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Tre, numero imperfetto

Di

Editore: Edizioni E/O

3.6
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866321346 | Isbn-13: 9788866321347 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Non è un fascicolo come gli altri quello che un giorno compare sulla scrivania del commissario Martusciello: il corpo senza vita del cantante napoletano Gennaro Mangiavento, in arte Jerry Vialdi, viene trovato allo stadio San Paolo di Napoli; il cadavere di una donna misteriosa al Bentegodi di Verona. I corpi composti in posizione fetale, l'assenza di segni di violenza, la sfida lanciata ai tutori della legge, metodo e follia nel celare in bella vista un segreto inconfessabile. La polizia brancola nel buio, ma non la sovrintendente Blanca Occhiuzzi: bellissima, senza vista dalla nascita, costretta dal buio che l'avvolge a percepire con gli altri sensi ciò che la circonda e i tremiti degli uomini. Sarà lei, questa volta, a prendere per mano Martusciello, e a guidarlo col suo intuito sensuale nel buio della mente dell'assassino. Una scrittura trasgressiva, allusiva, densa di misteri e doppi sensi, con una musicalità esotica, quasi esoterica.
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  • 1

    Pessimo! Un giallo è un giallo e prima di tutto deve avere una storia plausibile e possibilmente logica. Non sopporto questo modo di scrivere insensato che vuole avere l'aspetto di profonde riflessione quando sono solo frasi ad effetto che non dicono nulla e che sono del tutto estraneee alla stor ...continua

    Pessimo! Un giallo è un giallo e prima di tutto deve avere una storia plausibile e possibilmente logica. Non sopporto questo modo di scrivere insensato che vuole avere l'aspetto di profonde riflessione quando sono solo frasi ad effetto che non dicono nulla e che sono del tutto estraneee alla storia. Un esempio "Le altalene non hanno futuro, i treni si. Perchè vede, cara signora triste, le altalene vanno e vengono, come i treni, ma in uno spazio limitato, stanco. Il futuro per me invece deve avere un margine di deragliamento dall'ovvio, il futuro deve conoscere la parola malgrado" Questo è detto dal commissario,ad una donna sulla metropolitana che non conosce!

    ha scritto il 

  • 4

    Letto voracemente. Scrittura splendida, cifra stilistica notevole, intrecci interessanti. Con questo libro Patrizia Rinaldi mostra tutto il suo talento narrativo e incanta il lettore. La storia ha un discreto plot, i dialoghi sono molto accurati e sciolti. Solo un appunto: il finale perde ritmo. ...continua

    Letto voracemente. Scrittura splendida, cifra stilistica notevole, intrecci interessanti. Con questo libro Patrizia Rinaldi mostra tutto il suo talento narrativo e incanta il lettore. La storia ha un discreto plot, i dialoghi sono molto accurati e sciolti. Solo un appunto: il finale perde ritmo. Troppo. E' come se tutto il libro avesse il suono di una bossa nova, e poi nelle ultime 20 pagine mi ritrovo il rock. Inspiegabile. Me ne sono chiesta il motivo e ipotizzo un taglio imposto dall'editore, chissà. Perché si ha la percezione che ci sia qualcosa di mancante. E questo per me toglie una stella.
    In ogni caso è un libro che consiglio caldamente di leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Napoli restava una sirena in età, bellissima, aggrappata con i denti all'amo d'argento, mentre i pirati le sezionano la coda ancora viva, lucente di squame e sangue.

    Avete presente gli occhi di un bambino quando finalmente ottiene il giocattolo che tanto desiderava? Bene, è con lo stesso entusiasmo che ho preso tra le mani l’ultimo libro di Patrizia Rinaldi, Tre, numero imperfetto!
    Dopo aver amato così tanto Blanca, non vedevo l’ora di immergermi di nuo ...continua

    Avete presente gli occhi di un bambino quando finalmente ottiene il giocattolo che tanto desiderava? Bene, è con lo stesso entusiasmo che ho preso tra le mani l’ultimo libro di Patrizia Rinaldi, Tre, numero imperfetto!
    Dopo aver amato così tanto Blanca, non vedevo l’ora di immergermi di nuovo insieme a lei e al commissario Martuscello per le strade di Napoli e finalmente ci sono tornata!
    Il cadavere di Jerry Vialdi, nome d’arte del cantante napoletano Gennaro Mangiavento viene trovato in posizione fetale, all’interno della porta dello stadio San Paolo di Napoli, tra i denti l’erba del campo di calcio. Qualche giorno dopo la scena si ripete al Bentegodi di Verona, questa volta però si tratta di una donna. Stessa posizione, stesso modus operandi; il commissario Martusciello, l’ispettore Liguori e la sovrintendente Blanca Occhiuzzi si ritrovano così ad indagare su un caso che sembra non portare da nessuna parte. Interrogano, fanno sopralluoghi, setacciano ogni prova, ma il killer sembra più in gamba di loro…
    Leggere Patrizia Rinaldi è per me un piacere che scivola lentamente pagina dopo pagina, parola dopo parola immergendosi totalmente nella sua prosa viva ed elegante.
    Le parole prendono vita nella mia testa, acutizzano i miei sensi, e quando arrivo alla fine mi sento sempre soddisfatta, ma anche un po’ orfana perché per un po’ so che dovrò fare a meno dei suoi personaggi e della sua Napoli piena di ombre ma viva degli odori e dei sapori che attraverso Blanca riesce a far arrivare a me. Sarà lei infatti, grazie ai suoi formidabili sensi a mettere insieme i pezzi della storia, anche se come è nello stille della scrittrice il “giallo” sembra più uno strumento abilmente studiato per trascinare il lettore altrove.
    Quello che maggiormente sembra interessarle è scrutare l’animo umano e coglierne l’essenza; veder germogliare nei suoi personaggi sentimenti come odio, amore, gelosia fino a farli esplodere in tragedia ma anche passione. Ce n'è tanta questa volta, e sarà travolgente.
    Se avete amato Blanca, non potete non leggere Tre, numero imperfetto, se ancora non la conoscete non perdete altro tempo!

    ha scritto il 

  • 4

    E' davvero scritto troppo bene per un giallo?

    Da principio pensi che scriva troppo bene per un romanzo di genere. Poi la sua scrittura ti prende gli occhi e il cuore per l'originalità e la profondità delle parole, ti carezza il cervello per la lucidità, infine ti conquista e arrivi alla fine non ancora sazio e vorresti sapere di più della vi ...continua

    Da principio pensi che scriva troppo bene per un romanzo di genere. Poi la sua scrittura ti prende gli occhi e il cuore per l'originalità e la profondità delle parole, ti carezza il cervello per la lucidità, infine ti conquista e arrivi alla fine non ancora sazio e vorresti sapere di più della vita del commissario Martusciello e dell'ispettore Liguori, ma soprattutto di Blanca Occhiuzzi, un personaggio che non si lascia dimenticare facilmente.

    ha scritto il 

  • 4

    Non so se la scrittrice napoletana Patrizia Rinaldi considera il suo nuovo romanzo Tre, numero imperfetto facente parte di una trilogia iniziata con Napoli-Pozzuoli. Uscita 14 (Flaccovio editore, 2007) e proseguita con Blanca (Flaccovio editore, 2009). Fatto sta che tutti i romanzi citati sono am ...continua

    Non so se la scrittrice napoletana Patrizia Rinaldi considera il suo nuovo romanzo Tre, numero imperfetto facente parte di una trilogia iniziata con Napoli-Pozzuoli. Uscita 14 (Flaccovio editore, 2007) e proseguita con Blanca (Flaccovio editore, 2009). Fatto sta che tutti i romanzi citati sono ambientati a Napoli e che sno presenti personaggi seriali. Il commissario Martusciello, il suo vice Liguori e la sovrintendete Blanca Occhiuzzi. Si tratta di personaggi singolari pur nel variegato mondo del poliziesco italiano. Martusciello è un commissario vecchio stampo, di estrazione popolare, ostinato nel risolvere i casi più che dotato di intuito, di quelli che consumano le suole delle scarpe per parlare con le persone, respirare le atmosfere che hanno portato a commettere i crimini, riflettere sulla soluzione. Liguori è un uomo colto, raffinato, sensibile e ricco. Lavora quindi per passione, non per lo stipendio del quale potrebbe sicuramente fare a meno. Blanca è diventata cieca a seguito di un incidente e ha fatto del suo deficit visivo un punto di forza: riesce a cogliere attraverso le sfumature della voce quelle dell’anima e a intuire il suo mondo interiore e le motivazioni dell’assassino. Un’altra particolarità dei romanzi di Patrizia Rinaldi, a mio giudizio particolarmente accentuata in quest’ultimo lavoro, risiede nel linguaggio: rarefatto, evocativo, a tratti poetico.

    Alla soluzione del caso l’autrice accompagna i suoi lettori facendo appello a percezioni e sentimenti, non attraverso la logica. Siamo anni luce lontani da Sherlock Holmes, Agatha Christie e dal giallo a enigma. Finalmente, aggiungo.

    ha scritto il 

  • 4

    BLANCA

    Per quanto è durata la lettura delle pagine del suo nuovo romanzo, Patrizia Rinaldi mi ha riconciliato con il trend nazionale che riempie le librerie di gialli, giallo-rosa, thriller, noir, noirissimi, thrilleracci… per di più troppo spesso mediocri e improvvisati. Lo sport nazionale non è più il ...continua

    Per quanto è durata la lettura delle pagine del suo nuovo romanzo, Patrizia Rinaldi mi ha riconciliato con il trend nazionale che riempie le librerie di gialli, giallo-rosa, thriller, noir, noirissimi, thrilleracci… per di più troppo spesso mediocri e improvvisati. Lo sport nazionale non è più il calcio, ma la scrittura: chiunque ha un manoscritto nel cassetto, e per lo più si tratta di giallo o thriller o noir o giallo rosa o pulp o thrilleraccio o noirissimo. Inutile e scritto male.
    Invece, Patrizia Rinaldi scrive, non affastella parole, non le getta a caso sulla pagina in attesa che si sistemino da sole, ma le usa e le piega, il suo magnifico italiano farcito di Napoli crea personaggi, atmosfera, trama, emozione. Direi che crea quasi dipendenza.
    E adesso chi se la dimentica più Blanca?

    ha scritto il