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Trilogia della città di K.

Di

Editore: CDE Club degli Editori

4.4
(8993)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000149472 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    “Gli dico che la vita è di un’inutilità totale, è nonsenso, aberrazione, sofferenza infinita, invenzione di un NonDio di una malvagità che supera l’immaginazione”

    Grande esercizio stilistico, questo di Agota Kristof nella sua “Trilogia della città di k.” che attraverso una narrazione surreale, a tratti onirica, avviluppa il lettore in un crescendo di sensazioni ...continua

    Grande esercizio stilistico, questo di Agota Kristof nella sua “Trilogia della città di k.” che attraverso una narrazione surreale, a tratti onirica, avviluppa il lettore in un crescendo di sensazioni emotive palpabili e ben ancorate alla cruda realtà.
    I tre episodi che compongono questa trilogia, scritti ed editati in anni diversi, uno dopo l’altro si sviluppano sulla scia della storia (non storia?) di due gemelli attraverso la quale il lettore viene trasportato in una atemporalità, creata ad arte dalla scrittrice, che pure si riesce comunque a collocare grazie una serie di indizi; il primo episodio si caratterizza anche con un anonimato delle persone (non viene pronunciato nessun nome) che lo rende comunque trascendente alla sua collocazione temporale e geografica.
    Le tematiche affrontate sono molte, e non tutte di immediata percezione, quella più cruda è senz’altro il richiamo all’inutilità della guerra con tutte le atrocità ad essa legate: deportazioni, pulizia etnica, stato di polizia, propaganda e altre cosette del genere… e questo viene reso specialmente nel primo episodio.
    Nel secondo la scrittrice va oltre e arriva a generare confusione nel lettore che rimette in dubbio quello che credeva di aver acquisito con certezza, ridiscutendo il tutto e facendo così il gioco dell’autrice stessa.
    Nel terzo episodio le certezze svaniscono del tutto nel momento in cui il racconto viene sviluppato su diversi piani temporali; a quel punto nulla è più come ci era apparso prima e la realtà, o quella che noi crediamo esista come tale, svanisce completamente per lasciare il posto alla nostra incertezza e alle molte verità possibili.
    Ripeto: le tematiche sono molte, i richiami anche, ma non tutto è di facile intuizione, ci sono molti significati nascosti o appena accennati, è una lettura criptica e a tratti enigmatica; da quello che mi è sembrato di capire, viene esplorato l’uomo in molte sue caratteristiche, ma soprattutto nelle sue contraddizioni.
    La miglior cosa sarebbe, a mio avviso, leggere questo libro con altre persone per meglio indagare, in una sana discussione, i vari aspetti legati a questo straordinario esercizio stilistico che, senza ombra di dubbio, oltre la prima percezione, ha veramente moltissimo da dire…

    ha scritto il 

  • 5

    C'è solo l'essenziale... in varie esposizioni!

    Freddo, asciutto e senza una parola di troppo. Il metodo di scrittura della Kristof affascina soprattutto per la semplicità con cui ti sbatte in faccia periodi di enorme espressività.
    Per me è un roma ...continua

    Freddo, asciutto e senza una parola di troppo. Il metodo di scrittura della Kristof affascina soprattutto per la semplicità con cui ti sbatte in faccia periodi di enorme espressività.
    Per me è un romanzo imperdibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Uhm!

    Ho faticato all' inizio per la forma, superate queste resistenze mi sono piaciute molto le prime due parti per poi affaticarmi molto nella Terza Menzogna e deludermi un po' nel finale. Sicuramente un ...continua

    Ho faticato all' inizio per la forma, superate queste resistenze mi sono piaciute molto le prime due parti per poi affaticarmi molto nella Terza Menzogna e deludermi un po' nel finale. Sicuramente un libro che mi è piaciuto ( quasi) molto per com' è geniale e scritto in maniera molto scorrevole.
    Il mio personaggio favorito è il Lucas di Là PROVA.

    ha scritto il 

  • 5

    La Kristof ha costruito un romanzo che articolato in tre sezioni (Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna) consegna al lettore un dramma senza tempo. La scrittrice scrive e riscrive il racco ...continua

    La Kristof ha costruito un romanzo che articolato in tre sezioni (Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna) consegna al lettore un dramma senza tempo. La scrittrice scrive e riscrive il racconto su molteplici archi temporali e sull'alternanza continua di realtà e immaginazione. É un libro capace di emozionare, affrontando con struggente crudezza, tra gli altri, il tema dell'abbandono. La capacità immaginifica della solitudine cerca di attenuare la disperazione dei personaggi della storia ma non ci riesce.
    Dove la nostra esistenza fallisce, subentra il racconto, l'immaginazione.
    Con lo scorrere delle pagine, il lettore si confonde. Poi capisce, o forse no. Realtà e invenzione si mescolano. Non c'è spazio per sperare.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha spiazzata, completamente, soprattutto nel terzo romanzo.
    Confusa e' stato lo stato d' animo mentre lo leggevo, ma nonostante non riuscivo a smettere di leggerlo!
    Ma alla fine tutti i fili si ria ...continua

    Mi ha spiazzata, completamente, soprattutto nel terzo romanzo.
    Confusa e' stato lo stato d' animo mentre lo leggevo, ma nonostante non riuscivo a smettere di leggerlo!
    Ma alla fine tutti i fili si riannodano anche se in un modo "terribile" ed e' per questo che posso dire alla fine che mi e' piaciuto.
    Mi viene da paragonare la scrittura della Kristof ad una pennellata di un impressionista, la' una pennellata, qua una frase, e' c'e' tutto un mondo dietro.

    ha scritto il 

  • 0

    Recensione:”Trilogia della Città di K.” Di Agota Kristof | Cucciolog https://federicapulice.wordpress.com/2015/07/27/recensionetrilogia-della-citta-di-k-di-agota-kristof/

    Trilogia della città di K fa male. Trilogia della città di K distrugge. È crudo, crudele, spietato così come gli orrori della guerra che fanno da sfondo alle vicissitudini dei personaggi.

    Due fratelli ...continua

    Trilogia della città di K fa male. Trilogia della città di K distrugge. È crudo, crudele, spietato così come gli orrori della guerra che fanno da sfondo alle vicissitudini dei personaggi.

    Due fratelli, inseparabili, lasciano la grande città a causa della guerra e vanno a nella città di K dalla Nonna. Le tre parti che compongono il libro si articolano attraverso uno stile diretto, crudo che lascia il lettore incredulo e senza fiato. Gli avvenimenti raccontati dai piccoli personaggi sembrano azioni normali, che si compiono tutti i giorni nonostante siano cose fuori dall'ordinario che lasciano con la bocca aperta e soprattutto con una morsa al cuore.

    Libro che vorresti non finire mai e finire subito solo per arrivare a capirlo fino in fondo. Molte recensioni sul web dicono di non aver chiara la situazione finale che invece a me è parsa davvero la conclusione più calzante dell'intero racconto.

    Con la paura di non interiorizzarlo abbastanza, questo libro è davvero uno dei pochi che mi è rimasto dentro e non dimenticherò mai facilmente. Da rileggere sicuramente documentandomi sullo sfondo storico e bellico che è descritto: la guerra fra Russia e Ucraina se non ricordo male. Con un pò più di tempo spero di poter aggiornare il post anche con il profilo storico.

    Consigliatissimo. Buona Lettura a chi vorrà prenderlo con se nella propria libreria.

    ha scritto il 

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