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Triste, solitario y final

Di

Editore: Einaudi (ET)

3.8
(1543)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 880618184X | Isbn-13: 9788806181840 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Glauco Felici

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
È soprattutto un omaggio a Raimond Chandler ed al suo eroe metropolitano, il detective Philip Marlowe, questo “Triste solitario y final” dell’argentino Osvaldo Soriano che per l’appunto trae il titolo da una citazione de “Il lungo addio”. Ma è anche un’omaggio alla capitale della celluloide ed ai suoi eroi. Eroi ormai vecchi e dimenticati dall’industria del cinema, come Stan Laurel e Oliver Hardy, eroi vecchi ma ancora sulla cresta dell’onda come Charlie Chaplin o John Wayne, eroi, o meglio eroine, nascenti, come Jane Fonda o Mia Farrow. Il tutto però concepito in una situazione fortemente influenzata dalle vicissitudini biografiche dell’autore, che svilupperà questo suo primo romanzo in Argentina, durante un periodo in cui non gli viene permesso dedicarsi al giornalismo, e che visiterà finalmente la Los Angeles dei suoi eroi cinque mesi dopo la pubblicazione dello stesso. Un testo dal sapore onirico, in cui non si cerca una successione logica tra i vari eventi, ma ricco di atmosfera e della pungente ironia dell’autore. “È l’eroe, è tutto. Un uomo completo, un uomo comune eppure un uomo come se ne incontrano pochi. Dev’essere, per usare un’espressione un poco abusata, un uomo d’onore, per istinto, per necessità, per impossibilità a tralignare.”
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  • 4

    Nonostante il titolo, è un libro umoristico, pieno di gag e totalmente surreale. Personaggi fittizi si intrecciano con persone della vita reale. Ma anche queste ultime ( Chaplin, John Wayne, Fonda ec ...continua

    Nonostante il titolo, è un libro umoristico, pieno di gag e totalmente surreale. Personaggi fittizi si intrecciano con persone della vita reale. Ma anche queste ultime ( Chaplin, John Wayne, Fonda ecc) non sono che proiezioni mentali dei due protagonisti: Philip Marlowe, il detective privato uscito dalla penna di Chandler, e Soriano, giornalista omonimo e alter-ego dello scrittore.
    Una volta scesi in campo ( quello narrativo) persone e personaggi possono, pirandellianamente, coesistere.
    Missione dei due strampalati uomini: scoprire perché, dopo una luminosa carriera, Stan laurel e Oliver Hardy siano finiti in miseria, dimenticati da tutti.
    Ovviamente, non scopriranno un bel niente, salvo invece ritrovarsi ad essere essi stessi controfigure dei due grandi attori in una vicenda comica ricca di colpi di scena, botte da orbi, inseguimenti, ubriacature, rapimenti, doppi sensi e chi più ne ha più ne metta.
    Man mano che proseguiamo nella lettura, però, tutta questa ilarità comincia a scemare: c'è nella frustrazione dei due detective che vedono allontanarsi sempre più la soluzione al caso, un che di malinconico che assomiglia alla parabola di Stan e Oliver. Come per i due comici, anche per i due investigatori, tutte le porte sembrano chiudersi e la vita appare Triste, solitaria y final.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro ha fin troppe cose per essere amato; quanto meno per essere amato da me.

    Ci sono Laurel & Hardy, ma soprattutto Laurel; c'è "Il lungo addio", a partire dal titolo: ma c'è soprattutto Mar ...continua

    Questo libro ha fin troppe cose per essere amato; quanto meno per essere amato da me.

    Ci sono Laurel & Hardy, ma soprattutto Laurel; c'è "Il lungo addio", a partire dal titolo: ma c'è soprattutto Marlowe. Un Marlowe che incontra l'autore, un Soriano che parte dall'Argentina, sbarca in California alla ricerca della storia di Stanlio e Ollio (mi piace chiamarli anche così).
    E poi succede il casino. Pure troppo.

    Fatto sta che è impossibile non volergli bene: è un concentrato di dolore e sconfitta che Osvaldo Soriano riesce in qualche modo a rendere divertente, anche grazie a un citazionismo di stampo postmoderno che è sempre genuino e mai fastidioso.

    Una ganzata.

    ha scritto il 

  • 2

    dal blog Giramenti

    Questo libro, dice la quarta, sta «a metà tra il poliziesco e lo spettacolo dei burattini». Di poliziesco c’è il Philip Marlowe di Raymond Chandler, finisce tra i protagonisti della vicenda con Stanli ...continua

    Questo libro, dice la quarta, sta «a metà tra il poliziesco e lo spettacolo dei burattini». Di poliziesco c’è il Philip Marlowe di Raymond Chandler, finisce tra i protagonisti della vicenda con Stanlio e Ollio e lo stesso Soriano. Abbiamo anche un Dick van Dyke che a pagina 68 dice una roba così, rivolgendosi a Soriano e a Marlowe che parlottano tra loro in spagnolo, «Smettetela di parlare in cispadano!» e la nota – la traduzione del romanzo è di Glauco Felici – spiega che in originale era en cocoliche.
    Ma come cappero fa a venirti in mente la Repubblica Cispadana e come arcicappero fai a pensare possa saltare in mente a Dick van Dyke?

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/05/20/triste-solitario-y-final-di-osvaldo-soriano/

    ha scritto il 

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