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Trilogia de Nova York

By Paul Auster

(18)

| Others | 9788482560205

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Book Description

La ciutat de vidre, Fantasmes i L'habitació tancada, tres novel·les breus de detectius, componen aquesta Trilogia de Nova York. Un home rep l'encàrrec de seguir-ne un altre, de vigilar-lo, de descobrir-ne els secrets. En rep l'encàrrec i seguidament Continue

La ciutat de vidre, Fantasmes i L'habitació tancada, tres novel·les breus de detectius, componen aquesta Trilogia de Nova York. Un home rep l'encàrrec de seguir-ne un altre, de vigilar-lo, de descobrir-ne els secrets. En rep l'encàrrec i seguidament emprèn la tasca. Això pot ser el que, poc o molt, tenen en comú totes les feines del detectiu privat. I el que té en comú també l'aventura del novel·lista, que pot arribar a ser més arriscada que la pitjor persecució policial.

Trilogia de Nova York presenta tres històries, gairebé tres variacions a la manera musical, de persecucions detectivesques, que duen a conclusions d'impacte. Que tota persecució fa l'efecte d'un mirall, en què el perseguidor sempre es reflecteix, incapaç de diferenciar-se del seu perseguit. I que potser, en viure, forçosament tots som uns perseguidors i, per tant, amb la porta oberta a la follia, acabem perseguint-nos o sent perseguits. Però això no fa perdre el bon humor a Paul Auster, un dels autors de més prestigi que ha donat la narrativa nord-americana recent.

693 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Per la prima volta...

    ...non trovo le parole per descrivere un libro. Non sò neanche affermare se mi sia piaciuto o meno, ho faticato a finirlo, ma qualcosa mi spingeva ad andare avanti.Alla fine, comunque, la sensazione che ne sia valsa la pena è stata piu' forte rispett ...(continue)

    ...non trovo le parole per descrivere un libro. Non sò neanche affermare se mi sia piaciuto o meno, ho faticato a finirlo, ma qualcosa mi spingeva ad andare avanti.Alla fine, comunque, la sensazione che ne sia valsa la pena è stata piu' forte rispetto a quella di aver sprecato tempo. Visionario, oscuro, ti ci perdi e non riesci a trovare mai il bandolo della matassa, forse era proprio questa la volontà dell'autore. Se leggerlo o meno decidetelo voi!!

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    No_one_there said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E che centra New York?

    Penosi ed illeggibili i primi due romanzi brevi della trilogia, che oltretutto si ricalcano come contenuti, stile, idee (e quant'altro). Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una (pessima!) imitazione degli "Esercizi di stile" di Queneau.
    Il terzo ro ...(continue)

    Penosi ed illeggibili i primi due romanzi brevi della trilogia, che oltretutto si ricalcano come contenuti, stile, idee (e quant'altro). Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una (pessima!) imitazione degli "Esercizi di stile" di Queneau.
    Il terzo romanzo risolleva un po' il tono dell'opera, sia come trama che come idee, salvo poi smarrirsi in un finale nebuloso, dove vengono richiamati i primi due romanzi della trilogia. Un soprassalto di dignità letteraria fa concludere in modo accettabile l'ultima narrazione.
    Se Auster viene considerato un grande della letteratura americana (meno male che viene confinato in quella "contemporanea"!), allora come andrebbero considerati autori come Steinbeck, Fante, Buck, Scott Fitzgerald, per non dire Hemingway?
    Il migliore commento all'opera lo fornisce l'autore stesso, parlando di "Walden" di Thoreau: "Il linguaggio di Thoreau lo annoia e trova difficile concentrarsi. Scorrono interi capitoli, e quando arriva alla fine capisce di non averne ricavato nulla. Perché mai un uomo dovrebbe andarsene a vivere solo fra i boschi? E che senso hanno quei pistolotti sul piantare fagioli e non bere caffè né mangiare carne? E tutte quelle interminabili descrizioni di uccelli? Blue pensava di trovare una storia, o almeno qualcosa di simile, mentre questo non è che uno sproloquio, un'esasperante tirata sul niente."
    Glissiamo sull'ipertrofia dell'ego dell'autore che avalla questo (improponibile) paragone!
    Meraviglia la citazione di New York: la città si intravede a malapena in due o tre momenti dell'intera trilogia. Un fondale sbiadito per delle trame inesistenti.

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    Marco Fabbri said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Eccezionale!!! Tre romanzi in cui le identità si confondono in un'atmosfera surreale sullo sfondo di una New York cupa e misteriosa.In "Città di vetro" lo scrittore si trasforma in investigatore. in "Fantasmi" l'investigatore perde se stesso, in "la ...(continue)

    Eccezionale!!! Tre romanzi in cui le identità si confondono in un'atmosfera surreale sullo sfondo di una New York cupa e misteriosa.In "Città di vetro" lo scrittore si trasforma in investigatore. in "Fantasmi" l'investigatore perde se stesso, in "la stanza chiusa" lo scrittore scomparso ha ii potere di influire sulla vita delle persone più che se fosse presente. Grande!!! E' bellissima anche la versione a fumetti di Città di vetro

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    Viviana la Dama del Lago said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    好...文學的書...|||OTZ

    這本書雖然書名說是三部曲,但其實是全一冊,內容收入了「玻璃之城」、「鬼靈」和「禁鎖的房間」三個以紐約為舞台的短篇,出版的時間是1987年,同時這也是這位作者的代表作之一。

    三個故事都可以說是以「偵探」為題材,可骨子裡這三篇卻全都是「反偵探小說」,作者把偵探與目標對象間的界線混淆了,明明應該是在追尋消失的人,然而不知怎麼的最後卻連自己都消失了......作者對於故事的編排與文字的使用相當具有巧思,但這已經是純文學領域的範疇了...我看的好辛苦 雖然有些段落確 ...(continue)

    好...文學的書...|||OTZ

    這本書雖然書名說是三部曲,但其實是全一冊,內容收入了「玻璃之城」、「鬼靈」和「禁鎖的房間」三個以紐約為舞台的短篇,出版的時間是1987年,同時這也是這位作者的代表作之一。

    三個故事都可以說是以「偵探」為題材,可骨子裡這三篇卻全都是「反偵探小說」,作者把偵探與目標對象間的界線混淆了,明明應該是在追尋消失的人,然而不知怎麼的最後卻連自己都消失了......作者對於故事的編排與文字的使用相當具有巧思,但這已經是純文學領域的範疇了...我看的好辛苦 雖然有些段落確實挺有趣的~

    然後,老實說我其實是因為看過這位作者寫的《末世之城》這本書,才去找了他的其他作品來看,所以我完全沒做功課~沒想到居然是如此文學性強的作品......(抹臉) 在國外這本書似乎毀譽參半,台灣這裡倒是評價不錯的樣子?我個人對這本書沒特別喜歡也不討厭,可是能我年紀太輕品嚐不出味道,或許再過個幾十年我就能看出點什麼來吧?

    對「反偵探小說」這種奇妙類型有興趣的朋友可以去找來看,同時建議可以看看網路上的書評,會比較能夠理解作者可能想表達的是什麼......當然也很可能是藍色窗廉效應~XDD

    最後我要說我個人挺喜歡《末世之城》這本書的~WW (現在不是在說這本)

    以上。

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    阿植 said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/06/27/trilogia-… “New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciav ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/06/27/trilogia-…

    “New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto. Perduto non solo nella città, ma anche dentro di sé. Ogni volta che camminava sentiva di lasciarsi alle spalle se stesso, e nel consegnarsi al movimento delle strade, riducendosi a un occhio che vede, eludeva l’obbligo di pensare; e questo, più di qualsiasi altra cosa, gli donava una scheggia di pace, un salutare vuoto interiore. Il mondo era fuori di lui, gli stava intorno e davanti, e la velocità del suo continuo cambiamento gli rendeva impossibile soffermarsi troppo su qualunque cosa. Il movimento era intrinseco all’atto di porre un piede davanti all’altro concedendosi di seguire la deriva del proprio corpo. Vagando senza meta, tutti i luoghi diventavano uguali e non contava più dove ci si trovava. Nelle camminate più riuscite giungeva a non sentirsi in nessun luogo. E alla fine era solo questo che chiedeva alle cose: di non essere in nessun luogo. New York era il nessun luogo che si era costruito attorno, ed era sicuro di non volerlo lasciare mai più”.
    (Paul Auster, “Trilogia di New York”)

    “Trilogia di New York” racchiude tre romanzi scritti da Paul Auster tra il 1985 e il 1986, intitolati “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”, ambientati tutti nella città statunitense e accomunati, oltre che dal luogo d’ambientazione, dal fatto di essere delle storie investigative avvincenti ed eccentriche, che possono essere lette l’una indipendentemente dall’altra, sebbene diversi personaggi riappaiano all’interno di ciascuna di esse. Non avevo mai letto nulla di Auster, ma mi ero incuriosito sentendo una sua intervista, nella quale citava ed elogiava una serie di autori da me ammirati. Nonostante, in generale, non viga la proprietà transitiva, cioè non è detto (anzi) che se uno scrittore ha gusti affini ai miei, debbano anche piacermi i suoi scritti, nello specifico sono rimasto molto soddisfatto dalla lettura di questa trilogia, all’interno della quale anche diversi temi si ripropongono, per esempio, il rapporto tra la scrittura e l’esistenza, l’imprevedibilità di quest’ultima, il ruolo del caso, l’incomunicabilità tra esseri umani, la solitudine, il doppio.
    “Città di vetro” è quello che ho apprezzato meno, ma unicamente per una lunga digressione inserita da Auster, che mi è parsa un’esibizione sterile e abbastanza slegata dal resto della vicenda. Il protagonista di questa prima storia è Daniel Quinn, un romanziere che si accontenta di scrivere romanzi polizieschi, e che è svegliato, nel cuore della notte, da una misteriosa telefonata, con la quale una voce gli chiede di pedinare un potenziale assassino. Quinn, in sostanza, è stato scambiato per un investigatore privato, dal nome Paul Auster (sì, proprio come l’autore del romanzo); accetta la sfida, assume il ruolo di Auster e comincia a pedinare uno strambo individuo, in un lento e insensato gioco. Nel secondo libro, Blue, stavolta un vero investigatore privato, è incaricato di seguire Black e stilare un rapporto a fine giornata; Blue si accorge che Black passe le sue giornata quasi totalmente immerso nella scrittura e ben presto ha la sensazione che i ruoli si siano invertiti, e che sia lui, Blue, a essere pedinato, da Black o da qualcun altro. Auster è molto abile, in questa seconda storia, nell’intrecciare alla narrazione le sue considerazioni sul leggere e sullo scrivere. L’ultimo romanzo è l’unico scritto in prima persona; il protagonista è un critico letterario che riceve una lettera dalla moglie di un suo amico intimo, che pure non vede da anni. Fanshawe, l’amico, è scomparso, ma ha lasciato in eredità una serie di manoscritti che il narratore dovrà analizzare e, se li ritiene meritevoli, tentare di far pubblicare. L’attrazione per Sophia, la moglie dell’amico scomparsa, lo porterà a un pericoloso processo d’immedesimazione con l’intera esistenza di Fanshawe.
    Una New York caotica, che rappresenta il “nessun luogo”, fa da sfondo vivo a queste tre storie che hanno ritmo, che si leggono con piacere (fatta salva la breve parentesi di cui sopra), arricchite da riferimenti letterari palesi (Poe, Hawthorne, Cervantes) e nascosti, e che vedono i personaggi, e noi con essi, indagare sull’altrui e sulla propria identità.

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    Sisifo77 said on Jun 27, 2014 | Add your feedback

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