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Tristano muore

Una vita

By Antonio Tabucchi

(359)

| Paperback | 9788807819162

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Book Description

Un'estate torrida in una vecchia casa in Toscana. Qui Tristano vive la sualunga agonia: una cancrena gli divora la gamba, i dolori sono lancinanti e lamalattia si estende a tutto il corpo. Lo assiste la vecchia Frau, la stessache da bambino gli racco Continue

Un'estate torrida in una vecchia casa in Toscana. Qui Tristano vive la sualunga agonia: una cancrena gli divora la gamba, i dolori sono lancinanti e lamalattia si estende a tutto il corpo. Lo assiste la vecchia Frau, la stessache da bambino gli raccontava fiabe e poesie in tedesco, affinché imparasse lalingua. In uno stato allucinatorio, Tristano vecchio e incattivito, raccontadi sé ad uno scrittore perché sia testimone della sua agonia e dei ricordi diuna vita. Fantasmi di donne amate si sovrappongono nel delirio e poi laguerra, combattuta in Grecia, la scelta della libertà e della Resistenza. Allafine della vita tutto appare uguale a se stesso, un incubo che tutto sovrastae tutto circonda.

59 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Ti ho cercato, amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell'universo. Ne ho raccolti quanti mi era possibile, nella terra, nell'aria, nel mare, negli sguardi e nei gesti degli uomini.

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    _Honey_ (!) said on Mar 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    bello davvero e anche molto doloroso. gadda docet. un dolore senza speranza

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    Alan53 said on Jan 29, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    a un certo punto c'è una corrispondenza con un altro libro di Tabucchi, e cioè quando la prima persona racconta al femminile la ricerca del corpo di Tristano. è l'ultima lettera che compone "Si sta facendo sempre più tardi", ed è struggente, perché è ...(continue)

    a un certo punto c'è una corrispondenza con un altro libro di Tabucchi, e cioè quando la prima persona racconta al femminile la ricerca del corpo di Tristano. è l'ultima lettera che compone "Si sta facendo sempre più tardi", ed è struggente, perché è la lettera di una donna tradita due volte, una con l'abbandono e due con la morte dell'amato, e allora lei lo cerca dappertutto, nei caffè che ha bevuto, nel cibo che ha mangiato, negli occhi degli uomini che lo hanno conosciuto, nella spuma del mare che ha contemplato. è la lettera di Arianna a Teseo, che si è portato il filo e non è più tornato.

    “Tu non t’immagini neppure come possono finire all’improvviso certi agosti che sbattono contro un settembre anticipato, come un’automobile finita contro un albero, e si accartocciano, si afflosciano come una fisarmonica che perde fiato. Tanta arroganza per le canicole dell’Assunta o quando il cielo notturno fa i fuochi d’artificio di San Lorenzo e i sensi sembrano così pieni e la vita una caverna dalle volte altissime, invece quattro gocce di pioggia, il tempo di un coriandolo e un giorno solo si inghiotte quel mese turgido e gonfio… Anche la vita è così, come l’agosto, ti accorgi che è scaduta dal dire al fare, quando non te lo aspettavi proprio, l’elastico si è ritirato e non si allungherà mai più e da un angolo si affaccia il corvo a dire il suo nevermore…”

    "...prova a vivere nella sfumatura, vedrai che intensità..."

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    marcomc said on Aug 25, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Con le parole di Tristano

    Sono arrivata in fondo a questo libro (e per fortuna oserei dire, visto che le ultime due pagine sono illuminanti)giusto perchè l'ha scritto Antonio Tabucchi, non me la sentivo di fargli un affronto abbandonandolo.
    Questo monologo di un Tristano mor ...(continue)

    Sono arrivata in fondo a questo libro (e per fortuna oserei dire, visto che le ultime due pagine sono illuminanti)giusto perchè l'ha scritto Antonio Tabucchi, non me la sentivo di fargli un affronto abbandonandolo.
    Questo monologo di un Tristano moribondo è pesante, logorroico, allucinato, caotico nel rimescolio di ricordi reali e sognati, difficoltoso da seguire per come è scritto (in questa narrazione mi ricorda molto Saramago)e per i vaneggiamenti dovuti alla morfina. Non c'è che dire: Bravo Tabucchi, hai reso perfettamente l'idea e sei riuscito a gettarci realmente accanto a quel capezzale.
    Dopo questa premessa c'è comunque di positivo che ho incontrato dei concetti esposti così bene che solo quelli valevano la pena di aver letto questa storia. Ho trovato l'espressione di stati d'animo a me molto comuni ma per i quali non sono mai riuscita a trovare le parole giuste per farmi capire, per esprimerli. La paura della morte, quella che Tristano dice si provi una volta sola, è talmente ben esposta che ho sentito un tuffo allo stomaco riconoscendo immediatamente la sensazione e contraddicendo subito il narratore, no, c'è chi questa paura la prova molte volte anche durante la vita, non solo quando si arriva alla fine. Personalmente queste sensazioni le vivo da sempre, e non è che che il provare queste angosce mi fa da allenamento per soffrire meno quando si arriverà al dunque...no, è una sofferenza reiterata che nulla toglie a quella che verrà.
    Ovviamente le citazioni saranno riferite proprio a questi passaggi che ho ritrovato così miei, così veri.
    Finalmente ho trovato le parole per esprimere il mio sentire, e questo grazie al mio amato e faticoso Antonio Tabucchi.

    "Mi riferivo alla sensazione di una nostalgia molto intensa, riprendeva Tristano...troppo intensa...devastante...ma non è propriamente nostalgia, è come uno struggimento spaventoso e astratto, perchè la nostalgia presuppone l'oggetto di cui si ha nostalgia, e per la verità non è che io abbia nostalgia delle immagini che all'improvviso si mettono a scorrere davanti ai miei occhi come una pellicola <...> insomma non è propriamente nostalgia, è come una vaga inquietudine che diventa anche una forma di paura, però mescolata a un senso di assurdità, e dentro questo senso di assurdità c'è un terrore intenso che mi annienta <...> e il mio corpo implode, sento un grande freddo, le mani e i piedi mi si gelano..."

    " La vera paura è quando l'ora è fissata e sai che sarà inevitabile...è una strana paura, insolita, si prova solo una volta nella vita, e non si proverà mai più, è come una vertigine, come se si spalancasse una finestra sul niente, e lì il pensiero annega davvero, come se si annientasse. E' questa la vera paura... <...> Una bella morte...che sciocchezza, la morte non è mai bella, la morte è laida, sempre, è la negazione della vita...Dicono che la morte è un mistero, ma il fatto di essere esistito è un mistero maggiore, apparentemente è banale e invece è così misterioso..."

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    Monica Spicciani (scambio cartacei-sottolineo a matita) said on Jul 16, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Tristano continua a vivere

    La penna di Tabucchi è sempre la stessa: icastica. Qui si parla di tutto: morte, guerra, amore, cefalee, poesia, storia. Difficile dare un giudizio. Diverso dal "da leggere".

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    Carlotta Lezzi said on Jul 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se il modo migliore di raccontare gli anni piu' importanti della prima repubblica e' risultato essere il delirio di un vecchio morente, come si potranno raccontare gli indecenti, vergognosi anni della seconda?

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    Veidt1 said on Jun 23, 2013 | 1 feedback

Book Details

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Margin notes of this book

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