Ha scritto il 05/08/17
Se vo!ete distrarvi senza attraversare coinvolgimenti o subbugli emotivi, questa lettura fa assolutamente per voi. Sarà come viaggiare su un treno di panna: guarderete - perché avrete la sensazione di guardare anziché di leggere, con gli occhi - ..." Continua...
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Ha scritto il 29/11/16
B
Bravissimo nelle descrizioni degli stati d'animo e delle sensazioni ma bruttissimo il finale: sembra incompiuto.
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Ha scritto il 30/11/14
le tre stelle le ho messe per lo stile di scrittura che non trovo affatto male, e per il contesto storico in cui De Carlo ha scritto e pubblicato questo libro, il vero messaggio che mi trasmette è uno e soltanto: la normalità, quasi noiosa a ..." Continua...
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Ha scritto il 23/11/14
Tu vuo' fa' l'americano
Mi ha dato l'impressione che stesse giocando a fare Bret Easton Ellis, senza riuscirci neanche lontanamente. Sono certa della buonafede di De Carlo, perché questo romanzo è del 1981 ed Ellis ha cominciato a scrivere più tardi, ma la sensazione ..." Continua...
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Ha scritto il 19/09/14
Protagonista antipatico. Troppo descrittivo non premetteva niente di buono. Mi sono avvalsa del diritto del lettore di interrompere la lettura.
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Ha scritto il Aug 05, 2017, 15:23
Fin da bambino ho avuto questa fantasia ricorrente: di perdere consistenza ed essere libero di introdurmi nella vita di altri. A volte mi capita di notare una finestra animata mentre cammino per strada, e sulla base di pochi dettagli visibili ... Continua...
Pag. 82
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Ha scritto il Jun 02, 2015, 20:42
"Ho guardato in basso, e di colpo c’era la città, come un immenso lago nero pieno di plancton luminoso, esteso fino ai margini dell’orizzonte. Ho guardato i punti di luce che vibravano nella distanza: quelli che formavano un’armatura sottile ... Continua...
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Ha scritto il Jun 02, 2015, 20:42
" I veri scambi di informazioni avvenivano alla periferia dei nostri gesti, lungo nastri indipendenti dalle parole. E visto che queste informazioni erano ambigue al punto di non esistere nemmeno con certezza, la loro interpretazione era lasciata a ... Continua...
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Ha scritto il Jun 02, 2015, 20:41
"In questi primi piani la vedevo muovere le labbra e ripetere “Sono Marsha Mellows". Non immaginavo il suono delle parole: immaginavo di leggerle sulle sue labbra, mentre venivano pronunciate. "Marsha Mellows", perdeva la sua natura di nome e ... Continua...
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Ha scritto il Jun 02, 2015, 20:40
"Jill girava la manopola dello stereo. La musica ristagnava attorno ai nostri sedili, fiottava fuori con le correnti d'aria, in diverse direzioni. La musica dava un'interpretazione del paesaggio, e al tempo stesso lo modificava."
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