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Trilogia della città di K

Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna

Di

Editore: Einaudi

4.4
(8794)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 880615494X | Isbn-13: 9788806154943 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Bogliolo , Virginia Ripa di Meana , Armando Marchi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Quando "Il grande quaderno" apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la "Trilogia della città di K" ritrae un'epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.
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  • 2

    Questo libro ha aperto un lungo dibattito tra me e il mio compagno, visto che era stato proprio lui a consigliarmene la lettura. Il conflitto che ne è nato è questo: si può considerare migliore un li ...continua

    Questo libro ha aperto un lungo dibattito tra me e il mio compagno, visto che era stato proprio lui a consigliarmene la lettura. Il conflitto che ne è nato è questo: si può considerare migliore un libro che hai reputato noioso per tutto il tempo ma con un bel finale inaspettato o un libro che ti ha coinvolto dall'inizio ma che si sciupa proprio sul finale?
    Io mi schiero dalla seconda parte, per me il finale non è tutto, ed è inutile sorbirmi 200 pagine disturbanti e noiose solo perché il finale (l'ultima parte) merita.
    Certo so di andare controcorrente e forse semplicemente non era il mio genere, comunque ne ho apprezzato ad esempio anche le prime pagine che descrivevano il modo in cui i 2 gemelli si esercitano a non provare dolore, tristezza e fame per abituarsi sempre di più a un mondo fatto diventare sempre più squallido dalla guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho riletto questo libro a distanza di molti anni e la sensazione di aver letto un libro strano e straniante si è rafforzata. Il libro si compone di tre parti : Il grande quaderno, La prova e La terza ...continua

    Ho riletto questo libro a distanza di molti anni e la sensazione di aver letto un libro strano e straniante si è rafforzata. Il libro si compone di tre parti : Il grande quaderno, La prova e La terza menzogna. Due gemelli di cui non si conosce il nome, una guerra non meglio identificata e un posto mai menzionato. Nel primo i gemelli annotano , con frasi brevi e senza enfasi, le storie di un quotidiano crudo, privo di sentimenti positivi, e le cose più brutte diventano “normali”. Affidati dalla madre ad una nonna che non li vuole, ma che in qualche modo li educa, sono due bambini “strani” , che si esercitano a non provare dolore, fame o pietà. Si arrangiano, rubano, uccidono per sopravvivere. Vari personaggi, sempre privi di nome, contribuiscono alla loro crescita precoce, anche in campo sessuale; Labbro Leporino, la Fantesca del Curato, un Attendente e il suo Ufficiale straniero.
    Torna la madre a riprenderli, ma loro non vogliono lasciare la Nonna. Intanto la guerra sta arrivando e decidono di separarsi, uno dei due varca il confine e se ne va, è un’altra prova, l’ennesima a cui si sottopongono, ma è la più dura per loro.
    Nel secondo libro sappiamo che si chiamano Lucas e Claus. Lucas è solo, continua a scrivere e conservare la memoria nel quaderno, ma si comincia a dubitare che abbia mai avuto un fratello, forse se l’è immaginato per sentirsi meno solo. Si prende cura di Yasmine e del suo bambino menomato, Mathias; un bimbo intelligente ,ma anche lui solo, senza speranza. Lucas si innamora di Clara, fa amicizia con Peter e con Victor, il libraio che vuole scrivere un libro.
    Nel terzo libro il velo si squarcia, rivelando piano piano una realtà , una storia completamente differente.
    Tutto quello che ci veniva raccontato si rivela una menzogna, siamo costretti a tornare sulle nostre convinzioni, ci sentiamo spiazzati. L’unica verità che viene fuori alla fine è che non c’è speranza, solo dolorose separazioni, come se fosse un destino ineluttabile. Basterebbe così poco, un briciolo di buona volontà e invece tutto si chiude, non c’è scampo . Non dirò di più della trama, bisogna leggerlo. Sono già tre giorni che l’ho terminato, ma sto ancora rimuginando e la sensazione di disagio non mi abbandona

    ha scritto il 

  • 5

    Straordinario

    Il libro si compone di tre capitoli, che narrano la storia di due fratelli gemelli divisi dalla guerra. Ma questa duplicità è reale o immaginata (si leggano i loro nomi)? Ogni capitolo è narrato con u ...continua

    Il libro si compone di tre capitoli, che narrano la storia di due fratelli gemelli divisi dalla guerra. Ma questa duplicità è reale o immaginata (si leggano i loro nomi)? Ogni capitolo è narrato con un registro linguistico diverso, leggerlo è un'avventura straordinaria.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro bellissimo, le parole ti arrivano addosso come una scure. Dure, perfette e colpiscono profondamente. La prima parte è un capolavoro: racconto e scrittura in perfetta sintonia. Un libro che dimos ...continua

    Libro bellissimo, le parole ti arrivano addosso come una scure. Dure, perfette e colpiscono profondamente. La prima parte è un capolavoro: racconto e scrittura in perfetta sintonia. Un libro che dimostra che il romanzo non è morto: non tutto quello che si poteva scrivere è già stato scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Disturbante.

    e sul serio, davvero, vorrei parlare di questo libro, ma è la terza volta che tento di scrivere qualcosa di decente e mi escono solo parole vuote, che non si avvicinano nemmeno lontanamente a quello c ...continua

    e sul serio, davvero, vorrei parlare di questo libro, ma è la terza volta che tento di scrivere qualcosa di decente e mi escono solo parole vuote, che non si avvicinano nemmeno lontanamente a quello che questo capolavoro mi ha trasmesso. Posso solo dire che è il libro più geniale, straniante, assurdo e intenso che abbia mai letto. La Kristof era un'autrice spettacolare, dal talento indiscusso e credo proprio che dopo Ieri e dopo questa trilogia recupererò qualsiasi cosa abbia scritto, anche la lista della spesa. È un libro che VA riletto obbligatoriamente, ma con calma, ora sto ancora soffrendo troppo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    I gemelli della città di K

    Dopo la lettura di questo libro, la primissima frase che mi è balenata nella testa è stata: Credo che la Kristof sia un dannato genio!
    Del "Grande Quaderno" mi è piaciuta: La complicità indistruttibil ...continua

    Dopo la lettura di questo libro, la primissima frase che mi è balenata nella testa è stata: Credo che la Kristof sia un dannato genio!
    Del "Grande Quaderno" mi è piaciuta: La complicità indistruttibile dei gemelli. Sono sempre stata affascinata dalla figura dei gemelli, dalla completezza che hanno, in oltre sono sensibile a questa figura perchè mia mamma e mia zia sono gemelle omozigote, e quindi per tutta la durata della storia ho pensato a loro. La storia di per se è cruda e tagliente, non puoi restare indifferente di fronte ad alcuni passaggi. A tratti è raccapricciante, sconvolgente e inquietante. Ho amato il modo in cui i gemelli hanno deciso di crescere per rafforzare se stessi, e non è mancata la commozione quando ho incontrato alcune frasi. (Scriveremo. "Noi mangiamo le noci" e non "amiamo le noci", perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. "Amare le noci" e "amare nostra Madre" non può voler dire la stessa cosa.) oppure (A forza di ripeterle, le parole a poco a poco perdono il loro significato e il dolore che portano si attenua). Penso che o vivevano in questo modo, oppure sarebbero sicuramente stati distrutti. Un'altra cosa che mi ha colpito e che conferma che c'è un filo di raccapricciante nella prima parte del racconto è che tutti i personaggi sono crudeli. Tutti i personaggi usano violenza fisica o psicologica ai gemelli, ingannandoli e dicendo che è un gioco. A questo punto penso che la nonna sia la meno peggio.
    Nella seconda parte "La Prova" Dopo la separazione dei gemelli, (che è la prova regina, se così vogliamo dire) l'idea che mi è rimasta è che Lucas rivede in Matias suo fratello, e che Matias abbia un carattere molto vicino a quello dei due gemelli. Forse è per questo che Lucas lo ama come un figlio. Che Matias abbia un carattere simile a quello dei gemelli me lo fa pensare la sua intelligenza e la sua spigliatezza nei confronti di Agnese e la sua gelosia nei confronti del fratellino di Agnese, che lo porta addirittura ad uccidersi. Di certo nemmeno i gemelli avevano paura di uccidere o di uccidersi. Anche questa seconda parte ha una sfumatura che lascia i brividi e lascia spazio ai primi dubbi.
    La terza parte "La terza Menzogna" è ecco.. Non so spiegarmi a parole ti viene da dire ma “allora fin ora cosa ho letto?” E ti accorgi che le prime due parti sono la storia alterata o immaginata di quello che i due gemelli hanno vissuto realmente. Almeno è così che l'ho concepita io la mia idea.
    Alla fine, credo che i gemelli passano un'intera vita a cercarsi e ricercarsi mentre sono nella stessa città.
    Oltre la fine, sono certa che rileggerò il libro, e cercherò di leggerlo con occhi diversi, magari per trovare qualche particolare in più che a prima lettura può sfuggire.
    Che dire, mi è piaciuto tantissimo, i gemelli mi hanno proprio toccata nell'anima.
    Kristof, ti rileggerò!

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura essenziale ed, oserei dire, solenne: sembra a tratti di leggere un testo sacro. Forse c’entra qualcosa con il fatto che l’autrice scrive in francese che non è la sua lingua madre.
    Libro molt ...continua

    Scrittura essenziale ed, oserei dire, solenne: sembra a tratti di leggere un testo sacro. Forse c’entra qualcosa con il fatto che l’autrice scrive in francese che non è la sua lingua madre.
    Libro molto particolare: non così difficile nella lettura, ma estremamente intenso. Nella narrazione di punto in bianco accadono eventi gravi ai quali non vieni minimamente preparato, è un libro che disorienta e nell’ultima parte forse anche un po’ troppo. Lo ritengo un gran libro.

    ha scritto il 

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