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Tre racconti

I grandi della narrativa, 6

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

3.3
(209)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 127 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Raboni ; Prefazione: Alessandro Baricco

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Contiene:
Un cuore semplice
La leggenda di san Giuliano l'Ospitaliere
Erodiade
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  • 4

    Scritti quando Flaubert aveva già collezionato scontri con i critici (Madame Bovary), riscritto l’Educazione sentimentale, iniziato Bouvard et Pécuchet, era pieno di lutti e povero di soldi.
    “L’iniziatore del realismo nella letteratura francese” mette sulla carta 3 storie.
    Un cuore ...continua

    Scritti quando Flaubert aveva già collezionato scontri con i critici (Madame Bovary), riscritto l’Educazione sentimentale, iniziato Bouvard et Pécuchet, era pieno di lutti e povero di soldi.
    “L’iniziatore del realismo nella letteratura francese” mette sulla carta 3 storie.
    Un cuore semplice. La vita di una donna povera, bruttarella e analfabeta, dalla giovinezza alla morte, scorre tra lavori domestici, lutti propri e della famiglia per cui lavora, ricordi modesti ma profondamente sentiti, affetti frustrati dalla vita. La semplicità della vicenda e della scrittura non devono trarre in inganno: basta provare a scriverla una storia così per capire come è difficile e quanto mestiere ci vuole.
    La leggenda di Giuliano l’Ospitaliere. Narrazione della vita, delle gesta e degli errori (mettiamo pure il destino) che portano un giovane e nobile cavaliere sulla via della misericordia divina. Vagamente fiabesco, comprese le brutali descrizioni di caccia, ma meno agiografico delle biografie di Padre Pio.
    Erodiade. Qui siamo in Palestina, in uno dei tanti momenti di sangue della sua storia: l’uccisione di Giovanni Battista, preceduta da un banchetto che quasi ci vediamo davanti nei suoi colori e sapori.
    Il secondo ed il terzo racconto potevano anche non esserci, bastava il primo: ma comunque sono esercizi di stile.
    Qualcosa frullava nella memoria: in effetti andando a ricercare trovo Tre esistenze della Stein che si ispirò a questo testo.

    ha scritto il 

  • 4

    4 meno.

    Grande lo stile di scrittura, fantastiche le descrizioni dei luoghi ed i personaggi son magistralmente delineati. Ovvio! E' Flaubert.
    Quello che invece non mi è piaciuto molto è che tutti e tre i racconti, nonostante siano apprezzabili soprattutto per i motivi di cui sopra, siano funzionali ...continua

    Grande lo stile di scrittura, fantastiche le descrizioni dei luoghi ed i personaggi son magistralmente delineati. Ovvio! E' Flaubert.
    Quello che invece non mi è piaciuto molto è che tutti e tre i racconti, nonostante siano apprezzabili soprattutto per i motivi di cui sopra, siano funzionali e simbolo della storia e della morale cristiana. Si parla difatti di fede, di espiazione dei peccati e dell'avvento di Cristo.
    Per un non credente, soprattutto i primi due, risultano assurdi, anche se comprensibili, nelle loro conclusioni. Tuttavia son comunque interessanti tanto scavano a fondo, soprattutto il primo, nei motivi che portano alla fede cieca. Motivi che non apprezzo ma che, appunto, capisco.

    ha scritto il 

  • 2

    In my personal personal personal opinion, questi tre racconti di Flaubert sono privi di qualunque attrattiva e interesse, anzi, hanno battuto insistemente sulla provocazione di sbadigli, frustrazioni da Anastasia che deve arrivare fino alla fine ma perde gli stimolo pagina dopo pagina e plateali ...continua

    In my personal personal personal opinion, questi tre racconti di Flaubert sono privi di qualunque attrattiva e interesse, anzi, hanno battuto insistemente sulla provocazione di sbadigli, frustrazioni da Anastasia che deve arrivare fino alla fine ma perde gli stimolo pagina dopo pagina e plateali "who cares" verso il terzo racconto.
    Un cuore così semplice si fa leggere e per tanti altri potrebbe risultare anche un bel racconto, ma nonostante la buona partenza per me sfocia nel melodrammatico a lungo andare. Forse è difficile unire realismo e melodramma nello stesso racconto, forse mi sono espressa male: Flaubert sembra puntare il tutto per tutto sulla palese pietà che dobbiamo riversare sulla protagonista di una storia dalle caratteristiche sempre più tragiche e allo stesso tempo inverosimili. Tragico e inverosimile è una giusta combinazione per generare un leggero senso di ridicolo.

    [spoiler: Il fatto che muoiano uno dopo l'altro a me fa pensare "oh ma voi far er Terminator in modo così plateale e io devo pure piagnere?"]

    La leggenda di San Giuliano l'Ospitaliere per certi versi l'ho trovato sicuramente migliore e più plausibile, certo, talmente plausibile che finisce per inserirsi nel classico canone della leggenda di stampo biblico: nessuna qualità distinta, eppure in riga e valido come esempio per il genere. Niente al di fuori, niente che non sia perfettamente dentro.

    Erodiade era talmente affascinante e coinvolgente che manco l'ho finito. Potevo fare lo sforzo supremo, superare perplessità, confusione e senso di dispersione di un filo narrativo che probabilmente non esisteva nemmeno - appello ogni sbaglio ad un mio diffuso abbacchiamento durante la lettura che non mi ha fatto tenere gli occhi veramente aperti -, ma a dieci pagine dalla fine ho pensato "ma tanto potrei chiudere persino qui, il risultato sarebbe uguale".

    Il fatto che Flaubert probabilmente li scrisse per un temporaneo contentino al suo portafoglio più che per desiderio personale potrebbe spiegare molte cose, il fatto che in realtà non se lo filarono tanto neanche all'epoca potrebbe essere ancora più chiaro.
    Però faccio sempre valere il "de gustibus", non sia mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Flaubert, o di come si dovrebbe scrivere.


    ...poi chiuse le palpebre. Le sue labbra sorridevano. I movimenti del cuore rallentarono - uno ad uno - più vaghi ogni volta, più dolci: - come si esaurisce una sorgente, come si spegne un'eco... (pag. 53)


    Qualcuno l'aveva toccato. ...continua

    Flaubert, o di come si dovrebbe scrivere.

    ...poi chiuse le palpebre. Le sue labbra sorridevano. I movimenti del cuore rallentarono - uno ad uno - più vaghi ogni volta, più dolci: - come si esaurisce una sorgente, come si spegne un'eco... (pag. 53)

    Qualcuno l'aveva toccato. Si voltò. Erodiade era davanti a lui.
    Una zimarra di porpora leggera l'avvolgeva sino ai sandali. Uscita precipitosamente dalle sue stanze, non portava né collane né orecchini; una treccia dei suoi capelli neri, scendendole lungo un braccio, scivolava con la punta nel solco fra i due seni. Le narici, troppo in vista, palpitavano. La gioia d'un trionfo le illuminava il viso...
    (pag. 97)

    <<Ah! sei tu, Jezabel!
    Hai preso il suo cuore con lo strepito dei tuoi calzari. Nitrivi come una cavalla. Hai steso il tuo letto sulle montagne, per compiere i tuoi sacrifici!
    Il Signore strapperà i gioielli che pendono dalle tue orecchie, le tue vesti di porpora, i veli di lino, i cerchi che ti cingono le braccia, gli anelli che porti ai piedi, e le piccole mezzelune d'oro che tremano sulla tua fronte - i tuoi specchi d'argento, i tuoi ventagli di piume di struzzo, i tacchi di madreperla che ti fanno più alta, l'orgoglio dei tuoi diamanti, i profumi dei tuoi capelli, il colore dipinto sulle tue unghie, tutti gli artifici della tua dissolutezza! - e non si troveranno pietre a sufficienza per lapidare l'adultera!>>
    (pag. 112)

    Ma dal fondo della sala si alzò un brusio di sorpesa e d'ammirazione. Era entrata una fanciulla.
    Sotto un velo azzurrino che le nascondeva il petto e la testa, si distinguevano l'arco dei suoi occhi, i calcedoni delle sue orecchie, il bianco della sua pelle. Un quadrato di seta d'un colore cangiante, che le copriva le spalle, era fissato alle reni da una cintura ingioiellata. I pantaloni neri erano disseminati di mandragore - e di piume di colibrì erano le pantofole, che faceva schioccare con indolenza.
    (pag. 123)

    ha scritto il 

  • 0

    Devo dire che non è stato molto soddisfacente per essere stato scritto da Flaubert.
    MHo apprezzato in particolar modo la storia di San Giuliano l'ospitaliere, mentre non mi è piaciuta per niente la storia di Erodiade.

    ha scritto il