Tropico del cancro

Di

Editore: Parnaso

3.7
(3600)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: A000145311 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luciano Bianciardi

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    Miller e il sesso

    Uno dei pregi maggiori del libro è l'onestà e la naturalezza con cui vengono descritte le esperienze sessuali dei personaggi; il linguaggio, lo stile usati sono quelli del parlato quotidiano e il sess ...continua

    Uno dei pregi maggiori del libro è l'onestà e la naturalezza con cui vengono descritte le esperienze sessuali dei personaggi; il linguaggio, lo stile usati sono quelli del parlato quotidiano e il sesso è visto come qualcosa di quotidiano, tutto l'opposto del sesso sacrale di un D. H. Lawrence. Anche il sesso, infatti, non sfugge alla straordinaria ironia (quando non al senso comico) che è sempre vivissima in Miller. E' imbarazzante come un personaggio letterario possa risultare così intelligente da apparire tanto disinvolto e spregiudicato, quanto insolente, irrispettoso, sfacciato, sfrontato, di buon gusto, divertente, piacevole, simpatico anche al conformista più esperto, mentre nella vita reale lo stesso personaggio sconvolgerebbe chiunque. Sarà la forza della letteratura, ma certo è che se non si hanno doti descrittive e una gran penna, qualsiasi critica ci pioverebbe addosso come grandine. Questo è Henry Miller: un misto di lucida anarchia, uno tsunami ormonale e un grande omaggio alla poesia. SÏ, poesia! perché già Tropico Del Cancro è composto di rime segrete, romanzo che ha le sembianze di un anti-romanzo, fantasia e invenzione, tangibilità e verità, note dolci e sarcastiche, realtà e bugia, tutto assieme. Credo che sia questo il segreto, dietro l'ipocrisia dell'età moderna, dietro la felicità dell'era dei consumi, dietro l'io e il super-io, sta questo magma incadescente di passioni, odi, pulsioni: pulsioni creative che solo un grande autore poteva far germinare per dire a tutti, infine, Ecce Omo! C'è un passo nel libro che in particolar modo colpisce, proprio all'inizio. Certo non lo si leggerà mai nei libri di scuola, ma è un omaggio alla vagina che andrebbe letto e riletto, se non altro perché in prosa esprime poesia quanto l'elogio della rosa di Borges. Ma il linguaggio di Miller è forte, irriverente, iconoclasta; Ë ancora il linguaggio di un letterato che si mette a nudo e pi˘ che a costruire l'elogio romantico del fiore pensa a un'altra cosa, evitando che la nevrosi si impossessi di uomo e donna. Anche il sesso, infatti, non sfugge alla straordinaria ironia, come dicevo poc'anzi, che è sempre vivissima in Miller. ìI mondo del sesso è il racconto della vita di Miller, che non è mai lo stesso, ma solo il medesimo nel suo itinerario interiore ed artistico, che batte la strada della bellezza, della verità, della libertà e dell'amore. Quest'ultimo libro segna la sua maturità, la consapevolezza che ogni sentimento può essere distruttivo, ma che, per paradosso, porta líuomo a rinascere per la seconda, terza volta e che in virtù di questo premio è necessario, per non dire fisiologico, lasciarsi frantumare. La nullità ontologica dell'uomo si riscontra in ogni sua azione, dalla più grandiosa alla più misera, come l'uccisione, una morte inutile che ti offende. Da Roma, nei grandi giardini di Villa Borghese, a Parigi si svolge il testo che vede proprio Parigi la vera protagonista del romanzo, colta, vissuta, intuita a 360 gradi: quartieri poveri, ricchi, degradati, fatiscenti, lussuosi, caffè, brasserie, parchi verdi e lunghi viali, strade affollate, buie, spente, desolate. Ed intanto Parigi scruta, odora, piange, s'illumina a notte, Ë come una puttana. Da lontano pare incantevole, non vedi l'ora di averla tra le braccia. E cinque minuti dopo ti senti vuoto, schifato di te stesso. Ti senti truffato. La lingua di Miller è informale, cruda; il suo stile semplice è capace di scuoterti, coinvolgerti ed allo stesso tempo sconvolgerti. La sua è una convinzione antica come líuomo: Noi, schiavi del proprio ventre! Tropico del cancro è un libro vero, uno scavo nell'animo umano che grida o parla piano, ma destruttura le certezze borghesi per parlare della vita, bella certo, ma anche spesso falsa e meretrice.

    ha scritto il 

  • 3

    Liberté, égalité, Andrea Diprè.

    Sono un americano a Parigi, non ho un soldo, ho una mazza di venti centimetri. Scrivo per vivere, vivo per scrivere. Poi però vivo troppo e allora mi dimentico di scrivere. Mangio a sbafo, faccio le t ...continua

    Sono un americano a Parigi, non ho un soldo, ho una mazza di venti centimetri. Scrivo per vivere, vivo per scrivere. Poi però vivo troppo e allora mi dimentico di scrivere. Mangio a sbafo, faccio le tende davanti all'American Express in attesa che da New York mia moglie mi mandi del grano. Mi circondo di casi umani e di cialtroni, di artistoidi e di puttane. Ogni tanto mi scopro lirico. Talvolta lavoro persino. Non conosco nessuno che sia minimamente a posto con la testa. E io? Io speriamo che non mi becco lo scolo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Tropico del Cancro". Vero e coraggioso.

    Il protagonista ci narra della sua vita; una vita vissuta senza regole, senza sovrastrutture, nei bordelli, nei vicoli e negli alberghi di Parigi insieme agli amici. Un libro che scava nell’animo, inn ...continua

    Il protagonista ci narra della sua vita; una vita vissuta senza regole, senza sovrastrutture, nei bordelli, nei vicoli e negli alberghi di Parigi insieme agli amici. Un libro che scava nell’animo, innervato di vita e di passione.
    La recensione (di questo libro e di altri libri classici della letteratura erotica) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link:
    https://www.youtube.com/watch?v=uWE5YPRFLjk

    ha scritto il 

  • 0

    Molto difficile da recensire. Sicuramente una scrittura enorme. Lo si capisce già dopo poche righe.
    Il filo narrativo è molto spesso intervallato da pagine di frasi senza un significato concreto che s ...continua

    Molto difficile da recensire. Sicuramente una scrittura enorme. Lo si capisce già dopo poche righe.
    Il filo narrativo è molto spesso intervallato da pagine di frasi senza un significato concreto che se lette singolarmente non hanno neanche senso. Sono momenti orgiastici di pensieri scritti a fiume che vanno letti come fosse una armonia unica, bisogna lasciarsi trasportare da quelle parole senza soffermarcisi più di tanto. Fanno parte del quadro obnubilato dei suoi pensieri.
    Quello che deve arrivare, arriva: la francia decadente, la povertà, i drammi, la pochezza delle virtù, i piaceri effimeri dei poveri.
    3 stelle per la storia, 4 per il potere narrativo.

    ha scritto il 

  • 2

    Bah...

    ...mi chiedo dove risieda il valore letterario di questo libro, malgrado la quarta di copertina reciti: "uno dei grandi capolavori della letteratura novecentesca". Molto meglio Opus Pistorum, nella su ...continua

    ...mi chiedo dove risieda il valore letterario di questo libro, malgrado la quarta di copertina reciti: "uno dei grandi capolavori della letteratura novecentesca". Molto meglio Opus Pistorum, nella sua efferata amoralità, anche se ciò non è sufficiente per salvare Miller; quando la smetteranno di considerare la sua produzione imprescindibile quanto quella di Céline?

    ha scritto il 

  • 1

    Vaneggiamenti sconnessi di un ubriacone pulcioso con velleità da bohemien. Frasi ad effetto buttate a casaccio non sono utili a migliorare di molto la situazione.
    Caro Miller, mi fai pensare a quei ti ...continua

    Vaneggiamenti sconnessi di un ubriacone pulcioso con velleità da bohemien. Frasi ad effetto buttate a casaccio non sono utili a migliorare di molto la situazione.
    Caro Miller, mi fai pensare a quei tizi che ruttano e scoreggiano compiacendosi di fronte agli astanti per la potenza acustica e venefica delle loro esalazioni finalizzate esclusivamente a sconcertare.
    Mi spiace, le tue emissioni non mi sconcertano affatto, mi annoiano solamente a morte. Quindi, dopo un'ottantina di pagine, esco dall'osteria e ti lascio ai tuoi mefitici deliri.

    ha scritto il 

  • 0

    L'autore ha un modo di scrivere alquanto bizzarro: o lo si apprezza, o lo si odia.
    Si tratta di uno stile molto tagliente e diretto, mischiato a flussi di coscienza.
    Gli argomenti trattati sono princi ...continua

    L'autore ha un modo di scrivere alquanto bizzarro: o lo si apprezza, o lo si odia.
    Si tratta di uno stile molto tagliente e diretto, mischiato a flussi di coscienza.
    Gli argomenti trattati sono principalmente i rapporti sessuali che ha avuto il protagonista, nonchè l'autore, descritti con dovizia di particolari e usando uno stile crudo e volgare, privo di sensualità e passione.
    Accanto a questi, vengono raccontate le diverse eperienze che il protagonista matura mentre vive a Parigi e, in particolare, il rapporto che ha con due suoi amici.
    Tutte queste vicissitudini sono inframezzate da critiche e riflessioni che l'autore fa sulla società parigina del periodo in cui è ambientato il libro.
    Se non si è più che convinti di leggerlo, conviene non iniziarlo proprio.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei pregi maggiori del libro è l'onestà e la naturalezza con cui vengono descritte le esperienze sessuali dei personaggi; il linguaggio, lo stile usati sono quelli del parlato quotidiano e il sess ...continua

    Uno dei pregi maggiori del libro è l'onestà e la naturalezza con cui vengono descritte le esperienze sessuali dei personaggi; il linguaggio, lo stile usati sono quelli del parlato quotidiano e il sesso è visto come qualcosa di quotidiano, tutto l'opposto del sesso sacrale di un D. H. Lawrence. Anche il sesso, infatti, non sfugge alla straordinaria ironia (quando non al senso comico) che è sempre vivissima in Miller. E' imbarazzante come un personaggio letterario possa risultare così intelligente da apparire tanto disinvolto e spregiudicato, quanto insolente, irrispettoso, sfacciato, sfrontato, di buon gusto, divertente, piacevole, simpatico anche al conformista più esperto, mentre nella vita reale lo stesso personaggio sconvolgerebbe chiunque.

    ha scritto il 

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