Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Trilobiti

By Breece D'J Pancake

(320)

| Paperback | 9788876381591

Like Trilobiti ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Breece D’J Pancake muore suicida nel 1979 a 26 anni. Quattro anni dopo, in America esce la sua unica raccolta di racconti, la reazione è unanime. Non si tratta soltanto di un caso letterario, ma di un autore nato classico. Dodici straordinari raccont Continue

Breece D’J Pancake muore suicida nel 1979 a 26 anni. Quattro anni dopo, in America esce la sua unica raccolta di racconti, la reazione è unanime. Non si tratta soltanto di un caso letterario, ma di un autore nato classico. Dodici straordinari racconti, spietati, precisi e delicati. Esseri umani, animali e paesaggi della regione depressa dei monti Appalachi in cui Pancake era nato e cresciuto, si trasformano tra le sue mani in vite esemplari, vere per tutti, in tutti i tempi. La sua figura, a metà strada tra un eroe esistenzialista e Kurt Cobain, è soprattutto, quella di un grande scrittore.

133 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Il ridicolo nome da colazione di un grande scrittore

    Trilobiti. Di Breece D’J Pancake. Porco mondo. Erano anni che non leggevo qualcosa di così potente. L’autore si è suicidato a 26 anni, seguendo le orme della sua country star preferita: Phil Ochs, anch’egli suicida molto giovane. Era cresciuto nella ...(continue)

    Trilobiti. Di Breece D’J Pancake. Porco mondo. Erano anni che non leggevo qualcosa di così potente. L’autore si è suicidato a 26 anni, seguendo le orme della sua country star preferita: Phil Ochs, anch’egli suicida molto giovane. Era cresciuto nella zona degli Appalachi, tra depressioni, nevi aride, barbagli, ombre di luci calde e polverose, this land is your land. Ma questa è solo la cornice. In vita Pancake ha fatto uscire solo questi 12 racconti, pubblicati perlopiù su riviste e raccolti postumi. Kurt Vonnegut spese parole incredibili (in lettera), per questo giovane autore:

    Su Breece D’J Pancake: ti do la mia parola d’onore che si tratta semplicemente del più grande scrittore, dello scrittore più sincero che io abbia mai letto. Quello che temo è che questo gli abbia dato troppo dolore, non c’è nessun divertimento a essere così bravo. Ma né tu né io lo sapremo mai.

    Ma tutto questo fa da scenografia. La cosa più azzeccata che mi è capitato di leggere su di lui è sulla nota di copertina dell’edizione ISBN: un autore “nato classico”. Allora ha senso chiedersi cosa significhi essere “classico”. Le cose di cui parla Pancake e la profondità con la quale le tratta, l’universalità di certi temi, perfino il paesaggio sono tutti elementi classici. La sua è una riduzione all’essenzialità e dunque al valore. Di cosa vuoi parlare ragazzo? Dico: di cosa vuoi parlare veramente, ragazzo? I tuoi giorni sono contati, non hai da sprecare tempo. Qui intorno non c’è niente, niente che possa distrarti o niente che possa salvarti. Non c’è salvezza, c’è solo da passare i tuoi giorni sotto questo cielo cangiante e irredento. E allora, dimmi: cosa vuoi raccontare? La solitudine, per esempio, la solitudine cannibale di chi vede partire tutti gli amici per il college e lui rimane a coltivare una terra dalla quale non si può spremere neanche più un germoglio, mentre la propria madre, ubriacona debosciata, sta per vendere la fattoria del padre, la persona che ti ha menato con un serpente nero. Una volta, tanto tempo fa, e ora Pa’ è morto. Il tempo immemore nei trilobiti, loro sì che sono immutabili. Oppure vuoi raccontare delle miniere di carbone, di chi ci lascia il fiato ogni giorno e caccia per distrarsi. Niente di rituale nella caccia, solo una faccenda da ubriaconi. Vuoi raccontare della miseria dei bar aperti nel pomeriggio, delle lattine di birra scolate nel meriggio, di autostoppisti e reduci, di gente che, semplicemente, ha mollato tutto e se n’è andata. Di questo vale la pena parlare. Di gente che parte.
    Lo spazio, ecco, dev’essere una questione di spazio. Più che gli ambienti e i personaggi sono miserabili e più che lo spazio si dilata. Non c’è mai depressione in questi racconti, semmai tristezza, profonda e umana tristezza, ma non vicoli neri. Forse è per questo che Breece si è ucciso: voleva mettere una solennità alla miseria dei suoi giorni che serviva da antidoto, da esorcismo. E invece, niente. Anche questa è scenografia, tinteggiatura per quarte di copertina, per approfondimenti psicologici extra.
    Pancake usa la forma del racconto, prodigiosamente. La usa come se scrivesse dei romanzi condensati – eppure lo spazio è dilatato. Grande maestria di un autore: tempo e spazio l’uno in funzione dell’altro.
    Ecco, è forse in questa capacità di plasmare il cosmo che risiede la grandezza di questo autore che ha deciso, a un certo punto, di darci un taglio. A quanto pare Pancake era solito ricoprire di regali chiunque incontrasse e gli andasse a genio. Certo, era solito anche esplodere in violente risse al pub, completamente gonfio di birra. Sono due lati della stessa medaglia: chiunque senta il bisogno di comprare le persone a suon di prodigalità, è anche qualcuno che sconta un rapporto controverso col genere umano. Fatto sta che era, e rimane, uno scrittore senza genere, ma nel senso migliore della formula: impossibile da catalogare, libero da formalismi, era un formidabile genio (lui sì, davvero) con un ridicolo nome da colazione.

    Is this helpful?

    Guildstern said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Imperdibile

    Un capolavoro. Ogni lettore dovrebbe leggerlo.
    Ogni scrittore o aspirante tale dovrebbe somatizzarlo.

    Is this helpful?

    Kapello said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    pam. un pugno nello stomaco. racconti duri, diretti, scritti in modo crudo e nel suo genere esemplare. un libro che quando uscì ebbe un meritato passaparola. che ne ha fatto subito un classico.

    Is this helpful?

    lorinbocol said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Nel sottovuoto della disperazione

    Darsi la morte a 26 anni, non è chiaro se accidentalmente o – come ufficialmente classificato – per suicidio, lasciando dietro di se appena sei brevi racconti pubblicati, perlopiù sulla rivista Atlantic Monthly, e comunque risultare uno degli scritto ...(continue)

    Darsi la morte a 26 anni, non è chiaro se accidentalmente o – come ufficialmente classificato – per suicidio, lasciando dietro di se appena sei brevi racconti pubblicati, perlopiù sulla rivista Atlantic Monthly, e comunque risultare uno degli scrittori più ammirati della letteratura americana degli anni Settanta. È stato questo il destino di Breece D'J Pancake (il nome deriva da una storpiatura involontaria della rivista che pubblicò il suo primo racconto, poi adottata dall'autore). La raccolta dei suoi racconti (i sei editi in vita e altrettanti postumi) vide la luce nel 1983, quattro anni dopo la morte, alimentando una sorta di culto underground che si fece più popolare soltanto con una successiva ristampa, ben venti anni dopo. In Italia i racconti di Pancake vedono la luce nel 2005 grazie a Isbn edizioni, casa editrice da anni impegnata in una preziosissima opera di riscoperta del prezioso giacimento dei “minori” della letteratura americana del secondo Novecento (basti pensare a Chris Fuhrman e, soprattutto, a Richard Brautigan).

    Venerato in modo incondizionato da autori quali Joyce Carol Oates, Chuck Palahniuk, Kurt Vonnegut (“È il più grande scrittore che abbia mai letto), Andre Dubus, Tom Waits (“È il mio scrittore preferito”) J.T. Leroy (“È la mia Bibbia, leggo Pancake ogni giorno”), Pancake dà voce agli sconfitti e agli emarginati della Virginia Occidentale, terra di paludi e miniere, schiavi di un tempo che non vuol passare e di eventi che non vogliono accadere. Legati e fissati a un proprio destino che pare immutabile, scolpito nella pietra da sempre come i fossili che Pancake amava cercare nella valle dell'antico fiume Teays e che danno titolo all'edizione italiana del libro (nonché al primo dolentissimo racconto pubblicato in vita), i personaggi di questi racconti si assomigliano tutti nel gravitare lentamente intorno a un vuoto esistenziale, a una condizione di mancanza o di perdita. Il centro di ogni racconto pare essere un buco che attrae e mangia tutto come una irresistibile forza di gravità che appesantisce i movimenti, rende difficili le parole e fa precipitare ogni cosa nel nulla. Le terre sono povere e desolate. Gli amori e i rapporti familiari sono fragili e illuminati tutti da una luce obliqua e lugubre. Il lavoro scarseggia, oltre che essere rischioso e malpagato. Il futuro non ha residenza in queste brevi narrazioni, in cui invece appare prepotente e ineluttabile la misteriosa tensione delle radici ad avvighiarsi a un passato altrettanto luttuoso. Unico riscatto a cui ricorrere sembra essere quello della violenza, spesso gratuita, della prevaricazione, della rissa, del piccolo guadagno.

    Perfino la lingua stessa e lo stile di questi racconti, secco, ombroso, privo di abbellimenti e di fronzoli, disegnano un mondo senza vie di fuga, senza possibilità di sviluppo, tanto che non viene qui da pensare, come in altri casi di artisti morti prematuramente, a quali sarebbero stati gli eventuali sviluppi della loro arte. No, lo scrittore Pancake, dopo aver rivoltato ogni zolla delle sue valli, come un lombrico chiuso in una scatola a rimestare la stessa terra per sempre, pare piuttosto aver bruciato tutto quando aveva da bruciare e, insieme, tutto se stesso, lasciandoci un esempio di grande letteratura ancora oggi violentemente toccante, prima di salutarci per sempre, con le mani sporche di carbone e gli occhi lucidi di disperazione e rabbia.

    Is this helpful?

    Orazio said on May 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fulminante, viscrale, scuro

    Uno degli autori che mi ha colpito di più negli ultimi anni. A distanza di tempo ripenso ancora ad alcuni passaggi della raccolta

    Is this helpful?

    Pier Paolo Carbone said on May 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    eccezionale,grazie al mio amico che me lo ha fatto scoprire.
    Essenziale,crudo,vero,virile.Raggelante e poetico come può esserlo la vita

    Is this helpful?

    Pombaral said on Feb 5, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (320)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 189 Pages
  • ISBN-10: 8876381597
  • ISBN-13: 9788876381591
  • Publisher: ISBN
  • Publish date: 2010-04-xx
  • In other languages: other languages English Books
Improve_data of this book