Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Treno di panna

Di

Editore: Corriere della Sera su licenza Einaudi

3.0
(2605)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: A000006225 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Treno di panna?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    le tre stelle le ho messe per lo stile di scrittura che non trovo affatto male, e per il contesto storico in cui De Carlo ha scritto e pubblicato questo libro, il vero messaggio che mi trasmette è uno e soltanto: la normalità, quasi noiosa a volte, sorprendente in altre, ritrovata oltre oceano da ...continua

    le tre stelle le ho messe per lo stile di scrittura che non trovo affatto male, e per il contesto storico in cui De Carlo ha scritto e pubblicato questo libro, il vero messaggio che mi trasmette è uno e soltanto: la normalità, quasi noiosa a volte, sorprendente in altre, ritrovata oltre oceano da Giovanni degrada con maggior forza la situazione Italiana di quegli anni, fatta tutta di politica e bombe....mentre in america...

    ha scritto il 

  • 0

    Tu vuo' fa' l'americano

    Mi ha dato l'impressione che stesse giocando a fare Bret Easton Ellis, senza riuscirci neanche lontanamente. Sono certa della buonafede di De Carlo, perché questo romanzo è del 1981 ed Ellis ha cominciato a scrivere più tardi, ma la sensazione rimane. Per descrivere l'alienazione e di luoghi come ...continua

    Mi ha dato l'impressione che stesse giocando a fare Bret Easton Ellis, senza riuscirci neanche lontanamente. Sono certa della buonafede di De Carlo, perché questo romanzo è del 1981 ed Ellis ha cominciato a scrivere più tardi, ma la sensazione rimane. Per descrivere l'alienazione e di luoghi come Los Angeles, soprattutto se si vuole mettere in luce il loro essere una sorta di cimitero degli elefanti di ambizioni più o meno artistiche, ci vuole qualcuno che conosca bene l'argomento e sappia renderlo bene su pagina. Ellis ci riesce, De Carlo no. Senza contare che il protagonista è odioso, una specie di macchina fotografica umana (fa anche il fotografo, non a caso) fissata con i dettagli di praticamente tutto, cosa che mi ha annoiata da morire. Anche perché dietro tutti questi dettagli e particolari c'è il vuoto (come spesso accade anche ai personaggi di Ellis, però i suoi libri non sono affatto noiosi), il protagonista è insulso e vuoto (sì, mi ripeto, non trovo un altro aggettivo).
    E' un libro deprimente, ecco.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho voluto dargli una seconda possibilità dopo che, letto a 16 o 17 anni per la scuola, mi era rimasto solo il ricordo di un libro scialbo e antipatico. Ora son passati anni, ho vissuto si presume di più, ho preso una laurea e in più l’ho letto di mia sponte: pensavo di ricredermi, di poter dire “ ...continua

    Ho voluto dargli una seconda possibilità dopo che, letto a 16 o 17 anni per la scuola, mi era rimasto solo il ricordo di un libro scialbo e antipatico. Ora son passati anni, ho vissuto si presume di più, ho preso una laurea e in più l’ho letto di mia sponte: pensavo di ricredermi, di poter dire “ero io che ero sciocca”. Invece è stata esattamente la stessa cosa: il protagonista è veramente ma veramente antipatico, non si riesce proprio ad entrarci in sintonia, a comprenderlo, e lo scrittore non fa niente per farlo apprezzare. Non so quante volte ricorrono espressioni come “irritante” o “mi irritava” o “irritato”; non gli va mai bene niente, gli occhi sono sempre troppo piccoli o sospettosi, i pattinatori poco allegri e sinistri, l’aria troppo densa, la scollatura strana, la disinvoltura finta, gli edifici inconsistenti. Sarà anche una “sorprendente sensibilità”, come dice il retro, ma ne risulta al contrario una lettura fredda, piatta e fastidiosa. Senza nemmeno una trama vera e propria, per altro.

    ha scritto il 

  • 2

    Le due stelle messe sono state meritata semplicemente per lo stile di scrittura di quest'uomo che, personalmente parlando, non mi ha espresso niente se non uno stucchevole narcisismo ed un ego non indifferente. Le descrizioni sono particolarmente dettagliate ed anche abbastanza piacevoli. Si scor ...continua

    Le due stelle messe sono state meritata semplicemente per lo stile di scrittura di quest'uomo che, personalmente parlando, non mi ha espresso niente se non uno stucchevole narcisismo ed un ego non indifferente. Le descrizioni sono particolarmente dettagliate ed anche abbastanza piacevoli. Si scorre quasi in quella che potrebbe essere una sceneggiatura. Un tipo di scrittura molto attento, ma ahimè a trama lascia proprio tanto a desiderare. Si gira in tondo quasi. La lettura non mi ha proprio preso e sono stata sul punto di abbandonarla più di una volta. Probabilmente lo stile fa anche scorrere le pagine, ma la storia non ha proprio nessun tipo di spunto o motivazione nel volerla continuare.

    ha scritto il 

  • 1

    Finalmente ho finito di leggere questo libro insulso, insignificante e deprimente pure. Non mi ha lasciato nulla, niente di niente. Se ci penso, in fondo in fondo, forse posso solo cogliere il suggerimento di taroccare il mio cv, con esperienze false e referenze inventate e vediamo se trovo lavor ...continua

    Finalmente ho finito di leggere questo libro insulso, insignificante e deprimente pure. Non mi ha lasciato nulla, niente di niente. Se ci penso, in fondo in fondo, forse posso solo cogliere il suggerimento di taroccare il mio cv, con esperienze false e referenze inventate e vediamo se trovo lavoro come ha fatto il protagonista del libro!

    ha scritto il 

  • 3

    Italiano ma non sembra

    Primo romanzo scritto da De Carlo, primo romanzo che leggo (per intero, due di due l'ho perso e sono rimasta a metà) di De Carlo. Sembra di leggere un autore americano, così scevro di commenti personali, così attento a cogliere la realtà attraverso una sorta di velo che sembra renderlo estraneo a ...continua

    Primo romanzo scritto da De Carlo, primo romanzo che leggo (per intero, due di due l'ho perso e sono rimasta a metà) di De Carlo. Sembra di leggere un autore americano, così scevro di commenti personali, così attento a cogliere la realtà attraverso una sorta di velo che sembra renderlo estraneo a ogni emozione. Nel complesso ne ho avuto un'impressione positiva e probabilmente mi sarebbe piaciuto molto se fossi entrata più in empatia con lo scrittore, che invece mi risulta cordialmente antipatico. Non so se recupererò presto Due di due, più probabilmente aspetterò un pochino.

    ha scritto il 

  • 4

    Contrariamente ai pareri negativi che vengono espressi a questo libro mi trovo a dover dire che a me invece è piaciuto. Trovo molto buona la scrittura di De Carlo e la storia ci narra di Giovanni, un uomo che da Milano arriva a Los Angeles. Inizialmente, è ospitato da Tracy e Ron due amici che ha ...continua

    Contrariamente ai pareri negativi che vengono espressi a questo libro mi trovo a dover dire che a me invece è piaciuto. Trovo molto buona la scrittura di De Carlo e la storia ci narra di Giovanni, un uomo che da Milano arriva a Los Angeles. Inizialmente, è ospitato da Tracy e Ron due amici che ha conosciuto un paio di anni prima. Non ha molti soldi e vuole far fortuna in tutti i modi, cambiando spesso lavoro fino a che non le capita un'occasione che gli darà accesso ad un mondo che lui percepiva lontano ma che pian piano si sta avvicinando. Anche se il finale è aperto, De Carlo ci lascia con fervida immaginazione, dandoci però piccole descrizioni sul protagonista che possono stimolare la nostra mente sui possibili finali che concluderanno la storia.

    ha scritto il