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Tre millimetri al giorno

Urania 277

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.9
(959)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000026216 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Scott Carey è un uomo come tutti, che fa vita che fanno tutti, oggi, in molti paesi. Ha una moglie, una figlia, una casa, un gatto, un'automobile Ford, un impiego. Ma a partire da una certa data, dopo una gita in barca, questo mondo così normale, familiare, civilizzato, comincia a trasformarsi in una giungla. La vita di Scott Carey diventa un incubo a occhi aperti, una lotta disperata per durare. Tutte le persone, gli animali, gli oggetti che lo circondano assumono via via proporzioni mostruose, nascondono pericoli mortali. Solo che non sono cambiati loro; è lui, a cambiare, ora per ora, mese per mese, con implacabile regolarità, come gli dimostra ogni mattino la riga millimetrata. E ogni sera, quando si chiude nella scatola, Scott Carey si pone quella che è diventata la domanda più importante della sua vita: che cosa c'è al di sotto dello zero? Una storia da mozzare il fiato. Semplice e ossessiva.
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  • 2

    nulla di particolare

    nonostante l'idea originale, il libro non si fa ricordare per la trama o le trovate. Stile fluido ma anche qui niente di coinvolgente o appassionante

    ha scritto il 

  • 5

    Matheson ne ha scritte di storie belle! Fra i racconti, "Una chiamata per Miss Keene"; fra i romanzi questo. La drammatica vicenda di un uomo che comincia a calare tre millimetri al giorno. Tre millimetri al giorno... Ogni giorno. Inesorabilmente. Finché anche un ragno di casa può diventare per l ...continua

    Matheson ne ha scritte di storie belle! Fra i racconti, "Una chiamata per Miss Keene"; fra i romanzi questo. La drammatica vicenda di un uomo che comincia a calare tre millimetri al giorno. Tre millimetri al giorno... Ogni giorno. Inesorabilmente. Finché anche un ragno di casa può diventare per lui una gigantesca minaccia.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    È il primo romanzo di Matheson che leggo, quindi non posso valutare l’autore. Romanzo e racconti però fanno capire che RM è uno di quegli autori che non vuole uscire dal genere che si è scelto, ma preferisce arricchirlo di spunti e di aperture.
    “Tre millimetri al giorno”, infatti, sarebbe l ...continua

    È il primo romanzo di Matheson che leggo, quindi non posso valutare l’autore. Romanzo e racconti però fanno capire che RM è uno di quegli autori che non vuole uscire dal genere che si è scelto, ma preferisce arricchirlo di spunti e di aperture.
    “Tre millimetri al giorno”, infatti, sarebbe l’equivalente di un perfetto B-movie: intenso, concentrato su una sola idea o trovata, economico nei mezzi. Matheson sceglie però un “montaggio alternato”: racconta gli ultimi giorni di vita del minuscolo protagonista alternandoli a continui, progressivi flashbacks che descrivono il suo calvario di rimpicciolimento. Ottima idea: mentre la “presa diretta” è un’avventura, tesa allo spasimo, di sopravvivenza e vittoria in una cantina diventata una landa ostile (con echi degli “Uomini nei muri”: ma qui la cantina è umana, i giganti ostili sua moglie e sua figlia!), i flashback sono uno strazio psicologico, un’umiliazione continua. La continua alternanza tra i diversi stati d’animo permette all’autore di mantenere tensione fino alla fine del romanzo, nonostante la trama sia in fondo semplice: la riduzione di dimensioni del protagonista, a un ritmo perfettamente regolare di tre millimetri al giorno (3 ottavi di pollice nell’originale).
    Si sa che la narrativa popolare e pulp spesso è ufficiosamente autorizzata a esprimere le realtà e le pulsioni proibite ai media ufficiali. Qui il nostro protagonista “diminuente” viene spesso scambiato per un bambino: ma questo non comporta protezione o uno sguardo privilegiato sulle cose, bensì che subisca prima le attenzioni di un colto pederasta, poi le prepotenze di un gruppo di teppisti; il tutto mentre la lontananza fisica della moglie, la forzata astinenza sessuale e i problemi economici dovuti alla sua “disabilità” lo attanagliano.
    Al tempo stesso, il romanzo esprime i desideri poco ortodossi imposti dalla situazione al protagonista: la “Lolita” baby sitter della figlia, spiata dalla cantina (“sarà maggiorenne?”: ha 16 anni); la notte d’amore con una sua pari finalmente trovata: la nana di un circo, che lo ospita nel suo carrozzone (il circo e i suoi freaks: fonte di mistero e magiche soluzioni ai problemi umani, prima ancora di Sturgeon e Bradbury!).
    Viene da dire che solo nella caccia al ragno il protagonista ritrovi finalmente la sua vera dignità di uomo, perduta quando per mantenere la famiglia aveva dovuto vendere ai rotocalchi la sua immagine di fenomeno da baraccone.
    Matheson ci mostra insomma il volto in ombra dell’America degli anni ’50, lontano dalle idealizzazioni successive.
    Non sono un esperto di horror, ma Matheson mi appare come il padre di Stephen King: capace di mostrarci l’orrore nascosto nella vita quotidiana, pronto a manifestarsi non appena deviamo dalla norma, magari inconsapevolmente. Ma Matheson, uomo degli anni ’40 e ’50, è crudele con i suoi personaggi, ma non sadico come lo sarà King con i suoi: lascia loro un minimo di dignità, anzi la sua è anche la storia di come difendere e preservare la propria dignità quando tutto congiura a farla perdere.
    Lo vediamo in racconti come il leggendario Duel da cui Spielberg trasse il suo secondo fortunato film (ma era già tutto pronto nel racconto!): il protagonista, umiliato dalla presenza di n misterioso camion, potrebbe ritirarsi, ma in fondo accetta la sfida mortale; in The test, presente anche nelle Meraviglie del possibile, dove più che l’analisi di una società che cerca di sopprimere gli anziani, conta lo stato d’animo con cui il vecchio di casa affronta quella che potrebbe essere la sua ultima prova, in mezzo alle ipocrite attenzioni del debole figlio e della infida nuora (c’è un magnifico utilizzo del non detto).
    Inoltre, quello di Matheson è un horror vicino alla fantascienza, dove un piccolo scarto dal comportamento quotidiano viene studiato razionalmente nelle sue catastrofiche conseguenze, come in “Button, button”, “Mantage”, “Shoofly”; o in racconti non strettamente di fantascienza ma di degenerazione sociale, come “The distributor”.
    In “Nightmare at 20,000 feet”, Matheson gioca con la sospensione dell’incredulità da parte del lettore: sarà vero soprannaturale od ordinaria follia del protagonista?
    Anche dove il soprannaturale c’è davvero, è ricondotto nei rigidi meccanismi della “società del benessere”, o meglio del boom economico: in “The holiday man”, l’uomo che per lavoro sogna i disastri che avvengono nelle vacanze, di fatto causandoli!, è un travet come un altro, di una misteriosa organizzazione. In “By Appointment only”, breve racconto del vudù, esotico farebbe rima con erotico: l’incantatrice caraibica, complice del marito, è descritta anche come oggetto delle sue voglie disinibite, insolite in un racconto dell’epoca. Ma anche queste energie vengono convogliate in un meccanismo di sfruttamento commerciale.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo racconto, più che in ogni altro, Matheson trasmette con incisiva efficacia l'inevitabilità e la drammaticità del destino dell'uomo.
    "Tre millimetri al giorno" è una storia che fa dell'indagine interiore il suo focus, trascendendo i vincoli spazio-temporali e contestualizzando perf ...continua

    In questo racconto, più che in ogni altro, Matheson trasmette con incisiva efficacia l'inevitabilità e la drammaticità del destino dell'uomo.
    "Tre millimetri al giorno" è una storia che fa dell'indagine interiore il suo focus, trascendendo i vincoli spazio-temporali e contestualizzando perfettamente ciò che accade in un preciso tempo sociale ad una determinata persona.
    Scott Carey, il protagonista della storia rimpicciolisce, per l'appunto, di tre millimetri al giorno perdendo tutto quello che ha in una lenta e inesorabile spoliazione dei suoi beni materiali, dei suoi legami sentimentali, del suo spazio vitale.
    Scott attraversa tutti gli stadi dell'elaborazione del dolore, dalla furia cieca fino all'accettazione finale della sua condizione, passando per una rinegoziazione di sé che, a volte, sembra infondergli nuova fiducia.
    Il percorso di Scott è lungo e doloroso perché, ogni ritrovato equilibrio, è destinato ad essere perduto. Egli non teme la morte, bensì l'idea di non essere più, di arrivare nella progressione inesorabile del rimpicciolimento allo stadio zero, oltre il quale c'è il nulla.
    E' a questo punto che Scott riflette sull'illusorietà del mondo costruito e realizzato a misura d'uomo e invisibile rispetto all'immensità del cosmo e riesce a riappropriarsi di una nuova dignità da non individuarsi nella dimensione, vera o figurata , dell'individuo, ma nei meriti e nei demeriti personali di ciascuno di noi.

    ha scritto il 

  • 4

    L'avventura avvincente di un uomo alle prese con la "giungla" di un mondo infinitesimabilmente piccolo. La tragedia di un uomo che a poco a poco perde orgoglio e affetti. Un finale interessante...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dopo aver divorato "Io sono leggenda" mi sono buttato su questo libro di Matheson che dalla trama mi ispirava, ma sono rimasto un pò deluso. Secondo me la struttura a flashback che caratterizzava anche Io sono leggenda qui non si addica tanto al racconto, avrei preferito che non si dilungasse in ...continua

    Dopo aver divorato "Io sono leggenda" mi sono buttato su questo libro di Matheson che dalla trama mi ispirava, ma sono rimasto un pò deluso. Secondo me la struttura a flashback che caratterizzava anche Io sono leggenda qui non si addica tanto al racconto, avrei preferito che non si dilungasse in ogni capitolo sull'inseguimento del ragno ma che tenesse questa parte per la fine andando in ordine cronologico fin dall'inizio. A parte questo ho trovato geniale il cambiamento del protagonista non tanto di dimensione ma di ciò che ne consegue, sopratutto a livello relazionale: uno spunto per raccontare la vita di chiunque abbia una disabilità che crea un muro di diffidenza nell'incontro con l'altro. Avrei preferito meno azione e più psicologia come si sta dimostrando "Io sono Helen Driscoll".

    ha scritto il 

  • 5

    Un'inesauribile trasformazione

    Il mondo è un posto enorme, grandissimo.
    Questo ciò che ogni essere umano può arrivare a pensare del mondo.
    Ma Matheson osa di più, come un molto meno aulico Saramago, egli ci cala in una realtà irreale rendendola vera e viva, concreta.
    Un uomo che rimpicciolisce, tre mm al gior ...continua

    Il mondo è un posto enorme, grandissimo.
    Questo ciò che ogni essere umano può arrivare a pensare del mondo.
    Ma Matheson osa di più, come un molto meno aulico Saramago, egli ci cala in una realtà irreale rendendola vera e viva, concreta.
    Un uomo che rimpicciolisce, tre mm al giorno, per ogni giorno di quello che sarà il resto della sua vita.
    Comincia una discesa in un mondo di dimensioni esteriori e pratiche prima ma secondariamente (ed in realtà principalmente) interiori.
    E noi siam calati in tutto questo, in un mondo che sembra diventare enorme. Fin troppo enorme, al punto da definire semplicemente nuovi limiti che imbrigliano la mente di un uomo comune, un viaggio epico e grandioso, un mondo comune e profondo.
    Matheson resta sempre un grande narratore, un narratore che dalle piccole cose riesce a tirar fuori grandi valori e, su tutto, milioni di sfaccettature umane.
    Una grande mente, una grande fantasia ed una profondità molto più ampia di quanto un racconto di fantasia possa far immaginare.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello ma non bellissimo...

    4 stelline all'inizio che scemano sulle 3 per poi tornare a 5 stelline nelle ultime 20 pagine. Un bel libro, forse un po "datato" ma geniale per disperazione e speranza che sa trasmettere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto di fantascienza, ma solo in parte

    Non il miglior racconto dell'autore, ma comunque interessante lo spunto: il protagonista, in seguito ad un evento descritto sommariamente, comincia a decrescere, di 3 mm al giorno. Qui finisce la parte fantascientifica, il resto del racconto (breve) descrive la vita quotidiana sempre più diff ...continua

    Non il miglior racconto dell'autore, ma comunque interessante lo spunto: il protagonista, in seguito ad un evento descritto sommariamente, comincia a decrescere, di 3 mm al giorno. Qui finisce la parte fantascientifica, il resto del racconto (breve) descrive la vita quotidiana sempre più difficile e la psicologia del personaggio. Anche qui è presente il clichè dello scontro liberatorio con il mostro che incarna le proprie paure, mentre il finale è indubbiamente originale. Tutto sommato piacevole, anche se non eccelso.

    ha scritto il 

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