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Trilogia della città di K

Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna

Di

Editore: Einaudi

4.4
(8701)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 880615494X | Isbn-13: 9788806154943 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Bogliolo , Virginia Ripa di Meana , Armando Marchi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Quando "Il grande quaderno" apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la "Trilogia della città di K" ritrae un'epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.
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  • 3

    Romanzo che definirei perturbante, dove ognuno dei tre libri smentisce e corrobora i restanti 2 (e alla fine non ci si capisce proprio bene tutto) e dove - soprattutto nella prima parte- la storia della nazione prende forma con dura delicatezza attorno alle vicende dei personaggi. Avvincente a su ...continua

    Romanzo che definirei perturbante, dove ognuno dei tre libri smentisce e corrobora i restanti 2 (e alla fine non ci si capisce proprio bene tutto) e dove - soprattutto nella prima parte- la storia della nazione prende forma con dura delicatezza attorno alle vicende dei personaggi. Avvincente a suo modo. Non il mio genere di lettura preferita.

    ha scritto il 

  • 4

    Due fratelli. Tre racconti che si completano e si contraddicono. Una storia in cui le identità si confondono e le persone si lasciano e si ritrovano, senza mai realizzare il loro potenziale di amore.

    La guerra viene, stravolge e se ne va.

    Alla fine nessuno vince.

    ha scritto il 

  • 5

    Allucinante

    Leggere questo libro è un'esperienza unica, un vero colpo allo stomaco, un continuo cambio di stile e di verità che credevamo acquisite. Un libro sulle bugia, sull'identità, con una struttura originale, asettica e mai banale. Alla fine di questo viaggio rimarrà solo il nulla, un nulla che fa male ...continua

    Leggere questo libro è un'esperienza unica, un vero colpo allo stomaco, un continuo cambio di stile e di verità che credevamo acquisite. Un libro sulle bugia, sull'identità, con una struttura originale, asettica e mai banale. Alla fine di questo viaggio rimarrà solo il nulla, un nulla che fa male.
    Quest'anno sarà difficile trovare un libro della stessa intensità, ed è una cosa bella e brutta allo stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro!
    Uno stile asciutto, quasi semplificato che nasconde una serie di tasselli che si intrecciano in modo inestricabile e intrecciano menzogna e verità.
    Un libro sulla guerra e la sua devastazione.
    Un libro su rapporti fra persone e quanto possano essere vissuti in mol ...continua

    Un capolavoro!
    Uno stile asciutto, quasi semplificato che nasconde una serie di tasselli che si intrecciano in modo inestricabile e intrecciano menzogna e verità.
    Un libro sulla guerra e la sua devastazione.
    Un libro su rapporti fra persone e quanto possano essere vissuti in molteplici maniere.
    Un libro sulla finzione, sulla necessità della finzione, sul potere salvifico della finzione e su quello distruttivo.
    Meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 4

    "Grandmother is Mother's mother. Before coming to live in her house, we didn't even know that Mother still had a mother. We call her Grandmother. People call her the Witch. She calls us "sons of a bitch."

    La trilogia è asciutta, scarna come una bestiaccia affamata. La Trilogia è fatta di parole semplici come quelle dei libri per bambini. La trilogia inizia con la verità. Continua con la menzogna e finisce con una menzogna più grande. Oppure no, la bugia è l'inizio, il centro è solo un sogno, la fi ...continua

    La trilogia è asciutta, scarna come una bestiaccia affamata. La Trilogia è fatta di parole semplici come quelle dei libri per bambini. La trilogia inizia con la verità. Continua con la menzogna e finisce con una menzogna più grande. Oppure no, la bugia è l'inizio, il centro è solo un sogno, la fine è vera. O anche: niente è vero. Tutto è vero. Agota Kristof prende una storia, la scompone, la ricompone, la smonta, la rimonta. Claus che è Lucas. Che è Klaus. Che è Klaus-Lucas. Attraverso una guerra che forse è la seconda e forse no, attraverso un confine che è la Cortina di Ferro o il Muro di Berlino, o forse no, Lucas-Claus-Klaus-Lucas è un bambino (o sono due gemelli? O sono il sogno di un bambino malato?) che vivono la fiaba delle fiabe, dove l'orrore è puro e incontaminato, dove la crudeltà è perfetta, dove la sopravvivenza è tutto e l'annientamento è autoinflitto. Spietato, nero, cinico, fatato.
    La testa gira e non sai più a chi credere.

    ha scritto il 

  • 5

    Devastante come solo la guerra sa essere

    Così doloroso e angosciante che ti si conficca come un pugnale in pieno petto: l'amore, l'abbandono, la solitudine e la violenza, quella cruda e gratuita. Impossibile sfogliare l'ultima pagina e non pensarci più.

    ha scritto il 

  • 5

    Impossibile da dimenticare!

    “Avevamo deciso di separarci. Questa separazione doveva essere totale. Una frontiera non bastava, ci voleva anche il silenzio.”
    http://www.ilariapasqua.net/apps/blog/show/42977979-trilogia-della-citt%C3%A0-di-k-a-krist%C3%B3f-2005-

    ha scritto il 

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