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Tre metri sopra il cielo

Edizione originale

Di

Editore: Feltrinelli

3.0
(6923)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 395 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco , Catalano , Francese , Chi tradizionale , Portoghese , Inglese

Isbn-10: 8807421070 | Isbn-13: 9788807421075 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Descrizione del libro
Le ragazze vestono secondo le mode dell'ultimo minuto. I ragazzi girano con iloro scooter o, meglio, con la BMW lunga, magari rubata al papà. Le ragazze sipreparano ad incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano inprove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Sullo sfondo di unafrenetica vita di clan, Stefano, detto Step, e Babi si incontrano. Lei ottimastudentessa, lui ottimo picchiatore, violento, passa i pomeriggi in piazzadavanti al bar o in palestra, la sera in moto o nella bisca dove gioca abiliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Unromanzo di vite quotidiane, di noia, di fatica, di adrenalina e di violenza.Il libro propone la prima versione, integrale, del romanzo di Moccia.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    CELEBRITY DEATHMATCH: MOCCIA vs D'AVENIA

    Dunque, la mia opinione su Alessandro D'Avenia e Bianca come il latte, rossa come il sangue è chiaramente espressa qui http://benzinaenocciole.blogspot.it/2013/10/bianca-come-il-latte-alle-ginocchia.h ...continua

    Dunque, la mia opinione su Alessandro D'Avenia e Bianca come il latte, rossa come il sangue è chiaramente espressa qui http://benzinaenocciole.blogspot.it/2013/10/bianca-come-il-latte-alle-ginocchia.html
    Però, poiché autore e libro hanno avuto e hanno ancora grande successo, mi capita abbastanza spesso, sui social network o anche sul blog (ad esempio, nei commenti a questo post), di discuterne ancora. Ed in queste discussioni il nome di D'Avenia viene spesso associato, talvolta per similitudine dai detrattori, talvolta per contrasto dagli estimatori, a quello di Federico Moccia. Dunque, siccome sono come San Tommaso, e se devo parlare di un libro voglio farlo con cognizione di causa (e poi l'avevo promesso a dolcezzedimamma), mi ci sono messa di buzzo buono e ho letto Tre metri sopra il cielo.
    Cominciamo dicendo che l'ho trovato decisamente bruttino, anche se non orripilante come Bianca come il latte, ed ora vi spiegherò perché.
    Come piuttosto noto, la vicenda è quella della storia d'amore che nasce tra la giovane e bella Babi, studentessa, figlia e amica-modello, appartenente alla ricca borghesia romana, e Step, specie di teppistello motomunito (in realtà proveniente anch'egli dallo stesso milieu), bello e tenebroso.
    Lo stile, sarebbe quasi superfluo dirlo, fa piangere. Credo di non aver trovato una sola subordinata in tutto il romanzo. Il lessico è quanto di più monotono, banale, infarcito di luoghi comuni e frasi fatte si possa trovare su piazza (qualunque cosa si riferisca alla protagonista è dolce, tenero, morbido. Stop.). Decisamente irritante è l'enfasi posta, a tutti i livelli, sull'apparire: su quanto sono fighi i protagonisti, le loro case, le loro cose, su quanto sia importante essere fighi. Sintomo evidente di ciò è la sostituzione di tutti i nomi comuni afferenti al campo semantico dell'abbigliamento, dei mezzi di trasporto, ecc ecc, con i nomi delle marche (tutte, ovviamente, di lusso e supercool): non occhiali da sole ma Ray-Ban, non jeans ma Levi's, non auto ma Mercedes XYZsticazzi.
    Detto questo, però, siore e siori, abbiamo (quasi) dei personaggi plausibili e, incredibile dictu, una storia che regge.
    Infatti, per la maggior parte, i personaggi sono personaggi tout-court, che pensano, agiscono e parlano in maniera coerente rispetto alla propria età e connotazione socio-culturale: i ragazzi si pompano in palestra, dicono cazzo e culo e hanno voglia di scopare; le ragazze pensano di essere grasse e adorano borse e scarpe. Possiamo accusarli di essere vanesi e superficiali e materialisti, ma santiddio, un ventenne vanesio, superficiale e materialista si comporta esattamente così. Chiaramente, è impossibile non trovare elementi sterotipici in ognuno di essi, in particolare negli adulti: la madre benpensante, ansiosa e perfezionista, il padre in crisi di mezz'età che subisce il fascino di sentirsi di nuovo giovane e gajardo, la professoressa zitella inacidita. Però, di nuovo, sono stereotipi usati con cognizione di causa e, soprattutto, privi di ogni connotazione moralistica, tanto che è francamente difficile non trovare almeno un po' spiacevoli e fastidiosi tutti i personaggi.
    La vicenda sfrutta a piene mani tutti i clichés della feuilletonistica rosa: la brava ragazza portata sulla via della perdizione, l'iniziazione sessuale, il bello e dannato che nasconde un doloroso trauma (edipico, ça va sans dire), l'amica sciocca ma fedele, la morte prematura trovata sfidando il pericolo, il duello, il senso dell'onore, la disubbienza alle regole imposte. Ovviamente, è tutto abbassato di grado: i destrieri sono moto potenti, l'offesa da lavare col sangue una questione futile, la disubbidienza si riduce ad un paio di bigiate* o a feste con rissa e furtarello annesso. Però, bisogna ammetterlo, è una vicenda che funziona, con tempi ben calibrati e che rivelano anche una certa consapevolezza narrativa e capacità di gestire tecniche non scontate: ad esempio, il lungo episodio delle corse in moto, centrale ai fini della storia d'amore tra Babi e Step, è raccontato in montaggio parallelo (provate a chiedere a D'Avenia anche un solo flashback e poi ne riparliamo); le descrizioni sono spesso esornative e fastidiose in quell'elogio del dettaglio lussuoso a cui accenavo prima, ma hanno l'immediatezza e la chiarezza realistica di sequenza cinematografiche.
    Infine, sia ringraziato il cielo, il finale non è per nulla scontato, buonista o conciliante, anzi, ha una schiettezza quasi neorealista nel mettere a nudo le falle di una storia d'amore da film.
    Insomma, il buon Moccia, almeno in questo primo romanzo (mi risparmierò molto volentieri i successivi), mostra una consapevolezza narrativa e "sociologica", rispetto alla sua materia, da far impallidire il melenso, buonista ed "educativo" D'Avenia.
    Dunque, tamarrello motorizzato batte aspirante poeta stilnovista con un secco 1 a 0.
    Palla al centro.

    *seghe, forche, filoni, buche, tagli: marinare la scuola, per intenderci.

    ha scritto il 

  • 1

    Dura lex sed lex

    - Avvocato, avvocato c'è speranza?
    - Devo essere sincero? Poca. Se siamo fortunati un anno con la condizionale.
    - Ma ignoravo chi fosse e come scrivesse, lei lo sa! Il giudice anche...
    - La legge non ...continua

    - Avvocato, avvocato c'è speranza?
    - Devo essere sincero? Poca. Se siamo fortunati un anno con la condizionale.
    - Ma ignoravo chi fosse e come scrivesse, lei lo sa! Il giudice anche...
    - La legge non ammette ignoranza.
    - Però è ingiusto. Manco avessi rubato un litro di latte al supermercato. Quelli dovrebbero essere processati per direttissima, non io...
    - Mia cara ancora non si rende conto? Lei ha letto Moccia. Moccia!
    - Ma solo due pagine, poi l'ho abbandonato.
    - Il reato comunque c'è. Speriamo che il tribunale, nonostante la gravità del misfatto, sia clemente. In fondo lei è incensurata.
    - Ma "La Recherche, Borges, DFW, Bolaño, Keats, L'Ulisse non contano nulla?
    - E' il normale curriculum di un bibliofilo medio.
    - Devo rassegnarmi, allora?
    - Sì e veda di nascondere in fondo alla borsa quella Ferrante, altrimenti la condizionale ce la scordiamo. Lei tende a reiterare, stia attenta.
    - Va b... bene (singulto). Però la Scuola Holden la consigliava.
    - Mia cara non deve dare retta né alle Scuole né ai suggerimenti. Si concentri sugli scrittori veri e segua l'istinto. Vedrà che non sbaglierà più.
    - Farò così, avvocato. Sì, grazie. Avrebbe un kleenex? Ho finito i miei.
    Mestamente il biondo legale porge alla sventurata un pacchetto di fazzolettini. Due pentiti con relativa scorta passando accanto alla coppia reprimono a stento un moto di disgusto: nei corridoi del Palazzo di Giustizia la voce si è sparsa in fretta.
    Anche l'avvocato non è molto fiero di sé: di quella cliente avrebbe volentieri fatto a meno, ma non poteva negare un favore al suo migliore amico, sebbene la patrocinata sia solo (deo gratias!) una sua ex.

    ha scritto il 

  • 4

    Una squadra fortissimi

    Se la letteratura italiana contemporanea fosse un campo di calcio, per me non ci sarebbero dubbi su quali sarebbero le due formazioni perdenti del campionato. Dovrei fare attenzione a schierarle perch ...continua

    Se la letteratura italiana contemporanea fosse un campo di calcio, per me non ci sarebbero dubbi su quali sarebbero le due formazioni perdenti del campionato. Dovrei fare attenzione a schierarle perché i perdenti fanno simpatia e questi sono perdenti che si credono di aver vinto, ma chissene.

    Ecco la mia squadra di perdenti che mi stanno simpatici, quella che proverei ad allenare, schiererei un 4-3-1-2:
    1) Francesco Piccolo - è grosso e quindi copre meglio lo specchio della porta
    2) Mario Desiati - terzino sinistro: è un ragazzetto che ogni tanto accelera, ma si mantiene nel suo. insomma, non è roberto carlos che segnava da centrocampo
    3) Isabella Santacroce -quandogli attaccanti dell’altra squadra la vedono davanti l’aria di rigore, si mettono paura e sbagliano. una certezza
    4) Simona Vinci - è cresciuta sulla strada e marca a uomo come un uomo. un suo romanzo si chiama strada provinciale tre.
    5) Susanna Tamaro - lei è un libero - va per la sua strada, dove la porta il cuore
    6) Roberto Cotroneo - lo trovi sempre a centrocampo. lui c’è. si spalma ovunque.
    7) Nicola La Gioia - lui è un’ala sinistra, mette impegno, corre, ma non riesce a far arrivare un pallone in area, mai una gioia. troppo fumo, ma con il cuore
    8) Valeria Parrella la devi mettere sotto la curva. i napoletani la reclamano
    9) Paolo Giordano - è un timidone. ma Paolino ci soprenderà, come l’altro.
    10) Federico Moccia - lui è il fantasista. abile anche di testa. quando meno te l’aspetti si alza tre metri sopra il cielo e te lo mette dentro
    11) Alex Piperno - quando è sotto la porta, ha tutte le peggiori intenzioni

    Ecco invece la squadra dei perdenti antipatici, pagati troppo, capre capre capre:
    1) Massimo Gramellini - grosso pure lui, ha gli occhiali, dovete centrargli la faccia.
    2) Melissa P. - è inutile ovunque. non batte più un colpo ormai...
    3) Alessandro D’Avenia - l’unico utilizzo è piazzarlo in area di rigore perché essendo alto, può fare qualcosa. Non è capace di far scattare il fuorigioco. un disastro
    4) Andrea di Carlo - è una specie di franco baresi dei poveri. dovrebbe avere esperienza, ma in tutti questi anninon ha imparato un cazzo
    5) Antonio Scurati - vorrebbe fare l’attaccante, ma è uno che non conosce le sue potenzialità. Per fortuna Saviano, l’allenatore, lo tiene un po piu avanti della linea dei difensori e un po dietro ai centrocampisti. dunque, né carne, né pesce
    6) Giuseppe Genna - sembra correre tanto, si vede tanto, ma alla fine non serve a nulla. tutto il contrario di un vero mediano che corre davvero, si vede poco, ma serve moltissimo
    7) Margaret Mazzantini - un’ala sinistra che vorrebbe andare a destra. l'hanno capito tutti
    8) Silvia Avallone - deve stare in mezzo al campo, fa figura
    9) Alessandro Baricco - gambe di seta. mai un tiro che arrivi in porta con un po di potenza. Poi di testa non va mai, non vuole rovinare l’acconciatura.
    10) Elena Ferrante - dovrebbe essere la fantasista, ma nessuno sa chi è. la fantasia latita in questa squadra.
    11) Domenico Starnone - cade ogni due per tre. E se lo indietreggiano al posto della fantasista?

    ha scritto il 

  • 1

    Ho letto questo libro solo perché , preso alla bancarella dello scambio dei libri.
    Non avevo mai letto niente di Moccia proprio perché come scrittore ho sempre pensato facesse cagare, e dopo aver l ...continua

    Ho letto questo libro solo perché , preso alla bancarella dello scambio dei libri.
    Non avevo mai letto niente di Moccia proprio perché come scrittore ho sempre pensato facesse cagare, e dopo aver letto il suo libro mi sono dovuta ricredere.......non fa solo cagare, fa letteralmente vomitare. Scritto malissimo, molte parti super infantili e noiose. Che delusione ! Anzi no, niente delusione perché me lo immaginavo.
    lettori per il vostro bene non leggetelo, se siete curiosi al massimo vedetevi il film.

    ha scritto il 

  • 1

    Un libro scritto per le ragazzine (senza offesa)

    Ero curioso di leggere questo libro e il motivo del successo. Una volta finito mi sono domandato il motivo di tanto successo.
    E' una semplice storia d'amore. Tutto questo in 300 pagine che potrebbero ...continua

    Ero curioso di leggere questo libro e il motivo del successo. Una volta finito mi sono domandato il motivo di tanto successo.
    E' una semplice storia d'amore. Tutto questo in 300 pagine che potrebbero diventare 50 e non ci sarebbe nessun problema.
    Mi hanno regalato anche il secondo che ho letto

    ha scritto il 

  • 3

    Letto da piccola

    La prima volta che ho letto questo libro avevo 11 anni, e ricordo di essere stata fisicamente male quando lo finii. Certo, rileggendolo ora non ha nessuno stile particolare, la trama è la solita "brav ...continua

    La prima volta che ho letto questo libro avevo 11 anni, e ricordo di essere stata fisicamente male quando lo finii. Certo, rileggendolo ora non ha nessuno stile particolare, la trama è la solita "brava ragazza- cattivo ragazzo" ma anche a distanza di anni rimane a mio parere il libro migliore di Moccia. Quindi alla fine finirei per consigliarlo ad una ragazzina(e sarebbe l'unico del Fede nazionale, per la cronaca)

    ha scritto il 

  • 1

    L'innamoramento tra i giovani?

    Siccome era il primo romanzo rosa di Moccia ho deciso di leggerlo su consiglio delle amiche.

    E' la storia dell'innamoramento di un ragazzo ed una ragazza di diverso ceto sociale della zona di Roma che ...continua

    Siccome era il primo romanzo rosa di Moccia ho deciso di leggerlo su consiglio delle amiche.

    E' la storia dell'innamoramento di un ragazzo ed una ragazza di diverso ceto sociale della zona di Roma che si incontrano per caso. La ragazza, Babi, è una studentessa modello mentre Step, è un tipo violento e scontroso.
    Le avversità della vita modificheranno il loro modo di vivere e pensare ed in un certo senso li farà maturare.

    Purtroppo lo stile di Moccia mi delude ancora una volta, anche se ci ricado e leggo i suoi testi.

    ha scritto il 

  • 2

    Gli opposti si attraggono, ma niente di più.

    Babi e Step sono di due mondi opposti, lei una brillante studentessa e lui, il ragazzo cresciuto male, che pensa di risolvere i problemi con una scazzottata. Questi due ragazzi finiscono per innamorar ...continua

    Babi e Step sono di due mondi opposti, lei una brillante studentessa e lui, il ragazzo cresciuto male, che pensa di risolvere i problemi con una scazzottata. Questi due ragazzi finiscono per innamorarsi, i due mondi iniziano a mescolarsi, lui diventa perfino dolce!

    Nota sul libro: credo che sia da leggere agli inizi dell'adolescenza, quando inizia a cambiare l'approccio con le persone e il mondo.

    Nota sulla scrittura dell'autore: la scrittura risulta a tratti lenta, le descrizioni diventano pesanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Perfetto per una dodicenne

    Ho letto questo libro quando avevo solo 12 anni. è stato il mio primo libro letto di mia spontanea volontà e non imposto dalla scuola. Ricordo ancora le grandi emozioni che mi ha fatto provare, le gra ...continua

    Ho letto questo libro quando avevo solo 12 anni. è stato il mio primo libro letto di mia spontanea volontà e non imposto dalla scuola. Ricordo ancora le grandi emozioni che mi ha fatto provare, le grandi risate, le grandi lacrime, l'impazienza con cui volevo tornare in fretta a casa per riprendere a leggerlo e il dispiacere di salutarlo la sera per andare a dormire. Mi ha fatto innamorare come solo il primo amore può fare! Ovviamente è un libro per ragazzine delle medie! Se lo rileggessi ora sono sicura che non mi farebbe più lo stesso effetto, se non per quell'affetto nostalgico che si prova per le cose che sono ormai sfumate..

    ha scritto il 

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