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Tropic of Cancer

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Publisher: Grove Press

3.7
(3448)

Language:English | Number of Pages: 318 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Spanish , Italian , French , German , Dutch

Isbn-10: 0802131786 | Isbn-13: 9780802131782 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Others , School & Library Binding , Mass Market Paperback , eBook

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 0

    Un libro oltre la letteratura

    Con questo libro, Henry Miller entra senza bussare fra i grandissimi della letteratura di ogni tempo.

    Se non lo leggete non sapete che vi perdete.

    said on 

  • 5

    Leggilo e togliti il sudiciume dalla pancia!

    E come dice Dan Peterson per il the al limone: FENOMENALE!
    Henry Miller ci inietta nella Parigi anni '30: la più ricca, la più povera, la più sporca e polverosa che una prostituta da 10 franchi possa offrire. Il libro, tutto in prima persona, rimbalza fra episodi di una vita impossibile e sproloq ...continue

    E come dice Dan Peterson per il the al limone: FENOMENALE! Henry Miller ci inietta nella Parigi anni '30: la più ricca, la più povera, la più sporca e polverosa che una prostituta da 10 franchi possa offrire. Il libro, tutto in prima persona, rimbalza fra episodi di una vita impossibile e sproloqui di una mente malata e maledettamente gènial. In ogni pagina si può trovare almeno una frase che andrebbe citata su dei poster, i personaggi maschili sono tutti definiti da caratteristiche e comportamenti assurdi, per non parlare delle donne! E poi dai, quante volte capita di trovare un libro di ottant'anni fa che pare scritto l'altro ieri... Bellizzimo!

    said on 

  • 3

    Una lettura faticosa: bisogna scavare e scavare per riuscire a trovare piccoli frammenti di bellezza, non solo stilistica, in mezzo a una caterva di "gesta sessuali" poco interessanti.

    said on 

  • 4

    "C'è qualcosa di osceno in questo amore del passato che finisce con la fila del pane e col ricovero. [...] Ogni uomo con la pancia piena di classici è un nemico della razza umana." AMEN.

    said on 

  • 0

    Leggere questo libro è come entrare in una stanza immersa nella penombra, polverosa, carica di mobili e di oggetti in disordine, con tende pesanti, il pavimento cosparso di bottiglie vuote,sigarette spente, sperma e vomito...Si intuisce che, chi c'è stato prima, abbia trascorso momenti di intenso ...continue

    Leggere questo libro è come entrare in una stanza immersa nella penombra, polverosa, carica di mobili e di oggetti in disordine, con tende pesanti, il pavimento cosparso di bottiglie vuote,sigarette spente, sperma e vomito...Si intuisce che, chi c'è stato prima, abbia trascorso momenti di intenso godimento, cercando il senso della vita nel nutrimento dell'ultima cellula del proprio corpo. Ma, entrando dopo la festa, ci si becca solo il senso di soffocamento che viene dallo spettacolo dei postumi dello sballo ed è inevitabile la voglia di fuggire... Miller descrive bene i suoi giorni dissoluti a Parigi, ma il senso del suo nichilismo edonistico non lascia traccia in me.

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  • 5

    una maravilla

    Absolutamente recomendable. Es el primer libro que leo de este autor y me ha cautivado. Tiene una forma de escribir diferente a la de muchos autores. Es capaz de expresar sentimientos profundos y dolorosos con una belleza increíble.

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  • 2

    Terminato per pura e semplice forza di volontà...

    ...e pensare che è considerato uno dei maggiori capolavori del 900!
    Un'accozzaglia di vaneggiamenti allucinanti e privi di senso, senza nè capo, nè coda, espressi in un linguaggio crudo che avrebbe voluto essere provocatorio ed invece, a mio parere, risulta solo volgare ed inappropriato.
    La trama ...continue

    ...e pensare che è considerato uno dei maggiori capolavori del 900! Un'accozzaglia di vaneggiamenti allucinanti e privi di senso, senza nè capo, nè coda, espressi in un linguaggio crudo che avrebbe voluto essere provocatorio ed invece, a mio parere, risulta solo volgare ed inappropriato. La trama è del tutto inesistente! E la bella Parigi è ridotta ad una cloaca, in cui sguazzano prostitute, "artisti" nulla facenti, afflitti da "fame","scolo", "sifilide" e "pazzia" ma di tornare in America proprio non se ne parla. Mi lascio questo libro alle spalle con grande sollievo e gioia. Non vogliatemene!!Ma non sono riuscita a comprenderne il significato.

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  • 1

    "Questo non è un libro"

    Lo dice lui stesso. No. Non è un libro. È un buco nero.
    Il buco nero di Henry Miller il quale, stando in bilico sull'orizzonte degli eventi, osserva barcollante il suo caos, fino ad essere risucchiato dalle sue stesse parole, dai suoi stessi pensieri febbricitanti.
    Tutto è rivolto a sé stesso, c ...continue

    Lo dice lui stesso. No. Non è un libro. È un buco nero. Il buco nero di Henry Miller il quale, stando in bilico sull'orizzonte degli eventi, osserva barcollante il suo caos, fino ad essere risucchiato dalle sue stesse parole, dai suoi stessi pensieri febbricitanti. Tutto è rivolto a sé stesso, contro sé stesso e ripiegato su sé stesso. Tutto comincia e finisce lì. Dice anche: "Canterò per voi", ma non è vero. A me non vuole dire niente. In realtà non gli interessa dire niente; gode semplicemente crogiolandosi nel suo eloquio sconnesso, eiaculando parole. Dal buco nero non sfugge nulla, nemmeno un fotone. Non esce nessun canto. Me ne sono stata lì, snobbata e annichilita dalla sua egocentrica megalomania. Insopportabile.

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  • 5

    Pura poesia

    Con i suoi flussi deliranti, Miller ci schiaffeggia impietosamente, ci sbatte in faccia con foga ogni bruttura, piccolezza e vacuità della vita che ci circonda, ma con la stessa foga ci ricorda costantemente, irrimediabilmente, che siamo vivi. E che da vivi dovremmo vivere.


    Perle di bellez ...continue

    Con i suoi flussi deliranti, Miller ci schiaffeggia impietosamente, ci sbatte in faccia con foga ogni bruttura, piccolezza e vacuità della vita che ci circonda, ma con la stessa foga ci ricorda costantemente, irrimediabilmente, che siamo vivi. E che da vivi dovremmo vivere.

    Perle di bellezza si insinuano in ogni frase, si celano in ogni pagina.

    Un libro non semplice ma straordinario.

    Assolutamente impietosa la critica al sogno americano.

    "Dateci un mondo di uomini e di donne con una dinamo fra le gambe, un mondo di furia naturale, di passione, d'azione, di dramma, di sogni, di follia, un mondo che produca estasi, e non scoregge secche. Io credo che oggi più che mai debba cercarsi un libro, anche se dentro c'è una sola pagina grande: dobbiamo cercare frammenti, schegge, unghie dei piedi, tutto ciò che abbia materia in sé, capace di resuscitare corpo e anima. Forse siamo condannati, non c'è speranza per noi, per nessuno di noi, ma se è così lanciamo un ultimo urlo d'agonia e di sangue aggrumato, uno strillo di sfida, un grido di guerra! Basta con i lamenti! Basta con le elegie e le trenodie! Basta con le biografie e le storie e le biblioteche e i musei! Che il morto mangi il morto. E noi vivi danziamo sull'orlo del cratere, un'ultima danza di morte. Ma che sia una danza!"

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