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Trilogía de Nueva York

Ciudad de cristal - Fantasmas - La habitación cerrada

By Paul Auster

(66)

| Mass Market Paperback | 9788433974068

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Book Description

La trilogía de Nueva York, sin duda una de las obras literarias más memorables de los años ochenta, es uno de los cimientos sobre los que se sustenta el prestigio internacional de Paul Auster. El escritor maneja, manipula y Continue

La trilogía de Nueva York, sin duda una de las obras literarias más memorables de los años ochenta, es uno de los cimientos sobre los que se sustenta el prestigio internacional de Paul Auster. El escritor maneja, manipula y reinventa el género policíaco, del que hace una relectura posmoderna con tintes metafísicos. El autor entreteje tres historias dependientes que forjan mitos contemporáneos.

699 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Solo "Città di Vetro"

    Il romanzo propone diversi livelli di interpretazione, alcuni dei quali mi sono senz’altro sfuggiti.

    Daniel Quinn, trentacinquenne newyokese è stato colpito, alcuni anni prima dei fatti narrati, da una tragedia che ha provocato la morte della moglie ...(continue)

    Il romanzo propone diversi livelli di interpretazione, alcuni dei quali mi sono senz’altro sfuggiti.

    Daniel Quinn, trentacinquenne newyokese è stato colpito, alcuni anni prima dei fatti narrati, da una tragedia che ha provocato la morte della moglie e del figlio di pochi anni. Comprensibilmente Quinn si è ritirato dalla società guadagnandosi da vivere come scrittore di romanzi gialli con lo pseudonimo di William Wilson, senza rivelare a nessuno la sua attività e chi si cela dietro lo pseudonimo. Per un apparente caso fortuito ha la possibilità di sostituirsi ad un reale investigatore, e dopo una breve riflessione Quinn approfitta dell’equivoco, sperando di rientrare in un mondo attivo e stimolante; ma il caso in cui viene coinvolto, che lo porta a seguire un malato di mente, già professore di letteratura e internato per esperimenti condotti sul proprio figliolo, in realtà lo porta a isolarsi sempre di più fino all’estremo limite in cui, persa l’abitazione e gli ultimi denari, si spoglia letteralmente di tutto fino a sparire.

    Nel romanzo viene richiamato anche Paul Auster, prima è solo il nome di un investigatore che Quinn decide di sostituire a seguito di un apparente equivoco telefonico, impersonandolo nei confronti del cliente, salvo scoprire quando il caso si dimostra difficile da affronatare, che l’unico Paul Auster rintracciabile è uno scrittore che sta scrivendo un saggio su Cervantes e Don Chichotte, alla fine appare anche l’io narrante, corrispondente quindi all’effettivo Paul Auster scrittore che dichiara di essere amico del Paul Auster saggista e di conoscere la storia di Quinn direttamente da questi e da un taccuino rosso, contenente gli appunti di Quinn sul caso.

    Alla fine del romanzo l’io narrante, prima di esprimere la sua vicinanza a Quinn, dichiara “Naturalmente il taccuino rosso rappresenta solo metà della storia come il lettore accorto avrà capito.”
    Mannaggia io non l’ho capito, resto a disposizione per spiegazioni ringraziando anticipatamente anche se è chiaro che non esiste nessun taccuino rosso ma solo delle scatole cinesi partorite dall’autore.

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    Yossarian noto come Alberto said on Sep 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    十幾年前讀過 那時覺得不知道在幹嘛
    現在再重讀一次 還是不知道在幹嘛
    想起了安部公房的燃燒的地圖
    押井守的迷宫物件FILE 538
    大概就是這樣

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    Hera said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi aspettavo qualcosa di più. .

    Devo dire la verità: non ci ho capito niente! Tanta introspezione, tanta filosofia, una grande ansia... Mi aspettavo più trama e meno elucubrazioni sull'esistenza. Ho sbagliato io, non è il mio genere..

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    Macride said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Città di vetro: ** interessanti ma non originali le tematiche del doppio e del linguaggio, purtroppo non bastano per reggere la noia e la ripetitività del racconto, volutamente confusionario e illogico.
    Fantasmi: **1/2 Leggermente meno noioso del pr ...(continue)

    Città di vetro: ** interessanti ma non originali le tematiche del doppio e del linguaggio, purtroppo non bastano per reggere la noia e la ripetitività del racconto, volutamente confusionario e illogico.
    Fantasmi: **1/2 Leggermente meno noioso del primo ma privo di temi interessanti o pregnanti
    La stanza chiusa: *** Il migliore dei racconti, scorrevole, meno inconcludente, e con collegamenti più evidenti alle storie precedenti e ai personaggi reali a cui si fa un continuo riferimento - Thoureau e Colombo.

    Complessivamente il giudizio è due stelle e mezzo

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    Malitia said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

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