Trilogia de Nova York

Per

Editor: Proa

3.8
(5830)

Language: Català | Number of Pàgines: 287 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , Chi traditional , French , Italian , German , Chi simplified , Dutch , Swedish , Portuguese , Farsi , Czech

Isbn-10: 8482560204 | Isbn-13: 9788482560205 | Data publicació: 

Translator: Joan Sellent Arús

També disponible com: Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descripció del llibre
La ciutat de vidre, Fantasmes i L'habitació tancada, tres novel·les breus de detectius, componen aquesta Trilogia de Nova York. Un home rep l'encàrrec de seguir-ne un altre, de vigilar-lo, de descobrir-ne els secrets. En rep l'encàrrec i seguidament emprèn la tasca. Això pot ser el que, poc o molt, tenen en comú totes les feines del detectiu privat. I el que té en comú també l'aventura del novel·lista, que pot arribar a ser més arriscada que la pitjor persecució policial.Trilogia de Nova York presenta tres històries, gairebé tres variacions a la manera musical, de persecucions detectivesques, que duen a conclusions d'impacte. Que tota persecució fa l'efecte d'un mirall, en què el perseguidor sempre es reflecteix, incapaç de diferenciar-se del seu perseguit. I que potser, en viure, forçosament tots som uns perseguidors i, per tant, amb la porta oberta a la follia, acabem perseguint-nos o sent perseguits. Però això no fa perdre el bon humor a Paul Auster, un dels autors de més prestigi que ha donat la narrativa nord-americana recent.
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    Ammetto di non sentire un particolare feeling con la letteratura americana contemporanea e postmodernista e che mi ci vuole sempre un po’ di tempo per entrare in sintonia. Questo è il mio primo Aust ...continua

    Ammetto di non sentire un particolare feeling con la letteratura americana contemporanea e postmodernista e che mi ci vuole sempre un po’ di tempo per entrare in sintonia. Questo è il mio primo Austen e devo dire che di lui ho apprezzato in particolare la scrittura precisa, attenta al lessico , il viaggio di introspezione all’interno dei personaggi, la capacità funambolesca di clonare un personaggio, o di creare un clima surreale dove chi pedina viene pedinato e ne ha la netta percezione. Nell’impianto dei tre romanzi ho sentito comunque un che di costruito che mi ha dato un po’ fastidio, da una parte un po’ cerebrale, dall’altra nato con lo scopo di giocare al gatto e al topo con il lettore. Quando arrivo però in fondo alla lettura di romanzi di questo genere la domanda che mi viene spontanea è sempre la stessa : < < cosa ha voluto comunicarci l’autore>>. So che secondo Nabokov, non dovrei mai farmi una domanda simile ; un libro lo si legge per la gioia che dà la scrittura, per la storia narrata, i personaggi rappresentati, la realtà dipinta. Va bene! Ma lo scrittore non è l’aedo che ci canta il mondo in cui viviamo? E , ahimè, se quanto detto è vero, la realtà in cui viviamo ha ben poco di solido e definito, dei valori chiari su cui fondare l’esistenza , ma soprattutto siamo noi impossibilitati a comprendere e definire in modo univoco la complessità del reale.

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  • 2

    Spunti interessanti, storie ambiziose, ma che fatica (e in alcuni passi che noia). Spesso si ha l'impressione di leggere a vuoto come se l'autore scrivesse per se stesso e il lettore fosse solo un fas ...continua

    Spunti interessanti, storie ambiziose, ma che fatica (e in alcuni passi che noia). Spesso si ha l'impressione di leggere a vuoto come se l'autore scrivesse per se stesso e il lettore fosse solo un fastidioso guardone. Ammesso e non concesso che l'intento di questo romanzo sia quello di scandagliare la psiche umana (il gorgo della follia, l'angoscia, lo straniamento o chissà cos'altro ancora) mi tengo stretto il mio caro Simenon (che scava, scandaglia e setaccia molto meglio...).
    Ad ogni modo penso che mi prenderò una lunga pausa dai romanzi di Auster...

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  • 3

    Me gustó alguna opinión que lei por ahí antes de empezar este libro y que refuto ahora después de leerlo; parece una novela negra policiaca escrita por Kafka. Las tres historias tienen momento de pens ...continua

    Me gustó alguna opinión que lei por ahí antes de empezar este libro y que refuto ahora después de leerlo; parece una novela negra policiaca escrita por Kafka. Las tres historias tienen momento de pensar que es una fumada muy gorda y páginas esperpénticas. Bueno, bien sin más, para entretenerte y pasar un rato leyendo.

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  • 0

    senza infamia e senza lode. Forse non l'ho capito o forse non mi piacciono i libri strutturati con vari racconti, ma non mi ha lasciato traccia

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  • 3

    Si lascia leggere, questo è da dire. Ma purtroppo non credo che Paul Auster sia uno scrittore adatto a me. Le tre storie sembrano intrecciarsi continuamente, in realtà sono solo nomi che si ripropongo ...continua

    Si lascia leggere, questo è da dire. Ma purtroppo non credo che Paul Auster sia uno scrittore adatto a me. Le tre storie sembrano intrecciarsi continuamente, in realtà sono solo nomi che si ripropongono forse per dare l'idea del familiare ma che non hanno nessun collegamento reale. Alla fine di ognuna puntualmente ci sono rimasta malissimo, perchè è come se mancassero un paio di pagine finali per spiegare. Evidentemente non ho la sensibilità adatta per cogliere la profondità del suo stile. "La Stanza chiusa" è quella che mi è piaciuta di più, sarà che la narrazione in prima persona aiuta parecchio. Noto in Auster una curiosa fissazione per i taccuini (meglio se rossi). Inoltre c'è da dire che conosce decisamente bene la planimetria di New York, io quasi quasi mi perdo anche a casa mia. Giudizio finale: un pò delusa da qualcosa di cui mi aspettavo molto di più. E, giusto per farmi del male, sto leggendo anche la graphic novel di "Città di vetro", che però devo dire consiglio per i disegni e perchè si coglie qualche dettaglio in più della storia.

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  • 2

    Francamente mi aspettavo qualcosa di più da questa Trilogia. Abbastanza interessante il primo racconto (Città di vetro), evanescente il secondo (Fantasmi), bello il terzo (La stanza chiusa). Ma il tut ...continua

    Francamente mi aspettavo qualcosa di più da questa Trilogia. Abbastanza interessante il primo racconto (Città di vetro), evanescente il secondo (Fantasmi), bello il terzo (La stanza chiusa). Ma il tutto sembra solo un esercizio di stile, privo di anima e di valore.

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  • 4

    Trilogia di New York

    Questa trilogia è composta da tre racconti lunghi – “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”: tre vicende allucinate, raffinate ed ammalianti in cui le strade della Grande Mela diventano il t ...continua

    Questa trilogia è composta da tre racconti lunghi – “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”: tre vicende allucinate, raffinate ed ammalianti in cui le strade della Grande Mela diventano il teatro in cui si svolgono drammi intrisi di una profonda ed ineluttabile inquietudine.
    Le tre storie narrate sono davvero originali: il loro carattere è "giallo" solo in apparenza. Anche se ognuno dei protagonisti conduce un'inchiesta misteriosa, i cui esiti saranno imprevedibili, la detective story non è altro che uno “specchietto per le allodole” attraverso cui l’ignaro lettore si inoltra in un profondo viaggio di introspezione all’interno dell’animo dei vari personaggi.
    Nel cuore di una metropoli enigmatica e surreale, dove tutto può accadere, assistiamo ad un’elegante commistione tra la letteratura poliziesca definita “hard-boiled” e l’approccio post-modernista, di cui Auster è a tutti gli effetti rappresentante.
    A legare tra loro le varie vicende di cui è composto il libro, si scorgono qua e là dei filamenti appena percettibili, che si intrecciano e dipanano lungo lo scorrere delle pagine, seguendo l’evolvere delle situazioni.
    Paul Auster è un signor narratore. A prescindere dalle storie che racconta e dai personaggi enigmatici che ritrae, facendo leva su un ineccepibile talento narrativo, riesce a raccontare storie di qualità assoluta, che lasciano nel lettore un “non so che” di irrisolto insieme alla soddisfazione di aver assaporato un salutare assaggio di letteratura con la L maiuscola.
    Giudizio: da leggere, per fare la conoscenza di un grande scrittore contemporaneo.

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  • 5

    Un libro per pochi

    Uno dei migliori libri scritti da un autore americano. Prende dalle primissime righe, e come in un noir doc non lo si riesce più a lasciare. Auster applica la tecnica di un noir/thriller alla letterat ...continua

    Uno dei migliori libri scritti da un autore americano. Prende dalle primissime righe, e come in un noir doc non lo si riesce più a lasciare. Auster applica la tecnica di un noir/thriller alla letteratura e scrive un capolavoro...

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  • 2

    Mah...... tre storie sconclusionate, senza capo né coda...o forse sono stato io incapace di comprenderne il filo.
    Il primo racconto del tutto assurdo, il secondo più breve, con una sua trama ma anche ...continua

    Mah...... tre storie sconclusionate, senza capo né coda...o forse sono stato io incapace di comprenderne il filo.
    Il primo racconto del tutto assurdo, il secondo più breve, con una sua trama ma anche lui senza una evidente logica, il terzo senza dubbio molto più avvincente ma alla fine termina anche lui così... all'improvviso... lasciandoti con un pugno di mosche in mano.
    Non si capisce nemmeno se dietro non vi siano legami sottili tra i tre episodi, e quanto c'entri la metascrittura col nome dell'autore che ogni tanto torna tra i personaggi e gli stessi nomi che fanno un capolino da un racconto all'altro, così... senza un motivo evidente.
    A leggerlo si legge, lo stile è anche gradevole ma dieci minuti dopo aver girato l'ultima pagina già non mi era rimasto più nulla.

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