Trilogia sporca dell'Avana

Di

Editore: e/o

3.7
(635)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 499 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876417265 | Isbn-13: 9788876417269 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefania Cherchi , Tiziana Gibilisco

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il protagonista, Pedro Juan, attraversa gli anni della storia recente di Cuba, gli anni Novanta, quelli della sua crisi peggiore, che si incrocia e si fonde con la personale crisi dell'autore: il suo licenziamento da giornalista, il fallimento matrimoniale, la solitudine, la caduta rovinosa nella miseria e nella marginalità. Questa prospettiva più ampia illumina in modo nuovo le disavventure picaresche di Pedro Juan, le sue leggendarie gesta erotiche, la sua perenne caccia al rum, alla marijuana, a qualsiasi cosa permetta di sopravvivere e di provare piacere nel contesto della miseria di un paese povero. In una Cuba fatta di carne, suoni e odori, terra d'umanità precaria, è la fisicità dei corpi e il sudore degli amplessi a scandire il tempo di un romanzo in cui le maratone di sesso lasciano ben presto il posto a brucianti riflessioni sulla vita, l'arte e la condizione umana.
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  • 3

    Eros contro la miseria.

    E' un libro sostanzialmente erotico. L'appagamento dell'istinto sessuale è l'unica arma per combattere la miseria, dimenticarla, aggirare delusione e sofferenze della vita, è conquista immediata in un ...continua

    E' un libro sostanzialmente erotico. L'appagamento dell'istinto sessuale è l'unica arma per combattere la miseria, dimenticarla, aggirare delusione e sofferenze della vita, è conquista immediata in una povertà senza speranza.
    E' l'autore stesso a sintetizzare in una pagina il suo "non-intento":
    "Ora fate attenzione e chiudetevi bene il naso. Sto per sezionare le viscere. Vi avverto che ne uscirà molta merda. E che puzzerà. Per quanti ancora non lo sanno: la merda puzza! ...... Quando fai il pieno di rabbia impotente devi trovare una valvola di sfogo. Tutti sanno come si fa: alcool, sesso, droga. .... Ma qui nel quartiere tutti utilizzano il sesso, molto, e quel che possono permettersi di alcol e marijuana."

    ha scritto il 

  • 3

    Crudo ma reale

    Gutierrez racconta con un linguaggio crudo la Cuba di fine secolo. A parte le vicende sessuali (più o meno 2/3 del libro) il libro è interessante perché racconta il degrado di un'Avana in cui la pover ...continua

    Gutierrez racconta con un linguaggio crudo la Cuba di fine secolo. A parte le vicende sessuali (più o meno 2/3 del libro) il libro è interessante perché racconta il degrado di un'Avana in cui la povertà economica si mischia alla povertà morale. Il libro è pieno di prostitute, pieno di sesso e pieno di rum, la vera essenza di Cuba. I personaggi si aggirano nel lerciume di questa Cuba sconvolta dalla povertà.
    Il libro è costituito da un'infinità di piccoli racconti, che hanno come personaggio principale lo stesso Gutierrez. Il linguaggio e lo stile si adattano agli argomenti trattati.

    ha scritto il 

  • 3

    proprio non è il mio genere
    sesso alcool disperazione ed eccessi di ogni genere.
    letto durante una vacanza a cuba ed all'avana.... mi è servito solo a guardare con occhi diversi il patriottismo dei cu ...continua

    proprio non è il mio genere
    sesso alcool disperazione ed eccessi di ogni genere.
    letto durante una vacanza a cuba ed all'avana.... mi è servito solo a guardare con occhi diversi il patriottismo dei cubani.. a cercare la differenza tra ciò che il governo vuol mostrare e ciò che invece nell'animo dei disperati è la quotidianità...

    ha scritto il 

  • 3

    Il genere di storie che non mi fa impazzire

    Sesso Alcol, stordimento e tirare a campare se in questo si riassume Bukowski: posso aspettare a leggerlo. Molto bello il resto (che purtroppo è in secondo piano) : il carcere per il commercio di ca ...continua

    Sesso Alcol, stordimento e tirare a campare se in questo si riassume Bukowski: posso aspettare a leggerlo. Molto bello il resto (che purtroppo è in secondo piano) : il carcere per il commercio di carne di bovino (e aragoste), i palazzi in via di disfacimento del Centro Habana, i i pescatori sul Malecon, i tempietti della Santeria...Poco evidenziato l'aspetto "jinetero" dei cubani che è l'unico lato che rovina pesantemente la magia di quest'isola e di questo favoloso popolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Pruriti socialisti

    Beh diciamoci la verità, la prima cosa che può succedervi leggendo questo libro, è che vi venga una discreta voglia di fare quello che il protagonista continua a fare ogni due pagine. Se lo leggete me ...continua

    Beh diciamoci la verità, la prima cosa che può succedervi leggendo questo libro, è che vi venga una discreta voglia di fare quello che il protagonista continua a fare ogni due pagine. Se lo leggete mentre siete in viaggio a zonzo per Cuba, il problema potrebbe diventare anche maggiore: ma niente paura, le donne bellissime e multicolore che PedroJuan incontra ad ogni esquina, sono dei personaggi di fantasia. Tutto il resto invece è vero: è vero il carcere per il commercio di carne di bovino, sono veri i palazzi in via di disfacimento del Centro Habana, sono veri i pescatori sulle camere d'aria davanti al Malecon, sono verissimi i tempietti della Santeria.
    Non è un vero romanzo, perché il filo conduttore compare e si immerge di continuo, piuttosto ci sono personaggi ripescati qua e là in modo casuale, così come alla giornata è la vita del protagonista, e di tutti, nella Cuba di quegli anni. Un testo istruttivo, che oltre ai pruriti, vi aiuterà a guardare con occhi un po' meno ingenui la contraddittoria, potente bellezza di uno dei luoghi più controversi che ci siano.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo bel volume della triologia sporca dell'Avana. Giustamente Bukowski è il nome che tutti fanno per questo cantore del centro della capitale cubana, in cui rabbia, sesso, alcol e fame animano le gi ...continua

    Primo bel volume della triologia sporca dell'Avana. Giustamente Bukowski è il nome che tutti fanno per questo cantore del centro della capitale cubana, in cui rabbia, sesso, alcol e fame animano le giornate di questo uomo disilluso, critico nei confronti del presente. Soprattutto il suo. Bello.

    ha scritto il 

  • 4

    La Cuba che vuole sopravvivere

    Sporco è a dir poco.
    Direi abominevolmente sporco,unto, fetido.
    Non trovo aggettivi differenti per definirlo. Eppure Gutierrez riesce attraverso l'abominio a portare alla luce la storia di un paese, q ...continua

    Sporco è a dir poco.
    Direi abominevolmente sporco,unto, fetido.
    Non trovo aggettivi differenti per definirlo. Eppure Gutierrez riesce attraverso l'abominio a portare alla luce la storia di un paese, quella di Cuba e la disperata crisi del 94. Niente di più attuale a ciò che si respira adesso nell'aria: i barconi di clandestini a Lampedusa, stesso quadro disperato degli Habaneros che raggiungono Miami via mare, con imbarcazioni di fortuna. E Dio solo sa se arriveranno mai a destinazione. Questo per ricordarci di come la storia sia composta da cicli continui e ripetitivi. E che spesso c'è chi dalla storia non riesce a imparare. Per il resto, il sesso c'è ma è quello malato, fetido, addolorato e annienta l'erotismo, lo strozza come un coito interrotto. Tuttavia delle tre parti ho apprezzato molto di più la terza "Sapore di me" che prende il titolo dal bellissimo Bolero "Sabor a mi". In questa terza parte, viene meno la frammentaria visione del protagonista tipica delle prime due, a favore di una più corale. Gutierrez qui dà meno voce al suo Pedro Juan e più al popolo cubano fatto di prostitute malmenate, vecchie decrepite abbandonate nei loro fetidi solar, il tutto condito da immagini prese dal mondo immancabile della Santeria. Insomma, questo libro parla di Cuba, di Rum, Sigari e magia, di un'isola che annaspa e dà morsi per sopravvivere. Da leggere. Senza ombra di dubbio

    ha scritto il 

  • 3

    Ecco che ...

    ...i pochi che abbiano, come me, un idea di grandezza di ciò che rappresenta Cuba come esempio di autodeterminazione , di orgoglio, di vero e giusto socialismo, e si trova a leggere questi spaccati di ...continua

    ...i pochi che abbiano, come me, un idea di grandezza di ciò che rappresenta Cuba come esempio di autodeterminazione , di orgoglio, di vero e giusto socialismo, e si trova a leggere questi spaccati di vita reale nella Cuba in crisi negli anni 80/90 comincia pensare che forse hanno ragione i molti che lo ritengono un paese povero, illiberale, e senza speranza.
    A leggere Gutierrez, un giornalista, ci si fa l'idea di un paese marcio, alla fame, che sopravvive ed è certamente vero: come in tutte le periferie di tutto l'occidentee di tutto il pianeta, aggiungo io.
    L'essere diseredati e trovarsi a vivere in un posto che non viene considerato civile, viene usato dagli avversari di Cuba come arma politica per imporre il suo proprio modello di sviluppo e di potere; costoro però non riescono a far diventare " ricchi e civili " tutto il loro stesso popolo perchè ciò è impossibile ( sarebbe troppo lungo spiegane qui il perchè ). Vi ricordo che esiste la mia Taranto vecchia, così come Scampia, e le Banlieu di Parigi come il Bronx di N.Y.
    E allora, quale è la differenza ? Alla peggio, i diseredati di Gutierrez lo sono a causa di altri cubani, e non di sfruttatori americani.
    Però, scopano e ballano tutto il giorno . Non si suicidano.

    ha scritto il 

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