Trayectoria de boomerang

Publisher: Molino

3.9
(706)

Language: Español | Number of Pages: 253 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Italian , German , French , Czech , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 8427285191 | Isbn-13: 9788427285194 | Publish date: 

Also available as: Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 3

    La Signora del Giallo 2 - 03 gen 16

    Uno scrittore, o una scrittrice, quando trova una buona idea, spesso è tentato di reiterarla, anche se non in forme identiche. Abbiamo visto, ad esempio, che sia il primo romanzo di Poirot che il prim ...continue

    Uno scrittore, o una scrittrice, quando trova una buona idea, spesso è tentato di reiterarla, anche se non in forme identiche. Abbiamo visto, ad esempio, che sia il primo romanzo di Poirot che il primo di Miss Marple sfiorano, abbastanza pesantemente, il concetto della legislazione inglese detto “double jeopardy”. Qui è passato un anno dall’ultimo scritto, Agatha si diverte a tirar fuori una nuova trama. Ed utilizza, questa volta sin dalle prime righe, quel trabocchetto visto nel precedente Poirot. Lì era una frase che univa un nome di un attore di un film ad un completamente diverso contesto, collegato solo dal nome “Ellis”. Qui abbiamo il giovane Bobby che, durante una partita di golf sulle scogliere gallesi scopre un morente, probabilmente caduto nella nebbia, ma forse spinto, che prima di morire pronuncia la frase del titolo. Bobby vede anche una foto di una bella signora nel taschino, poi non può aspettare la polizia che deve aiutare il padre vicario e lascia il posto ad un signore di passaggio, Roger. Da questo punto la trama si dipana in modo lento, per poi accelerare man mano. Intanto irrompe sulla scena una signorina locale, Lady Frances detta Frankie, che io ipotizzo subito abbia un debole per Bobby, anche se sono di ceti diversi (ricordo che siamo negli anni Trenta e chi scrive è da poco sposata con Sir Max). Il morto viene riconosciuto da una fantomatica sorella, che a Bobby non sembra quella della foto. Sorella che cerca di sapere se il morto ha detto qualcosa. Quando Bobby si lascia sfuggire la frase, prima cercano di mandarlo in Argentina, poi di ucciderlo con una dose normalmente letale di morfina. Bobby e Frankie si domandano se non ci sia sotto qualcosa. E mentre Bobby si trasferisce a Londra presso l’amico Badger, Frankie indaga su Roger. Ne trovano le tracce in altra parte del territorio inglese (ma solo perché Roger si presenta con un cognome poco diffuso: Bassington-ffrench!). Con un sotterfugio Frankie s’installa in casa di Roger, facendo finta di essere ferita, dove conosce il fratello Henry (cocainomane giudice di pace) e la cognata Sylvie. Nel contorno familiare compaiono poi il dottor Nicholson, un canadese che dirige una clinica per il recupero dei drogati, e la di lui moglie Moira. Per star vicino a Frankie, Bobby si finge suo autista, ed anche lui si aggira nei paraggi. Il comportamento dei personaggi è ambiguo, e ben presto i nostri investigatori dilettanti si trovano a fare congetture, tutte molto plausibili, nel solito stile della nostra scrittrice. Scoprono anche il passaggio di un giramondo, tal Carstairs tornato pochi mesi prima per indagare sulla strana morte del suo amico John e sul suo strano testamento. Seguendo questo filone, scoprono la stranezza della morte di John e della redazione del testamento che lascia tutto alla da poco sposata moglie poi scomparsa. Come scomparsa è la cameriera Gladys. Intanto, nottetempo Bobby s’imbatte in Moira, e la riconosce come persona della foto iniziale. Moira allora gli dice di aver paura di essere uccisa dal marito John di voler fuggire. Il dottor John viene dipinto come un mostro e Roger, che voleva far curare il fratello da lui, sembra ripensarci. Mentre ne discute con Frankie, Sylvie scopre la malattia del marito e decide di farlo ricoverare. In una fase convulsa, dove gli attori entrano ed escono di scena, Henry muore per un colpo di pistola. Suicidio? Omicidio? Sono due ormai le morti “inspiegate”. Bobby porta nel villaggio dove sono tutti riuniti la Bentley di Frankie. Poi cerca Moira presso il dottore, di notte ovvio, ma viene stordito e rapito. Frankie viene convinta da una falsa lettera di Bobby a raggiungerlo in un cottage isolato, dove anche lei viene messa fuori uso. Al loro risveglio si scoprono legati dentro la Bentley, destinati a morte certa quando la macchina senza controllo uscirà di strada e per mano di … Piccola suspense. Ma improvvisamente vengono salvati da Badger che, per cause fortuite, si era nascosto proprio nella Bentley. Trovano anche Moira drogata in una stanza. Fuggono tutti, ma le sorprese non sono finite. Perché finalmente scoprono che Gladys, la cameriera di John fa di cognome … Evans, e vive nella cittadina di Bobby. Mentre vanno a cercarla, Frankie sventa il tentativo di Moira di uccidere Bobby. Era lei la “dama nera” che stava dietro a molti avvenimenti. Aveva sposato John, insieme al complice lo aveva ucciso, complice che si trucca da John e scrive il testamento facendolo firmare al giardiniere ed alla cuoca. Carstairs cercando le tracce di Gladys, viene ucciso, e la domanda del titolo fa capire ai nostri due che non hanno chiesto ad Evans di fare da testimone perché avrebbe scoperto il gioco. Moira era comunque anche sposata legalmente con il dottore, ed usufruendo del dispensario della clinica aveva accesso a traffici di droga. Ci sono anche altri retroscena che soltanto la lettera finale del cattivo fuggiasco farà scoprire ai nostri due, che, nell’ultima pagina, finalmente, si baciano! Un meccanismo ben congeniato, che scorre come tutte le discrete scritture di Agatha Christie. Che, come detto all’inizio, ha la capacità di imbastire fluenti storie, spesso prendendo spunti similari, ma poi svolgendoli in modo diverso. Certo, è un filo sotto lo standard dei migliori Poirot (penso al poco successivo “Assassinio sull’Orient Express”) ma per ora meglio di quanto ho letto di Miss Marple, che non mi ha ancora convinto. Vedremo nel resto. Un solo appunto al traduttore: a pagina 79 si fa una lunga tirata su uno studio di germi, chiamandolo “cultura”. Serve ad imbrogliare le carte del discorso, peccato che in italiano si dica “coltura di germi”, e questo farebbe saltare il senso delle frasi dette. Ah, che difficile mestiere il traduttore.
    “Dopo i cinquanta [anni], non c’è una persona che ragioni. Se la prendono tutti da morire per una stupidaggine.” (12)

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  • 4

    Sono abbastanza certa di aver letto questo giallo di Agatha Christie quando ero alle scuole medie. Allora mi aveva colpito il titolo, che trovo tuttora tra i più intriganti della Christie.
    Nonostante ...continue

    Sono abbastanza certa di aver letto questo giallo di Agatha Christie quando ero alle scuole medie. Allora mi aveva colpito il titolo, che trovo tuttora tra i più intriganti della Christie.
    Nonostante le numerose ingenuità che costellano la vicenda, (per dire, i due protagonisti, che non sono poliziotti, se ne vanno in giro tranquillamente ad indagare per conto loro senza che nessuno, se non verso la fine, se ne accorga), il libro mi è piaciuto.
    Senza Poirot nè Miss Marple, le indagini vengono affidate a due giovani, Bobby Jones, il figlio del vicario di una località gallese e alla sua amica aristocratica Frankie Derwent.

    Dopo aver superato una prefazione in cui si parla di triangoli costruiti sulle ipotenuse (aiuto!), la vienda prende il via con una partita di golf, durante la quale Bobby si imbatte suo malgrado in un uomo moribondo che è precipitato da una scogliera. i tentativi di salvarlo sono inutili, ma lo sconosciuto prima di spirare pronuncia la famigerata frase "Perché non l'hanno chiesto a Evans?" .
    All'inizio la morte dell'uomo viene archiviata come incidente, ma c'è qualche dettaglio che non collima, lo stesso Bobby rischia di morire per un'overdose di morfina e questo lo spinge, insieme al'amica Frankie, entusiasta di trovarsi nel mezzo di un intrigo, ad indagare.
    Quello che scoprono è un disegno criminale spietato e architettato alla perfezione.

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  • 4

    Una lettura piacevolissima molto scorrevole a parte un pochino il prefinale ma niente di particolarmente difficile semmai alcune cose (perchè l'omicida voleva uccidere due persone
    non viene per nulla ...continue

    Una lettura piacevolissima molto scorrevole a parte un pochino il prefinale ma niente di particolarmente difficile semmai alcune cose (perchè l'omicida voleva uccidere due persone
    non viene per nulla spiegato e sinceramente non si capisce quali vantaggi potesse trarne...) .Molto simpatici i due giovani "investigatori". Lo stile di scrittura della Christie è difficilmente raggiungibile in altri giallisti

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  • 4

    A parte alcune forzature nella trama, che sono però necessarie, questo libro scorre piacevolmente e riesce nel suo piccolo a diventare una piccola perla tra i libri scritti dall Christie.
    Molto gradev ...continue

    A parte alcune forzature nella trama, che sono però necessarie, questo libro scorre piacevolmente e riesce nel suo piccolo a diventare una piccola perla tra i libri scritti dall Christie.
    Molto gradevole, così come i suoi protagonisti, amabili.

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  • 4

    Frase rivelatrice

    Tra il Galles e Londra, negli anni trenta, avvengono fatti delittuosi cui non si riesce a dare una spiegazione plausibile; i personaggi si intrecciano tra loro in un puzzle che non è possibile complet ...continue

    Tra il Galles e Londra, negli anni trenta, avvengono fatti delittuosi cui non si riesce a dare una spiegazione plausibile; i personaggi si intrecciano tra loro in un puzzle che non è possibile completare. Ma, a volte, basta un attimo di riflessione, il cosiddetto "colpo di genio", per dipanare un'apparente intricata matassa.

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  • 2

    Se c'è una cosa che adoro dei romanzi di Agatha è quella incomparabile sensazione che dà il momento della scoperta del colpevole! E' quasi una catarsi. Bene, in questo libro per me è stata del tutto a ...continue

    Se c'è una cosa che adoro dei romanzi di Agatha è quella incomparabile sensazione che dà il momento della scoperta del colpevole! E' quasi una catarsi. Bene, in questo libro per me è stata del tutto assente: un finale poco sorprendente e pochissima suspense

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