Trilogía de Nueva York

Ciudad de cristal - Fantasmas - La habitación cerrada

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Publisher: Editorial Anagrama

3.8
(5814)

Language: Español | Number of Pages: 344 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Catalan , Italian , German , Chi simplified , Dutch , Swedish , Portuguese , Farsi , Czech

Isbn-10: 8433974068 | Isbn-13: 9788433974068 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Book Description
La trilogía de Nueva York, sin duda una de las obras literarias más memorables de los años ochenta, es uno de los cimientos sobre los que se sustenta el prestigio internacional de Paul Auster. El escritor maneja, manipula y reinventa el género policíaco, del que hace una relectura posmoderna con tintes metafísicos. El autor entreteje tres historias dependientes que forjan mitos contemporáneos.
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  • 3

    Me gustó alguna opinión que lei por ahí antes de empezar este libro y que refuto ahora después de leerlo; parece una novela negra policiaca escrita por Kafka. Las tres historias tienen momento de pens ...continue

    Me gustó alguna opinión que lei por ahí antes de empezar este libro y que refuto ahora después de leerlo; parece una novela negra policiaca escrita por Kafka. Las tres historias tienen momento de pensar que es una fumada muy gorda y páginas esperpénticas. Bueno, bien sin más, para entretenerte y pasar un rato leyendo.

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  • 0

    senza infamia e senza lode. Forse non l'ho capito o forse non mi piacciono i libri strutturati con vari racconti, ma non mi ha lasciato traccia

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  • 3

    Si lascia leggere, questo è da dire. Ma purtroppo non credo che Paul Auster sia uno scrittore adatto a me. Le tre storie sembrano intrecciarsi continuamente, in realtà sono solo nomi che si ripropongo ...continue

    Si lascia leggere, questo è da dire. Ma purtroppo non credo che Paul Auster sia uno scrittore adatto a me. Le tre storie sembrano intrecciarsi continuamente, in realtà sono solo nomi che si ripropongono forse per dare l'idea del familiare ma che non hanno nessun collegamento reale. Alla fine di ognuna puntualmente ci sono rimasta malissimo, perchè è come se mancassero un paio di pagine finali per spiegare. Evidentemente non ho la sensibilità adatta per cogliere la profondità del suo stile. "La Stanza chiusa" è quella che mi è piaciuta di più, sarà che la narrazione in prima persona aiuta parecchio. Noto in Auster una curiosa fissazione per i taccuini (meglio se rossi). Inoltre c'è da dire che conosce decisamente bene la planimetria di New York, io quasi quasi mi perdo anche a casa mia. Giudizio finale: un pò delusa da qualcosa di cui mi aspettavo molto di più. E, giusto per farmi del male, sto leggendo anche la graphic novel di "Città di vetro", che però devo dire consiglio per i disegni e perchè si coglie qualche dettaglio in più della storia.

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  • 2

    Francamente mi aspettavo qualcosa di più da questa Trilogia. Abbastanza interessante il primo racconto (Città di vetro), evanescente il secondo (Fantasmi), bello il terzo (La stanza chiusa). Ma il tut ...continue

    Francamente mi aspettavo qualcosa di più da questa Trilogia. Abbastanza interessante il primo racconto (Città di vetro), evanescente il secondo (Fantasmi), bello il terzo (La stanza chiusa). Ma il tutto sembra solo un esercizio di stile, privo di anima e di valore.

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  • 4

    Trilogia di New York

    Questa trilogia è composta da tre racconti lunghi – “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”: tre vicende allucinate, raffinate ed ammalianti in cui le strade della Grande Mela diventano il t ...continue

    Questa trilogia è composta da tre racconti lunghi – “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”: tre vicende allucinate, raffinate ed ammalianti in cui le strade della Grande Mela diventano il teatro in cui si svolgono drammi intrisi di una profonda ed ineluttabile inquietudine.
    Le tre storie narrate sono davvero originali: il loro carattere è "giallo" solo in apparenza. Anche se ognuno dei protagonisti conduce un'inchiesta misteriosa, i cui esiti saranno imprevedibili, la detective story non è altro che uno “specchietto per le allodole” attraverso cui l’ignaro lettore si inoltra in un profondo viaggio di introspezione all’interno dell’animo dei vari personaggi.
    Nel cuore di una metropoli enigmatica e surreale, dove tutto può accadere, assistiamo ad un’elegante commistione tra la letteratura poliziesca definita “hard-boiled” e l’approccio post-modernista, di cui Auster è a tutti gli effetti rappresentante.
    A legare tra loro le varie vicende di cui è composto il libro, si scorgono qua e là dei filamenti appena percettibili, che si intrecciano e dipanano lungo lo scorrere delle pagine, seguendo l’evolvere delle situazioni.
    Paul Auster è un signor narratore. A prescindere dalle storie che racconta e dai personaggi enigmatici che ritrae, facendo leva su un ineccepibile talento narrativo, riesce a raccontare storie di qualità assoluta, che lasciano nel lettore un “non so che” di irrisolto insieme alla soddisfazione di aver assaporato un salutare assaggio di letteratura con la L maiuscola.
    Giudizio: da leggere, per fare la conoscenza di un grande scrittore contemporaneo.

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  • 5

    Un libro per pochi

    Uno dei migliori libri scritti da un autore americano. Prende dalle primissime righe, e come in un noir doc non lo si riesce più a lasciare. Auster applica la tecnica di un noir/thriller alla letterat ...continue

    Uno dei migliori libri scritti da un autore americano. Prende dalle primissime righe, e come in un noir doc non lo si riesce più a lasciare. Auster applica la tecnica di un noir/thriller alla letteratura e scrive un capolavoro...

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  • 2

    Mah...... tre storie sconclusionate, senza capo né coda...o forse sono stato io incapace di comprenderne il filo.
    Il primo racconto del tutto assurdo, il secondo più breve, con una sua trama ma anche ...continue

    Mah...... tre storie sconclusionate, senza capo né coda...o forse sono stato io incapace di comprenderne il filo.
    Il primo racconto del tutto assurdo, il secondo più breve, con una sua trama ma anche lui senza una evidente logica, il terzo senza dubbio molto più avvincente ma alla fine termina anche lui così... all'improvviso... lasciandoti con un pugno di mosche in mano.
    Non si capisce nemmeno se dietro non vi siano legami sottili tra i tre episodi, e quanto c'entri la metascrittura col nome dell'autore che ogni tanto torna tra i personaggi e gli stessi nomi che fanno un capolino da un racconto all'altro, così... senza un motivo evidente.
    A leggerlo si legge, lo stile è anche gradevole ma dieci minuti dopo aver girato l'ultima pagina già non mi era rimasto più nulla.

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  • 4

    Paul Auster si nasconde sempre un po'...

    Partiamo dalla premessa che non sono affatto obiettivo quando si parla di questo grande scrittore, conoscendone abbastanza a fondo anche le sfaccettature nella scrittura. Questre tre storie che sembr ...continue

    Partiamo dalla premessa che non sono affatto obiettivo quando si parla di questo grande scrittore, conoscendone abbastanza a fondo anche le sfaccettature nella scrittura. Questre tre storie che sembrano apparentemente slegate, man mano ci si accorge come non lo siano affatto e come abbiano la caratteristica di svelare e non svelare nello stesso tempo lo svolgersi degli eventi narrativi. In fondo Auster è sempre Auster!

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