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Treno di notte per Lisbona

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar contemporanea)

3.8
(1048)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 431 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Olandese , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata

Isbn-10: 8804574399 | Isbn-13: 9788804574392 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Broseghini

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
Voleva davvero buttarsi giù dal ponte la donna trattenuta una mattina da Raimund Gregorius, insegnante svizzero di latino, greco ed ebraico? Gregorius non sa nulla della donna se non che era portoghese. La mattina dopo, complice la scoperta in una libreria antiquaria del libro di un enigmatico scrittore lusitano, l'altrimenti prevedibilissimo professore prende un treno diretto a Lisbona, dove spera di rtintracciare l'autore. Da questo momento decolla una vicenda che costringerà Gregorius a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della Storia in un modo che mai avrebbe potuto immaginare nella sua rassicurante Berna.
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  • 3

    Molte riflessioni e poco approfondimento dei personaggi

    Ho iniziato questo libro spinta dalla dolcezza della trama, che devo ammettere richiamava le suggestioni di zafon. In realtà il libro e lo stile sono molto diversi: ci sono molte riflessioni parecchio ...continua

    Ho iniziato questo libro spinta dalla dolcezza della trama, che devo ammettere richiamava le suggestioni di zafon. In realtà il libro e lo stile sono molto diversi: ci sono molte riflessioni parecchio astratte sulla vita e le sue sfaccettature e la storia un po' si perde...personalmente penso che dei due personaggi principali, Amedeu e Gregorius, non si arrivi a comprenderne la personalità. Durante la lettura vengono inseriti personaggi che venerano il poeta senza raccontarlo veramente, e niente viene realmente raccontato della resistenza portoghese. Molte le domande rimaste insolute. In sostanza trovo che sia un libro scritto bene, ma che lascia molto spazio alla "filosofia" e troppo poco alla storia e all'approfondimento dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Alla fine, superata la lentezza delle prime pagine (o meglio fatta l'abitudine al modo lentissimo di scrivere di questo autore), i personaggi assumono spessore e la storia decolla. Le parti immaginate ...continua

    Alla fine, superata la lentezza delle prime pagine (o meglio fatta l'abitudine al modo lentissimo di scrivere di questo autore), i personaggi assumono spessore e la storia decolla. Le parti immaginate come scritte dal medico portoghese Amadeu de Prado restano comunque troppo introspettive e cervellotiche per riuscire ad appassionare veramente. Il finale aperto mi ha lasciata alquanto sconcertata trasmettendomi una forte sensazione di "inconcluso".

    ha scritto il 

  • 5

    Da giorni ho terminato di leggere questo libro e ancora quel senso di smarrimento, di inquietudine non mi ha lasciata..
    Sono tante le sensazioni che ho provato mentre lo leggevo, tante le riflessioni, ...continua

    Da giorni ho terminato di leggere questo libro e ancora quel senso di smarrimento, di inquietudine non mi ha lasciata..
    Sono tante le sensazioni che ho provato mentre lo leggevo, tante le riflessioni, i pensieri dolorosi, mille domande, mille dubbi… viene inevitabilmente da identificarsi nei personaggi: ora in Gregorius, ora in Prado… due vite a confronto.
    Gregorius è un filosofo, un uomo calmo, affidabile, razionale che si è sempre accontentato di una vita piatta, abitudinaria, monotona, ma un giorno in una libreria si imbatte in un libro che contiene questa frase: “Se possiamo vivere solo una piccola parte di quanto è in noi, che ne è del resto?”.. una frase profonda che fa scattare qualcosa nella sua mente e abbandona improvvisamente la sua vita mettendosi alla ricerca di Prado, l’autore di questo scritto.
    Gregorius nell’inseguire le tracce di Prado incontra diversi personaggi che gli raccontano della sua vita, ed emergono antiche ferite e segreti..
    Prado era un’anima tormentata, un poeta, un esploratore della vita, un uomo complesso ed intrigante, un uragano capace di coinvolgere le altre persone, un leader, e ha lasciato degli scritti: delle profonde riflessioni sul senso della vita, la malinconia, la solitudine, il valore dell’amicizia, il rapporto col padre, la felicità, la disillusione, il senso dell’incompiutezza della vita..
    già, il senso dell’incompiutezza della vita.. "…ma si trattava della consapevolezza puntuale, vissuta sulla propria pelle, che la vita rimaneva incompiuta, frammentaria e senza l’armonia auspicata.”… Come qualcuno l’altro giorno mi ha detto: ”solo gli stolti e le persone senza anima possono raggiungere la soddisfazione in questa esistenza…”… quando, si può dire che una vita sia soddisfatta e pienamente compiuta? Penso mai, assolutamente mai!!!
    Questo libro: “Treno di notte per Lisbona” in realtà non è altro che un “viaggio nella vita”, la scoperta di sé e del senso di libertà, arricchisce la nostra anima ponendoci le tante domande spesso dolorose perché quando si scava nella propria anima emergono quelle parti più nascoste di noi, i nostri tormenti, le nostre passioni, la malinconia, le paure, le insoddisfazioni, le insicurezze… ma dobbiamo imparare a rischiare facendo i conti con il nostro passato e con i nostri fallimenti... e io non so da dove cominciare!
    Difficilmente riporrò questo libro sullo scaffale, è un libro prezioso, uno di quelli che lasciano il segno, che ogni tanto si riaprono per rileggere le frasi sottolineate, e qui ce ne sono talmente tante…frasi come questa:
    ”La nostra vita non è altro che effimere formazioni di sabbie mobili, adunate da una raffica di vento, distrutte dalla successiva. Creazioni inconsistenti che si disperdono prima ancora d aver finito di formarsi.”
    e questa:
    ”Siamo esseri stratificati, esseri pieni di voragini, con un’anima instabile come il mercurio e un’indole il cui colore e la forma cambiano come in un caleidoscopio che venga agitato incessantemente.”
    ...ed io continuo ad essere su quel treno..

    Scritto il 18 Mar 2011

    ha scritto il 

  • 1

    Un libro noioso...

    ...di una pedanteria insopportabile, ho saltato un sacco di pagine ed è una cosa che non faccio quasi mai. L'idea di base potrebbe essere bella: un oscuro professore di greco e latino di un liceo sviz ...continua

    ...di una pedanteria insopportabile, ho saltato un sacco di pagine ed è una cosa che non faccio quasi mai. L'idea di base potrebbe essere bella: un oscuro professore di greco e latino di un liceo svizzero ha un incontro fortuito che lo porta a intraprendere un viaggio verso Lisbona, sulle tracce di un medico vissuto e morto 30 anni prima. Ma, come ci dicevano a scuola, lo svolgimento è pessimo. Il protagonista rimurgina sempre sugli stessi tre concetti, tutte le persone che incontra a Lisbona conoscono miracolosamente il medico, tutte poi gli spiattellano segreti e pensieri intimi, quasi tutti parlano con una prosopea che ti vien voglia di prenderli a schiaffi. Insomma un disastro! In mano ad uno con del talento sarebbe uscito fuori qualcosa di straordinario, ma anche Mercier forse se non avesse l'ossessione di dover riempire pagine e pagine se la sarebbe cavata meglio riducendo, tagliandone un 300 circa ne sarebbe venuto fuori un discreto racconto lungo, così è un polpettone indigeribile. Molto meglio il film ed è tutto dire, visto che anche il film non è gran cosa.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il caso è il regista della vita."

    Gran bel libro. Uno dei miei preferiti senza ombra di dubbio!!! Nei libri mi piace sottolineare le parti più importanti, questo è quasi tutto sottolineato!!! Mi piace la trama. Mi piacciono i personag ...continua

    Gran bel libro. Uno dei miei preferiti senza ombra di dubbio!!! Nei libri mi piace sottolineare le parti più importanti, questo è quasi tutto sottolineato!!! Mi piace la trama. Mi piacciono i personaggi perché da esseri umani rappresentano tutti i sentimenti più profondi. Che gran personaggio Amadeo!!! Questo è uno di quei libri che vorresti non finisse mai. Fenomenale. CONSIGLIATISSIMOOOO

    ha scritto il 

  • 5

    'Se possiamo vivere solo una piccola parte di quanto è in noi, cosa ne è del resto?'

    Quando ti rimangono poche pagine da leggere e tentenni, cominci a trovare scuse per non prendere in mano il libro, fai finta di non vederlo poggiato sul tuo comodino o nella valigetta che porti in tre ...continua

    Quando ti rimangono poche pagine da leggere e tentenni, cominci a trovare scuse per non prendere in mano il libro, fai finta di non vederlo poggiato sul tuo comodino o nella valigetta che porti in treno, quando, nonostante tutti i richiami preferisci resistere alle sirene perché quelle ultime pagine non vuoi leggerle, allora è davvero un libro che ti ha strappato il cuore.
    Questo mi è accaduto, all'improvviso sono stato travolto dalla paura di terminarlo, dalla consapevolezza che quando qualcosa finisce lo è per sempre. E invece avevo voglia di rimanere incollato a questa storia così fantastica, a questi personaggi che ti entrano nel sangue e ti fanno vivere un'avventura straordinaria, completa in ogni sua parte. E ad ogni riga ritrovi un po' di te stesso, della tua vita, delle persone che ruotano intorno alla tua realtà, e la storia ti sembra tutto un gioco di scatole cinesi da aprire una dopo l'altra e ognuna è una sua storia.
    Scritto in maniera sublime lo colloco tra le più belle letture che ho fatto nella mia vita e non posso non consigliarlo a chi ha voglia di avere ancora qualcosa di indimenticabile nell'anima.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quanto dura un mese?"

    Carissimo, ti ho odiato con tutta me stessa! Mi hai trovata, presa e trasportata con te, nel tuo mondo interiore, troppo vicino al mio, in questo frangente, maledettamente vicino.
    Mi hai afferrata e m ...continua

    Carissimo, ti ho odiato con tutta me stessa! Mi hai trovata, presa e trasportata con te, nel tuo mondo interiore, troppo vicino al mio, in questo frangente, maledettamente vicino.
    Mi hai afferrata e mi hai forzata a guardare, sentire, ciò che tanto accuratamente ho cercato di occultare negli angoli più bui del mio essere, proprio per permettermi di fingere che non ci fossero.
    Ci ho messo un’infinità a leggerti, o almeno così mi è sembrato, tanto è stato duro il tempo che abbiamo passato insieme.
    Non hai avuto pietà, mi hai schiaffeggiata, graffiata, calpestata, hai ridotto la mia anima a brandelli e sgretolato le mie convinzioni, mi hai fatta viaggiare al buio e senza bussola, in un momento già così difficile per me, sei arrivato con tutto il tuo gelo.
    Questo sei, un viaggio interiore, che il lettore fa insieme agli innumerevoli personaggi che affollano le tue pagine, inutile opporsi, in ciascuno troverà qualcosa di sé e li detesterà per questo.
    Io ti ho odiato al punto che mi sei piaciuto terribilmente.
    "La vita non è ciò che viviamo; è ciò che immaginiamo di vivere."

    ha scritto il 

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