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Trilobiti

By Breece D'J Pancake

(318)

| Paperback | 9788876381591

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Book Description

Breece D’J Pancake muore suicida nel 1979 a 26 anni. Quattro anni dopo, in America esce la sua unica raccolta di racconti, la reazione è unanime. Non si tratta soltanto di un caso letterario, ma di un autore nato classico. Dodici straordinari raccont Continue

Breece D’J Pancake muore suicida nel 1979 a 26 anni. Quattro anni dopo, in America esce la sua unica raccolta di racconti, la reazione è unanime. Non si tratta soltanto di un caso letterario, ma di un autore nato classico. Dodici straordinari racconti, spietati, precisi e delicati. Esseri umani, animali e paesaggi della regione depressa dei monti Appalachi in cui Pancake era nato e cresciuto, si trasformano tra le sue mani in vite esemplari, vere per tutti, in tutti i tempi. La sua figura, a metà strada tra un eroe esistenzialista e Kurt Cobain, è soprattutto, quella di un grande scrittore.

132 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Imperdibile

    Un capolavoro. Ogni lettore dovrebbe leggerlo.
    Ogni scrittore o aspirante tale dovrebbe somatizzarlo.

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    Kapello said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    pam. un pugno nello stomaco. racconti duri, diretti, scritti in modo crudo e nel suo genere esemplare. un libro che quando uscì ebbe un meritato passaparola. che ne ha fatto subito un classico.

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    lorinbocol said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Nel sottovuoto della disperazione

    Darsi la morte a 26 anni, non è chiaro se accidentalmente o – come ufficialmente classificato – per suicidio, lasciando dietro di se appena sei brevi racconti pubblicati, perlopiù sulla rivista Atlantic Monthly, e comunque risultare uno degli scritto ...(continue)

    Darsi la morte a 26 anni, non è chiaro se accidentalmente o – come ufficialmente classificato – per suicidio, lasciando dietro di se appena sei brevi racconti pubblicati, perlopiù sulla rivista Atlantic Monthly, e comunque risultare uno degli scrittori più ammirati della letteratura americana degli anni Settanta. È stato questo il destino di Breece D'J Pancake (il nome deriva da una storpiatura involontaria della rivista che pubblicò il suo primo racconto, poi adottata dall'autore). La raccolta dei suoi racconti (i sei editi in vita e altrettanti postumi) vide la luce nel 1983, quattro anni dopo la morte, alimentando una sorta di culto underground che si fece più popolare soltanto con una successiva ristampa, ben venti anni dopo. In Italia i racconti di Pancake vedono la luce nel 2005 grazie a Isbn edizioni, casa editrice da anni impegnata in una preziosissima opera di riscoperta del prezioso giacimento dei “minori” della letteratura americana del secondo Novecento (basti pensare a Chris Fuhrman e, soprattutto, a Richard Brautigan).

    Venerato in modo incondizionato da autori quali Joyce Carol Oates, Chuck Palahniuk, Kurt Vonnegut (“È il più grande scrittore che abbia mai letto), Andre Dubus, Tom Waits (“È il mio scrittore preferito”) J.T. Leroy (“È la mia Bibbia, leggo Pancake ogni giorno”), Pancake dà voce agli sconfitti e agli emarginati della Virginia Occidentale, terra di paludi e miniere, schiavi di un tempo che non vuol passare e di eventi che non vogliono accadere. Legati e fissati a un proprio destino che pare immutabile, scolpito nella pietra da sempre come i fossili che Pancake amava cercare nella valle dell'antico fiume Teays e che danno titolo all'edizione italiana del libro (nonché al primo dolentissimo racconto pubblicato in vita), i personaggi di questi racconti si assomigliano tutti nel gravitare lentamente intorno a un vuoto esistenziale, a una condizione di mancanza o di perdita. Il centro di ogni racconto pare essere un buco che attrae e mangia tutto come una irresistibile forza di gravità che appesantisce i movimenti, rende difficili le parole e fa precipitare ogni cosa nel nulla. Le terre sono povere e desolate. Gli amori e i rapporti familiari sono fragili e illuminati tutti da una luce obliqua e lugubre. Il lavoro scarseggia, oltre che essere rischioso e malpagato. Il futuro non ha residenza in queste brevi narrazioni, in cui invece appare prepotente e ineluttabile la misteriosa tensione delle radici ad avvighiarsi a un passato altrettanto luttuoso. Unico riscatto a cui ricorrere sembra essere quello della violenza, spesso gratuita, della prevaricazione, della rissa, del piccolo guadagno.

    Perfino la lingua stessa e lo stile di questi racconti, secco, ombroso, privo di abbellimenti e di fronzoli, disegnano un mondo senza vie di fuga, senza possibilità di sviluppo, tanto che non viene qui da pensare, come in altri casi di artisti morti prematuramente, a quali sarebbero stati gli eventuali sviluppi della loro arte. No, lo scrittore Pancake, dopo aver rivoltato ogni zolla delle sue valli, come un lombrico chiuso in una scatola a rimestare la stessa terra per sempre, pare piuttosto aver bruciato tutto quando aveva da bruciare e, insieme, tutto se stesso, lasciandoci un esempio di grande letteratura ancora oggi violentemente toccante, prima di salutarci per sempre, con le mani sporche di carbone e gli occhi lucidi di disperazione e rabbia.

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    Orazio said on May 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fulminante, viscrale, scuro

    Uno degli autori che mi ha colpito di più negli ultimi anni. A distanza di tempo ripenso ancora ad alcuni passaggi della raccolta

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    Pier Paolo Carbone said on May 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    eccezionale,grazie al mio amico che me lo ha fatto scoprire.
    Essenziale,crudo,vero,virile.Raggelante e poetico come può esserlo la vita

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    Pombaral said on Feb 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    12 storie della provincia americana, quella ruvida, indurita dalle difficoltà di una vita che non prevede botte di fortuna, che sfinisce e sconfigge, con il suo peso, esistenze anonime. Sono storie dure, malinconiche ma non rabbiose, in cui si legge ...(continue)

    12 storie della provincia americana, quella ruvida, indurita dalle difficoltà di una vita che non prevede botte di fortuna, che sfinisce e sconfigge, con il suo peso, esistenze anonime. Sono storie dure, malinconiche ma non rabbiose, in cui si legge l’inappagamento, il rimpianto per un coraggio che non si è avuto, per occasioni perdute o che non si sono presentate, l’assenza di voglia di riscatto.
    C’è in ogni protagonista un senso di lontananza, di disillusione e solitudine. Ogni vita sembra bloccata da un vecchio dolore profondo. Ognuno resta a galla come può, consapevole di essere inadeguato al proprio luogo, ognuno con il suo sogno di fuga disatteso, e la coscienza di doversi adattare, senza però voler cambiare se stesso.
    In questa sorta di rassegnazione si inserisce il tema della natura, degli animali. Descrizioni in cui la sensibilità dell’autore si esprime splendidamente, ma all’interno delle quali esplode la frustrazione dell’uomo.
    12 storie struggenti per loro assoluta normalità, emozionanti per la scrittura che continua a risuonarci dentro. Un libro prezioso, che sarebbe rimasto unico, anche se pancake ce ne avesse dati altri.

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    on my way to better thing said on Dec 31, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (318)
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    • 1 star
  • Paperback 189 Pages
  • ISBN-10: 8876381597
  • ISBN-13: 9788876381591
  • Publisher: ISBN
  • Publish date: 2010-04-xx
  • In other languages: other languages English Books
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