Trilogia de Nova York

Per

Editor: Proa

3.8
(5644)

Language: Català | Number of Pàgines: 287 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , Chi traditional , French , Italian , German , Chi simplified , Dutch , Swedish , Portuguese , Farsi , Czech

Isbn-10: 8482560204 | Isbn-13: 9788482560205 | Data publicació: 

Translator: Joan Sellent Arús

També disponible com: Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descripció del llibre
La ciutat de vidre, Fantasmes i L'habitació tancada, tres novel·les breus de detectius, componen aquesta Trilogia de Nova York. Un home rep l'encàrrec de seguir-ne un altre, de vigilar-lo, de descobrir-ne els secrets. En rep l'encàrrec i seguidament emprèn la tasca. Això pot ser el que, poc o molt, tenen en comú totes les feines del detectiu privat. I el que té en comú també l'aventura del novel·lista, que pot arribar a ser més arriscada que la pitjor persecució policial.

Trilogia de Nova York presenta tres històries, gairebé tres variacions a la manera musical, de persecucions detectivesques, que duen a conclusions d'impacte. Que tota persecució fa l'efecte d'un mirall, en què el perseguidor sempre es reflecteix, incapaç de diferenciar-se del seu perseguit. I que potser, en viure, forçosament tots som uns perseguidors i, per tant, amb la porta oberta a la follia, acabem perseguint-nos o sent perseguits. Però això no fa perdre el bon humor a Paul Auster, un dels autors de més prestigi que ha donat la narrativa nord-americana recent.
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  • 3

    Il primo racconto mi è piaciuto, ma niente di più; il secondo mi è proprio piaciuto.. e il terzo è stato fantastico. I personaggi si mescolano tra un racconto e l'altro, ti trasportano senza che tu ne ...continua

    Il primo racconto mi è piaciuto, ma niente di più; il secondo mi è proprio piaciuto.. e il terzo è stato fantastico. I personaggi si mescolano tra un racconto e l'altro, ti trasportano senza che tu ne sia consapevole. Continuerò con Auster. Di sicuro.

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  • 3

    Qualcuno è in cerca di qualcuno, a NYC

    Tre racconti, tre ricerche.
    C'è chi cerca un padre pericoloso, chi cerca la vita di una altro, chi cerca un amico scomparso.
    Ogni storia finisce in modo imprevedibile, ma, ciascuno dei tre protagonist ...continua

    Tre racconti, tre ricerche.
    C'è chi cerca un padre pericoloso, chi cerca la vita di una altro, chi cerca un amico scomparso.
    Ogni storia finisce in modo imprevedibile, ma, ciascuno dei tre protagonisti, finisce per spostare la ricerca su se stesso.
    Lettura scorrevole, un buon libro.

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  • 0

    C'è geometria, in questi racconti di Auster, e un'aria rarefatta.
    Una ragnatela impalpabile, nella quale vengono racchiusi, insieme, l'autore e il lettore. Ma l'autore è il ragno, e il lettore non sa ...continua

    C'è geometria, in questi racconti di Auster, e un'aria rarefatta.
    Una ragnatela impalpabile, nella quale vengono racchiusi, insieme, l'autore e il lettore. Ma l'autore è il ragno, e il lettore non saprà mai in quale punto della ragnatela lo incontrerà, se lo incontrerà.
    Quando penserà di averlo trovato, proverà un breve attimo di ingenua esaltazione, prima di accorgersi che, in realtà, si tratta di un personaggio, e fino a che punto sia una alter ego o un falso alter ego sarà sempre un enigma di Auster.

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  • 4

    "La questione è la storia in sé: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo."

    Porca miseria, Paul.
    Quattro stelline tributo a un libro che ha saputo rinnovarmi un interesse spasmodico per la lettura. L'ho finito incazzata nera con l'autore per il posto in cui mi ha trasportata ...continua

    Porca miseria, Paul.
    Quattro stelline tributo a un libro che ha saputo rinnovarmi un interesse spasmodico per la lettura. L'ho finito incazzata nera con l'autore per il posto in cui mi ha trasportata senza il mio consenso; per la chiusura de La stanza chiusa, dove per un attimo lui mi ha illusa di ciò di cui non volevo illudermi, lasciandomi infine con un pugno di mosche di fronte alla mezza pagina inferiore inesorabilmente bianca dopo l'ultima riga.
    Maledetto Paul.
    Tu e i tuoi personaggi dai nomi mindfucking che si rincorrono da un racconto all'altro senza un reale legame logico. E hai il coraggio di chiamarli "Paul Auster", pure: che faccia tosta ci vuole?
    Tu e il tuo senso di tutto che non raggiunge l'area dell'espressione verbale ma rimane in quella (frustrante) della percezione sottopelle.
    Tu che mi costringi a smettere di leggere per questa sera, perché sono ancora troppo agitata da questa fine di Trilogia, e avrei allora voluto fare la tesi ma prima che me ne accorga sono lì a trascrivere citazioni dal libro e a cercare su google immagini le foto di questo signore che vorrei insieme ringraziare e prendere a pugni.

    Il punto non è un senso definito. Il punto non è una spiegazione puntualmente assente. Il punto è che a volte le cose accadono. Il punto, il punto supremo, non sono le cose, ma ciò che suscitano nelle persone e cosa le portano a fare.

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  • 5

    Bellissimi momenti di lettura, intrigante architettura, intelligenza sottile.
    Libri che parlano di libri, scrittori che parlano di scrittori, investigatori alla ricerca del senso perduto del proprio e ...continua

    Bellissimi momenti di lettura, intrigante architettura, intelligenza sottile.
    Libri che parlano di libri, scrittori che parlano di scrittori, investigatori alla ricerca del senso perduto del proprio essere - che lo trovano solo perdendosi definitivamente.
    Una scrittura che in alcuni punti mi ha ricordato l'altro ineffabile di Newark.

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  • 4

    Il privilegio dello scrittore

    Ho avuto la fortuna di avvicinarmi a Paul Auster leggendo per primo Mister Vertigo, il suo libro narrativamente più semplice e quindi più accessibile. Questo mi ha reso comprensibili anche i racconti ...continua

    Ho avuto la fortuna di avvicinarmi a Paul Auster leggendo per primo Mister Vertigo, il suo libro narrativamente più semplice e quindi più accessibile. Questo mi ha reso comprensibili anche i racconti e i romanzi dove la scrittura è più astratta.
    I tre racconti della Trilogia quando li lessi più di vent'anni fa mi erano piaciuti moltissimo.
    Quello che narrano, nello stile scarno ed essenziale di Auster, sono i tentativi del protagonista di controllare le azioni e la vita degli esseri umani con cui entra in contatto per evitare la sofferenza che le azioni umane gli potrebbero procurare. Tentativi ovviamenti destinati all'insuccesso.
    E allora che fare? Accettare la vita e quindi soffrire? Auster, ha un'alternativa: ciò che non è possibile nella realtà alle persone normali è assolutamente realizzabile per uno scrittore che può controllare e indirizzare a piacimento il suo mondo e i suoi personaggi.

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