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Trilogia sporca dell'Avana

Di

Editore: e/o

3.7
(466)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 499 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876417265 | Isbn-13: 9788876417269 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefania Cherchi , Tiziana Gibilisco

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il protagonista, Pedro Juan, attraversa gli anni della storia recente di Cuba, gli anni Novanta, quelli della sua crisi peggiore, che si incrocia e si fonde con la personale crisi dell'autore: il suo licenziamento da giornalista, il fallimento matrimoniale, la solitudine, la caduta rovinosa nella miseria e nella marginalità. Questa prospettiva più ampia illumina in modo nuovo le disavventure picaresche di Pedro Juan, le sue leggendarie gesta erotiche, la sua perenne caccia al rum, alla marijuana, a qualsiasi cosa permetta di sopravvivere e di provare piacere nel contesto della miseria di un paese povero. In una Cuba fatta di carne, suoni e odori, terra d'umanità precaria, è la fisicità dei corpi e il sudore degli amplessi a scandire il tempo di un romanzo in cui le maratone di sesso lasciano ben presto il posto a brucianti riflessioni sulla vita, l'arte e la condizione umana.
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  • 4

    La Cuba che vuole sopravvivere

    Sporco è a dir poco.
    Direi abominevolmente sporco,unto, fetido.
    Non trovo aggettivi differenti per definirlo. Eppure Gutierrez riesce attraverso l'abominio a portare alla luce la storia di un paese, quella di Cuba e la disperata crisi del 94. Niente di più attuale a ciò che si respira ...continua

    Sporco è a dir poco.
    Direi abominevolmente sporco,unto, fetido.
    Non trovo aggettivi differenti per definirlo. Eppure Gutierrez riesce attraverso l'abominio a portare alla luce la storia di un paese, quella di Cuba e la disperata crisi del 94. Niente di più attuale a ciò che si respira adesso nell'aria: i barconi di clandestini a Lampedusa, stesso quadro disperato degli Habaneros che raggiungono Miami via mare, con imbarcazioni di fortuna. E Dio solo sa se arriveranno mai a destinazione. Questo per ricordarci di come la storia sia composta da cicli continui e ripetitivi. E che spesso c'è chi dalla storia non riesce a imparare. Per il resto, il sesso c'è ma è quello malato, fetido, addolorato e annienta l'erotismo, lo strozza come un coito interrotto. Tuttavia delle tre parti ho apprezzato molto di più la terza "Sapore di me" che prende il titolo dal bellissimo Bolero "Sabor a mi". In questa terza parte, viene meno la frammentaria visione del protagonista tipica delle prime due, a favore di una più corale. Gutierrez qui dà meno voce al suo Pedro Juan e più al popolo cubano fatto di prostitute malmenate, vecchie decrepite abbandonate nei loro fetidi solar, il tutto condito da immagini prese dal mondo immancabile della Santeria. Insomma, questo libro parla di Cuba, di Rum, Sigari e magia, di un'isola che annaspa e dà morsi per sopravvivere. Da leggere. Senza ombra di dubbio

    ha scritto il 

  • 3

    Ecco che ...

    ...i pochi che abbiano, come me, un idea di grandezza di ciò che rappresenta Cuba come esempio di autodeterminazione , di orgoglio, di vero e giusto socialismo, e si trova a leggere questi spaccati di vita reale nella Cuba in crisi negli anni 80/90 comincia pensare che forse hanno ragione i molti ...continua

    ...i pochi che abbiano, come me, un idea di grandezza di ciò che rappresenta Cuba come esempio di autodeterminazione , di orgoglio, di vero e giusto socialismo, e si trova a leggere questi spaccati di vita reale nella Cuba in crisi negli anni 80/90 comincia pensare che forse hanno ragione i molti che lo ritengono un paese povero, illiberale, e senza speranza.
    A leggere Gutierrez, un giornalista, ci si fa l'idea di un paese marcio, alla fame, che sopravvive ed è certamente vero: come in tutte le periferie di tutto l'occidentee di tutto il pianeta, aggiungo io.
    L'essere diseredati e trovarsi a vivere in un posto che non viene considerato civile, viene usato dagli avversari di Cuba come arma politica per imporre il suo proprio modello di sviluppo e di potere; costoro però non riescono a far diventare " ricchi e civili " tutto il loro stesso popolo perchè ciò è impossibile ( sarebbe troppo lungo spiegane qui il perchè ). Vi ricordo che esiste la mia Taranto vecchia, così come Scampia, e le Banlieu di Parigi come il Bronx di N.Y.
    E allora, quale è la differenza ? Alla peggio, i diseredati di Gutierrez lo sono a causa di altri cubani, e non di sfruttatori americani.
    Però, scopano e ballano tutto il giorno . Non si suicidano.

    ha scritto il 

  • 3

    Gutiérrez è considerato il maggiore scrittore cubano. Io lo definirei il maggiore critico (che abita ancora a Cuba) della società cubana. Ma la sua critica non è uno “sparare a zero” sulla politica cubana (non parla mai di Fidel, né del comunismo totalitario), ma una disarmante esposizione della ...continua

    Gutiérrez è considerato il maggiore scrittore cubano. Io lo definirei il maggiore critico (che abita ancora a Cuba) della società cubana. Ma la sua critica non è uno “sparare a zero” sulla politica cubana (non parla mai di Fidel, né del comunismo totalitario), ma una disarmante esposizione della tragedia cubana: fatta di fame (nera), di miseria, di malattie, di degrado edilizio, di assenza di lavoro. Il tutto condito dalla leggerezza del “prendere la vita come viene”, senza tanta acredine, né troppo sconforto. Insomma, “questo abbiamo e questo ci prendiamo” è quasi la filosofia di Gutiérrez. Tantissima miseria nelle strade dell’Avana, tantissima fame, ma anche tantissima umanità e gioia di vivere, descritta con un linguaggio crudo (anche oltre il limite del volgare), ma che rende l’idea. Vorrei andare a vedere Cuba, ma un po’ di paura, i libri di Gutiérrez, me l’hanno messa.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla gente non piace vivere da sola. A me sì, perché non volevo responsabilità verso nessuno. Nemmeno verso me stesso.


    Ormai avevo un cuore di pietra e per una donna ero incapace di sentire qualcosa di più che un’erezione.


    Nella mia vita il maledetto triangolo amore, salute, denaro ...continua

    Alla gente non piace vivere da sola. A me sì, perché non volevo responsabilità verso nessuno. Nemmeno verso me stesso.

    Ormai avevo un cuore di pietra e per una donna ero incapace di sentire qualcosa di più che un’erezione.

    Nella mia vita il maledetto triangolo amore, salute, denaro va sempre in pezzi. L’amore è un inganno, il denaro un sogno a occhi aperti, la salute si perde in un istante. Ecco come stavo. Di ritorno da molti cammini.

    ha scritto il 

  • 5

    " Ci voleva un bel temporale che rinfrescasse un pò l'aria. Mi sono spogliato e sono uscito sulla terrazza. Nelle cisterne c'era ancora acqua. Mi sono lavato. Sono rimasto ad asciugarmi all'aria. Sulla terrazza si affacciavano sette stanze. L'unico che abitava da solo ero io. Alla gente non piace ...continua

    " Ci voleva un bel temporale che rinfrescasse un pò l'aria. Mi sono spogliato e sono uscito sulla terrazza. Nelle cisterne c'era ancora acqua. Mi sono lavato. Sono rimasto ad asciugarmi all'aria. Sulla terrazza si affacciavano sette stanze. L'unico che abitava da solo ero io. Alla gente non piaceva vivere da sola. A me si, perchè non volevo responsabilità verso nessuno. Nemmeno verso me stesso. Sono sempre stato fin troppo responsabile. Ora basta. A volte veniva a trovarmi una vicina e si fermava a dormire. Era una negra snella e tosta di 32 anni. Ci piacevamo e combinavamo delle belle orge. Era molto nera e aveva un forte odore sotto le ascelle e nel sesso. Il che mi eccitava talmente che ci contorcevamo come due pazzi. Tutto qui.

    ha scritto il 

  • 4

    Sporco davvero, iconoclasta e sudaticcio.
    Un pugno nello stomaco, una manciata di verità tirata dritta negli occhi.

    Per conto mio non sono veri romanzi ma un'unica raccolta di racconti con il solo protagonista a fare da filo conduttore. Ma da leggere comunque.

    ha scritto il 

  • 0

    Una pubblicità di qualche anno fa recitava: "il primo sorso affascina....il secondo strega!".
    Purtroppo questo concetto non può essere applicato alla "Trilogia sporca dell'Avana", dove la reiterazione di una serie di concetti base alla lunga annoiano il lettore mortalmente.
    In fondo l ...continua

    Una pubblicità di qualche anno fa recitava: "il primo sorso affascina....il secondo strega!".
    Purtroppo questo concetto non può essere applicato alla "Trilogia sporca dell'Avana", dove la reiterazione di una serie di concetti base alla lunga annoiano il lettore mortalmente.
    In fondo la raccolta si basa su 4 - 5 racconti luminosi ed affilati come la lama di un coltello. Sono gli unici che proteggono il libro da un uso alternativo e poco onorevole.

    ha scritto il 

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