sanare tra me e lui prima che mi possa fidare sufficientemente: ci vuole più di un buon libro, quando il passato è ignominiosamente lordato da scritti infamanti (anche se "Con le peggiori intenzioni" avrei la peggiore (pessima) idea di riprenderlo).
    Ma fino a qua non ho detto nulla, o quasi.
    Il fatto è che proprio fin dall'inizio mi ha scocciata, annoiata e assolutamente non-coinvolta. Cambiano le ambientazioni, dal Perù all'Europa, ma il brodo restalo stesso: il bravo Ricardo talmente innamorato di questa "mala chica" da rincorrerla ovunque, riprendersela comunque, aspettarla sempre. Ma si può? E tutto questo poi per cosa, non è che quando lei torna tra loro -da parte di lei almeno- ci sia tutto 'sto trasporto o questa grande profondità di rapporto, più che tanto -anzi, direi per nulla se non a livello opportunistico- pare non gliene freghi.
    E quindi? Quindi adelante, e adios.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Avevo iniziato questo libro un anno e mezzo fa, nel fulgore del mio “periodo americano” (come mi sento importante ad attribuirmi i periodi!), e le prime pagine, con la sbrilluccicante sciacquina cilen ...continue

    Avevo iniziato questo libro un anno e mezzo fa, nel fulgore del mio “periodo americano” (come mi sento importante ad attribuirmi i periodi!), e le prime pagine, con la sbrilluccicante sciacquina cilenita, mi avevano respinto con vigore, facendomi chiudere il Kindle senza neppure terminare il primo capitolo (mi ero gettata a corpo morto su “Le correzioni” franzeniane). Per tutti coloro che, come me, sono allergici alla scrittura sudamericana (non che la conosca così bene, ma non sopporto Marquez, stimo ma non amo Borges, lasciamo perdere la Allende, mi ha affascinato ma non affondato Bolano, però su di lui sospendo il giudizio, devo ancora tentare con Cortazar, ma mi fa una certa fatica) vorrei rassicurarli, solo il primo capitolo è così nettamente latinoamericano, dal secondo in poi ci trasferiamo in Europa, non solo fisicamente, ma proprio nello stile, e io ho potuto tirare un respiro di sollievo.

    Il problema di questo libro, secondo me, è che per tutta la sua durata sono stata distratta dal pensiero dell’improbabilità di questa storia. Si può amare una donna per trent’anni senza avere in cambio altro che stronzaggine (chiamiamola col suo nome, questa è una stronza bastarda)? Io credo di no, e, non trattandosi di un libro di fantascienza, mi sento profondamente infastidita dalle situazioni così improbabili. Ancora una volta mi imbatto in un libro in cui fatico a riconoscermi, in cui non c’è un personaggio che parli la mia lingua, in cui vedo agire i protagonisti in modo così distante dal mio che non posso fare a meno di seguire la storia senza coinvolgimento emotivo. Credo sia un mio limite non riuscire ad amare quei libri in cui non riesco minimamente ad immedesimarmi nei personaggi, anche se più che un problema di immedesimazione credo sia un problema di incomprensione, ai fatti della vita reagiscono in un modo che a me non verrebbe in mente neppure come ennesima scelta, e dunque, dopo aver tentato un po’ di capirli, finisco per allontanarmi da loro. Mi era successo con Ford, col suo “The sportswriter”, in modo ancora più accentuato, perché lì era una molteplicità di reazioni che non riuscivo a spiegarmi, mentre tendenzialmente Ricardito fa per tutta la vita un’unica cosa inspiegabile, riaccogliere la cilenita dopo averne subito le bastonature.

    Quello che di questo libro mi ha ammaliato, in realtà, è la descrizione vibrante della Parigi degli anni ’50 (???) e della Swinging London, specialmente quest’ultima, sarà che a dicembre vorrei riuscire a farci un fine settimana lungo. Queste pagine vivide, le migliori del romanzo, credo, sono un incredibile pungolo per quelli come me, malati di “nostalgia per epoche mai vissute”, mi hanno fatto rivivere le emozioni di “Midnight in Paris”, di Woody Allen, perché magari sono un’insensibile incapace di apprezzare l’eterna devozione di Ricardito, in compenso divento una romanticona quando si tratta di veleggiare con la mente verso tutti quegli incroci spazio-temporali (l’Atene di Pericle, la Firenze del Rinascimento, il Far West, solo per dire i primi che mi vengono in mente) che mi velano sempre lo sguardo con un’espressione ebete, quando li penso, e che mi rendono la peggior compagna di viaggio perché la frenesia di scoprire questi luoghi mi toglie il sonno e mi costringe a girare come una trottola impazzita.

    said on 

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