Trilogia della città di K.

Di

Editore: CDE Club degli Editori

4.4
(9435)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000149472 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sorprendente

    L'ho appena finito e sto ancora cercando di ritrovarmi.incredibile come sia surreale,come si faccia fatica a capire dove è realtà ,dove è fantasia,dove è presente e dove è passato.lascia un amaro in b ...continua

    L'ho appena finito e sto ancora cercando di ritrovarmi.incredibile come sia surreale,come si faccia fatica a capire dove è realtà ,dove è fantasia,dove è presente e dove è passato.lascia un amaro in bocca e la voglia di rileggerlo per cogliere nuove sfumature.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo libro non mi ha convinto: troppo crudo, volgare e onirico, mi lasciava con una sensazione di disgusto ma, nello stesso tempo, non riuscivo a smettere di leggere. Il secondo ed il terzo libro ...continua

    Il primo libro non mi ha convinto: troppo crudo, volgare e onirico, mi lasciava con una sensazione di disgusto ma, nello stesso tempo, non riuscivo a smettere di leggere. Il secondo ed il terzo libro sono un po' meno graffianti (seppure dolorosissimi), ma sempre molto coinvolgenti. Assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    No puedo opinar sobre esta novela como un todo.
    La primera parte me ha parecido magistral (de ahí las 5 estrellas)
    La segunda parte más convencional.
    La tercera parte directamente me ha parecido que l ...continua

    No puedo opinar sobre esta novela como un todo.
    La primera parte me ha parecido magistral (de ahí las 5 estrellas)
    La segunda parte más convencional.
    La tercera parte directamente me ha parecido que la había escrito otra/o autor/a.

    ha scritto il 

  • 4

    “Per favore, signora..."

    Atmosfere cupe, linguaggio scarno, contenuti duri e a volte scabrosi: questa è la scrittura della Kristof, pacata e rabbiosa, deprimente e mai banale.
    In questa Trilogia realtà e sogno ad occhi aperti ...continua

    Atmosfere cupe, linguaggio scarno, contenuti duri e a volte scabrosi: questa è la scrittura della Kristof, pacata e rabbiosa, deprimente e mai banale.
    In questa Trilogia realtà e sogno ad occhi aperti sono sapientemente intrecciati e poi sciolti - lo stesso lettore viene più volte tratto in inganno dalla fantasia dei protagonisti - e mentre i fatti emergono in tutta evidenza ci si accorge che il tentativo di alterarli non è andato a buon fine: da un destino di dolore e solitudine non si può comunque fuggire.
    “Dall'altra parte della piazza, le vecchie case sono rimaste intatte. Sono restaurate, ridipinte di rosa, giallo, blu, verde”: è uno scorcio della “piccola città”, luogo che fa da sfondo a buona parte del romanzo e che con i suoi colori vivaci si associa più alla variazione cromatica di una serie di lividi che alla gioia.
    Se nella prima parte si indugia quasi nell'onirico e nella perversione sessuale vissuta da occhi ingenuamente complici, nelle ultime due l'innocenza infantile ci riserva i passaggi più struggenti, raccontando infanzie spezzate:
    “Vai a piangere davanti alla tua casa vuota, non è vero?”.
    Per chi ha perso da bambino la strada di casa non c'è alcuna speranza (“Per favore, signora, che autobus bisogna prendere per andare alla stazione?”), e malgrado il coraggio, malgrado la volontà di andare avanti, non fosse altro che per forza d'inerzia, resterà per sempre un adulto smarrito.
    La lettura del libro è agevole ma non allieta certo lo spirito: anche l'immagine suggestiva di un cielo al tramonto dai colori “radiosi e belli” lascia un retrogusto amaro.
    La fine del tormento, la speranza di ritrovare la pace, arriva solo con la sarcastica negazione della vita:
    “Il treno è una buona idea”.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro bellissimo, particolare. Inizio interessante che può piacere o meno ma è lo sviluppo successivo che lascia di stucco per la sua originalità. C'è un momento in cui si fa fatica a seguire il nesso ...continua

    Libro bellissimo, particolare. Inizio interessante che può piacere o meno ma è lo sviluppo successivo che lascia di stucco per la sua originalità. C'è un momento in cui si fa fatica a seguire il nesso di tutto, non si capisce cosa è fantasia, cosa è realtà. Tutto alla fine va al suo posto e lascia un po' di amarezza avendo fatto riflettere sulla durezza della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Come suggerisce il titolo si tratta in realtà di 3 libri, accomunati dai due personaggi principali, i gemelli Claus e Lucas che come vedrete sono uno l'anagramma dell'altro e questo particolare più si ...continua

    Come suggerisce il titolo si tratta in realtà di 3 libri, accomunati dai due personaggi principali, i gemelli Claus e Lucas che come vedrete sono uno l'anagramma dell'altro e questo particolare più si va' avanti nel racconto più diventa importante a mio parere.
    Il ritmo è incalzante, frasi corte, dure, fredde fanno sì che il racconto avanzi con una velocità incredibile, mai vista in altri romanzi. Gli avvenimenti, molte volte volgari, scabrosi, violenti, desolanti scorrono come un qualsiasi racconto di amore, forse proprio per suggerire che in tempo di guerra tutto perde il suo peso, nessuno a pietà, tutti pensano a sopravvivere e basta. Il secondo libro è quello dove esiste un lieve accenno di speranza, per un paese migliore, per innamorasi ancora ma viene poi completamente distrutto. Nel terzo libro regna invece la solitudine, il rammarico, la tragicità della vita oltre la guerra, l'inevitabilità delle cose.

    ha scritto il 

  • 4

    non preghiamo mai, lo sa bene. vogliamo capire ( p.84 )
    il frutto non cade mai lontano dal suo albero ( p.87 )
    è più facile dare che ricevere ( p.149 )
    questo popolo ha già espiato. il passato e l'avv ...continua

    non preghiamo mai, lo sa bene. vogliamo capire ( p.84 )
    il frutto non cade mai lontano dal suo albero ( p.87 )
    è più facile dare che ricevere ( p.149 )
    questo popolo ha già espiato. il passato e l'avvenire ( p.151 )
    forse esistono donne che si possono amare, in qualche modo ( p.156 )
    non penso. non posso permettermi questo lusso ( p.202 )
    solo le stelle brillano nella loro solitudine infinita ( p.212 )
    ci si imbarca per qualsiasi posto, in qualsiasi momento, con chi si vuole, se lo si vuole davvero ( p.225 )
    le ferite fisiche non hanno importanza quando le ricevo. ma se dovessi infliggerne una, diventerebbe un altro tipo di ferita per me, e non potrei sopportarla ( p.227 )
    tu distruggi tutto, degradi tutto, annienti sul nascere ogni creatività, vita, libertà, ispirazione ( p.238 )
    con una lentezza maestosa ( p.278 )
    non riflettere. guarda! ( p.279 )
    e cosa le piacerebbe fare in futuro? non lo so. niente. perché bisogna fare assolutamente qualcosa? ( p.321 )
    farsi delle domande è ancora peggio che sapere tutto ( p.351 )
    bugie. sempre bugie ( p.354 )
    non ho voglia di niente, tutte le voglie mi abbandonano. non faccio neanche più dei sogni interessanti, faccio solo dei sogni banali ( p.359 )
    non posso vivere senza di lei, voglio vivere con lei, in qualunque posto, in qualunque modo ( p.369 )
    gli dico che se è morto, beato lui, e che vorrei essere al suo posto ( p.394 )
    gli dico che la vita è di un'inutilità totale, è nonsenso, aberrazione, sofferenza infinita, invenzione di un nondio di una malvagità che supera ogni immaginazione ( p.374 )

    ha scritto il 

  • 5

    La trilogia, pubblicata in un unico volume, si compone (ovviamente) di tre parti: Il grande quaderno, La prova e La grande menzogna.

    L’ambientazione è una città dell’est, presumibilmente ungherese com ...continua

    La trilogia, pubblicata in un unico volume, si compone (ovviamente) di tre parti: Il grande quaderno, La prova e La grande menzogna.

    L’ambientazione è una città dell’est, presumibilmente ungherese come l’autrice, nella quale è in corso una guerra. A causa di quest’ultima, una madre accompagna i suoi gemelli in campagna a casa della nonna affinché lì stiano più al sicuro. La nonna, però, si rivela una donna arida, crudele e avara e in paese si mormora che abbia avvelenato il marito; i gemelli si guadagnano il vitto lavorando duramente nei campi, ma diventano insensibili al dolore.

    Nella prima parte della trilogia sono proprio loro che descrivono la vita trascorsa durante la guerra, non risparmiandoci particolari macabri al limite dell’irrealtà, e pongono l’attenzione sul loro legame intenso.

    Ma è proprio quando si separano che comincia la seconda parte. Lucas rimane in paese e accoglie in casa una giovane donna e il figlio nato deforme e frutto di un incesto; di Klaus per il momento non sappiamo più niente, solo che è riuscito ad attraversare incolume una frontiera minata. Lucas vivrà per molto tempo nella casa della nonna, ma poi si trasferirà in città dove ha comprato una libreria e dove vivrà una relazione con Clara e un’amicizia con un gerarca del partito politico che guida il paese.

    Questa parte si conclude con il suicidio del bambino e il dolore intenso di Lucas per questa perdita. Inizia quindi l’ultimo capitolo della trilogia con l’arrivo in città di Klaus, dopo anni di assenza.

    Sarà grazie alla sua voce narrante che scopriremo un bel po’ di cose….

    Questo è un libro che affascina! Non si può non aver fretta di arrivare alla fine per capirne di più!

    La cosa che più colpisce è la prima parte, dove non ci sono nomi – non sappiamo nemmeno quello dei gemelli-, ma questo non ci impedisce di seguire con tranquillità e senza problema alcuno il dipanarsi della vicenda.

    Per non parlare dell’idea di base che unisce le tre parti di questa storia, secondo il mio modesto parere è un’idea, a dir poco, geniale.

    A parte qualche brano, non posso che essere entusiasta di questa lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei libri più strani che abbia letto..
    la prima parte della trilogia è più interessante, le altre un po' noiose. Nondimeno sono stato catturato dalla lettura perché, finita la prima parte che è m ...continua

    Uno dei libri più strani che abbia letto..
    la prima parte della trilogia è più interessante, le altre un po' noiose. Nondimeno sono stato catturato dalla lettura perché, finita la prima parte che è molto lineare, a partire dalla seconda i fatti cominciano a diventare confusi, e viene voglia di continuare per capirci qualcosa.
    È certamente un libro molto triste. Non c'è nessun momento di riscatto dalle disgrazie che colpiscono i personaggi, o che loro (inspiegabilmente) si tirano addosso. Direi che è un libro sulla miseria umana, nelle sue molteplici sfaccettature. Non lo rileggerei.

    ha scritto il 

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