Trilogia de Klaus i Lucas

Per

Editor: La Magrana

4.4
(9649)

Language: Català | Number of Pàgines: 477 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) Chi traditional , English , French , Italian , Spanish

Isbn-10: 8489662851 | Isbn-13: 9788489662858 | Data publicació: 

Translator: Sergi Pàmies

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
La guerra esclata i la mare dels bessons Claus i Lucas es veu obligada a deixar els nois amb la seva àvia, una vella analfabeta, bruta, avara i dolenta que els fa la vida impossible. Les noves circumstàncies empenyen Claus i Lucas a fer exercicis per endurir-se: volen ser resistents al dolor i tenir la crueltat necessària per enfrontar-se a la dona. Els cal sobreviure, créixer ràpidament i deixar testimoni dels seus fets en uns quaderns escolars que, un cop se separin en fi nalitzar la guerra, els hauran de servir per completar les respectives històries. La Trilogia de Claus i Lucas, composta per les novel·les El gran quadern, La prova i La tercera mentida, és un puzle de veus contradictòries format per peces menudes i punxants com agulles.
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  • 5

    Duro, crudo, continui pugni nello stomaco, diretto, intricato, difficile, complesso, affascinante, capolavoro. Per me, che piace fare classifiche, uno dei venti migliori libri mai letti

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  • 4

    Intenso e indimenticabile

    Se scrivessi solo “capolavoro” ti farei capire subito cosa penso. In effetti, secondo me, non c’è parola migliore di questa per descrivere la Trilogia della città di K. di Agota Kristof. Tuttavia, se ...continua

    Se scrivessi solo “capolavoro” ti farei capire subito cosa penso. In effetti, secondo me, non c’è parola migliore di questa per descrivere la Trilogia della città di K. di Agota Kristof. Tuttavia, se scrivessi solo “capolavoro”, non sarei esauriente.

    Il resto della recensione, qui: https://thegrowingupchronicle.wordpress.com/2017/03/13/trilogia-citta-k-agota-kristof/

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  • 2

    null

    "una prosa che ha l'andatura di una marionetta omicida."
    Mentre leggevo il libro mi sono resa conto che la descrizione calza a pennello. L'arrivo guerra nella vita di questi due gemelli sconvolge tutt ...continua

    "una prosa che ha l'andatura di una marionetta omicida."
    Mentre leggevo il libro mi sono resa conto che la descrizione calza a pennello. L'arrivo guerra nella vita di questi due gemelli sconvolge tutto il loro mondo. Si ritrovano abbandonati dalla madre presso una vecchia nonna cattiva e tirchia, tipo Hansel e Gretel con la strega. Il libro continua con l'evolversi della loro crescita per finire poi in età adulta in un'atmosfera onirica. A dire il vero non ho del tutto compreso qual'era la storia vera e quali le fantasie narrative. Il racconto si sviluppa con una scrittura gradevole ma strettamente descrittiva e per niente empatica. A dispetto delle critiche che mi avevano spinto a leggerlo non ho amato particolarmente il libro.

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  • 5

    Pagina dopo pagina si rimane interdetti davanti al comportamento dei due gemelli ," mi domando : le atrocità e gli stenti di una guerra potrebbero generare follie del genere ? Penso proprio di sì ". C ...continua

    Pagina dopo pagina si rimane interdetti davanti al comportamento dei due gemelli ," mi domando : le atrocità e gli stenti di una guerra potrebbero generare follie del genere ? Penso proprio di sì ". Concludo solo dicendo , che oltre alle brutture che ovviamente risaltano durante la lettura , io ho trovato tanta solitudine , tristezza e malinconia .

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  • 1

    (Brutta) telecronaca delle bestialità umane

    Scrittura telegrafica, per lo più asettica e inespressiva. Storia di una famiglia ambientata probabilmente nell'Ungheria della II guerra mondiale. L'autrice cerca di coinvolgere il lettore con la narr ...continua

    Scrittura telegrafica, per lo più asettica e inespressiva. Storia di una famiglia ambientata probabilmente nell'Ungheria della II guerra mondiale. L'autrice cerca di coinvolgere il lettore con la narrazione delle tragedie e bestialità compiute per lo più dai gemelli (o meglio dal gemello cattivo). Introspezione psicologica: zero. Ad un certo punto ci si perde, cercando di capire chi è chi e cosa è realmente accaduto: la storia diventa inutilmente complicata, il finale sembra un po’ ‘tirato via’.

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  • 1

    La città di K(acca)

    Ho letto tanti libri brutti, potrei citare decine e decine di esperienze negative in tal senso. Questa trilogia diventa un serio candidato per entrare a pieno diritto nel podio dei peggiori.
    Era tanto ...continua

    Ho letto tanti libri brutti, potrei citare decine e decine di esperienze negative in tal senso. Questa trilogia diventa un serio candidato per entrare a pieno diritto nel podio dei peggiori.
    Era tanto tempo che volevo avvicinarmi all'opera di questa scrittrice ungherese, considerata da molti un capisaldo della letteratura.
    Ho provato disgusto e ribrezzo a leggere questo romanzo, ma non il sentimento che diventa conferma che l'autore ha centrato il suo obiettivo, ossia quello di generare forti sensazioni nell'animo del fruitore di un'opera, positive o meno. La mia è una sensazione frutto di un'assenza totale di empatia per l'intera opera, costellata di personaggi che mi ricordano più diabolici burattini privi di anima.
    E' un mondo senza alcuna speranza quello della Kristof, dove non trovo alcun messaggio e/o insegnamento. Esiste solo odio, brutture, sopraffazione, negatività, sesso ripugnante, incestuoso e perverso.
    Se la prima opera conserva un suo filo conduttore, i successivi due capitoli deragliano in un delirio allucinogeno.
    Secondo me la Signora Kristof aveva bisogno di un dottore molto bravo.
    Che si fottano critici e sapientoni.
    Per me questo è proprio un libro di K(acca).
    Come disse il buon Fantozzi al termine della Corazzata Potemkin, questa "Trilogia della città di K(acca)" è UNA CAGATA PAZZESCA!!!!

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  • 3

    a me non piacque e lo trovai troppo pesante e triste. ma, ammetto di averlo letto a bordo piscina nell'assolatissima estate del 2003. quindi forse, non nelle condizioni adeguate per gustarlo. dovrei r ...continua

    a me non piacque e lo trovai troppo pesante e triste. ma, ammetto di averlo letto a bordo piscina nell'assolatissima estate del 2003. quindi forse, non nelle condizioni adeguate per gustarlo. dovrei riprovarci, a leggerlo, ma non so; non me la sento...

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