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Trilogía de Nueva York

Ciudad de cristal - Fantasmas - La habitación cerrada

By

Publisher: Editorial Anagrama

3.8
(5566)

Language:Español | Number of Pages: 344 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Catalan , Italian , German , Chi simplified , Dutch , Swedish , Portuguese , Farsi , Czech

Isbn-10: 8433974068 | Isbn-13: 9788433974068 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Book Description
La trilogía de Nueva York, sin duda una de las obras literarias más memorables de los años ochenta, es uno de los cimientos sobre los que se sustenta el prestigio internacional de Paul Auster. El escritor maneja, manipula y reinventa el género policíaco, del que hace una relectura posmoderna con tintes metafísicos. El autor entreteje tres historias dependientes que forjan mitos contemporáneos.
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  • 5

    Bellissimi momenti di lettura, intrigante architettura, intelligenza sottile.
    Libri che parlano di libri, scrittori che parlano di scrittori, investigatori alla ricerca del senso perduto del proprio e ...continue

    Bellissimi momenti di lettura, intrigante architettura, intelligenza sottile.
    Libri che parlano di libri, scrittori che parlano di scrittori, investigatori alla ricerca del senso perduto del proprio essere - che lo trovano solo perdendosi definitivamente.
    Una scrittura che in alcuni punti mi ha ricordato l'altro ineffabile di Newark.

    said on 

  • 4

    Il privilegio dello scrittore

    Ho avuto la fortuna di avvicinarmi a Paul Auster leggendo per primo Mister Vertigo, il suo libro narrativamente più semplice e quindi più accessibile. Questo mi ha reso comprensibili anche i racconti ...continue

    Ho avuto la fortuna di avvicinarmi a Paul Auster leggendo per primo Mister Vertigo, il suo libro narrativamente più semplice e quindi più accessibile. Questo mi ha reso comprensibili anche i racconti e i romanzi dove la scrittura è più astratta.
    I tre racconti della Trilogia quando li lessi più di vent'anni fa mi erano piaciuti moltissimo.
    Quello che narrano, nello stile scarno ed essenziale di Auster, sono i tentativi del protagonista di controllare le azioni e la vita degli esseri umani con cui entra in contatto per evitare la sofferenza che le azioni umane gli potrebbero procurare. Tentativi ovviamenti destinati all'insuccesso.
    E allora che fare? Accettare la vita e quindi soffrire? Auster, ha un'alternativa: ciò che non è possibile nella realtà alle persone normali è assolutamente realizzabile per uno scrittore che può controllare e indirizzare a piacimento il suo mondo e i suoi personaggi.

    said on 

  • 4

    Whether it might have turned out differently, or whether it was all predetermined with the first word that came from the stranger's mouth, is not the question. The question is the story itself, and wh ...continue

    Whether it might have turned out differently, or whether it was all predetermined with the first word that came from the stranger's mouth, is not the question. The question is the story itself, and whether or not it means something is not for the story to tell.

    To be, or not to be, that is the question diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi, avete sbagliato the question is the story itself ...a parlare di cose postmoderne si diventa metaletterari, Shakespeare e Collodi mi perdoneranno.
    Nessun autore che ci accompagni passo passo in una storia chiara, che metta in campo, affronti e possibilmente risolva temi ben definiti: nel postmodernismo la protagonista è la storia stessa, la storia è la realtà, e quindi non può essere piegata a nostro piacimento né le possiamo attribuire arbitrariamente un significato preciso.
    Ecco, allora, che nella Trilogia di New York le false piste si moltiplicano e le storie non finiscono. Come nella realtà. I confini sfumano, le trame tradizionali sono scardinate, i personaggi si sovrappongono, ma non è un mero esercizio stilistico: superfluo sottolineare come i tanti personaggi incerti sulla propria identità e ossessionati dalla ricerca di un senso siano dei tipici uomini moderni.

    Ma ancora più che sulla condizione umana moderna, secondo me, questo tipo di narrazione offre spunti di riflessione sulla letteratura stessa, tanto che la metaletteratura è una delle colonne portanti della trilogia: tantissimi i riferimenti inter- e intra-testuali nei tre racconti, molte le citazioni e le allusioni ai grandi classici, da Thoreau a Melville, da Milton a Carroll, molti i personaggi-scrittori e i loro libri fittizi (scatole cinesi, insomma).

    Le storie sono godibili, autori misteriosi tengono le fila e seminano indizi sulla propria identità e su quella degli altri personaggi in una New York che regge loro il gioco. Forse i racconti sono un po' troppo figli del loro tempo (letterario), ma ho trovato questo libro una lettura decisamente interessante.

    Was "fate" the word he really wanted to use?[...] Fate in the sense of what was, what happened to be. It was something like the word "it" in the phrase "it is rainig" or "it is night". What that "it" referred to Quinn had never known.

    P.S. la citazione finale mi pareva esemplificativa di varie cose, ed è il motivo per cui l'ho messa; però se qualcuno ha l'edizione Einaudi sarei curiosa di sapere com'è stata tradotta in italiano.

    said on 

  • 2

    Non so sinceramente cosa pensare di questi tre racconti.
    Scritti bene sono scritti bene.
    Però.
    Però sembrano un tentativo troppo autocompiaciuto di sperimentazione, con tanto di richiami misteriosi o ...continue

    Non so sinceramente cosa pensare di questi tre racconti.
    Scritti bene sono scritti bene.
    Però.
    Però sembrano un tentativo troppo autocompiaciuto di sperimentazione, con tanto di richiami misteriosi o coincidenze non casuali tra i tre racconti. Si spacciano per storie gialle e storie gialle non sono. Anzi, vista la loro fine "nonsense" forse non sono nemmeno storie.
    I tre racconti, personalmente, mi sono piaciuti in maniera crescente, forse proprio perché la quantità di nonsense e di non-spiegato si riduce dal primo all'ultimo. Oppure semplicemente perché ci si abitua.
    Me l'avevano tanto consigliato che non so cosa pensare. Forse sono io che non sono adatto a questo tipo di letture.

    said on 

  • 3

    Suggestioni

    Non è che non mi sia piaciuto, ecco.
    Forse è più esatto dire che mi ha lasciata interdetta, con alcune suggestioni:
    La citta di vetro mi ha fatto pensare alle atmosfere de “La leggenda del re pescator ...continue

    Non è che non mi sia piaciuto, ecco.
    Forse è più esatto dire che mi ha lasciata interdetta, con alcune suggestioni:
    La citta di vetro mi ha fatto pensare alle atmosfere de “La leggenda del re pescatore”, al personaggio interpretato da Jeff Bridges;
    Fantasmi a un gioco di specchi e scatole cinesi;
    La stanza chiusa - per me il racconto più riuscito - a un nebbioso labirinto senza uscita.
    Auster è spiazzante e originale. Ne leggerò ancora.

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  • 4

    Trilogia di NY

    La scrittura di Auster è davvero notevole, tuttavia il romanzo mi ha lasciata un po' male quasi fino alla fine. Sicuramente avevo altre aspettative, credevo fosse un'altra cosa. Da amante del giallo m ...continue

    La scrittura di Auster è davvero notevole, tuttavia il romanzo mi ha lasciata un po' male quasi fino alla fine. Sicuramente avevo altre aspettative, credevo fosse un'altra cosa. Da amante del giallo mi aspettavo la classica detective story americana, cruda e cattiva, invece mi sono trovata questi psico-thriller, un po' noiosetti e che di thriller sembravano avere ben poco.
    Invece proseguendo con le storie si notano legami molto sottili e geniali, sfumature che si trascinano da un racconto all'altro, ma che non afferri finchè non arrivi alla fine.

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  • 3

    3,5

    E' il primo libro di Auster che leggo e devo dire che mi ha piacevolmente colpita. Mi piace davvero tanto il suo stile di scrittura, come si suol dire leggerei volentieri anche la sua lista della spes ...continue

    E' il primo libro di Auster che leggo e devo dire che mi ha piacevolmente colpita. Mi piace davvero tanto il suo stile di scrittura, come si suol dire leggerei volentieri anche la sua lista della spesa. I racconti mi hanno ricordato gli episodi di "Ai confini della realtà", non si tratta del classico "giallo". Consigliato agli amanti del genere. Dei tre racconti "La stanza chiusa" a mio avviso è il migliore.

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  • 2

    repetita stufant

    Tre storie sul cercare qualcuno fino a perdere se stessi, aventi per sfondo una noncurante New York. Ben scritte, eh. Ma così simili che per me me ne sarebbe bastata una.

    said on 

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