Trilogia sporca dell'Avana

Di

Editore: e/o

3.7
(643)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 499 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876417265 | Isbn-13: 9788876417269 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefania Cherchi , Tiziana Gibilisco

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il protagonista, Pedro Juan, attraversa gli anni della storia recente di Cuba, gli anni Novanta, quelli della sua crisi peggiore, che si incrocia e si fonde con la personale crisi dell'autore: il suo licenziamento da giornalista, il fallimento matrimoniale, la solitudine, la caduta rovinosa nella miseria e nella marginalità. Questa prospettiva più ampia illumina in modo nuovo le disavventure picaresche di Pedro Juan, le sue leggendarie gesta erotiche, la sua perenne caccia al rum, alla marijuana, a qualsiasi cosa permetta di sopravvivere e di provare piacere nel contesto della miseria di un paese povero. In una Cuba fatta di carne, suoni e odori, terra d'umanità precaria, è la fisicità dei corpi e il sudore degli amplessi a scandire il tempo di un romanzo in cui le maratone di sesso lasciano ben presto il posto a brucianti riflessioni sulla vita, l'arte e la condizione umana.
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  • 3

    Primordiale, perché affamato

    "Solo un'arte risentita, indecente, violenta, volgare può mostrarci l'altra faccia della realtà, quella che non vediamo mai o che, per evitare fastidi alla nostra coscienza, preferiamo non vedere."

    Al ...continua

    "Solo un'arte risentita, indecente, violenta, volgare può mostrarci l'altra faccia della realtà, quella che non vediamo mai o che, per evitare fastidi alla nostra coscienza, preferiamo non vedere."

    Alla ricerca di nuove e antiche atmosfere sudamericane (o meglio latine, in questo caso), incontro Pedro Juan da Cuba. E non è stato un incontro come ci si poteva aspettare nella tradizione della grande letteratura subcontinentale.

    La Cuba post-rivoluzionaria lacera degli anni '90 (gli anni dell'abbandono sovietico) è raccontata nella visione vagamente bukowskiana (ma ancora più disincantata, perché affamata non per scelta) del protagonista, intellettuale disilluso e reietto alle prese col quotidiano sopravvivere, sempre più complicato e precario.

    Nei tre romanzi ci racconta in realtà una serie infinita di storie di povertà e ricchezze segrete, degrado e privilegi, santeria e amoralità, devozioni amorose e violenza domestica dove gli istinti primordiali come fame e appagamento sessuale sono infine assoluti protagonisti del quotidiano, strumento di liberazione e sostentamento, e i sentimenti invece lussuose (carissime) debolezze. Struttura narrativa che rivela il background giornalistico dell'autore, e forse anche il suo limite. Il risultato, anche letterario, è contrastante.

    Da una parte, non si tratta di tre veri romanzi compiuti e autonomi, ma sostanzialmente di una serie infinita di racconti, 'immagini' più o meno collegate e coerenti, specie quando riferite alla vita del protagonista, tutti abbastanza simili e che non ci conducono lungo una qualche trama ma descrivono una situazione, uno stato d'animo, una visione disincantata di un paradiso perduto.

    Dall'altra, il caleidoscopio di potenti personaggi (sopratutto meticci e negri) poveri, naturalmente bellissimi ma senza futuro, orfani dell'ideologia (pure incolpevole) e persi nel loro presente di sopravvivenza anche con dosi massicce di rum, fumo e sesso scacciapensieri, permettono a chi legge di immedesimarsi e 'vivere' il contesto unico e irripetibile. Un contesto rivoluzionario sconfitto nel tempo e nei sogni dalle necessità primarie, e che i romantici e i turisti forse non potranno mai (ri)conoscere.

    I pochi racconti che non riguardano direttamente il protagonista, comunque, sono delle autentiche chicche, perle nel fango, e fanno intuire quanto bene l'autore possa definire e raccontare l'animo profondo di una disperazione ormai cauterizzata. Chissà se vorrà o riuscirà mai ad esprimerla in un romanzo compiuto. E se non lo farà, forse anche questa sarà una sua testimonianza sui limiti e sul degrado della società cubana contemporanea che ci ha voluto raccontare.

    ha scritto il 

  • 3

    Eros contro la miseria.

    E' un libro sostanzialmente erotico. L'appagamento dell'istinto sessuale è l'unica arma per combattere la miseria, dimenticarla, aggirare delusione e sofferenze della vita, è conquista immediata in un ...continua

    E' un libro sostanzialmente erotico. L'appagamento dell'istinto sessuale è l'unica arma per combattere la miseria, dimenticarla, aggirare delusione e sofferenze della vita, è conquista immediata in una povertà senza speranza.
    E' l'autore stesso a sintetizzare in una pagina il suo "non-intento":
    "Ora fate attenzione e chiudetevi bene il naso. Sto per sezionare le viscere. Vi avverto che ne uscirà molta merda. E che puzzerà. Per quanti ancora non lo sanno: la merda puzza! ...... Quando fai il pieno di rabbia impotente devi trovare una valvola di sfogo. Tutti sanno come si fa: alcool, sesso, droga. .... Ma qui nel quartiere tutti utilizzano il sesso, molto, e quel che possono permettersi di alcol e marijuana."

    ha scritto il 

  • 3

    Crudo ma reale

    Gutierrez racconta con un linguaggio crudo la Cuba di fine secolo. A parte le vicende sessuali (più o meno 2/3 del libro) il libro è interessante perché racconta il degrado di un'Avana in cui la pover ...continua

    Gutierrez racconta con un linguaggio crudo la Cuba di fine secolo. A parte le vicende sessuali (più o meno 2/3 del libro) il libro è interessante perché racconta il degrado di un'Avana in cui la povertà economica si mischia alla povertà morale. Il libro è pieno di prostitute, pieno di sesso e pieno di rum, la vera essenza di Cuba. I personaggi si aggirano nel lerciume di questa Cuba sconvolta dalla povertà.
    Il libro è costituito da un'infinità di piccoli racconti, che hanno come personaggio principale lo stesso Gutierrez. Il linguaggio e lo stile si adattano agli argomenti trattati.

    ha scritto il 

  • 3

    proprio non è il mio genere
    sesso alcool disperazione ed eccessi di ogni genere.
    letto durante una vacanza a cuba ed all'avana.... mi è servito solo a guardare con occhi diversi il patriottismo dei cu ...continua

    proprio non è il mio genere
    sesso alcool disperazione ed eccessi di ogni genere.
    letto durante una vacanza a cuba ed all'avana.... mi è servito solo a guardare con occhi diversi il patriottismo dei cubani.. a cercare la differenza tra ciò che il governo vuol mostrare e ciò che invece nell'animo dei disperati è la quotidianità...

    ha scritto il 

  • 3

    Il genere di storie che non mi fa impazzire

    Sesso Alcol, stordimento e tirare a campare se in questo si riassume Bukowski: posso aspettare a leggerlo. Molto bello il resto (che purtroppo è in secondo piano) : il carcere per il commercio di ca ...continua

    Sesso Alcol, stordimento e tirare a campare se in questo si riassume Bukowski: posso aspettare a leggerlo. Molto bello il resto (che purtroppo è in secondo piano) : il carcere per il commercio di carne di bovino (e aragoste), i palazzi in via di disfacimento del Centro Habana, i i pescatori sul Malecon, i tempietti della Santeria...Poco evidenziato l'aspetto "jinetero" dei cubani che è l'unico lato che rovina pesantemente la magia di quest'isola e di questo favoloso popolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Pruriti socialisti

    Beh diciamoci la verità, la prima cosa che può succedervi leggendo questo libro, è che vi venga una discreta voglia di fare quello che il protagonista continua a fare ogni due pagine. Se lo leggete me ...continua

    Beh diciamoci la verità, la prima cosa che può succedervi leggendo questo libro, è che vi venga una discreta voglia di fare quello che il protagonista continua a fare ogni due pagine. Se lo leggete mentre siete in viaggio a zonzo per Cuba, il problema potrebbe diventare anche maggiore: ma niente paura, le donne bellissime e multicolore che PedroJuan incontra ad ogni esquina, sono dei personaggi di fantasia. Tutto il resto invece è vero: è vero il carcere per il commercio di carne di bovino, sono veri i palazzi in via di disfacimento del Centro Habana, sono veri i pescatori sulle camere d'aria davanti al Malecon, sono verissimi i tempietti della Santeria.
    Non è un vero romanzo, perché il filo conduttore compare e si immerge di continuo, piuttosto ci sono personaggi ripescati qua e là in modo casuale, così come alla giornata è la vita del protagonista, e di tutti, nella Cuba di quegli anni. Un testo istruttivo, che oltre ai pruriti, vi aiuterà a guardare con occhi un po' meno ingenui la contraddittoria, potente bellezza di uno dei luoghi più controversi che ci siano.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo bel volume della triologia sporca dell'Avana. Giustamente Bukowski è il nome che tutti fanno per questo cantore del centro della capitale cubana, in cui rabbia, sesso, alcol e fame animano le gi ...continua

    Primo bel volume della triologia sporca dell'Avana. Giustamente Bukowski è il nome che tutti fanno per questo cantore del centro della capitale cubana, in cui rabbia, sesso, alcol e fame animano le giornate di questo uomo disilluso, critico nei confronti del presente. Soprattutto il suo. Bello.

    ha scritto il 

  • 4

    La Cuba che vuole sopravvivere

    Sporco è a dir poco.
    Direi abominevolmente sporco,unto, fetido.
    Non trovo aggettivi differenti per definirlo. Eppure Gutierrez riesce attraverso l'abominio a portare alla luce la storia di un paese, q ...continua

    Sporco è a dir poco.
    Direi abominevolmente sporco,unto, fetido.
    Non trovo aggettivi differenti per definirlo. Eppure Gutierrez riesce attraverso l'abominio a portare alla luce la storia di un paese, quella di Cuba e la disperata crisi del 94. Niente di più attuale a ciò che si respira adesso nell'aria: i barconi di clandestini a Lampedusa, stesso quadro disperato degli Habaneros che raggiungono Miami via mare, con imbarcazioni di fortuna. E Dio solo sa se arriveranno mai a destinazione. Questo per ricordarci di come la storia sia composta da cicli continui e ripetitivi. E che spesso c'è chi dalla storia non riesce a imparare. Per il resto, il sesso c'è ma è quello malato, fetido, addolorato e annienta l'erotismo, lo strozza come un coito interrotto. Tuttavia delle tre parti ho apprezzato molto di più la terza "Sapore di me" che prende il titolo dal bellissimo Bolero "Sabor a mi". In questa terza parte, viene meno la frammentaria visione del protagonista tipica delle prime due, a favore di una più corale. Gutierrez qui dà meno voce al suo Pedro Juan e più al popolo cubano fatto di prostitute malmenate, vecchie decrepite abbandonate nei loro fetidi solar, il tutto condito da immagini prese dal mondo immancabile della Santeria. Insomma, questo libro parla di Cuba, di Rum, Sigari e magia, di un'isola che annaspa e dà morsi per sopravvivere. Da leggere. Senza ombra di dubbio

    ha scritto il 

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