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Tre sono le cose misteriose

Di

Editore: Einaudi

3.4
(281)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806172212 | Isbn-13: 9788806172213 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Negli ultimi giorni di un processo internazionale per crimini di guerra, ungiovane sostituto procuratore si prepara a inchiodare il Mostro, un capo diStato colpevole di genocidio. Mentre raccoglie i capi d'accusa si ritrova afare i conti con l'idea stessa di responsabilità, e con le mille piccole,gigantesche colpe di cui è fatta la nostra vita. Tullio Avoledo, friulano,vive e lavora a Pordenone nell'ufficio legale di una banca. In questo libropresenta un romanzo giudiziario atipico in cui la parte processuale rimane inombra, ma non la parte preparatoria, con la sua tensione, le minacce, ladolorosa analisi delle fosse comuni; e al tempo stesso una storia familiaretenera e crudele.
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  • 4

    ecco, Tullio. non è che tu sia esattamente un letterato; sei più colto, intelligente, acuto e sensibile di molti letterati, e la tua prosa lo dimostra, però al tempo la tua prosa incorre in alcune corrività che denunciano come tu venga pur sempre dalla scrittura di genere. ma comunque, ti vogliam ...continua

    ecco, Tullio. non è che tu sia esattamente un letterato; sei più colto, intelligente, acuto e sensibile di molti letterati, e la tua prosa lo dimostra, però al tempo la tua prosa incorre in alcune corrività che denunciano come tu venga pur sempre dalla scrittura di genere. ma comunque, ti vogliamo bene, e c'è un perché: i tuoi primi libri erano qualcosa di speciale e di gustoso perché facevano capitare quelle cose assurde da cattiva fantascienza americana (nazi, alieni, dimensioni paralleli, complotti mondiali...) a personaggi immersi in una realtà provinciale nord-italiana (friuliana, milanese). qui invece hai voluto scrivere un libro più serio, più adulto, senza concessioni al sovrannaturale e con protagonista americano. anche se ha i soliti problemi con la moglie che hanno tutti i tuoi protagonisti, e la moglie è italiana, pure meridionale. e lui, addirittura, a p. 214 commette l'orrendo traduttismo da film "Parla la mia lingua?", onnipresente nei doppiaggi italiani di scene dove si chiede "Do you speak English?" perché evidentemente "Parla inglese?" detto in italiano farebbe un effetto strano; ma questo è un LIBRO, e un libro scritto DIRETTAMENTE in italiano, non una traduzione. in compenso, a p. 273 c'è - tra il protagonista stesso e il figlio - una battuta che funziona solo in italiano, o comunque non in inglese ("- Campagna del Kosovo. - Campagna come quella dove ci sono le mucche?"), dato che in inglese 'campaign' e 'countryside' sono due cose diverse. (e no, non stanno parlando in italiano, perché altrove il protagonista dice di non aver mai imparato la lingua della moglie). [ma la citazione di Occhetto a p. 94 ti fa perdonare tutto, ancora una volta.]

    ha scritto il 

  • 4

    Il Mostro si è macchiato dei delitti più orrendi, senza mai commetterli direttamente. Non riconosce le sue colpe né il tribunale internazionale che sta per giudicarlo. Se ne frega della macchina legale che si è messa in moto dopo la sua cattura, perché è l’ultimo dittatore di una repubblica cauca ...continua

    Il Mostro si è macchiato dei delitti più orrendi, senza mai commetterli direttamente. Non riconosce le sue colpe né il tribunale internazionale che sta per giudicarlo. Se ne frega della macchina legale che si è messa in moto dopo la sua cattura, perché è l’ultimo dittatore di una repubblica caucasica e non è abituato a farsi accusare. Prima della resa ha eliminato tutti i testimoni e il procuratore capo incaricato di incriminarlo al processo è saltato in aria più o meno come è successo a Falcone e Borsellino. Le prove raccolte a carico del dittatore e il suo destino sono in mano a un giovane procuratore, discepolo del precedente e suo grande amico. La morte del collega e maestro di vita Nathan è per il protagonista una perdita incolmabile, che lo precipita negli inferi da solo, mentre la moglie e il figlio gli vivono accanto come due estranei.
    Nella testa del procuratore si aggirano gli spettri dei cadaveri che ha visto nelle fosse comuni, dei testimoni, a volte bambini, che ha ascoltato nei processi. E la morte di Nathan lo rende ancora più consapevole della sua missione. Avvicinandosi al carcere dove si celebrerà il processo, il procuratore sa che “quando muoverò il primo passo, avrò dietro di me tante persone i cui passi non fanno più rumore”, e toccherà a lui far sentire le loro voci.
    Tre sono le cose misteriose, di Tullio Avoledo, è la storia di un sostituto procuratore americano che si trova a fronteggiare da solo il Mostro in un processo che finirà sui libri di storia. Un soggetto originale per un thriller di respiro internazionale ma anche molto introspettivo. Avoledo, diventato famoso nel 2003 con L’elenco telefonico di Atlantide, adora contaminare i generi e lo fa anche in questo sorprendente romanzo, che sfugge a ogni definizione.

    ha scritto il 

  • 3

    non succede quasi nulla

    Quando l'ho prelevato dalla libreria mi aspettavo un giallo o un legal thriller, o per lo meno un thriller e basta.
    Invece è un romanzo che non sono capace di definire.
    Un buon romanzo è quello che riesce a trasmetterti con forza sensazioni, anche spiacevoli? Se la risposta è sì, ques ...continua

    Quando l'ho prelevato dalla libreria mi aspettavo un giallo o un legal thriller, o per lo meno un thriller e basta.
    Invece è un romanzo che non sono capace di definire.
    Un buon romanzo è quello che riesce a trasmetterti con forza sensazioni, anche spiacevoli? Se la risposta è sì, questo allora è un buon romanzo. In certi frangenti infatti ho provato un'angosciante sensazione di claustrofobia, vuoi per le efferatezze dell'Imputato, vuoi per la quotidianità del protagonista.
    La fabula tutto sommato modesta, come già rilevato da qualche altro utente, viene movimentata da continue analessi. Sinceramente preferisco intrecci più lineari.

    ha scritto il 

  • 4

    "Come molti altri, faccio parte della seconda fase, della terza, secondo alcuni, di un'operazione di polizia internazionale. È strano pensare a un'operazione di polizia condotta con le portaerei e i missili, ma al giorno d'oggi si usa così.
    Al giorno d'oggi gli ambasciatori non si recano p ...continua

    "Come molti altri, faccio parte della seconda fase, della terza, secondo alcuni, di un'operazione di polizia internazionale. È strano pensare a un'operazione di polizia condotta con le portaerei e i missili, ma al giorno d'oggi si usa così.
    Al giorno d'oggi gli ambasciatori non si recano più presso il governo di una potenza nemica per consegnargli una dichiarazione di guerra. Fino a un momento prima i media parlano di trattative, di negoziati e di speranze di pace, i rappresentanti più o meno ufficiali viaggiano su e giù per il globo, e un attimo dopo partono i missili."
    Molto intimi i pensieri e le sensazioni di questo procuratore del tribunale internazionale.
    Un libro molto vero, di grande finezza, capacità e sensibilità.
    Mi è piaciuta l'idea di applicare il marketing a un processo internazionale contro un genocida. Un processo come un prodotto, finanziato anche da donatori privati e con un sondaggio per valutare l'attenzione del "pubblico", con la responsabile che attiva slide e parla dell'area motivazionale.

    ha scritto il 

  • 3

    Scritto bene, ricco di spunti di riflessione, citazioni erudite e colte, richiami e rimandi ad episodi della storia contemporanea, dialoghi che sembrano quelli della sceneggiatura di un film, alla fine lascia tuttavia una sensazione di incompiutezza. Di sicuro qualche decina di pagine di troppo. ...continua

    Scritto bene, ricco di spunti di riflessione, citazioni erudite e colte, richiami e rimandi ad episodi della storia contemporanea, dialoghi che sembrano quelli della sceneggiatura di un film, alla fine lascia tuttavia una sensazione di incompiutezza. Di sicuro qualche decina di pagine di troppo...

    ha scritto il 

  • 3

    Avoledo scava in profondità le proprie storie anche quando questa appaiono appesantite da una certa ripetitività di scenari decadenti o talvolta apocalittici, ma che fanno da sfondo al tratteggio minuzioso delle emozioni che animano i suoi personaggi. Questo suo scavare, talvolta crudo ed inesora ...continua

    Avoledo scava in profondità le proprie storie anche quando questa appaiono appesantite da una certa ripetitività di scenari decadenti o talvolta apocalittici, ma che fanno da sfondo al tratteggio minuzioso delle emozioni che animano i suoi personaggi. Questo suo scavare, talvolta crudo ed inesorabile ma mai gratuito, mi pare la sua qualità migliore. Oltre una scrittura sempre notevole.

    ha scritto il 

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