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Trilogia della città di K.

Di

Editore: CDE Club degli Editori

4.4
(8795)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000149472 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il grande quaderno
    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=387

    Scritto in prima persona plurale, come se i bambini protagonisti fossero una persona sola, e con una tecnica di ...continua

    Il grande quaderno
    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=387

    Scritto in prima persona plurale, come se i bambini protagonisti fossero una persona sola, e con una tecnica di scrittura asettica, quasi del tutto priva di aggettivi qualificativi. Questo libro colpisce fin dalla prima pagina, ovvero quando una donna porta i suoi figli da sua madre, una vecchia scorbutica che vive in una piccola città, per proteggerli dall'incombente guerra. I due imparano a diventare cinici, insensibili, spietati per sopravvivere in una società che la guerra ha reso gretta. La popolazione, intenta a sopravvivere fra mille stenti, mostra il peggio di sé, i personaggi sono quanto di più basso l'umanità civilizzata possa raggiungere. I bambini si esercitano a superare ogni genere di prova: la fame, gli insulti, il silenzio, fino all'ultima prova, il distacco, con cui si conclude la prima parte di questa trilogia pesante e tristissima, eppure stupenda.

    La prova
    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=388

    Il secondo libro della trilogia inizia con la fuga di uno dei due fratelli oltre la frontiera, in cerca di fortuna nel paese più ricco. Il fratello che rimane, Lucas, protagonista di questo volume, vive la sua vita cercando il contatto umano di molte persone, vivendo comunque un'intima solitudine che non riesce a colmare neanche quando, dopo una serie di eventi, decide di adottare un bambino con problemi motori. La tecnica di scrittura è diversa dal primo libro sia nello stile che nel soggetto: nel primo si utilizzava la prima persona plurale e uno stile infantile, qui la terza persona singolare e uno stile più adulto, adeguato all'età del protagonista. Il lettore sembra travolto dagli eventi, impotente, arriva a dubitare dell'esistenza dell'altro fratello e del fatto che la nonna sia davvero la madre della mamma di Lucas. La contesa della città fra eserciti nemici, spegne nella popolazione la speranza di un futuro migliore. Il senso di tristezza che si ha alla fine di questo libro è anche più grande di quello che si aveva alla fine del primo.

    La terza menzogna
    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=389

    Ciò che viene raccontato nei primi due capitoli della trilogia, qui viene radicalmente cambiato. I bambini, Lucas e Claus, sono separati da piccoli perché uno dei due viene accidentalmente ferito da un proiettile durante una lite fra i genitori e finisce in un centro di riabilitazione. I due bambini si cercano per anni, anche dopo che il centro di riabilitazione è stato gravemente devastato dalla guerra, ma si ritrovano solo dopo mezzo secolo e il finale è di una tristezza infinita. Dopo aver letto i tre libri, il lettore resta incerto sulla reale trama della storia, chiedendosi cosa è realtà e cosa è menzogna, invenzione. Le storie sono molto diverse, ma combaciano perfettamente in alcuni punti chiave, che rendono entrambe le versioni plausibili. Una volta chiuso il libro si ha la sensazione di aver perso qualcosa, forse qualcuno, probabilmente i protagonisti di questa storia triste e molto emozionante.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro ha aperto un lungo dibattito tra me e il mio compagno, visto che era stato proprio lui a consigliarmene la lettura. Il conflitto che ne è nato è questo: si può considerare migliore un li ...continua

    Questo libro ha aperto un lungo dibattito tra me e il mio compagno, visto che era stato proprio lui a consigliarmene la lettura. Il conflitto che ne è nato è questo: si può considerare migliore un libro che hai reputato noioso per tutto il tempo ma con un bel finale inaspettato o un libro che ti ha coinvolto dall'inizio ma che si sciupa proprio sul finale?
    Io mi schiero dalla seconda parte, per me il finale non è tutto, ed è inutile sorbirmi 200 pagine disturbanti e noiose solo perché il finale (l'ultima parte) merita.
    Certo so di andare controcorrente e forse semplicemente non era il mio genere, comunque ne ho apprezzato ad esempio anche le prime pagine che descrivevano il modo in cui i 2 gemelli si esercitano a non provare dolore, tristezza e fame per abituarsi sempre di più a un mondo fatto diventare sempre più squallido dalla guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho riletto questo libro a distanza di molti anni e la sensazione di aver letto un libro strano e straniante si è rafforzata. Il libro si compone di tre parti : Il grande quaderno, La prova e La terza ...continua

    Ho riletto questo libro a distanza di molti anni e la sensazione di aver letto un libro strano e straniante si è rafforzata. Il libro si compone di tre parti : Il grande quaderno, La prova e La terza menzogna. Due gemelli di cui non si conosce il nome, una guerra non meglio identificata e un posto mai menzionato. Nel primo i gemelli annotano , con frasi brevi e senza enfasi, le storie di un quotidiano crudo, privo di sentimenti positivi, e le cose più brutte diventano “normali”. Affidati dalla madre ad una nonna che non li vuole, ma che in qualche modo li educa, sono due bambini “strani” , che si esercitano a non provare dolore, fame o pietà. Si arrangiano, rubano, uccidono per sopravvivere. Vari personaggi, sempre privi di nome, contribuiscono alla loro crescita precoce, anche in campo sessuale; Labbro Leporino, la Fantesca del Curato, un Attendente e il suo Ufficiale straniero.
    Torna la madre a riprenderli, ma loro non vogliono lasciare la Nonna. Intanto la guerra sta arrivando e decidono di separarsi, uno dei due varca il confine e se ne va, è un’altra prova, l’ennesima a cui si sottopongono, ma è la più dura per loro.
    Nel secondo libro sappiamo che si chiamano Lucas e Claus. Lucas è solo, continua a scrivere e conservare la memoria nel quaderno, ma si comincia a dubitare che abbia mai avuto un fratello, forse se l’è immaginato per sentirsi meno solo. Si prende cura di Yasmine e del suo bambino menomato, Mathias; un bimbo intelligente ,ma anche lui solo, senza speranza. Lucas si innamora di Clara, fa amicizia con Peter e con Victor, il libraio che vuole scrivere un libro.
    Nel terzo libro il velo si squarcia, rivelando piano piano una realtà , una storia completamente differente.
    Tutto quello che ci veniva raccontato si rivela una menzogna, siamo costretti a tornare sulle nostre convinzioni, ci sentiamo spiazzati. L’unica verità che viene fuori alla fine è che non c’è speranza, solo dolorose separazioni, come se fosse un destino ineluttabile. Basterebbe così poco, un briciolo di buona volontà e invece tutto si chiude, non c’è scampo . Non dirò di più della trama, bisogna leggerlo. Sono già tre giorni che l’ho terminato, ma sto ancora rimuginando e la sensazione di disagio non mi abbandona

    ha scritto il 

  • 5

    Straordinario

    Il libro si compone di tre capitoli, che narrano la storia di due fratelli gemelli divisi dalla guerra. Ma questa duplicità è reale o immaginata (si leggano i loro nomi)? Ogni capitolo è narrato con u ...continua

    Il libro si compone di tre capitoli, che narrano la storia di due fratelli gemelli divisi dalla guerra. Ma questa duplicità è reale o immaginata (si leggano i loro nomi)? Ogni capitolo è narrato con un registro linguistico diverso, leggerlo è un'avventura straordinaria.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro bellissimo, le parole ti arrivano addosso come una scure. Dure, perfette e colpiscono profondamente. La prima parte è un capolavoro: racconto e scrittura in perfetta sintonia. Un libro che dimos ...continua

    Libro bellissimo, le parole ti arrivano addosso come una scure. Dure, perfette e colpiscono profondamente. La prima parte è un capolavoro: racconto e scrittura in perfetta sintonia. Un libro che dimostra che il romanzo non è morto: non tutto quello che si poteva scrivere è già stato scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Disturbante.

    e sul serio, davvero, vorrei parlare di questo libro, ma è la terza volta che tento di scrivere qualcosa di decente e mi escono solo parole vuote, che non si avvicinano nemmeno lontanamente a quello c ...continua

    e sul serio, davvero, vorrei parlare di questo libro, ma è la terza volta che tento di scrivere qualcosa di decente e mi escono solo parole vuote, che non si avvicinano nemmeno lontanamente a quello che questo capolavoro mi ha trasmesso. Posso solo dire che è il libro più geniale, straniante, assurdo e intenso che abbia mai letto. La Kristof era un'autrice spettacolare, dal talento indiscusso e credo proprio che dopo Ieri e dopo questa trilogia recupererò qualsiasi cosa abbia scritto, anche la lista della spesa. È un libro che VA riletto obbligatoriamente, ma con calma, ora sto ancora soffrendo troppo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    I gemelli della città di K

    Dopo la lettura di questo libro, la primissima frase che mi è balenata nella testa è stata: Credo che la Kristof sia un dannato genio!
    Del "Grande Quaderno" mi è piaciuta: La complicità indistruttibil ...continua

    Dopo la lettura di questo libro, la primissima frase che mi è balenata nella testa è stata: Credo che la Kristof sia un dannato genio!
    Del "Grande Quaderno" mi è piaciuta: La complicità indistruttibile dei gemelli. Sono sempre stata affascinata dalla figura dei gemelli, dalla completezza che hanno, in oltre sono sensibile a questa figura perchè mia mamma e mia zia sono gemelle omozigote, e quindi per tutta la durata della storia ho pensato a loro. La storia di per se è cruda e tagliente, non puoi restare indifferente di fronte ad alcuni passaggi. A tratti è raccapricciante, sconvolgente e inquietante. Ho amato il modo in cui i gemelli hanno deciso di crescere per rafforzare se stessi, e non è mancata la commozione quando ho incontrato alcune frasi. (Scriveremo. "Noi mangiamo le noci" e non "amiamo le noci", perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. "Amare le noci" e "amare nostra Madre" non può voler dire la stessa cosa.) oppure (A forza di ripeterle, le parole a poco a poco perdono il loro significato e il dolore che portano si attenua). Penso che o vivevano in questo modo, oppure sarebbero sicuramente stati distrutti. Un'altra cosa che mi ha colpito e che conferma che c'è un filo di raccapricciante nella prima parte del racconto è che tutti i personaggi sono crudeli. Tutti i personaggi usano violenza fisica o psicologica ai gemelli, ingannandoli e dicendo che è un gioco. A questo punto penso che la nonna sia la meno peggio.
    Nella seconda parte "La Prova" Dopo la separazione dei gemelli, (che è la prova regina, se così vogliamo dire) l'idea che mi è rimasta è che Lucas rivede in Matias suo fratello, e che Matias abbia un carattere molto vicino a quello dei due gemelli. Forse è per questo che Lucas lo ama come un figlio. Che Matias abbia un carattere simile a quello dei gemelli me lo fa pensare la sua intelligenza e la sua spigliatezza nei confronti di Agnese e la sua gelosia nei confronti del fratellino di Agnese, che lo porta addirittura ad uccidersi. Di certo nemmeno i gemelli avevano paura di uccidere o di uccidersi. Anche questa seconda parte ha una sfumatura che lascia i brividi e lascia spazio ai primi dubbi.
    La terza parte "La terza Menzogna" è ecco.. Non so spiegarmi a parole ti viene da dire ma “allora fin ora cosa ho letto?” E ti accorgi che le prime due parti sono la storia alterata o immaginata di quello che i due gemelli hanno vissuto realmente. Almeno è così che l'ho concepita io la mia idea.
    Alla fine, credo che i gemelli passano un'intera vita a cercarsi e ricercarsi mentre sono nella stessa città.
    Oltre la fine, sono certa che rileggerò il libro, e cercherò di leggerlo con occhi diversi, magari per trovare qualche particolare in più che a prima lettura può sfuggire.
    Che dire, mi è piaciuto tantissimo, i gemelli mi hanno proprio toccata nell'anima.
    Kristof, ti rileggerò!

    ha scritto il 

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