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Tropico del Capricorno

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 888)

3.8
(1079)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8807808889 | Isbn-13: 9788807808883 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Traduttore: Luciano Bianciardi ; Prefazione: Guido Piovene

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Il conflitto psicologico con la realtà esterna porta alla fuga psicogena, al delirio di onnipotenza e all’alienazione. Il delirio di onnipotenza in particolare viene espresso nella forma ...continua

    Il conflitto psicologico con la realtà esterna porta alla fuga psicogena, al delirio di onnipotenza e all’alienazione. Il delirio di onnipotenza in particolare viene espresso nella forma del superuomo che con le sue super capacità rifiuta la banalità della vita di un uomo normale. È la manifestazione di un evidente espressione di megalomania, che però non sfocia nella volontà di raggiungere il massimo dalla propria esistenza, ma nella difficile sopravvivenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Henry Nietzsche ha scritto questo libro

    L'ho trovato molto più "filosofico" rispetto al Cancro. Pagine bellissime per uno scrittore straordinario, condite di massime e visioni del mondo che fanno di un uomo degli anni '30 uno Ubermensh ...continua

    L'ho trovato molto più "filosofico" rispetto al Cancro. Pagine bellissime per uno scrittore straordinario, condite di massime e visioni del mondo che fanno di un uomo degli anni '30 uno Ubermensh del futuro

    ha scritto il 

  • 5

    "In tutte le cose io vedevo subito l'opposto, la contraddizione, e fra il reale e l'irreale l'ironia, il paradosso. Ero io il mio peggior nemico. Nulla c'era che volessi fare e potessi anche non ...continua

    "In tutte le cose io vedevo subito l'opposto, la contraddizione, e fra il reale e l'irreale l'ironia, il paradosso. Ero io il mio peggior nemico. Nulla c'era che volessi fare e potessi anche non fare. Anche bambino, quando nulla mi mancava, io volevo morire; volevo arrendermi perché non vedevo senso nella lotta. Sentivo che nulla si sarebbe provato, sostanziato, aggiunto o sottratto continuando un'esistenza che io non avevo chiesto. Tutti attorno a me eran dei falliti, e se non falliti ridicoli. Specialmente chi avesse avuto successo. Questi poi mi annoiavano fino alle lacrime. Ero comprensivo per chi sbagliava, ma non era la compassione a muovermi. Era una virtù meramente negativa, una debolezza che fioriva alla sola vista della miseria umana. Non ho mai aiutato nessuno aspettandomi che ciò gli facesse del bene; Io aiutavo perché non ero capace di fare altrimenti. Voler cambiare la condizione delle cose a me pareva futile; nulla sarebbe cambiato - ne ero convinto - se non per un mutamento del cuore, e chi può cambiare il cuore degli uomini? Di tanto in tanto un amico si convertiva; roba da vomitare. Non avevo bisogno di Dio, più di quanto Egli avesse bisogno di me, e se un Dio ci fosse, dicevo spesso fra me,andrei a trovarlo calmo calmo e Gli sputerei in faccia. Più seccante il fatto che a prima vista la gente mi prendeva per buono, gentile, generoso, leale, fedele. Forse io possedevo queste virtù, ma soltanto perché ero indifferente: potevo permettermi d'essere buono,gentile, generoso, leale e così via, perché ero libero da invidia. L'invidia era l'unica cosa di cui io non fossi vittima. Non ho mai invidiato nulla e nessuno. Al contrario, ho solo sentito pietà per tutti e per tutto."

    Bom. Ho trovato il mio nuovo autore preferito.

    ha scritto il 

  • 5

    "Dal fondo dell'anima mia ho pena di questi poveri diavoli che qui nascono e muoiono. Non vedo motivo al mondo per cui debba esistere un posto simile. Non c'è motivo per cui uno debba attraversare ...continua

    "Dal fondo dell'anima mia ho pena di questi poveri diavoli che qui nascono e muoiono. Non vedo motivo al mondo per cui debba esistere un posto simile. Non c'è motivo per cui uno debba attraversare la strada a farsi la barba e i capelli, o comprare una bistecca di manzo. Uomini, compratevi un fucile e ammazzatevi! Spazzate via questa strada dalla mia mente per sempre; non c'è un grammo di significato."

    ha scritto il 

  • 5

    Sono alle ultime pagine e già sono in sindrome d'astinenza. La crescita dello scrittore è evidente rispetto al tropico del cancro ed anche e le sue analisi sono più feroci, peccato per un ...continua

    Sono alle ultime pagine e già sono in sindrome d'astinenza. La crescita dello scrittore è evidente rispetto al tropico del cancro ed anche e le sue analisi sono più feroci, peccato per un eccessivo soffermarsi nel guazzabuglio di emozioni che per una discreta parte del libro sono troppo rappresentate. Questo rende la lettura decisamente più difficile meno piacevole del solito.

    ha scritto il 

  • 4

    "Se mi toccasse la sorte di essere Iddio la rifiuterei. Se mi toccasse la sorte di essere una stella la rifiuterei. La più meravigliosa occasione che la vita offre è d'essere umano. Comprende tutto ...continua

    "Se mi toccasse la sorte di essere Iddio la rifiuterei. Se mi toccasse la sorte di essere una stella la rifiuterei. La più meravigliosa occasione che la vita offre è d'essere umano. Comprende tutto l'universo. Comprende la conoscenza della morte, che non tocca nemmeno a Dio."

    Bel libro, linguaggio colorito come sempre, personaggi ben delineati, una descrizione dell'America (l'Ufficio) impietosa. Ma su tutto regna la gran voglia di vivere, di conoscere, di scoprire e di assaporare di Miller.

    ha scritto il 

  • 5

    Il classico libro eterno. In realtà non classificabile, forse meglio del Cancro, ma non ho ancora letto la trilogia successiva. Unico appunto: le nuove cover della Feltrinelli sono, per me, le più ...continua

    Il classico libro eterno. In realtà non classificabile, forse meglio del Cancro, ma non ho ancora letto la trilogia successiva. Unico appunto: le nuove cover della Feltrinelli sono, per me, le più brutte in assoluto.

    ha scritto il 

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