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Tropico del Cancro

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.7
(3544)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8804458194 | Isbn-13: 9788804458197 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    Sesso e delirio a Parigi (e dintorni)

    Stringata panoramica sui protagonisti di questo "romanzo": gli uomini sono tutti pseudo-artisti, pseudo-scrittori, pseudo-ricchi che (non) cercano di sbarcare il lunario e vivono di stenti, sesso (e r ...continua

    Stringata panoramica sui protagonisti di questo "romanzo": gli uomini sono tutti pseudo-artisti, pseudo-scrittori, pseudo-ricchi che (non) cercano di sbarcare il lunario e vivono di stenti, sesso (e relative malattie), e deliri di onnipotenza che non li portano da nessuna parte. Le donne sono tutte zoccole. Nessuno si salva, nessuno è un eroe, nessuno è onesto, tutti cercano di fregare tutti. Nulla di "buono" nell'accezione più comune del termine. Un elogio continuo del marcio, dei fluidi corporei, dell'assenza di qualsiasi tipo di sentimento.
    Assieme a un senso di totale indifferenza, l'unica cosa che mi ha dato questo libro è stata una gran fatica nella lettura.
    Eppure di tanto in tanto si avverte che l'autore "sa scrivere". La freddezza che trasmette, questa totale e forzata a-moralità, sicuramente uno stile ben preciso, non anonimo, ma difficilmente piacevole da digerire.

    ha scritto il 

  • 2

    Quando la realtà supera la fantasia

    Uno scrittore povero e felice. Una Parigi ricca di emozioni, persone uniche, donne di facili costumi e uomini generosi ed egoisti.
    Una lettura interessante, ma non sempre scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ripasso in un lampo le donne che ho conosciuto. E come una catena che ho tratto dalla mia miseria. Ciascuna legata all'altra.
    Paura di vivere staccato, di rimanere nato. La porta dell'utero mai
    chius ...continua

    "Ripasso in un lampo le donne che ho conosciuto. E come una catena che ho tratto dalla mia miseria. Ciascuna legata all'altra.
    Paura di vivere staccato, di rimanere nato. La porta dell'utero mai
    chiusa a chiave. Paura e desiderio. In fondo al sangue la trazione del Paradiso. L'aldilà. Sempre l'aldilà. Dev'esser cominciato tutto dall'ombelico. Tagliano il cordone ombelicale, ti danno uno
    sculaccione e via! Sei nel mondo, alla deriva, nave senza timone. Guardi le stelle e poi ti guardi l'ombelico. Ti crescono occhi dappertutto - nelle ascelle, fra le labbra, alla radice dei capelli, sulla pianta dei piedi. Quel che è distante diviene vicino, quel che è vicino distante. Dentro-fuori, un flusso costante, una perpetua muta, un rovesciamento. Vai alla deriva per anni e anni, finché ti trovi al centro morto, e lì lentamente marcisci, lentamente vai a pezzi, ti disperdi di nuovo. Resta soltanto
    il tuo nome".

    Difficile recensire un libro del genere: spiazzante a tratti, ossessivo nella ricerca del sesso ogni istante, del cibo, del bere sfrenato, dell'amicizia....
    Alcune pagine le ho trovate molto belle, profonde, altre anche un po' noiose.
    Però anche un po' offensivo per come considera le donne: come merce indispensabile.

    ha scritto il 

  • 2

    Futurismo letterario in salsa stracciona

    Un classico da cui mi aspettavo troppo. Quando uscì, fu forse una sorpresa e un'opera di rottura, ma oggi mi sembra solo un libro che stilisticamente è invecchiato male. Certo, non mancano corpose tra ...continua

    Un classico da cui mi aspettavo troppo. Quando uscì, fu forse una sorpresa e un'opera di rottura, ma oggi mi sembra solo un libro che stilisticamente è invecchiato male. Certo, non mancano corpose tracce di buona scrittura, ma tutto si annacqua nel terribile insensato casino in cui l'autore sguazza lieto.
    Futurismo letterario in salsa stracciona. Una delusione.

    ha scritto il 

  • 1

    Volgarità e disfacimento...

    Abbagliata da giudizi positivi e da critiche lusinghiere, e avendo il libro in biblioteca, mi sono impegnata in questa lettura che si è rivelata ostica e per nulla piacevole...
    Sono le reminescenze de ...continua

    Abbagliata da giudizi positivi e da critiche lusinghiere, e avendo il libro in biblioteca, mi sono impegnata in questa lettura che si è rivelata ostica e per nulla piacevole...
    Sono le reminescenze dell'autore che descrive il suo vissuto e quello dei suoi amici in una Parigi povera e decadente...
    Pur essendo dispiaciuta non mi sento di condividere tali giudizi...
    Si tratta di un libro volgare e dai contenuti scialbi, privi di significato, orrende descrizioni sessuali che mi hanno indotto il vomito, linguaggio scurrile e privo di eleganza...
    Non mi sento di consigliarlo a nessuno e mi spiace per l'autore Miller che ha scritto anche dei romanzi carini come ad esempio "Paradiso perduto", ma in questa squallida cronoca di sesso, pidocchi e ambienti sudici non ci trovo nulla di interessante.
    Non lo consiglio agli adulti perchè c'è il pericolo di smettere di fare sesso per il disgusto, non lo consiglio ai ragazzi per ovvie ragioni di decenza, perchè è un romanzo imperniato di parolacce e quindi nulla può insegnare loro se non la volgarità e la decadenza...Se volete leggere un bel classico erotico vi consiglierei semmai "l'amante di lady Chatterley" che riporta alcuni esempi cristallini di amplessi sensuali molto eccitanti.
    Per il resto, e scusandomi dei toni accesi...
    Sconsigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 2

    Crudo,duro,desolante,esplicito...che altro dire,oggi non lo rileggerei, più che altro per i contenuti così tristemente graffianti,a tratti volgari. Non è male come libro,certo prima di leggerlo occorr ...continua

    Crudo,duro,desolante,esplicito...che altro dire,oggi non lo rileggerei, più che altro per i contenuti così tristemente graffianti,a tratti volgari. Non è male come libro,certo prima di leggerlo occorre aver voglia di calarsi nelle atmosfere degradanti di quella Parigi anni '30.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggilo e togliti il sudiciume dalla pancia!

    E come dice Dan Peterson per il the al limone: FENOMENALE!
    Henry Miller ci inietta nella Parigi anni '30: la più ricca, la più povera, la più sporca e polverosa che una prostituta da 10 franchi possa ...continua

    E come dice Dan Peterson per il the al limone: FENOMENALE!
    Henry Miller ci inietta nella Parigi anni '30: la più ricca, la più povera, la più sporca e polverosa che una prostituta da 10 franchi possa offrire. Il libro, tutto in prima persona, rimbalza fra episodi di una vita impossibile e sproloqui di una mente malata e maledettamente gènial. In ogni pagina si può trovare almeno una frase che andrebbe citata su dei poster, i personaggi maschili sono tutti definiti da caratteristiche e comportamenti assurdi, per non parlare delle donne! E poi dai, quante volte capita di trovare un libro di ottant'anni fa che pare scritto l'altro ieri... Bellizzimo!

    ha scritto il 

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