Tre estati tra la Grecia, la Scozia e gli Stati Uniti, tre volte il mese di giugno in un arco di dodici anni, tra il 1989 e il 2001, nella vita della famiglia scozzese dei McLeod, in un intreccio di amori, solitudini, piccole gioie e relazioni segret Continue
Tre estati tra la Grecia, la Scozia e gli Stati Uniti, tre volte il mese di giugno in un arco di dodici anni, tra il 1989 e il 2001, nella vita della famiglia scozzese dei McLeod, in un intreccio di amori, solitudini, piccole gioie e relazioni segretamente tessute. Tutto ha inizio nel giugno 1989, quando il capofamiglia, Paul, rimasto vedovo e ormai nell'autunno della sua vita, finisce per infatuarsi di una giovane artista americana mentre sta viaggiando per la Grecia, ed è costretto a rivivere le tristezze mai sopite del suo matrimonio. Sei anni più tardi, in occasione della morte di Paul, i tre figli si riuniscono nella casa d'infanzia a Tealing: protagonista del 'secondo giugno' è il primogenito Fenno, gay e con un vissuto tormentato. Nella terza parte il destino fa incontrare Fenno e Fern, la donna che dieci anni prima si era innamorata del padre Paul e che ora è incinta e decisa a crescere il bambino da sola. Acclamato con toni entusiastici da scrittori del calibro di Michael Cunningham e testate come il "New Yorker", "Tre volte giugno" è il debutto, curato per sei anni, della newyorkese Julia Glass. Un esordio che, caso quasi senza precedenti, ha vinto il National Book Award, il più prestigioso premio letterario americano, ed è entrato nelle classifiche dei libri più venduti negli Usa, facendo parlare i giurati di una "naturale maestria" nel tratteggiare l'intreccio delle generazioni che si ritrova "forse solo in E.M. Forster".